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Contro la musica nel template

martedì, 24 giugno 2008

dinamiche su cui riflettere

per dire.

se scegli di leggere un libro in aereo per stemperare l'ansia da viaggio,

sarebbe meglio non  optare  per una trama in cui ad un bel punto  l'intera famiglia del protagonista muore in un incidente.

aereo.

 
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:40 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: pensieri on the road, posologia della vita quotidiana
mercoledì, 14 maggio 2008

Ecco.

avevo un gruppo di pensieri.

se ne stavano lì a fare il solito nulla.

un gruppo li ho mandati in vacanza, credo si siano persi per strada, mai pervenuti a destinazione.

di quelli rimasti, uno guardava nel vuoto in lontananza facendosi strane domande e dandosi strane risposte.

uno pensava per conto suo e arrossiva come un cretino.

uno è esploso in mille piccoli pezzi che rotolavano nel cervello, e gli altri pensieri si inciampavano e cozzavano e si dannavano.

uno piccolo ma tenace continuava a dire ci risiamo ci risiamo ci risiamo. e ha preso armi e bagagli e si è nascosto da qualche parte adducendo come scusa che lui non ne vuole sapere.

un altro ha detto finalmente era ora, ed è scivolato giù, dalla testa allo stomaco, ora non so dove sia, ma credo che per trovarlo basti seguire una leggera scia di dolore.

poi quello in disparte, leggermente intristito, si è girato, e ha dato fuoco a tutti i pensieri rimasti.

perché c'era da portare un po' di calore.



non so di preciso cosa dedurne, ma in testa ho una gran puzza di bruciato.

potrebbe essere un indizio.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:22 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: posologia della vita quotidiana
venerdì, 25 aprile 2008

perchè, dunque, preoccuparsene?

oggi mia madre mi fa

sono preoccupata per il tuo futuro

e io

quale futuro mamma?è tardi. non è che me ne rimanga molto.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:54 | link |in line commenti (18) pop up commenti (18)
categorie: paperthoughtsweddingreflections, posologia della vita quotidiana
mercoledì, 05 marzo 2008

come una ruota di bicicletta.

giragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragira

poi si ferma

e poi

giragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragiragira

giornate che iniziano male e finiscono peggio, che iniziano bene e finiscono male, che iniziano male e finiscono bene.

mai che inizino bene e finiscano meglio, ma non lamentiamoci.

come una ruota di bicicletta; si, ma di Duchamp.

capovolta.

e fissata su uno sgabello, che non va da nessuna parte.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:37 | link |in line commenti (22) pop up commenti (22)
categorie: pensieri spettinati, posologia della vita quotidiana
venerdì, 29 febbraio 2008

Apriremo scuole di perdono

per succhiarci via il veleno

raccontando storie ripugnanti

così sentiranno tutti quanti


era un anno bisestile quando tutto ha avuto inizio. in un altro anno bisestile trovo poetico che tutto ciò che ha dato il via alla valanga di eventi, alla frana ( e per frana intendo solo qualcosa di potente e non facilmente manovrabile, senza giudizi di merito) che mi ha portato dove sono ora,  trovi una sua sorta di naturale compimento. una sua soluzione. solo in un giorno che praticamente non esiste se non ogni quattro anni, i nodi vengono al pettine, e puoi chiamare le cose con il loro nome.

ritrovare pezzi che avevi perso per strada, farli combaciare con altri. sorridere di cose che facevano soffrire.

e ricominciare.



porterò una maschera felice

e camufferò la voce

tieniti lontano dalla luce

dove la pietà ti lascia in pace

Quando avranno smesso di gridare

ci potremo rivedere

inservibili le nostre ali

seguiremo lenti i girasoli

 


mercanti di liquore_ Lacrime amare

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:48 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: pensieri di carta, posologia della vita quotidiana
lunedì, 14 gennaio 2008

me|mò|ria

facoltà della mente umana di conservare, ridestare in sé e riconoscere nozioni ed esperienze del passato; capacità dell’uomo di ricordare



psic., neurol., complesso di meccanismi psicologici e neurofisiologici che determinano il formarsi del ricordo attraverso modificazioni chimiche e strutturali delle cellule e dei circuiti nervosi



biol., capacità comune a molti organismi viventi di conservare traccia degli stimoli ricevuti e di servirsene nelle relazioni con il mondo esterno









per quanto tempo è lecito sottoporsi al ricordo delle cose, delle persone, delle situazioni, prima di riuscire a concedersi il lusso di dimeticare, o anche solo di concedersi che le stesse eprdano un pò, almeno un pò, di importanza?







pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:00 | link |in line commenti (14) pop up commenti (14)
categorie: posologia della vita quotidiana
mercoledì, 09 gennaio 2008

ho una risposta. o qualcosa che potrebbe essere una risposta, le assomiglia abbastanza.

pertanto, c'è una domanda che vorrei fare

a due persone

una so che non mi risponderebbe, o che nella migliore delle ipotesi, mi racconterebbe una bugia.

all'altra potrei farla, ma nessuno mi assicura che possa stimarmi al punto da raccontarmi la verità.



non se ne esce.



(un grazie particolare all'uomo che si nasconde sotto il cappello di Dio)





 
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:05 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: posologia della vita quotidiana
domenica, 30 dicembre 2007

l'anno è iniziato solitario. pieno di buoni propositi.

ho ristretto il campo di interessi a me stessa, e per un pò ha anche funzionato.

ho guardato dove ho messo i piedi. per lo più hanno calpestato palchi e sottopalchi.

ed era giusto, era confortevole.

gennaio, febbraio.

marzo come al solito, si presenta pieno di strane novità.

aprile, maggio. mi riscopro, che chissà dove ero scivolata.

lo so dove, ero rimasta nelle pieghe di piccole bugie, di persone a cui tenevo ma che non mi hanno tenuta abbastanza. ero rimasta nei tasti di parole non dette, ma trascritte sospese fra realtà e qualcosa che realtà non è e finzione neppure.

giugno incomincio a patire l'estate, come chi soffre il mare e vede la nave e già ha la nausea, e si sente il terreno meno fermo sotto i piedi.

luglio. luglio col bene che ti voglio, ma tutto finisce, soprattutto le cose a cui tieni di più. non basta essere come si è, non basta tutto l'amore, non basta la fatica, non basta mai niente. luglio si porta via tutto. e gli succede agosto. immersione negli studi, che tanto ormai non ci crede più nessuno, solo io. e mi chiedo perchè. finalmente l'autunno, ma come? è gia autunno? qualche riga fa era ancora inverno. e allora via, il compleanno, e i piccoli regali che si trascina dietro. e poi i malanni, di tutto ottobre e novembre. novembre maledetto ed orribile di tutte le cose che non vorrei più risentire, del venire al pettine dei nodi. e il nodo più grosso son io. sciogliersi non è poi così facile. dicembre di lavoro e di prove e prove e prove e prove. dicembre di delusioni, e di piccoli ritorni. di confidenze inaspettate e di altrettante corrisposte affermazioni di solidarietà. dicembre di tisane e libri. dicembre di buoni propositi.

e di buoni obiettivi.



2004 2005 2006



liberami dai falsi e dagli ipocriti, quelli che mi fanno domande di cui vogliono sentire solo la risposta che si aspettano

da quelli che vano a dire ad altri che son dispiaciuti di avermi perso, dando la colpa a chi colpa non ne ha, senza pensare che son le loro stupid bugie ad aver rovinato tutto

liberami da quelli convinti di avere la soluzione per tutti i mali di cui sono convinti io sia afflitta, ed ovviamente il rimedio sovrano è insito nella loro saggezza

liberami da quelli che sono solo dei rompicoglioni.

o libera loro da me, fa lo stesso.

che le nostre strade non si incrocino se non fugacemente. se proprio si deve.

e che poi riprendano la loro strada e si allontanino fino a socmparire come puntolini all'orizzonte.

grazie.

 
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 18:55 | link |in line commenti (15) pop up commenti (15)
categorie: posologia della vita quotidiana
lunedì, 24 dicembre 2007

due pensieri di natale.

primo pensiero.

la crisi economica.

mah.

sarà anche vero, la gente spende meno.

non è del tutto vero, la gente spende meno per determinate cose.

per dire, o si veste firmata, o si veste dai cinesi.

però piuttosto non si compra delle cose che durano, punta più su qualcosa di effimero.

tipo viaggi e cibo.

qualcosa che non rimane indietro.

sul genere : nella ritirata non fate prigionieri.

viaggi e cibo.

che cibo poi.

ho notato che la più parte comprano regali a base di cibo.

tipo: compro un bel cestino di vivande, che porto ad una cena, così si apre insieme e mangiando rientro in parte della spesa.

rientro in senso più fisico che metafisico, ecco.



secondo pensiero.

i bambini.

background della scena: il banco di una farmacia.



bambino: cos'è quello (indicando delle barrette al cioccolato)

genitori: sono integratori dietetici

bambino: cos'è quello (indicando dei vaporizzatori)

genitori: sono deodoranti

bambino: cos'è quello (indicando preservativi)

pensieri di carta: sono una cosa bambino che se i tuoi genitori avessero saputo usare, avrebbero evitato che il mondo fosse intasato da un ulteriore rompicoglioni di bassa statura.



purtroppo l'ultima battuta dell'opera rientra nella sfera della finzione. il bambino non è stato traumatizzato, anzi, con ogni probabilità è ancora in farmacia a smarronare il mondo di passaggio chiedendo cos'è ogni singolo prodotto....


pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:16 | link |in line commenti (17) pop up commenti (17)
categorie: posologia della vita quotidiana
lunedì, 26 novembre 2007

Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece starnazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.

Henry Ford




dormici su, dicono.

la notte porta consiglio.

sarà.

a me ha portato un paio di incubi orrendi, un pò di insonnia e una coda di tachicardia.

la sensazione è di un sonno atavico, che parte dal corpo che vorebbe disperatamente riposare.

peccato quel bollore interno, come di un pensiero che pare una palletta da flipper e vagola colpendo a destra e manca.

e fra poco, penso, andrò in tilt.

e non manca molto.

riconosco i sintomi.

perdita lenta ed inesorabile dell'interesse nei confronti delle cose.

delle persone.

delle emozioni che contemplino la compartecipazione altrui.

dice un proverbio canadese: se sei amico dell'orso, tieni vicino una scure.

ripiegamento all'interno.

come un punto esclamativo che ingobbisce ripiegandosi in un interrogativo che si guarda l'ombelico in cerca di domande frugando nel suo stomaco.



intanto mi allontano, veloce come un TGV che mi porterà a Parigi, che è il posto in cui so di potermi ritrovare quando mi perdo distratamente di vista.










Rivoltatela come vi pare, prima viene lo stomaco, poi viene la morale.

Bertolt Brecht



Io muoio, Orazio... Sento che il veleno s'impadronisce di tutto il mio spirito.

Ormai più non mi resta tanta vita da sentir le notizie d'Inghilterra; ma profetizzo che su Fortebraccio cadrà la scelta; a lui, in suo favore va il mio voto morente. Digli questo,

insieme al più e il meno degli eventi qui succedutisi...

Il resto è silenzio.



Amleto, Atto V, scena II
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:12 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: posologia della vita quotidiana
domenica, 25 novembre 2007

Esercizi di stile

il ritorno a casa è fatto di indaco.

profondo, come solo il blu sa essere di notte.

la luna è là, e io la fisso, con il solito ipod nelle orecchie a tenere il mondo fuori.

chè stasera proprio non voglio farlo entrare, e se proprio deve che cavolo, che sia solo dagli occhi.

e sia solo il giallo napoli della luna, che ha quella faccia triste che mi verrebbe voglia di prenderla a sberle, e il blu delle nuvole. in alcuni punti non si capisce se siano le nuvole ad essere spesse, o se sono buchi di cielo e basta.

la strada è libera, ma ai bordi come da un calderone, esce una leggera nebbia.

è un latte grigioazzurro che annega tutto.

 gli alberi sono neri.

sono scheletri.

sono pezzi di tronchi e rami e nodi e contorsioni come artigli.

sono belli nella loro bellezza più assoluta, strutturale.

così sono gli alberi.

e in mezzo a questa nebbia finalmente sono felice.

mi risuona sotto pelle, la nebbia.

fin nel cuore.

devo cercare di scaricare il personaggio.

due repliche per due giorni di seguito.

Milady Daure ormai pulsa all'unisono con me.

non perchè la faccia bene, qui non è questione di resa attoriale.

è che proprio risveglia delle parti di me che per lo più son sopite.

può capitare qualunque cosa in altri giorni, e Silvia lascia correre, ma se capitano mentre è vigile la Daure, beh,  i pensieri di carta diventano taglienti.

come solo la carta può essere in certi momenti.

quando la maneggi senza cura, e lei ti entra veloce sotto pelle e non hai il tempo neppure di capire se ti ha fatto male o no.

e guardi solo il sangue che esce.

questa sera torno a casa e sono come un felino.

sono con i nervi tesi e in bocca vorrei sentire il sapore del ferro.

è come sentire dentro il volume di se stessi aumentare e premere.

l'adrenalina che scorre.

dovrei avere freddo; sono troppo poco coperta, eppure sento che non percepisco le sensazioni nella giusta misura.

le mani fredde sulla pelle nuda del fianco, percepisco il gelo che vorrebbe entrare, eppure no lo fa.

è bloccato, come spaventato.

preferisce disperdersi nell'aria.

ho i tendini tesi.

e nelle vene un vago ribollire.

credo si chiami rabbia.

sensazione relativamente nuova.

ma confortante nella sua primordialità.

perchè questa sera io ho voglia di far male.

stanca di aspettare i cadaveri passare a tempo debito.

preferirei per una volta, fornire il cadavere che porrà termine all'attesa di qualcun altro.

perchè la vendetta sarà anche un piatto che va servito freddo.

ma quando arriverà sarà un bel marchio a fuoco.



perchè il recipiente è grande,

ma la misura è colma.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:31 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
categorie: teatro, posologia della vita quotidiana
lunedì, 12 novembre 2007

ROMA(nzo) parte prima

CAPITOLO UNO.

PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO.




lo zaino trolley è nuovo.

ha un fracasso di zip e tasche e altri ammenicoli.

fra questi, una deliziosa tasca di plastica azzurra trasparente in cui cacciare i documenti di viaggio.

io aderisco partecipe nonchè frivolamente entusiasta all'operazione.

il controllore arriva, io esibisco tronfia il mio biglietto e con nonchalance cerco di estrarlo.

primo attimo di panico.

la chiusura pare non volersi aprire manco sotto tortura.

guardo il controllore, sorrido e con una naturalezza che non mi appartiene nella quotidianità, incomincio a prendere tempo:



PdC: (smanettando violentemente sulla chiusura) sa, lo zaino nuovo, ha tutte queste cose utili, fra cui anche il porta documenti

controllore: ...

PdC: (smanettando sempre più violentemente sulla chiusura) eh, è veramente una cosa intelligente eh...

controllore: ...

PdC: (smanettando sulla chiusura con accanimento in lenta diminuzione) sa è a prova di tutto : a prova di vento, a prova di pioggia...

controllore: ...

PdC: (porgendo l'intera bustina azzurra di plastica al controllore allibito) guardi evidentemente è anche a prova di me, faccia lei quello che può.



e penso: se questo è l'inizio del viaggio, chissà come sarà il proseguio.



proverbi del momento: il buon giorno si vede dal mattino; a chi ha fortuna, il bue gli fa il vitello.



CAPITOLO DUE:

SEMO VENUTI A ROMA PER FA' DU PASSI A TERMINI




Termini caput mundi. non ho visto il colosseo ma in compenso ho imparato a memoria la planimetria della stazione.



CAPITOLO TRE:

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO.




con le persone ti riconosci.

e noi, per non esserci mai visti, devo dire che ci siam riconosciuti.

lo ammetto, ho sperato fino all'ultimo che in realtà ci fosse qualcuno ad attendermi.

arrivare in un luogo che non conosco senza la certezza di uno sguardo da cercare, di una camminata a cui affiancarmi, un pò mi intristisce.

ma almeno so che sto aspettando un arrivo.

poi un lampo rosso fra la folla.

io esordisco con un sorriso che paio lo stregatto.

e lei, in tutta la mia scemitudine pensieridicartesca, mi riconosce.



ed ecco l'incontro della corrente di aria gelida nordica scesa dalle nebbie del nord ovest, con la corrente di aria calda che sale dal profondo sud.



da lì in avanti, è come aver ritrovato qualcuno.



tag del capitolo: nuances rosso madame; magnitudine; stronzitudini ed egocentrismi; la vera storia del puffo nero; piemontesismi; sorellanza.



CAPITOLO 4:

NON CI SONO PIU' GLI UOMINI DI UNA VOLTA



No, decisamente no. se ci sono, stanno nascosti, oppure, non sono mai esistiti e ci hanno sempre mentito, altre generazioni hanno perpetrato l'inganno per lenire le loro ferite e consolarsi acuendo le nostre.

noi donne a volte pecchiamo di indecisione non avendo le idee molto chiare in merito a cosa vogliamo.

ma dio (o chi per lui) ci è testimone che spesso riusciamo ad individuare cosa NON vogliamo.

non ci piacciono i prolissi magniloquenti che utilizzano la propria cultura e la propria intelligenza per mascherare una psicologia debole e insicura, non ci piacciono gli egocentrici che pensano di essere il centro di un universo in cui tutto accade a loro per disgrazia ma quanto accade agli altri è la giusta conseguenza del loro inetto agire.

non ci piace chi trova sempre cosa non va in tutto, chi maltratta tutti perchè pensa che sia divertente.

non ci piace chi è soffocante, non sa crearsi degli spazi, chi è non è affettivamente indipendente, chi non ci rispetta per quello che siamo.

io poi personalmente non amo chi non sa gestire con moderazione le cose, chi parte in quarta dicendo di amarti e poi improvvisamente ti odia; chi asserisce che hai una serie di caratteristiche che lo attirano, e poi queste stesse caratteristiche diventano la principale fonte di allontanamento.

detesto chi pensa di avere sempre e solo ragione.

chi fa la vittima per attirare l'attenzione.

chi non riesce a conquistare qualcosa e vorrebbe che gli fosse concesso perchè certo di meritarselo.

chi riesce a rovinare l'umore a tutti solo con la sua presenza silenziosa.

chi si racconta bugie tanto da crederci.



paragrafo uno: l'amore è una cosa meravigliosa, ma a parità di condizioni, preferisco come si comporta con me chi non mi ama.

paragrafo due: bisogna saper imparare dalle esperienze passate. la vita è un cerchio. spesso sbilenco.





tag del capitolo: scazzi miei; volevo fare la tronista; (s)comparse; apparizioni mistiche; ma anche no; pensieri di cartavetro; pensieridicartaigenica.





CAPITOLO 5: (intermezzo teatrale)

CERTO RICORDARSI DEI PARTICOLARI DELLA VITA ALTRUI E' UN OPTIONAL CHE NON TUTTI POSSONO PERMETTERSI.

 

telefonata n°1



arrivo:



XXX: a che ora arrivi? che ci tengo a venire a prenderti...

PdC: è mezz'ora che sono in stazione ad aspettare.



telefonata n°1



partenza:



xxx: ma a che ora partite oggi? che ci tengo a venire a salutarvi....

PdC: adesso.



tag non pervenute, si sono suicidate tutte per la disperazione





CAPITOLO 6: APRES NOUS LE DELUGE (intermezzo comico)



sms di pdc ad amico romano: sai qui a roma il tempo è ancora clemente si sta veramente bene.



clicco invia.



un tuono.



due tuoni.



il diluvio.



ebbè. come non detto.



tag dell'intermezzo: son cose; cassandra e la pizia mi fanno una pippa; l'ombrello dove lo metto.





CAPITOLO 7: SPLINDERNIGHT



era una notte buia e tempestosa.

tre figure strette arrancano faticosamente fino alla metropolitana....




(il seguito alla prossima puntata...)
lunedì, 29 ottobre 2007

di mattoni e (di)segni

sono come un mattone.

piccolo, rettangolare, pieno, pesante.



mi ricordo di un anno che a casa si fecero delle ristrutturazioni e sul retro trovai in un cumulo di macerie laterizie, una delle cose più belle che avessi mai visto: dei cilindretti di mattone.

li ho usati come gessi per disegnare per tutta l'estate.



il mattone disegna bene, soprattutto quando è consumato al punto giusto, ha la giusta porosità e scorre fluido sulle superfici.



per fare un buon disegno, il mattone alla fine si consuma, ma almeno ha lasciato un segno. lo vedi sulla superficie dove hai lavorato, e lo vedi sulle mani, rosso marroni per la polvere che si è impastata all'umido del sudore del palmo.



dicevo, sono come un mattone, pesante, squadrata, ma so che all'evenienza, posso lasciare un segno.

lasciando il segno, mi consumo, e la bellezza del lavoro finito sarà anche merito di chi ci ha messo mano.



per questo a certe persone, alla fine, non puoi non voler bene.

perchè ti hanno consumata, ma lo hanno fatto perchè era l'unica cosa che si poteva fare.

per lasciare un segno.



(Per B.)
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categorie: posologia della vita quotidiana
martedì, 28 agosto 2007

sono in vena di piccole verità.

ho detto.

finiamo l'estate seguendo i precetti dell'oroscopo di internazionale.



ho detto: sono in vena di piccole verità.

di dirle, più che altro.

ho detto, è come un gioco, no? mi fai una domanda, non importa quale, e io rispondo.

certo non la Verità con la maiuscola, ma la mia verità, quello che so, senza omissioni.



è incredibile.



hanno smesso tutti di farmi domande.
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categorie: posologia della vita quotidiana
sabato, 25 agosto 2007

il tempo non è un gambero. chè se lo fosse, almeno avrei la cena pronta.

domani è un altro giorno; francamente me ne infischio.

chè lo so, lo so che vorresti sentirmi dire questo. ma non è vero. io che i numeri li odio, o almeno, cerco con loro un sereno convivere, quantomeno non li tormento. non come fanno loro con me. perchè certi numeri sono come piccoli aghi, solo che non iniettano nulla di ottenebrante, anzi. risucchiano via pezzettini. di cosa non so.

è che non me ne infischio.

non che non mi piacerebbe l'idea.

certi numeri sono come una corda a cui aggrapparsi per non cascare nel vuoto solo che dall'altra parte c'è un cappio, e nel cappio il proprio collo.

difficle discernere quale sia la soluzione e quale il problema.
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categorie: pensieri spettinati, posologia della vita quotidiana
martedì, 21 agosto 2007

equilibrio (IN)stabile









e una volta trovato.

uno.

che cosa se ne fa?




E vivo un equilibrio instabile io colleziono illusioni in questa vita così labile  ... sono un equilibrista abile

schiavo delle mie passioni..




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categorie: posologia della vita quotidiana
martedì, 14 agosto 2007

And if it's Happiness?

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:46 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: pensieri di carta, posologia della vita quotidiana
sabato, 11 agosto 2007

Di buoni propositi è lastricata la strada per l'inferno

dismèttere : comp. della partic. intens. DIS e lat. MITTERE lasciar andare.

- Cessare di fare una cosa



. (ap)PUNTO



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:43 | link |in line commenti (28) pop up commenti (28)
categorie: pensieri spettinati, posologia della vita quotidiana
martedì, 07 agosto 2007

manuale del perfetto seduttore. (ed. bignami)

le altre femmine STORDISCONO grazie al loro FASCINO.

io, AFFASCINO grazie al mio STORDIMENTO.





pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:21 | link |in line commenti (21) pop up commenti (21)
categorie: paperthoughtsweddingreflections, posologia della vita quotidiana
venerdì, 03 agosto 2007

verrà l'autunno. forse. chissà.

è da giorni che mi imbottisco del seguente mix di erbe:



Citrus aurantium: favorisce il destockaggio dei grassi, Tè verde (vergine): favorisce l'aumento del dispendio calorico, Guaranà: favorisce la combustione delle sostanze grasse, Tè di Yunnan: contrasta l'assorbimento dei grassi, Finocchio: favorisce l'eliminazione renale, Sedano: contribuisce ad eliminare le tossine grazie alle sue proprietà depurative, Orzo: stimola l'eliminazione delle scorie del metabolismo, Matè: aiuta l'eliminazione delle tossine grazie alle sue proprietà depurative, Cicoria: aiuta il drenaggio delle tossine dell'organismo, Cola: aiuta a ritrovare il tono.



Arrichito in GRAPEMAX, un estratto derivato dall'uva, ricco di principi attivi detossinanti. Nuovo strabiliante gusto frutti rossi, non chiedetemi quali sono, mi sto rendendo conto di come nelle erbe succitate nè per altro altrove nella simpatica etichetta apposta, compaia la benchè minima ombra di descrizione esplicativa di codesti frutti rossi.



tutto questo rosso mi fa sentire come un toro nell'arena.



mi sento un pò alla frutta



mi butto sotto la doccia, inebriamoci rinfreschiamoci cerchiamoci anche ,che mi sento vagamente dispersa in missione, qualunque fosse la missione in questione.



forse una missione di quelle da suore.



potrei sempre riversare il mio malumore nella clausura. lo sto già facendo in pratica.



molto laicamente eh, però sto conducendo una vita noiosamente monacale, cenobitica, claustrale e finanche claustrofobica.



dovrei prendermi una sbronza colossale, ma la mia nuova dimensione spirituale mi impone la drastica scelta di togliere lo spirito dall'uva, e spiaccicare l'uva sull'esterno di me invece che lasciarla assorbire al mio interno. il fegato ringrazia. d'altro canto lui ha fatto i suoi calcoli, e tutto sommato gli conviene così. (la soluzione, ovviamente, shumm).



indi per cui prima della doccia un bel tris di gommages all'uva:



al cabernet, Gommage a base di vinaccioli microframmentati, mescolati a zucchero di canna, miele puro della Gironda e sei olii essenziali drenanti derivati dall'agricoltura biologica.



al merlot, gommage dalla texture “menta fondente”che unisce gli olii essenziali bio rimodellanti e tonificanti di limone, menta piperita e menta dolce  ai suoi grani fini di zucchero e infine, quello sauvignon, dalla texture soffice come “panna montata” a base di pompelmo e pesca bianca.







dopo, non mi rimane che spalmarmi di acqua rinfrescante al melone.



Non sarei la prima ad essere metamorfizzata in un vegetale ( e vista l'idiosincrasia che nutro verso frutta e verdura mi pare un ottimo contrappasso)



io probabilmente





mi sto trasformando in un cactus.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:08 | link |in line commenti (23) pop up commenti (23)
categorie: posologia della vita quotidiana
mercoledì, 25 luglio 2007

come un pesce rosso in una boccia tonda.

 





giro e rigiro. ad ogni giro penso e quando arrivo al fondo del giro, dimentico.

solo che a volte mi dimentico di dimenticare.

e quindi, ricordo.

ascolto i Nirvana perchè li trovo omeopatici.

io sono arrabbiata, loro di più, non sono combattiva, quindi mi dichiaro perdente in partenza, e mi rilasso.
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categorie: posologia della vita quotidiana
venerdì, 20 luglio 2007

ci sono giorni in cui Asti ti sopraggiunge alle spalle dalle fessure della tapparella, una sorta di soffio di treno che passa in stazione quanti chilometri distante non so, insieme al rumore dei cassonetti sbattuti e delle strade lavate da spazzole che immagini spargere acqua di cui non riesci ad intuire il fresco.

ti colpisce come un ramo di pino che frega sul muro e piccoli pipistrelli che attendono di assopirsi sfrigolando piccoli sibili.

Asti che fra poco, lo sai, ti entrerà in gola soffocandoti con il suo vento caldo.

e poi che senso ha svegliarsi con la nostalgia di giorni di altre estati e di temporali e di coperte.

che belle che sono le coperte.

in estate la coperta diventa un nemico, un sudario. in estate la coperta è solo una cosa in più da scalciare lontano. mi sento come una coperta in estate, ecco.



Silvia, si fa in fretta dire "ti ci devi rassegnare"

ho detto talmente tante volte la parola rassegnare che è diventato un guscio vuoto di un suono che liberato, è scivolato via.

evaporato con il caldo.



non so se mi rassegno.

ma magari mi stufo, prima....

va bene lo stesso?



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categorie: asti, posologia della vita quotidiana
mercoledì, 18 luglio 2007

Le metamorfosi.

Una single sana di trent'anni passati che vive con i suoi e ha l'opportunità di rimanere sola per due giorni, cosa fa?

quella sana secondo me si metamorfizza in novella Valentina, organizza qualche randevù, si trazza da battaglia e si strema a forza di sessodrogaerockandroll, luci soffuse e atmosfere messaliniche.

io no.

troppo pigra per trazzarmi da battaglia, per mettere a posto casa, per trovare qualcuno addirittura, alzare il telefono, rifare il letto...

io assecondo il mio inesorabile disfacimento fisico, leggo tutto il giorno, non mi curo di me stessa, mangio solo cose che non necessitino cottura e/o lavaggio di piatti e posate, mi limito ad una risciacquatura della tazza del caffè/mocaccino/caffè all'orzo e ginseng.

può darsi che stasera non mangerò per il semplice fatto che non ho voglia di cucinare.

vado per casa trazzata in maniera inconcepibile.

mi manca un passo al livello rutto libero.

... mi manca?



comunque, mi sto metamorfizzando, si.

in Homer Simpson.



Uomo Duff, se sei bravo, magari mi convinci anche a bere birra.

Oh, yeah
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categorie: posologia della vita quotidiana
sabato, 14 luglio 2007

son giorni che se uno avesse buon senso, si stordirebbe con qualcosa fino a perdere coscienza.



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categorie: posologia della vita quotidiana
giovedì, 12 luglio 2007

pensierino della sera

Immagine di Correndo con le forbici in mano"Non voglio essere disturbato.

 
Lo sono già."





 Augusten Burroughs "Correndo con le forbici in mano"
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categorie: paperthoughtsweddingreflections, posologia della vita quotidiana
lunedì, 25 giugno 2007

qualcosa si è spezzato.

ma non doveva essere nulla di (im)portante, visto che tutto regge ancora bene.

come un cavo teso troppo

ecco.



ma magari era solo un ormeggio sbagliato.

un ancoraggio deleterio.