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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

lunedì, 28 aprile 2008

REGOLAMENTO:



- indicare il link di chi vi ha coinvolti : La Tangerina



- inserire il regolamento del gioco sul blog*



- citare sei cose che vi piace fare e perché**



- coinvolgere altre sei persone & - comunicare l’invito sul loro blog***





* fatto



**

1 mangiare giapponese.

perchè è un mangiare in tutti i sensi, con tutti i sensi. ti entra negli occhi, con le geometrie, i colori. con l'equilibrio e la grazia con cui viene servito. ti entra nel naso, con il pizzicore del wasabi. poi quello sciogliersi sul palato del riso e dell'alga, lo spanarsi del pesce crudo che rilascia la salsa di soia di cui è intriso. e poi è un mangiare silenzioso, di contemplazione, di piccoli rintocchi delle bacchette di legno.

è un buon nutrirsi, ecco.



2 leggere a letto

soprattutto in quelle giornate uggiose, di pioggia autunnale o tardo estiva, quando fa caldo ma l'aria tende al rinfrescarsi, e si sta svestiti ma si sente il bisogno di coprirsi col lenzuolo, con la finestra semi aperta, per sentire questa necessità più forte. appoggiarsi ad un paio di cuscini e tenere il libro aperto sulle gambe come su un leggio.

perchè mi fa sentire bene, leggera e coccolata.



3 costruire cose

mi piace fare cose. costruirle. mi piace piantare chiodi, mi piace la sensazione della carta vetro, il legno che si leviga progressivamente. mi piace incollare, mi piace avvitare, mi piace vedere qualcosa che si definisce di passo in passo. mi piace qualunque cosa che implichi l'uso della manualità, scolpire, modellare, cucire. perchè mi piace quel senso di stupore che invade guardando un qualcosa che prima non c'èera e poi c'è, o comunque, prima c'era ma era diverso.



4 distendermi sul palcoscenico

prima dello spettacolo, prima che la gente entri, quando per lo più la scena è pronta, oppure in prova, primi di iniziare sul serio, quando tutti sono fuori a cenare, o subito dopo aver smontato, quando lo spettacolo torna ad essere una serie di pannelli ed oggetti sparsi in alcune casse. mi piace distendermi sulle assi del palco. guardare il soffitto, guardare le pitture ai muri, studiare i palchi e i decori e i lampadari e i sedili di velluto. annusare la luce dei riflettori. chiudere gli occhi. da sola. perchè mi fa sentire come sono sul serio.



5 cercare illustratori su internet

è la mia passione,l'illustrazione, ap artire da quella art nuveau fino a quella degli ultimi anni. ultimamente amo girovagare da un sito all'altro, raccatare disegni e sculture e scoprire nuove forme e nuovi colori, perdermi nelle linee e nei contrasti, cercare di riprodurli nel buio della mia stanzetta, perchè sento che devo trovare i miei colori, le mie linee, le mie forme e i miei contrasti.



6 di tanto in tanto allungare un link


a madame revanche, di qualche giochino on line di quelli che creano dipendenza molesta.

perchè fondamentalmente, sono una spaccamaroni.



*** no, me lo impone la mia religione, pofferbacco.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:58 | link |in line commenti (6) pop up commenti (6)
categorie: piccolo mondo blog
mercoledì, 26 marzo 2008

marzo sta collassando.

ha partorito la sua primavera, noi stiamo per debuttare. come nel corso naturale degli eventi.

viviamo semplici, fra una fatica e l'altra, la facciamo rotolare per strada, fra un passo e un colpo.

come di consueto, mi sento sola solo quando son circondata da più persone.

leggo compulsiva, famelica, come se fosse una necessità ingurgitare parole non mie.

non so se perché ne ho poche oppure troppe.

cerco impronte, calchi. qualcosa di familiare in cui adagiarmi.

e poi penso alla mia gente.

quella che popola muri e dorme su tappeti, che cucina inventando il passo successivo, che mangia con le mani, quella fatta di bozzoli e saliva e sudore e che ingoia e ingurgita e mulinella le braccia, quella che cerca porta dimensionali.

la mia gente non ha mai sonno all'ora giusta, e si fa domande sul giorno che verrà.

la mia gente sa di buono e con loro stare sola è meno solitario. e stare in compagnia, ti fa venire voglia di una carezza, di un abbraccio, di chiudere gli occhi e lasciarti cullare.

la mia gente che è mia anche se non lo sa o non lo vuole, scrive cose che leggeresti ad alta voce, e quando legge te, ti vedi con occhi nuovi grazie a parole che son dette con una voce non tua, stenti a riconoscerti, come vederti allo specchio con un'immagine che non ti aspetti.

la mia gente è mia solo perché vede cose di me che io non capisco dove riesca a vederle, e io che ormai mi son persa pezzi per strada la seguo per vedere di ricompormi almeno un po'.

io, alla gente mia, ci voglio un fracasso di bene.



che poi c'è gente mia che è lontana, che chissà cosa sta facendo, chissà su che mari veleggia, chissà in quali abissi sta naufragando.



marzo sta collassando, e per una volta, pare che non mi stia portando giù da basso con lui.









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sabato, 02 febbraio 2008

tanto vale vivere

sarà che sono sempre in bolla.

ed è sacrosanto.

sarà che ieri la bolla è scoppiata e io sono partita come un embolo impazzito.

sarà che quasi quindici anni fa guardavo in discoteca la bionda sui quaranta malportati, o trentacinque portati peggio, e dicevo dio fa solo che io non arrivi a fare così, fermami prima, magari con un pò di pudore e buonsenso.

ma ieri la figura che vedevo oscillare negli stessi specchi di allora con la familiare goffaggine ero io.

amen.

o dio non esiste, oppure come dice sinfo, a lui piace che vada proprio così.

sinfo si è tolta un pò di capelli, sempre rossi come un quadro preraffaellita, sempre con gli occhi che vengono fuori tanto da entrarti dentro e vedere cose che manco tu sai cosa, adesso li ha corti sfrangiati che sembra abbiano una vita loro, le incorniciano il viso che pare un folletto dispettoso.

Zumal in disparte, serio, guardingo, ma ormai ho imparato a conoscerlo.

Gianluca si arrotola con una sorta di malumore che lo accompagna da tutto il giorno, colava dalla finestra di msn, lo si vede adesso dal vivo. ma anche lui, domani, andrà meglio.

Il redivivo Mario si guarda intorno. a lui, il merito di aver piombato per una decina di minuti l'intera truppa in un clima dir poco fra il goliardico e il boccaccesco.

clima per altro in cui tutti si son tuffati a capo primo.

Rex è l'ultimo arrivato, ha scollinato di brutto per venire fin qui, portando tutta la sua liguritudine per un innesto casuale su una piemontesità nostra per altro gettata alle ortiche a lasciar germogliare e chissà che sarà mai.

Torretta presenzia, e Zanna è il primo che ci abbandona per programmi altri e forse più consoni.



sarà che una cosa bella è una cosa caratteristica, e la caratterizzazione è data per me dalle asimmetrie, dalle imperfezioni, dai pieni e vuoti che creano un qualcosa che il cervello ha un'urgenza di percepire, e che l'occhio come strumento si piega e si sofferma.

e noi ieri eravamo così.

eterogenei.

asimmetrici.

avevamo la potente bellezza delle cose casuali ed inattese.



sarà che ero contenta, sarà che ho riso tanto, sarà che a me la gente (certa gente, gente quasi un pò mia) piace.

sarà solo che ieri ero così tanto pidiccì.



sarà che ho ricordato qualcosa che pensavo di aver scordato e invece no.



"Amo i Martini, ma due al massimo. Tre, e sono sotto il tavolo. Quattro, e sono sotto il cameriere."

Dorothy Parker
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martedì, 18 dicembre 2007

Catena Scatenata passata da alkanette

(ognuno ha i regali di natale che si merita)



Tre aggettivi per descrivere il tuo blog:



ironico
a tratti.



minimalista
nell'essenza.



onesto.
per quel che si può.



Quanti blogger hai conosciuto di persona?



primi vennero gli astigiani.



Smokingpermitted, cose che dimentico, cronache esatte.



i quattro quarti e politically scorrect già li conoscevo...



poi le cose non dette, una vista sul corso, annaspo dunque sono, alle prese con un verde blog, sinforosa.



quindi ho allargato i miei orizzonti:



jtheo e sorellame, lo strappacuore con 5 neuroni e il pogo dei neuroni sono stati i primi.



poi son venuti le avventure di madame revanche, filosovita, il dolceforno, maremosso... ( e il randevù romano ho contribuito ad innalzare di botto questo quantitativo) liberiamoli e uutiset (ma vabbè, si sa, l'allargamento degli orizzonti a volte può contemplare un margine di errore. anche se talvolta è decisamente TROPPO ampio).



Quale blogger ti piacerebbe conoscere?



burmashave, chinaski, cofano, malinverno. e stillpoint. e poi boh



Qual è il primo blog che leggi ogni mattina?



dipende dai periodi.



Qual è il blog di cui festeggeresti la chiusura?



nessuno in particolare, anche se ultimamente circolano parecchi rompicoglioni, se mi passate il termine.



Fai il talent-scout: lancia una gggiovane blog-promessa.



effettivamente il fatto che non promuova me stessa non vuol dire che non possa farlo con qualcuno.. ma chi? tutti quelli che conosco sono già abbastanza lanciati di loro ...



Devo pure incatenare qualcun altro
ma si sa, qui è il cimitero delle catene. quindi se qualcuno proprio vuole, prenda pure.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:37 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
categorie: piccolo mondo blog
domenica, 18 novembre 2007

la bellezza esiste, altrimenti a poco sarebbe servito l'esame di estetica nell'economia del mio curriculum di studi..

una volta pensavo si insinuasse fra le pieghe marmoree dei ricci del David di Michelangelo, scivolasse dalle sopracciglia aggrottate e accarezzasse ogni singolo muscolo del ventre, risalisse il tronco,le spalle e andasse a morire in quelle due mani alle quali ti abbandoneresti senza riserve.

In questi giorni ho visto la bellezza e l'ho vista succedere.

mai pensato che la bellezza potesse essere qualcosa che accade, così, per caso, in un momento qualunque in cui stai facendo altro e il tuo cervello pensa a quello che dici.

poi d'un tratto un gesto, di una perfezione assoluta nella sua normalità.

quella perfezione perfetta perché gli manca il giusto per raggiungere quella soglia oltre la quale diventerebbe altro.

e il tuo cervello diminuisce nettamente la percentuale di attenzione che sta dedicando a ciò che dici.

e senti che come una materia spugnosa assorbe questa cosa, si gonfia e aumenta di volume.

e ti rendi conto che tu sei lì per caso, che non c'entri nulla ma proprio nulla, eppure, sei lì, sei lì e ti senti come se stessi rubando un attimo di perfezione che non ti appartiene.

e poi colpevole, volgi lo sguardo.

l'attimo è passato.

non è che lo hai proprio colto, diciamo più che ti è sbattuto dentro.

ma va bene lo stesso.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:03 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: piccolo mondo blog, asti
venerdì, 16 novembre 2007

ROMA(nzo) EPILOGO

CAPITOLO 9



niente di che, alla fine son tornata a casa.



 parto io per prima, lascio barbara e andrea ai binari, loro hanno appena scoperto che la valigia di mary poppins è un trolley piquadro, io ho scoperto che un trolley con troppe tasche è pericoloso per una bloggher senza troppa memoria.

lo strascino fino al treno, il treno parte. penso che mi spiace non essere riuscita a salutare viviana e monica, e neppure francesca.

sorrido al pensiero di aver incontrato andrea e luciano, e mi spiace di non aver agguantato stillpoint.

mi domando se silvia ha ricevuto l'sms di renato.

all'altezza di civitavecchia il pensiero è alla donna onorata, alla replica di questa estate.

verso la toscana mi chiedo come stanno gianluca e riccardo. e l'uomo delle parole valigia, chissà, lui il suo gatto il suo cane e le sue sculture. chissà se ha mai continuato il ritratto.

a bologna mi chiedo se incrocerò mai giulio. e poi bologna, bologna. mi piacerebbe scendere e respirare un attimo solo l'aria e risalire prima del solito ritorno.

ma per una volta, non è alle coincidenze affidato il mio ritorno.

(o forse si, ma di altre dimensioni esistenziali parliamo, non di ferrovie).

da bologna il naso sente odore di casa, si dirama a nord est, va a mauro, e ritorna indietro a brescia, a silvia, elisabetta, freesia. ai loro consigli, che sempre spesso disattendo.



arrivo a casa, lo si sente nelle ossa, nell'umido della nebbia che avvolge i binari, nel freddo che ti saluta e ti avvolge quasi fossi rientrata in un vuoto che avevi lasciato.

come se stessi recuperando uno spazio.



niente di che, alla fine son tornata a casa.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:30 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
giovedì, 15 novembre 2007

ROMA(nzo) parte terza

CAPITOLO 8 : AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA



 




"E sorrisi complici ed aperti che si accendono dietro occhiali trasparenti, la cui perfetta quadratura s'è persa lì dove è giusto che si perda ogni sostanziale equilibrio: in una capriola goffa che porta risate come perle sulla bocca di un intero gruppo massacrato nella tolleranza, vittima del reato di abuso di pazienza."
(cit: Madame Revanche)



il sabato romano esplode silenzioso come una bolla di sapone di illusioni infrante in galleria colonna, fra shopping compulsivo e testaggio dei materiali antiurto dei giubbini, fra le scarpe di zara e una fuga alla feltrinelli, nella speranza che la sensazione che hai nel midollo, che tutti abbiamo nel midollo sia come un brutto sogno che l'odore della carta possa portare via.



tag: ma anche no, il conato del papato, artigli e prematuri tramonti, puffi neri, non ditegli che nel mandarino non c'è alcol, alle tre si dorme, assuefazione da tag.







la sera a Roma passa per Termini ed è un qualcosa di non enunciabile nero su bianco, perchè certe cose alla fine ti entrano dentro e stanno lì, con l'eco delle risate, dello scrocchiare sotto i denti delle patatine, nella dolcezza del mandarino che ti scivola in gola e lenisce l'ultimo spasmo con cui hai mandato affanculo a scoppio purtroppo ritardassimo. ma l'eco prima o poi si consuma.







tag: sembra talco ma non è, alle tre si dorme, ho dormito con madame; a letto con un/a bloggher.



intervallo: dopo i giudizi universali, l'aldiquà.




ed è molto più di quel che qualcuno possa meritarsi







pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:15 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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martedì, 13 novembre 2007

ROMA(nzo) parte seconda

CAPITOLO 7: SPLINDERNIGHT



era una notte buia e tempestosa.

tre figure strette arrancano faticosamente fino alla metropolitana....



qualcuno dall'alto ha deciso di scaricare le acque in eccesso, e piove e tuona e tuona e piove.

mai avuto paura di bagnarmi, ma madame mi caccia in mano un ombrello e se madame ti caccia in mano un qualcosa, conviene usarlo e basta.

tanto per cambiare si passa da termini, sia mai che poi si senta la mancanza neh. poi si cambia linea, e si approda là dove potrebbe tranquillamente campeggiare la scritta hic sunt leones.

davvero, per noi, pensieri di carta da asti, madame revanche da cosenza e angie69 da modena, la garbatella appare né più né meno come le coste inesplorate dell'america allorquando colombo e il suo uovo dovettero sbarcare la prima volta.

consci per altro di non avere manco una manciata di perline da scambiare...

al gruppetto sparuto si aggiunge maallinen.

come i quattro cavalieri dell'apocalisse, con passo sotenuto sospinti dall'appetito e dal desiderio di una stanza calda e asciutta, ci avviamo a girare per il quartiere nella ricerca del convenuto punto X (le distillerie clandestine) e nonostante tutto, ci arriviamo...

all'ultima blog fest a cui ho partecipato  ero pensieri di carta, chi ah si, l'amica di smokingpermitted.

a questo giro sono pensieri di carta, ah si, l'amica di madame revanche.

beh almeno non si può dire che non sia una che non si fa degli amici eh.

madame è così potentemente se stessa da essere luminosa. e si sa, alle luci, accade sempre che qualche falena gli si schianti addosso.

e tiene banco abbracciando e baciando a destra e manca diventando il volto di tutte le parole scritte, parole che le uscivano dalle dite come ora le scivolano dalla bocca, a testimoniare che se si è come si è, e lo si è sempre, poco conta essere su un blog, su un messenger qualunque oppure occhi negli occhi con un piatto di riso in una mano e la forchetta nell'altra.

La serata scorre liscia liscia,con inaspettati picchi di interesse quando incrocio alcuni abitanti del condominio splinder.

incomincio a sentirmi meno accessoria quando incrocio lo sguardo di Wosiris, e ci facciamo una foto per attestare la nostra reale presenza alla nostra comune amica Alka, che a roma non ci è venuta che lei ha cose da fare.

(ed è vero, e beata lei, per altro.). Inatteso e gradito l'incontro con Luciano, poi squilli di trombe per l'arrivo di peterparker (con il quale non mi scuserò mai abbastanza per non essere riuscita a salutarlo, in quanto impegnata mio malgrado in una furibonda trattativa inutile e dannosa che nonostante tutto ho concluso roteando la borsa e dicendo in un tono invero minaccioso: "ed ora andiamoci a divertire" ( sottotesto: se ne siamo capaci.)



tag aggiuntive: cogli l'attimo; l'amore non fa per me; incubi e deliri.



ed era tempo di divertirsi.

ma divertirsi sul serio.

con la leggerezza di ridere anche a chi non conosci, di ballare e chiudere gli occhi e fregarsene del resto intorno.

sprattutto se il resto intorno fa di tutto per rompere le uova nel paniere.

fino al momento più assoluto della discesa agli inferi della dignità nordica che mi avevano appioppato a priori: fare la cubista con campanellino. ( e non per campanellino, ovvio)

ma che sia ben chiaro, io ero partita per fare il cubo.



tag accessori: io ballo da sola; non c'è rosa senza spine; ogni riccio un capriccio; con la nebbia nel cuore; passettini di carta; le cubiste di madame.



fra le cose che non ti aspetti, Fiodor che ti dice, si mi pare di averti letto. incrociare Cellardor che sapevi che veniva e non sapevi se l'avresti vista, e seredimaggio che ti implacca a metà di una posa plastica dicendo allegra che bello, finalmente un blog che leggo.

adesso, a parte gli scherzi.

a me impressiona sempre un pò rendermi conto che qualcuno che non conosco mi legge.

è buffo, buffo assai.

apre tutto un baratro di ragionamenti anche seri ed intelligenti sulla comunicazione e la capacità di raggiungere le persone, sull'espressione e sulla socializzazione, ma non è questa la sede opportuna, un'altra volta vah...)

rimango con la sensazione di buffo a fior di pelle e ricomincio a ballare, e ballare, ballare, ballare...

finchè non mi portano via...

angie69 cerca un taxi, fortuna vuole che anime di buon cuore, nel corpo rispettivamente di monicamarghetti e cazzeggiolibero (sia lodata sempre sia lodata) ci trasportino dalla periferia dell'impero nella notte romana che volge al mattino, fino a nientepopò di meno che a.... termini. senza più pioggia ma con un'aria frizzante che oltrepassa i vestiti e si appiccica a qualcosa che ho dentro che bolle anche se non lo so.

ma lo scoprirò l'indomani.

trovato il taxi, rientriamo al B&B, nonostante il tentativo di angie di depistaggio, che dà al tassista l'indirizzo delle distillerie clandestine invece di quello del nostro caldo riparo notturno.



tag: viaggio al Termini della notte; ho dormito con madame; toccàti con mano; l'inquietante percentuale di bloggher nei miei letti; dormi anche tu con pensieri di carta; darwin non mente; fesso chi non gode.



(il seguito alla prossima puntata...)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:29 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
venerdì, 21 settembre 2007

Uno dei raggi in croce è andato di traverso sul pedale.

ed ora, qualcosa di completamente diverso, che dia qualche indicazione sul senso della vita..



ovvero la solita catena che mi arriva da lei e che qui troverà degna sepoltura. (la catena, non lei)



non fosse altro perché mi ha chiamato santa donna.



a seguire otto cose a caso di cui non frega niente forse manco a me, figuriamoci a voi, ma tant'è.



1) per il mio compleanno mi piacerebbe uno di questi cosi qui.

2) ieri ho visto a blob un pezzo della 25 ora. e fa ancora male. su certe cose può passare tutto il tempo che vuoi, (che nn è che passi o non passi, ma che per me evidentemente passa diverso che agli altri) ma pare ieri ed invece son passati dieci mesi.

3) in questo periodo dell'anno mi viene voglia di grigie ed uggiose capitali europee. Praga, Parigi. Vienna. ma anche solo una notte di nebbia a Bruges.

4) oggi ho detto testuali paroli. si vede che sto invecchiando. ma il problema non è tanto farlo entrare quanto cercare di farlo rimanere dentro.ovviamente mi riferivo al filo da cucito e alla cruna dell'ago.

5) sentirei la necessità di un corso di pilates.

6) non sopporto le persone che quando dico che va tutto bene mi dicono che non è un atteggiamento sano e quelle che mettono in dubbio le mie parole solo per partito preso presupponendo che comunque uno debba per forza mentire a se stesso e/o agli altri, quelle che masticano con la bocca aperta, quelle convinte comunque di avere sempre ragione.

7) spesso mi chiedono come comportarsi con me. a volte mi sembra di essere come Ralph Hinkley.

ok, non è granchè paragonarsi ad un costume del quale si sono perse le istruzioni del corretto utilizzo. con tutto che alla fine oltre al danno pure la beffa, si scoprirebbe che manco un potere piccino picciò ho.

8) oggi ho la luna in transito negativo con saturno di nascita. ma non è un buon motivo per non pensare che il vero dualismo mondiale sia fra chi conosce i Monty Python e chi no. io devo un terzo della mia vita sociale e professionale ai  M.P., curioso anzichenò.



Quattro signori



Eric

Graham

Terry

Michael



Quattro uomini sono seduti ad un tavolo. Tutti hanno da bere.



ERIC: Molto buono, vero? Molto buono.

TUTTI: E’ vero, è vero.

GRAHAM: Un buon bicchiere di Château de Chasselas, non è vero?

TERRY: Oh, ha proprio ragione, Graham.

ERIC: Chi avrebbe pensato, trent’anni fa, che ci saremmo trovati qui a bere del Château de Chasselas, eh?

TUTTI: Già, già.

MICHAEL: A quei tempi saremmo stati contenti di avere i soldi per una tazza di the.

GRAHAM: Giusto! Una tazza di the freddo!

MICHAEL: Giusto!

ERIC: Senza latte e senza zucchero!

TERRY: E senza the!

MICHAEL: In una tazza scheggiata e tutto il resto.

ERIC: Oh, noi non avevamo neanche una tazza! Noi dovevamo bere da un giornale arrotolato!

GRAHAM: Il meglio che riuscivamo ad avere noi era uno straccio unto da succhiare.

TERRY: Però sapete, eravamo felici a quei tempi, anche se eravamo poveri.

MICHAEL: Perché eravamo poveri!

TERRY: Giusto!

MICHAEL: Il mio vecchio diceva: “I soldi non danno la felicità, figliolo!”

ERIC: Aveva ragione!

MICHAEL: Giusto!

ERIC: Ero più felice allora e non avevo niente! Abitavamo in una vecchia casetta decrepita con grossi buchi sul tetto.

GRAHAM: Casa! Eravate fortunati a vivere in una casa! Noi vivevamo in una stanza, in 26, niente mobili, metà del pavimento non c’era, ce ne stavamo tutti ammucchiati in un angolo per paura di cadere.

TERRY: Eravate fortunati ad avere una stanza! Noi dovevamo dormire nel corridoio!

MICHAEL: Oh, noi sognavamo di dormire in un corridoio! Sarebbe stato un palazzo per noi! Noi abitavamo in una vecchia cisterna in cima alla spazzatura. Ci svegliavamo ogni mattina quando ci rovesciavano addosso un carico di pesce marcio. Casa, hah!

ERIC: Beh, ho detto casa, ma era solo un buco nel terreno, coperto da una tela incatramata, ma per noi era una casa!

GRAHAM: Noi fummo sfrattati dal nostro buco nel terreno. Andammo a vivere in un lago!

TERRY: Eravate fortunati ad avere un lago! Stavamo in 150 dentro una scatola da scarpe in mezzo alla strada!

MICHAEL: Una scatola di cartone?

TERRY: Sì!

MICHAEL: Eravate fortunati! Noi abitammo per tre mesi in un giornale arrotolato dentro un serbatoio tossico! Dovevamo alzarci ogni mattina, alle sei e pulire il giornale, andare a lavorare giù al mulino, 14 ore al giorno, per sei pence alla settimana, e quando tornavamo a casa nostro padre ci mandava a dormire frustandoci con la sua cintura!

GRAHAM: Che lusso! Noi dovevamo alzarci dal lago alle tre del mattino, pulire il lago, mangiare una manciata di becchime caldo, lavorare 20 ore al giorno al mulino, per due pence al mese, tornare a casa, e il papà ci picchiava tra testa e collo con una bottiglia rotta, se eravamo fortunati!

TERRY: Beh... naturalmente per noi era dura! Dovevamo alzarci dalla scatola da scarpe nel mezzo della notte, e pulire la strada leccandola con la lingua! Mangiavamo mezza mangiata di becchime ghiacciato, lavoravamo 24 ore al giorno al mulino per quattro pence ogni sei anni, e quando tornavamo a casa nostro padre ci tagliava in due con un coltello da cucina!

ERIC: E va bene. Io dovevo alzarmi alle dieci di notte, mezz’ora prima di andare a letto, mangiare un tozzo di veleno freddo, lavorare 29 ore al giorno giù al mulino e pagare il proprietario del mulino per poter venire al lavoro, e quando tornavamo a casa nostro padre ci uccideva e ballava sulle nostre tombe, cantando Alleluia!

MICHAEL: Aah. Se provi a dirlo ai giovani d’oggi, non ti credono!

TUTTI: No, no, non ti credono! 
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 10:13 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
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venerdì, 10 agosto 2007

del pensiero all'epoca del collegamento ipertestuale

pen|siè|ro



s.m.



FO



1a attività psichica che consente all’essere umano di elaborare contenuti mentali, di acquisire coscienza di sé e della realtà esterna e di costruire schemi concettuali in base ai quali interpretare la realtà; la facoltà del pensare











Simpatico Contatto MSN : scusa questo 'fontaggio'...sai, sono molto wiki, utlimamente....



PdC : ah no no fa bene, uno si allarga gli orizzonti



S.C.MSN: quando mi viene un pensiero mi chiedo se esista da qualche parte un link che mi autorizzi a pensarlo...



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:13 | link |in line commenti (18) pop up commenti (18)
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giovedì, 12 luglio 2007

istantanee

le mani della Giulia; decise nei gesti, e precise e risolute, calibrate. tagliano verdure che pare veramente che si faccia da solo il lavoro. Luca, bandana verde e ciabattine di pelo di mucca; Nane tutto spigoli e pontili e Annalisa, che già solo dal mio chilometraggio avrebbe dovuto intuire chi sono (o meglio, non sono...); L'architetto della polenta, gli si è aperto lo sguardo quando ho detto Asti, e il giornalista che è scivolato in canale a Venezia che ha vinto un premio che non va mai a ritirare e che segna il tempo della festa con sonni e risvegli; Sara, che riconosco con un sorriso, anche se è la prima volta che la vedo sul serio; e il profilo preciso di Andrea, un sorriso che si apre e sale fino alla trasparenza dello sguardo.



poco importa che la notte prima lo stomaco lo hai ripescato dal fondo di un lavabo, va bene lo stesso; e addormentarsi quasi,ma senza mai riuscirci, su un tappetino del bagno.

pensieridicartalandia in trasferta, proprio.



e poi a Teviso i cigni, con i piccoli appresso. che non sono brutti anatroccoli, sono solo piccoli bellissimi cignetti in miniatura.



e lo spritz, che a metà lo senti nelle ginocchia e gli angoli della bocca sfidano la gravità e si sollevano e poi dopo è tutto più divertente. finalmente.



e poi AlKa&Gianz, che insieme, chissà quanti neuroni faranno, boh. per tacere degli estintori...

e la grandine, sul tetto della coop.



e metti cinque donne ad un tavolo, "di chi è il matrimonio" chiede la cameriera " grazie a dio per ora di nessuno" risponde pdc.

e pdc e alka e freesia e cranculocenerentola in macchina a parlare e ridere fino alle lacrime per poi tornare a casa, che domani si lavora.

e i letti e i divani e gli asciugamani e le docce e la musica e i film. (Una canzone per Bobby Long; Babel)

e tutti quei treni (sette , per la precisione...), tutti per un soffio.

e i libri, e l'ipod.



e alfredo che mi porta al giapponese, e mi guarda mangiare, che son divertente.



è morbida la voce della Melua, scorre fluida come la strada che mi riporta casa stasera.

nel naso ho il pizzicore del wasabi. sulle labbra il sorriso post sushi di sempre.

con buona pace dei vegetariani, niente è paragonabile alla sensazione in bocca dei tranci di pesce che si sciolgono, accerchiati dall'alga nori e annegati nel riso.

il ritorno stasera è fluida, sono il passeggero stasera, non ho meta, solo un posto in cui tornare, tutto lì.

e tornano alla mente in questi istanti immagini e momenti, come polaroid accatastate alla rinfusa in una borsa.
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venerdì, 06 luglio 2007

ho sognato di treni parte II

l'animale stanziale ch'entro mi rugge oggi ha bestemmiato parecchio quando ha calcolato il numero di treni che prenderò questo mese.

però poi smadonnare è faticoso e allora si è girato dall'altra parte e tornando a russare.

ok, parto.



torno martedì, se non succedono cose sconvolgenti.

tipo che la mia omonima mi adotta o mi trova un fidanzato (ma direi che a lei è già andata bene una volta)...



non fate troppi pettegolezzi....



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domenica, 03 giugno 2007

questa vita è una catena...

Questa volta mi arriva direttamente da casa di madame.



Sono un Animale di Terra: gatto; Sono un Animale d'acqua: Colubride; Sono un Animale d'aria: civetta; Sono una Pianta: un salice; Sono un Giorno: venerdì; Sono una Pietra: pietra di luna; Sono un evento atmosferico: pioggia; Sono un elemento: acqua; Sono un'arma: uno stiletto; Sono un prezioso: un pendente art nuveau; Sono un pianeta: plutone.



Sono un libro: ne parliamo a cena; Sono un film: il diario di Bridget Jones; Sono una droga: vaniglia; Sono un cibo: risotto; Sono un obiettivo: grandangolo; Sono un sogno: volare e respirare sott'acqua; Sono una canzone: amore che vieni amore che vai; Sono una magia: la divinazione; Sono un manga: Lady Oscar; Sono un vestito: un kimono; Sono un colore: verde salvia.



Sono un sentimento: l'ironia; Sono una paura: abbandono; Sono un animale mitologico: fenice; Sono un materiale: gomma; Sono una parola: per dire..; Sono un numero: 7; Sono una citta: Parigi; Sono un paese: l'italia; Sono un hardware: qualcosa Mac; Sono un gioco per PC: Faraon; Sono un gioco per PS2: qualcosa di strategia.



Sono un mostro: sirena; Sono un pensiero insistente: cosa mi manca per essere abbastanza...Sono un oggetto di arredamento: un soprammobile; Sono un'abitazione: un monolocale; Sono un oggetto magico: una passaporta; Sono un odore: cannella; Sono un'immagine: Sirene, di Klimt; Sono un software: PainterX; Sono uno strumento musicale: violino; Sono una situazione imbarazzante: perchè esistono situazioni non imbarazzanti? me le sono perse.



Sono un oggetto inutile: uno spremiaglio; Sono un personaggio della tv: la comparsa che non si vede mai; Sono un telefilm: Gilmore Girls; Sono una pozione: pozione polisucco; Sono un peccato: a riuscirci, mi garberebbe la lussuria; Sono un accessorio: borsa; Sono un gioiello: una collana; Sono un momento: l'attimo prima che si apra il sipario; Sono uno sport: sci; Sono una materia scolastica: disegno; Sono una classe: VC, l'ultima.



Sono un cartone animato: Simpson; Sono una lettera: M; Sono un mese: settembre; Sono un frutto: castagna; Sono un gelato: una coppetta cioccolato nocciola caffè; Sono una festa: ognissanti; Sono una nazione: il Belgio; Sono una lingua: francese; Sono un personaggio delle fiabe: la sirenetta; Sono uno dei sette nani: eolo; Sono un punto cardinale: nord



Sono un dolce: unprofiterol; Sono una parte del corpo: le mani; Sono un nome: Silvia; Sono una stanza: la camera da letto; Sono un pregio: la tendenza a semplificare le cose; Sono un difetto: l'incapacità di seguire le regole applicandole a mio vantaggio; Sono un simbolo: l'uroboro; Sono un dio: Maat; Sono una bugia: non ti preoccupare, so cavarmela da sola... ; Sono una scusa: ho prove!; Sono una tortura: quella della goccia; Sono un bacio: quello dipinto da klimt, scolpito da Rodin, fotografato davanti al municipio da Doisneau, cantato dalla Consoli, quello di colazione da Tiffany.



ora, è notorio che qui in pensieridicartaland le catene trovano morte decorosa. Qui è il cimitero delle catene. ergo, mi sto trasformando in una ferramenta.
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giovedì, 24 maggio 2007

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martedì, 15 maggio 2007

le avventure di pensieri di carta attraverso il salone del libro e di quello che vi trovò: la via del ritorno a casa.

è domenica sera, e mi guardo le bolle ai piedi.



è venerdì sera, e guardo con le mani nei capelli parte della stampa astigiana fotografare lo stand del fumetto in cui faccio il turno 18-23. io sorrido affascinata e lo ammiro, quest'uomo che alle dieci di sera saltella ed è arzillo e fotografa come un giapponese in vacanza.

vabbè, penso, io son anche qui da 13 ore che vagolo. son andata in pellegrinaggio a tutti gli stands con persone che conosco.

ho girato da sola perdendomi fra corridoi di lettere verdi.

sono passata davanti ad uno stand di tazze bellissime.

mi son comprata un libro sulla narrazione, per assecondare la mia natura di attrice.

una copia di batman il ritorno del cavaliere oscuro, per assecondare la mia natura di fummettista fumettara, una copia delle troiane di Euripide, per assecondare la mia natura tragica e due libretti di narrativa leggera e divertente (mi piaci da morire e l'amore non fa per me) per assecondare la mia natura di lettrice e di donna single.



è venerdì pomeriggio e io non ho ancora fatto pranzo. finirà che nn farò cena e sabato a pranzo mangerò anche le gambe del tavolo.....



intanto passo ancora una volta davanti allo stand delle tazze.



è venerdì pomeriggio e anche se n è il mio turno, mi metto al banchetto del fumetto e spiego a ragazzi e madri e padri perchè dovrebbero iscriversi al corso. e intanto disegno perchè qualcuno, temerario, chiede anche se possiamo disegnare qualcosa a richiesta.

lo sport preferito è dire certo che si, poi voltarsi e indicare il primo che ha la sfiga di avere una matita in mano e dire sorridendo : lui/lei è BRAVISSIMA/O..



è venerdì sera e io e laura spargiamo acidità dal nostro banchetto, e non è perchè ci disegnano così. è che proprio siamo imbastardite, tutto lì.

ogni cosa, per quanto piccola, è un meraviglioso bersaglio difficile da non centrare.



a me poi l'acido mi fa una pippa prorpio. ne trasudo così tanto che se qualcuno mi lecca, faccio effetto imodium per un mese. altro che spremuta di limone ed enterogermina.



ok, nessuno vede un valido motivo per cui qualcuno dovrebbe leccarmi.

verissimo.

ma questo nn fa che aumentare il grado di acidità eh :-)



in realtà ci stiamo divertendo un casino, anche se ho un mal di testa martellante e mi faccio sciogliere una pastiglia di efferalgan in un bicchiere di acqua che laura gentilmente mi procaccia dai dispensatori umani al posto mio. non avendo cucchiaini, iro il tutto con il corpo di legno di un pennino da china.



a volte mi faccio schifo da sola, ma almeno nn mi si può dire che sono fobica dei germi e schizzinosa. che lo sono, ma ad un certo punto l'istinto di sopravvivenza fa il suo naturale decorso. e poi preferisco morire perchè contagiata (da chi, poi, il  pennino è mio, i germi saranno miei, rimane tutto in famiglia, alla fine....) che nn rimanere ancora un secondo con questa cosa nel cervello che scende fino la spalla destra.



è venerdì, nn so manco io più che ora. sto girando con laura e ci accasciamo su uno stand dove troviamo spillette e cartoline di corvorosso. laura deve trascinarmi via prima che collassi dal ridere.



pdc:- quanto vengono le spillette?

standista: un euro se tenti la sorte, due se vuoi andare a botta sicura.

pdc:- ok, manco da chiedere...

standista: allora tenti la sorte?

pdc: naaaa, almeno in questo frangente, preferirei la botta sicura vah.



(io adoro le spillette, mondo, sallo.)



comprerei spillette di tutti i tipi. me le farei, le spillette. ecco, la verità è che mi piacerebbe avere la macchina per fare le spillette.

se avessi la macchina per fare le spillette chi se ne frega degli uomini della laurea e del resto.

ma nn ce l'ho, e allora tutto il resto nn diventa accesorio come vorrei. però nutro sempre la speranza che qualcuno dagli stand si innamori follemente di me e mi regali il catalogo (non quello della casa editrice che danno via gratis, proprio il catalogo inteso come libri in catalogo.....)

per ora, nn solo nessuno si è innamorando di me svendendo il suo bene, ma neppure mi han fatto degli sconti....



è venedrì sera, ho le mani nei capelli, mi stanno fotografando e io penso che domenica sera avrò le ciocche ai piedi a furia di camminare così furiosamente.



dopodomani è domenica.

quando torno, mi compro una tazza.

forse due.
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lunedì, 14 maggio 2007

le avventure d pensieri di carta attraverso il salone del libro e di quello che vi trovò: di alkanette e del (suo) neurone

a bruciapelo

PdC: Alkaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Alka: Zilviaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

ma sei dimagrita! ma stia bene! ma hai perso un pò di tette eh!!!!!

PdC: non le ho perse, sono scappate perchè si annoiavano da morireeee..











appuntamento con alcuni amici di alka e del suo comonolocalante



Alka: dai raggiuncigi, che son qui con Silvia...

(dopo poco)

Amica: ciao!

PdC: ciao!

Amica: ah ma sei tu, SilviA

PdC: eh si, son io...

Amica: oh cielo... ho appena detto ad una nostra amica, dai vieni anche tu che c'è anche un amico carino simpatico e intelligente nonchè single, un certo SilviO....

PdC: uh, no, credo di essere ancora ascrivibile al genere femminile.  mi spiace...



Guardo alka, guardo G.

 

PdC: mh, che poi, è meglio che nn mi presentiate nessuno a meno che nn vogliate correre il rischio di fidanzarvici voi ....



(che poi è curioso, forse dovrei provare io a presentare alle mie amiche qualcuno, magari lui poi alla fine preferisce me. peccato che da che mondo è mondo, tutti gli uomini a cui ho presentato qualcuna, alla fine, han sempre preferito le altre, appunto..)



nel mentre incrocio anche alcuni altri abitanti del condominio splinder, mi faccio riconoscere perchè sussurro al cellulare che sono quella al centro dello stand adelphi che sventola furiosamente una copia in edizione economica della versione di barney....

ovviamente perdo di vista alka , quando riesco a individuarli nuovamente, spunto dalle loro scapole come un pupazzo impazzito..



PdC: Ciao! rieccomi...

Alka: MADONNA CHE SPAVENTO!

PdC: eh, no, beh, grazie neh!! è sempre bello poterti annoverare nelle mie amicizie, lo sai vero?

Alka: eh, via. è che mi sei spuntata così brutalmente da dietro...

PdC: (guardando in tralice G.) mh. sarà. chissà perchè ho come l'impressione che a lui certe cose nn le dici mica....



facciamo alcuni passi



PdC: piano qual luce rompe da quella finestra lassù?



Alka: mh? là è l'oriente e gulietta il sole???



PdC: nu, là è la succursale di smokingpermittedlandia al lingotto... mentre sono in zona faccio un saluto veloce e poi torno ...



altro giro , altro gettone...

incrocio anche Sivi e gli altri astigiani in trasferta....


quardo Sivi, guardo Alka.



PdC: Silva...

(ovviamente si voltano tutte e due)

ti presento Silvia.

mi dà sempre un piacere particolare presentare persone che si chiamano nello stesso modo...



Alka: mh... un triangolo di Silvie... c'è da fare attenzione. magari qui nel bel mezzo, c'è pure il santo graal.



comprendo l'implicazione sottesa quando penso che il graal è la metafora della ricerca vana ed inconcludente.

e poi ripenso anche a quella scena di Indiana jones, quando si trova davanti alle varie coppe ed invece di un calice prezioso e  tutto tempestato di gemme preziose, si scopre che il graal è una coppaccia grezza di legno.

non è tutto oro quello che luccica, è l'apparenza inganna.......



alla fine saluto questi due meravigliosi individui da fumetto quanto me che mi han ridato il sorriso in una settimana che non è iniziata bene, e che nn sapevo come sarebbe finita...

mi volto e scappo a comprare le mie tazze.
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domenica, 13 maggio 2007

le avvednture d pensieri di carta attraverso il salone del libro e di quello che vi trovò







«Prendi più tè.»


«Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.»

«Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.»





girando per quel finto labirinto che è la fieralibro sono incappata nelle meditaTHE.

io ne ho presa una, mia madre mi ha gentilmente omaggiato della seconda.

all'amore mio terrei pronta questa, con una buona dose di English Breakfast, che secondo me gli si addice.

all'amica rossa anche lei sull'orlo del desiderio struggente, offrirei un buon thè al limone, che l'acido volendo ci si addice più del miele, in questa tazza qui.

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venerdì, 04 maggio 2007

in spiderman III c'è tutto eh.



grandi poteri grandi responsabilità, fisici notevoli, amore e gelosia, amicizia e gelosia, sete di vendetta e aspirazioni di riscatto, cuori in frantumi, bene contro male, lato oscuro e potere ingestibile, superamento dei limiti e proattività, si può sempre fare una scelta e si può sempre fare quella giusta, pugni e baci, delusioni, roba nera e suoni di campane. giornalisti e falsa informazsione, bambine che sanno fare affari d'oro  e direttori di giornale che meritano il prezzo del biglietto, inseguimenti e voli, nemici fantasiosi e funerali, ovviamente sooto la pioggia. e una grande, grande, grande bandiera americana. e poi inizia con il fare la cosa più difficile, perdonare te stesso, e poi io non sono un uomo cattivo, è cattiva la mia sorte. e sacrificio, ovviamente...



e ci sono cose che mi si sono resettate dal cervello in automatico, forse per personale forma di difesa.



ringraziando il cielo Asti non ha un supereroe. perchè è assodato che un supereroe, per quanto folkloristico e attraente possa essere, è un palese catalizzatore di sfighe.



a tutte è comunque piaciuto di più con la tutina nera eh.



alla maggior parte è piaciuto di più il migliore amico.

io continuo a preferire lui, anche se ha la faccia da scemo.

forse proprio per quello.
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