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Contro la musica nel template

venerdì, 16 novembre 2007

ROMA(nzo) EPILOGO

CAPITOLO 9



niente di che, alla fine son tornata a casa.



 parto io per prima, lascio barbara e andrea ai binari, loro hanno appena scoperto che la valigia di mary poppins è un trolley piquadro, io ho scoperto che un trolley con troppe tasche è pericoloso per una bloggher senza troppa memoria.

lo strascino fino al treno, il treno parte. penso che mi spiace non essere riuscita a salutare viviana e monica, e neppure francesca.

sorrido al pensiero di aver incontrato andrea e luciano, e mi spiace di non aver agguantato stillpoint.

mi domando se silvia ha ricevuto l'sms di renato.

all'altezza di civitavecchia il pensiero è alla donna onorata, alla replica di questa estate.

verso la toscana mi chiedo come stanno gianluca e riccardo. e l'uomo delle parole valigia, chissà, lui il suo gatto il suo cane e le sue sculture. chissà se ha mai continuato il ritratto.

a bologna mi chiedo se incrocerò mai giulio. e poi bologna, bologna. mi piacerebbe scendere e respirare un attimo solo l'aria e risalire prima del solito ritorno.

ma per una volta, non è alle coincidenze affidato il mio ritorno.

(o forse si, ma di altre dimensioni esistenziali parliamo, non di ferrovie).

da bologna il naso sente odore di casa, si dirama a nord est, va a mauro, e ritorna indietro a brescia, a silvia, elisabetta, freesia. ai loro consigli, che sempre spesso disattendo.



arrivo a casa, lo si sente nelle ossa, nell'umido della nebbia che avvolge i binari, nel freddo che ti saluta e ti avvolge quasi fossi rientrata in un vuoto che avevi lasciato.

come se stessi recuperando uno spazio.



niente di che, alla fine son tornata a casa.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:30 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
giovedì, 15 novembre 2007

ROMA(nzo) parte terza

CAPITOLO 8 : AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA



 




"E sorrisi complici ed aperti che si accendono dietro occhiali trasparenti, la cui perfetta quadratura s'è persa lì dove è giusto che si perda ogni sostanziale equilibrio: in una capriola goffa che porta risate come perle sulla bocca di un intero gruppo massacrato nella tolleranza, vittima del reato di abuso di pazienza."
(cit: Madame Revanche)



il sabato romano esplode silenzioso come una bolla di sapone di illusioni infrante in galleria colonna, fra shopping compulsivo e testaggio dei materiali antiurto dei giubbini, fra le scarpe di zara e una fuga alla feltrinelli, nella speranza che la sensazione che hai nel midollo, che tutti abbiamo nel midollo sia come un brutto sogno che l'odore della carta possa portare via.



tag: ma anche no, il conato del papato, artigli e prematuri tramonti, puffi neri, non ditegli che nel mandarino non c'è alcol, alle tre si dorme, assuefazione da tag.







la sera a Roma passa per Termini ed è un qualcosa di non enunciabile nero su bianco, perchè certe cose alla fine ti entrano dentro e stanno lì, con l'eco delle risate, dello scrocchiare sotto i denti delle patatine, nella dolcezza del mandarino che ti scivola in gola e lenisce l'ultimo spasmo con cui hai mandato affanculo a scoppio purtroppo ritardassimo. ma l'eco prima o poi si consuma.







tag: sembra talco ma non è, alle tre si dorme, ho dormito con madame; a letto con un/a bloggher.



intervallo: dopo i giudizi universali, l'aldiquà.




ed è molto più di quel che qualcuno possa meritarsi







pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:15 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
martedì, 13 novembre 2007

ROMA(nzo) parte seconda

CAPITOLO 7: SPLINDERNIGHT



era una notte buia e tempestosa.

tre figure strette arrancano faticosamente fino alla metropolitana....



qualcuno dall'alto ha deciso di scaricare le acque in eccesso, e piove e tuona e tuona e piove.

mai avuto paura di bagnarmi, ma madame mi caccia in mano un ombrello e se madame ti caccia in mano un qualcosa, conviene usarlo e basta.

tanto per cambiare si passa da termini, sia mai che poi si senta la mancanza neh. poi si cambia linea, e si approda là dove potrebbe tranquillamente campeggiare la scritta hic sunt leones.

davvero, per noi, pensieri di carta da asti, madame revanche da cosenza e angie69 da modena, la garbatella appare né più né meno come le coste inesplorate dell'america allorquando colombo e il suo uovo dovettero sbarcare la prima volta.

consci per altro di non avere manco una manciata di perline da scambiare...

al gruppetto sparuto si aggiunge maallinen.

come i quattro cavalieri dell'apocalisse, con passo sotenuto sospinti dall'appetito e dal desiderio di una stanza calda e asciutta, ci avviamo a girare per il quartiere nella ricerca del convenuto punto X (le distillerie clandestine) e nonostante tutto, ci arriviamo...

all'ultima blog fest a cui ho partecipato  ero pensieri di carta, chi ah si, l'amica di smokingpermitted.

a questo giro sono pensieri di carta, ah si, l'amica di madame revanche.

beh almeno non si può dire che non sia una che non si fa degli amici eh.

madame è così potentemente se stessa da essere luminosa. e si sa, alle luci, accade sempre che qualche falena gli si schianti addosso.

e tiene banco abbracciando e baciando a destra e manca diventando il volto di tutte le parole scritte, parole che le uscivano dalle dite come ora le scivolano dalla bocca, a testimoniare che se si è come si è, e lo si è sempre, poco conta essere su un blog, su un messenger qualunque oppure occhi negli occhi con un piatto di riso in una mano e la forchetta nell'altra.

La serata scorre liscia liscia,con inaspettati picchi di interesse quando incrocio alcuni abitanti del condominio splinder.

incomincio a sentirmi meno accessoria quando incrocio lo sguardo di Wosiris, e ci facciamo una foto per attestare la nostra reale presenza alla nostra comune amica Alka, che a roma non ci è venuta che lei ha cose da fare.

(ed è vero, e beata lei, per altro.). Inatteso e gradito l'incontro con Luciano, poi squilli di trombe per l'arrivo di peterparker (con il quale non mi scuserò mai abbastanza per non essere riuscita a salutarlo, in quanto impegnata mio malgrado in una furibonda trattativa inutile e dannosa che nonostante tutto ho concluso roteando la borsa e dicendo in un tono invero minaccioso: "ed ora andiamoci a divertire" ( sottotesto: se ne siamo capaci.)



tag aggiuntive: cogli l'attimo; l'amore non fa per me; incubi e deliri.



ed era tempo di divertirsi.

ma divertirsi sul serio.

con la leggerezza di ridere anche a chi non conosci, di ballare e chiudere gli occhi e fregarsene del resto intorno.

sprattutto se il resto intorno fa di tutto per rompere le uova nel paniere.

fino al momento più assoluto della discesa agli inferi della dignità nordica che mi avevano appioppato a priori: fare la cubista con campanellino. ( e non per campanellino, ovvio)

ma che sia ben chiaro, io ero partita per fare il cubo.



tag accessori: io ballo da sola; non c'è rosa senza spine; ogni riccio un capriccio; con la nebbia nel cuore; passettini di carta; le cubiste di madame.



fra le cose che non ti aspetti, Fiodor che ti dice, si mi pare di averti letto. incrociare Cellardor che sapevi che veniva e non sapevi se l'avresti vista, e seredimaggio che ti implacca a metà di una posa plastica dicendo allegra che bello, finalmente un blog che leggo.

adesso, a parte gli scherzi.

a me impressiona sempre un pò rendermi conto che qualcuno che non conosco mi legge.

è buffo, buffo assai.

apre tutto un baratro di ragionamenti anche seri ed intelligenti sulla comunicazione e la capacità di raggiungere le persone, sull'espressione e sulla socializzazione, ma non è questa la sede opportuna, un'altra volta vah...)

rimango con la sensazione di buffo a fior di pelle e ricomincio a ballare, e ballare, ballare, ballare...

finchè non mi portano via...

angie69 cerca un taxi, fortuna vuole che anime di buon cuore, nel corpo rispettivamente di monicamarghetti e cazzeggiolibero (sia lodata sempre sia lodata) ci trasportino dalla periferia dell'impero nella notte romana che volge al mattino, fino a nientepopò di meno che a.... termini. senza più pioggia ma con un'aria frizzante che oltrepassa i vestiti e si appiccica a qualcosa che ho dentro che bolle anche se non lo so.

ma lo scoprirò l'indomani.

trovato il taxi, rientriamo al B&B, nonostante il tentativo di angie di depistaggio, che dà al tassista l'indirizzo delle distillerie clandestine invece di quello del nostro caldo riparo notturno.



tag: viaggio al Termini della notte; ho dormito con madame; toccàti con mano; l'inquietante percentuale di bloggher nei miei letti; dormi anche tu con pensieri di carta; darwin non mente; fesso chi non gode.



(il seguito alla prossima puntata...)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:29 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
lunedì, 12 novembre 2007

ROMA(nzo) parte prima

CAPITOLO UNO.

PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO.




lo zaino trolley è nuovo.

ha un fracasso di zip e tasche e altri ammenicoli.

fra questi, una deliziosa tasca di plastica azzurra trasparente in cui cacciare i documenti di viaggio.

io aderisco partecipe nonchè frivolamente entusiasta all'operazione.

il controllore arriva, io esibisco tronfia il mio biglietto e con nonchalance cerco di estrarlo.

primo attimo di panico.

la chiusura pare non volersi aprire manco sotto tortura.

guardo il controllore, sorrido e con una naturalezza che non mi appartiene nella quotidianità, incomincio a prendere tempo:



PdC: (smanettando violentemente sulla chiusura) sa, lo zaino nuovo, ha tutte queste cose utili, fra cui anche il porta documenti

controllore: ...

PdC: (smanettando sempre più violentemente sulla chiusura) eh, è veramente una cosa intelligente eh...

controllore: ...

PdC: (smanettando sulla chiusura con accanimento in lenta diminuzione) sa è a prova di tutto : a prova di vento, a prova di pioggia...

controllore: ...

PdC: (porgendo l'intera bustina azzurra di plastica al controllore allibito) guardi evidentemente è anche a prova di me, faccia lei quello che può.



e penso: se questo è l'inizio del viaggio, chissà come sarà il proseguio.



proverbi del momento: il buon giorno si vede dal mattino; a chi ha fortuna, il bue gli fa il vitello.



CAPITOLO DUE:

SEMO VENUTI A ROMA PER FA' DU PASSI A TERMINI




Termini caput mundi. non ho visto il colosseo ma in compenso ho imparato a memoria la planimetria della stazione.



CAPITOLO TRE:

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO.




con le persone ti riconosci.

e noi, per non esserci mai visti, devo dire che ci siam riconosciuti.

lo ammetto, ho sperato fino all'ultimo che in realtà ci fosse qualcuno ad attendermi.

arrivare in un luogo che non conosco senza la certezza di uno sguardo da cercare, di una camminata a cui affiancarmi, un pò mi intristisce.

ma almeno so che sto aspettando un arrivo.

poi un lampo rosso fra la folla.

io esordisco con un sorriso che paio lo stregatto.

e lei, in tutta la mia scemitudine pensieridicartesca, mi riconosce.



ed ecco l'incontro della corrente di aria gelida nordica scesa dalle nebbie del nord ovest, con la corrente di aria calda che sale dal profondo sud.



da lì in avanti, è come aver ritrovato qualcuno.



tag del capitolo: nuances rosso madame; magnitudine; stronzitudini ed egocentrismi; la vera storia del puffo nero; piemontesismi; sorellanza.



CAPITOLO 4:

NON CI SONO PIU' GLI UOMINI DI UNA VOLTA



No, decisamente no. se ci sono, stanno nascosti, oppure, non sono mai esistiti e ci hanno sempre mentito, altre generazioni hanno perpetrato l'inganno per lenire le loro ferite e consolarsi acuendo le nostre.

noi donne a volte pecchiamo di indecisione non avendo le idee molto chiare in merito a cosa vogliamo.

ma dio (o chi per lui) ci è testimone che spesso riusciamo ad individuare cosa NON vogliamo.

non ci piacciono i prolissi magniloquenti che utilizzano la propria cultura e la propria intelligenza per mascherare una psicologia debole e insicura, non ci piacciono gli egocentrici che pensano di essere il centro di un universo in cui tutto accade a loro per disgrazia ma quanto accade agli altri è la giusta conseguenza del loro inetto agire.

non ci piace chi trova sempre cosa non va in tutto, chi maltratta tutti perchè pensa che sia divertente.

non ci piace chi è soffocante, non sa crearsi degli spazi, chi è non è affettivamente indipendente, chi non ci rispetta per quello che siamo.

io poi personalmente non amo chi non sa gestire con moderazione le cose, chi parte in quarta dicendo di amarti e poi improvvisamente ti odia; chi asserisce che hai una serie di caratteristiche che lo attirano, e poi queste stesse caratteristiche diventano la principale fonte di allontanamento.

detesto chi pensa di avere sempre e solo ragione.

chi fa la vittima per attirare l'attenzione.

chi non riesce a conquistare qualcosa e vorrebbe che gli fosse concesso perchè certo di meritarselo.

chi riesce a rovinare l'umore a tutti solo con la sua presenza silenziosa.

chi si racconta bugie tanto da crederci.



paragrafo uno: l'amore è una cosa meravigliosa, ma a parità di condizioni, preferisco come si comporta con me chi non mi ama.

paragrafo due: bisogna saper imparare dalle esperienze passate. la vita è un cerchio. spesso sbilenco.





tag del capitolo: scazzi miei; volevo fare la tronista; (s)comparse; apparizioni mistiche; ma anche no; pensieri di cartavetro; pensieridicartaigenica.





CAPITOLO 5: (intermezzo teatrale)

CERTO RICORDARSI DEI PARTICOLARI DELLA VITA ALTRUI E' UN OPTIONAL CHE NON TUTTI POSSONO PERMETTERSI.

 

telefonata n°1



arrivo:



XXX: a che ora arrivi? che ci tengo a venire a prenderti...

PdC: è mezz'ora che sono in stazione ad aspettare.



telefonata n°1



partenza:



xxx: ma a che ora partite oggi? che ci tengo a venire a salutarvi....

PdC: adesso.



tag non pervenute, si sono suicidate tutte per la disperazione





CAPITOLO 6: APRES NOUS LE DELUGE (intermezzo comico)



sms di pdc ad amico romano: sai qui a roma il tempo è ancora clemente si sta veramente bene.



clicco invia.



un tuono.



due tuoni.



il diluvio.



ebbè. come non detto.



tag dell'intermezzo: son cose; cassandra e la pizia mi fanno una pippa; l'ombrello dove lo metto.





CAPITOLO 7: SPLINDERNIGHT



era una notte buia e tempestosa.

tre figure strette arrancano faticosamente fino alla metropolitana....




(il seguito alla prossima puntata...)
domenica, 04 novembre 2007

a riecchice con il valzer dei treni.

prima tappa: Roma.



tre giorni scarsi, giusto il tempo di incrociare un paio di amici  e poi a casa, a preparare la valigia per Parigi.

ma è il momento giusto per viaggiare? non lo so. anzi parrebbe il meno indicato. forse per questo, direi che cade a pennello.

cavalcare l'onda. anche se in questo caso è solo il rollio del treno, rollio come quello di nave, solo che il mare intorno non c'è.

qualche volta se le cose non le hai intorno, te le porti dentro, ma non sempre uno ci riesce, anche se vuole.



magari non ho spazio.
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giovedì, 16 agosto 2007

Note a margine di un ferragosto astigiano.





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lunedì, 30 luglio 2007

Immagine di Storie di primogeniti e figli uniciAspettavo.

E poi finiva che non ce la facevo più a sprecare la mia vita fermo ad aspettare in posti riparati, mi guardavo intorno ed ero solo, ero l'unico che si era fermato mentre gli altri andasvano e continuavano, e non ce la facevo davvero più, non smetteva di piovere ma chi se ne fregava, stavolta dicevo ora! e davvero andavo, stavolta correvo ancora più forte, più che potevo (...) mi bagnavo e mi bagnavo, entivo l'acqua penetrare i vestiti e poi la pelle e me ne fregavo, tanto ormai ci ero abituato era la mia vita quella e non pensavo se l'avrei scambiata o l'avrei tenuta così com'era, (...) era la mia vita senza ombrello (...) e in ogni caso ora bisognava correre, puntare verso il prossimo riparome poi verso un altro ancora e quando corri non è che puoi fare altro che correre.

Salivo veloce le scale. Entravo in casa, mi spogliavo e mi vestivo con abiti asciutti. A cas potevo farlo. Mi stendevo sul letto e aspettavo di smettere di ansimare. La smettevo. E finalmente sentivo la rabbia, mi dicevo : la prossima volta. La prossima volta gliela farò vedere io. La prossima volta che piove - che poi era inutile fare propositi per la prossima volta. Succedeva che non pioveva per chissà quanto. E tra una volta e l'altraavevi il tempo di dimenticare i propositi, la rabbia, e cosa volevi fare la prossima volta.

Avevi il tempo di dimenticare quanto ti eri bagnato.



da "Ombrelli"







alzo gli occhi dal volume. ho un filo di nausea; ormai patisco anche il treno. nel finestrino del corridoio, leggo di riflesso le risate degli altri nello scompartimento accanto. fra poco lascerò il libro, mi sporgerò fra di loro e si azzittiranno improvvisamente e io mi domanderò cosa ho di estraneo in me, ma per ora non è ancora successo e penso che tutto sommato sto bene.

l'ipod nelle orecchie, l'odore della carta nel naso.



è la prima volta che facciamo una trasferta con uno spettacolo.

ed è una bella sensazione, anche per me, che son sempre un pò staccata.

che son quella che rallenta il passo quando è nel gruppo, e va sempre più piano, fino a staccarsi, e guardare tutti da lontano.

che si perde, si lascia perdere.



a Civitavecchia il sole è clemente, su piazza Leandra l'ombra arriva in fretta, e sale anche un'aria fresca che gonfia il tendaggio dipinto della nostra scenografia, pare che casa Bonfil sia una nave, e le pareti una vela.

si gonfiano anche le gonne.

è buffo recitare con tutta questa luce, e avere poi tutto il tempo per andare a cena e divertirsi un pò.



e poi la luna e il rifelsso bianco sull'acqua.



e dormire in tre e svegliarsi a turno e guardare le altre che dormono e pensare andrà bene.

è andata bene.



fa freddo nello scompartimento, anche io vorrei un abbraccio.

apro lo zaino, prendo la maglia, me la lego al collo.

riprendo il libro, rimetto l'ipod nelle orecchie.

fra poco siamo a casa.
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giovedì, 12 luglio 2007

istantanee

le mani della Giulia; decise nei gesti, e precise e risolute, calibrate. tagliano verdure che pare veramente che si faccia da solo il lavoro. Luca, bandana verde e ciabattine di pelo di mucca; Nane tutto spigoli e pontili e Annalisa, che già solo dal mio chilometraggio avrebbe dovuto intuire chi sono (o meglio, non sono...); L'architetto della polenta, gli si è aperto lo sguardo quando ho detto Asti, e il giornalista che è scivolato in canale a Venezia che ha vinto un premio che non va mai a ritirare e che segna il tempo della festa con sonni e risvegli; Sara, che riconosco con un sorriso, anche se è la prima volta che la vedo sul serio; e il profilo preciso di Andrea, un sorriso che si apre e sale fino alla trasparenza dello sguardo.



poco importa che la notte prima lo stomaco lo hai ripescato dal fondo di un lavabo, va bene lo stesso; e addormentarsi quasi,ma senza mai riuscirci, su un tappetino del bagno.

pensieridicartalandia in trasferta, proprio.



e poi a Teviso i cigni, con i piccoli appresso. che non sono brutti anatroccoli, sono solo piccoli bellissimi cignetti in miniatura.



e lo spritz, che a metà lo senti nelle ginocchia e gli angoli della bocca sfidano la gravità e si sollevano e poi dopo è tutto più divertente. finalmente.



e poi AlKa&Gianz, che insieme, chissà quanti neuroni faranno, boh. per tacere degli estintori...

e la grandine, sul tetto della coop.



e metti cinque donne ad un tavolo, "di chi è il matrimonio" chiede la cameriera " grazie a dio per ora di nessuno" risponde pdc.

e pdc e alka e freesia e cranculocenerentola in macchina a parlare e ridere fino alle lacrime per poi tornare a casa, che domani si lavora.

e i letti e i divani e gli asciugamani e le docce e la musica e i film. (Una canzone per Bobby Long; Babel)

e tutti quei treni (sette , per la precisione...), tutti per un soffio.

e i libri, e l'ipod.



e alfredo che mi porta al giapponese, e mi guarda mangiare, che son divertente.



è morbida la voce della Melua, scorre fluida come la strada che mi riporta casa stasera.

nel naso ho il pizzicore del wasabi. sulle labbra il sorriso post sushi di sempre.

con buona pace dei vegetariani, niente è paragonabile alla sensazione in bocca dei tranci di pesce che si sciolgono, accerchiati dall'alga nori e annegati nel riso.

il ritorno stasera è fluida, sono il passeggero stasera, non ho meta, solo un posto in cui tornare, tutto lì.

e tornano alla mente in questi istanti immagini e momenti, come polaroid accatastate alla rinfusa in una borsa.
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venerdì, 06 luglio 2007

ho sognato di treni parte II

l'animale stanziale ch'entro mi rugge oggi ha bestemmiato parecchio quando ha calcolato il numero di treni che prenderò questo mese.

però poi smadonnare è faticoso e allora si è girato dall'altra parte e tornando a russare.

ok, parto.



torno martedì, se non succedono cose sconvolgenti.

tipo che la mia omonima mi adotta o mi trova un fidanzato (ma direi che a lei è già andata bene una volta)...



non fate troppi pettegolezzi....



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mercoledì, 29 novembre 2006

il mio incubo peggiore che si avvera. parte II: DEL VIAGGIO COME MALATTIA NON SOLO DELLA MENTE

I.


ammettiamolo, nuovamente, per altro, che non è una novità. io i treni non li amo. per niente. e non è solo questione di zecche e a quanto pare, notizia fresca fresca, legionella. è che il treno ti si appiccica addosso; una patina di millemila altri Viaggiatori che ti assale. ti penetra come l'umido di una nebbia da profondo nordovest e ti rimane addosso anche dopo numerosi lavaggi.

io i treni li prendo il meno possibile, proprio solo se non si può fare altrimenti, chè pensieridicarta è animale stanziale, i viaggi, al massimo, a livello neuronale, ecco, quelli si.

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martedì, 28 novembre 2006

il mio incubo peggiore che si avvera. parte I: COINCIDENZE

per trenitalia, la coincidenza viene così chiamata non tanto per il coincidere nel tempo o nello spazio della partenza o transito di un treno o di altro mezzo di trasporto in concomitanza con la partenza o con il passaggio di altro mezzo, quanto per l'assoluta casualità con cui l'utente riesce ad usufruire del servizio stesso.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 16:18 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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