l'illuminazione è al neon.
ed io, ho ormai perso il computo dei minuti e delle ore.
potrebbero essere indifferentemente le due del pomeriggio come le otto di sera.
tanto Gianlu ha l'occhio serrato di chi è appena sveglio, oppure sta per addormentarsi. la Sinfoprole invece è attiva, e questo anche , non è oltremodo indicativo, si sa i bambini sono attivi alle ore più impensate.
io mastico il mio
macmenù.
Chicken McNuggets,
alla cassa ho chiaramente chiesto dei cikken-mec-cosi, patatine e una fanta.
raccolgo tutto il mio cinismo e la mia disillusione, che un macdonald mi pare proprio il posto giusto.
è che poi non so che farmene, ecco.
sarà vero quel che diceva Facci, che il disilluso semplicemnte non aspetta che un'altra occasione per illudersi?
dovevo portarmi Grazia dietro, ecco, così invece di parlare di problemi esistenziali, ché non so perché, ma a me Sinfo che mi guarda è come due mani che mi si cacciano in pancia e rovistano le mie parole migliori, devo scendere a fondo, trovare i pensieri, capirli meglio per poterli dire meglio.
e invece potevamo parlare di cose in superficie, che ne so poi io di superficie, che mi sono rintanata in una piega, qui da qualche parte, di questo strano origami che mi costituisce.
e dire che su Grazia ho letto quella cosa buffa di Tiziano Ferro, che asserisce che nessuno lo vuole. che poi io ho pensato, ecchecacchio, no dai, questo lo penso io di me, non è che possiamo pensarlo tutti a sproposito. a ruota ho pensato che se proprio nessuno lo vuole può unirsi a me, che al pari di lui, non sono voluta da nessuno. ma poi alla fine mi seccherebbe certificare che pure lui non mi vorrebbe quindi ho desistito nel ragionamento.
Questa cosa che tutti detestano Ferro. io no. a me fa tenerezza. mi fa sempre venire in mente un ragazzo, un ricordo di millemila anni fa. era il pub irlandese, una sera un pò fumosa di quando il locale era ancora densamente frequentato. perchè qui ad asti siamo un unico branco che si sposta indistintamente da un luogo di ritrovo ad un altro. e si va a periodi. in quel momento, si andava tutti là. potevi trovarci il mondo. una sera io ci ho trovato uno sguardo di una bellezza che rendeva difficile distoglierne gli occhi da dentro. peccato essere lì insieme al mio fidanzato, ecco. molto poco carino, per dire. però lo sguardo lo era. dovessi dire chi fosse, non saprei, di lui ricordo solo gli occhi, il colore chiaro dei jeans, ed una fasciatura al braccio. il destro, il sinistro, chissà. però, quando vedo una foto per caso di Ferro, mi torna in mente quella sera all'irlandese. poi vabbè, mi vengono in mente altri pensieri, ma son cose di poco, pochissimo conto. adesso.
comunque alla fine della fiera un
macdonald è un posto come un altro, un altroquando parallelo senza tempo e con poco spazio.
rimango dell'idea che piuttosto che spaccare vetrine per manifestare contro la globalizzazione, preferisco continuare il mio sabotaggio minimale non foraggiando questo universo parallelo. ognuno ha la sua forma di protesta, ecco.
Torniamo ad Asti, che non è poi così lontana, è solo fuori dalla porta, con il freddo l'umido e il grigio.
Sinfo e le bimbe a sinistra.
Gianlu a destra. io entro in negozio, mi spoglio. afferro Grazia e sfoglio.
e mi concedo il lusso di ricordarti un pò.