
Delitti amorosi.
Alcune piante delle foreste tropicali del Sudamerica hanno bisogno dei pipistrelli per riprodursi. Questi animali, infatti, mangiano i loro frutti e poi spargono i semi dall'alto attraverso gli escrementi. I biologi chiamano questo fenomeno con un nome poetico: pioggia di semi. Non credo di esagerare se dico che questa è una buona metafora della tua situazione attuale, Bilancia. Come quelle piante dipendono dai pipistrelli, anche tu potresti aver bisogno di agenti della fertilità che agiscono in modo apparentemente incomprensibile.

E’ penombra. Di quella penombra di una città in autunno, quando ancora non fa freddo, ma si sa che lo farà, che non è ancora buio, ma si indovina che fa poco lo sarà.
Un bar, un dehor; al tavolino una donna vestita di rosso; con l’aria di chi è un complemento di arredo del locale.
Ha una gamba accavallata, con il braccio destro poggiato sul tavolino si regge svogliatamente il mento, dalla mano sinistra pencola una sigaretta spenta.
Ad un tratto, con leggerezza, si alza, con decisione va da un uomo a due, tre tavolini di distanza, che uno si chiede perché proprio lui, in mezzo a tutti.
Lo squadra per un secondo e gli domanda:
Hai da accendere?
Lui goffamente tira fuori dalla tasca interna della giacca un pacchetto di cerini. Con mano insicura ne accende una. La donna si china verso di lui che le avvicina le mani a coppa.
La fiammella si spegna sul volto di lei.
Un colpo di vento.
La donna, delusa, chiede:
Scusa, ne hai un altro?
Ora la donna ride sommessa, si invita a sedere; lui non dice di no.
L’uomo e la donna iniziano a parlare. Di tanto in tanto, levano gli sguardi alle tante finestre dei palazzoni di fronte, paiono occhi spenti che dormono; pare che attendano, i palazzi, l’uomo e la donna; che tutto sia in attesa. Sai sono contenta di averla perduta, perché ti ho incontrato…
Me l’aveva regalata un marinaio. Viaggiava sui vapori, puliva le macchine. È da tanto che non le vedo però. Non so che fine abbia fatto.
Ma che importa, lui era sempre sporco… tu sei decisamente più bello…
Se sali con me, te ne mostro il ritratto;
la donna alza lo sguardo ad uno dei palazzoni di fronte. Un cenno col viso:
La finestra là in alto è la nostra.
Lei spegne la sigaretta lentamente, getta il mozzicone ai piedi di lui.
Silenzio.
Guardano entrambi al cielo. Alle stelle, alle finestre, che si confondono per un attimo.
Ora sull’asfalto, vicini, ci son due mozziconi.
L’uomo e la donna attraversano veloci l’asfalto, a braccetto, giocando a scaldarsi.
L’ultima cosa che si indovina di loro, sull’eco delle loro risate che paiono stanche, è l’entrare in una piccola stanza, il rumore di una luce che si spegne.
