Chi sono

Blogger: pensieridicarta
Nome: Silvia

io sono colei che mi si crede.
IN.Attesa
Qui, non c'è niente di sacro.
tranne l'osso dove si prendono i calci

prossimamente a teatro

A Teatro Curriculum

 

Google

Categorie

asti
fiera dell ibro
gadgets
paperthoughtsweddingreflections
pensieri di carta
pensieri di celluloide
pensieri on the road
pensieri spettinati
piccolo mondo blog
posologia della vita quotidiana
splindernight
teatro

Libri

Foto recenti

www.flickr.com
pensieridicarta's photos More of pensieridicarta's photos

di che luna siamo?



lunar phases
 

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami



  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Miglior Blog.it


Blog Aggregator 3.3 - The Filter
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Contatore

inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

lunedì, 26 novembre 2007

Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece starnazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.

Henry Ford




dormici su, dicono.

la notte porta consiglio.

sarà.

a me ha portato un paio di incubi orrendi, un pò di insonnia e una coda di tachicardia.

la sensazione è di un sonno atavico, che parte dal corpo che vorebbe disperatamente riposare.

peccato quel bollore interno, come di un pensiero che pare una palletta da flipper e vagola colpendo a destra e manca.

e fra poco, penso, andrò in tilt.

e non manca molto.

riconosco i sintomi.

perdita lenta ed inesorabile dell'interesse nei confronti delle cose.

delle persone.

delle emozioni che contemplino la compartecipazione altrui.

dice un proverbio canadese: se sei amico dell'orso, tieni vicino una scure.

ripiegamento all'interno.

come un punto esclamativo che ingobbisce ripiegandosi in un interrogativo che si guarda l'ombelico in cerca di domande frugando nel suo stomaco.



intanto mi allontano, veloce come un TGV che mi porterà a Parigi, che è il posto in cui so di potermi ritrovare quando mi perdo distratamente di vista.










Rivoltatela come vi pare, prima viene lo stomaco, poi viene la morale.

Bertolt Brecht



Io muoio, Orazio... Sento che il veleno s'impadronisce di tutto il mio spirito.

Ormai più non mi resta tanta vita da sentir le notizie d'Inghilterra; ma profetizzo che su Fortebraccio cadrà la scelta; a lui, in suo favore va il mio voto morente. Digli questo,

insieme al più e il meno degli eventi qui succedutisi...

Il resto è silenzio.



Amleto, Atto V, scena II
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:12 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: posologia della vita quotidiana
domenica, 25 novembre 2007

Esercizi di stile

il ritorno a casa è fatto di indaco.

profondo, come solo il blu sa essere di notte.

la luna è là, e io la fisso, con il solito ipod nelle orecchie a tenere il mondo fuori.

chè stasera proprio non voglio farlo entrare, e se proprio deve che cavolo, che sia solo dagli occhi.

e sia solo il giallo napoli della luna, che ha quella faccia triste che mi verrebbe voglia di prenderla a sberle, e il blu delle nuvole. in alcuni punti non si capisce se siano le nuvole ad essere spesse, o se sono buchi di cielo e basta.

la strada è libera, ma ai bordi come da un calderone, esce una leggera nebbia.

è un latte grigioazzurro che annega tutto.

 gli alberi sono neri.

sono scheletri.

sono pezzi di tronchi e rami e nodi e contorsioni come artigli.

sono belli nella loro bellezza più assoluta, strutturale.

così sono gli alberi.

e in mezzo a questa nebbia finalmente sono felice.

mi risuona sotto pelle, la nebbia.

fin nel cuore.

devo cercare di scaricare il personaggio.

due repliche per due giorni di seguito.

Milady Daure ormai pulsa all'unisono con me.

non perchè la faccia bene, qui non è questione di resa attoriale.

è che proprio risveglia delle parti di me che per lo più son sopite.

può capitare qualunque cosa in altri giorni, e Silvia lascia correre, ma se capitano mentre è vigile la Daure, beh,  i pensieri di carta diventano taglienti.

come solo la carta può essere in certi momenti.

quando la maneggi senza cura, e lei ti entra veloce sotto pelle e non hai il tempo neppure di capire se ti ha fatto male o no.

e guardi solo il sangue che esce.

questa sera torno a casa e sono come un felino.

sono con i nervi tesi e in bocca vorrei sentire il sapore del ferro.

è come sentire dentro il volume di se stessi aumentare e premere.

l'adrenalina che scorre.

dovrei avere freddo; sono troppo poco coperta, eppure sento che non percepisco le sensazioni nella giusta misura.

le mani fredde sulla pelle nuda del fianco, percepisco il gelo che vorrebbe entrare, eppure no lo fa.

è bloccato, come spaventato.

preferisce disperdersi nell'aria.

ho i tendini tesi.

e nelle vene un vago ribollire.

credo si chiami rabbia.

sensazione relativamente nuova.

ma confortante nella sua primordialità.

perchè questa sera io ho voglia di far male.

stanca di aspettare i cadaveri passare a tempo debito.

preferirei per una volta, fornire il cadavere che porrà termine all'attesa di qualcun altro.

perchè la vendetta sarà anche un piatto che va servito freddo.

ma quando arriverà sarà un bel marchio a fuoco.



perchè il recipiente è grande,

ma la misura è colma.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:31 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
categorie: teatro, posologia della vita quotidiana
lunedì, 19 novembre 2007

chiedimi se sono felice. (reprise)





Chi sono? Domanda, questa, a cui non so dare risposta. Io nome no ho. Lo ebbi certo, ma ora, che importanza può avere. Io fui. Fui carne e sangue e vite comuni. Fui vita e amore poi morte. Fui putrescenza e vermi e terra. Sono stata ciò che ora siete voi. E ora sono ciò che voi diverrete. Sono il vento gelido che vi respira sul collo. Sono il battito del cuore che salta quando avete paura. Sono il miraggio bianco latte nei castelli e nelle case abbandonate che qualcuno scorge nelle notti scure. Sono l’eco di passi sconosciuti sul selciato dei noviluni. Sono la cenere dispersa nel vento dei roghi di anime innocenti. Sono i fuochi fatui sull’acqua. Sono le danze sfrenate nei boschi e le cavalcate di destrieri scheletrici. Sono le urla di dolore delle donne morte nel dare alla luce i propri figli. E quelli delle spose bambine la prima notte di nozze e quello delle donne gettatesi nel vuoto maledicendo il destino. Sono i bisbigli, le orazioni sommesse che di tanto in tanto si colgono fra le stanze dei vecchi manieri. Sono il suono d’arpa celtica dove nessuno sta suonando.Sono il profumo di fiori sfioriti da tempo. Sono pelo di gatto nero e zoccolo caprino. Sono quello che rimane di chi ha perso la strada e vanamente calpesta selciati stranieri per trovare la via del ritorno. Sono la memoria dei morti. E il senso di colpa dei vivi. Sono colei che mi si crede. Tanto nome no ho più.



Lo ebbi certo, ma ora, che importanza può avere. Ho mille voci e mille storie da raccontare. Per chi le vuole ascoltare e non dimenticare.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:10 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: teatro

la nuova Bibbia per i Ragazzi.

pdc (versione insegnante): allora Francesca, oggi cosa dobbiamo ripassare?







Francesca: mah, non so, la favola di Davide e del gigante Gorilla










pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:27 | link |in line commenti (1) pop up commenti (1)
categorie:
domenica, 18 novembre 2007

la bellezza esiste, altrimenti a poco sarebbe servito l'esame di estetica nell'economia del mio curriculum di studi..

una volta pensavo si insinuasse fra le pieghe marmoree dei ricci del David di Michelangelo, scivolasse dalle sopracciglia aggrottate e accarezzasse ogni singolo muscolo del ventre, risalisse il tronco,le spalle e andasse a morire in quelle due mani alle quali ti abbandoneresti senza riserve.

In questi giorni ho visto la bellezza e l'ho vista succedere.

mai pensato che la bellezza potesse essere qualcosa che accade, così, per caso, in un momento qualunque in cui stai facendo altro e il tuo cervello pensa a quello che dici.

poi d'un tratto un gesto, di una perfezione assoluta nella sua normalità.

quella perfezione perfetta perché gli manca il giusto per raggiungere quella soglia oltre la quale diventerebbe altro.

e il tuo cervello diminuisce nettamente la percentuale di attenzione che sta dedicando a ciò che dici.

e senti che come una materia spugnosa assorbe questa cosa, si gonfia e aumenta di volume.

e ti rendi conto che tu sei lì per caso, che non c'entri nulla ma proprio nulla, eppure, sei lì, sei lì e ti senti come se stessi rubando un attimo di perfezione che non ti appartiene.

e poi colpevole, volgi lo sguardo.

l'attimo è passato.

non è che lo hai proprio colto, diciamo più che ti è sbattuto dentro.

ma va bene lo stesso.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:03 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: piccolo mondo blog, asti
venerdì, 16 novembre 2007

ROMA(nzo) EPILOGO

CAPITOLO 9



niente di che, alla fine son tornata a casa.



 parto io per prima, lascio barbara e andrea ai binari, loro hanno appena scoperto che la valigia di mary poppins è un trolley piquadro, io ho scoperto che un trolley con troppe tasche è pericoloso per una bloggher senza troppa memoria.

lo strascino fino al treno, il treno parte. penso che mi spiace non essere riuscita a salutare viviana e monica, e neppure francesca.

sorrido al pensiero di aver incontrato andrea e luciano, e mi spiace di non aver agguantato stillpoint.

mi domando se silvia ha ricevuto l'sms di renato.

all'altezza di civitavecchia il pensiero è alla donna onorata, alla replica di questa estate.

verso la toscana mi chiedo come stanno gianluca e riccardo. e l'uomo delle parole valigia, chissà, lui il suo gatto il suo cane e le sue sculture. chissà se ha mai continuato il ritratto.

a bologna mi chiedo se incrocerò mai giulio. e poi bologna, bologna. mi piacerebbe scendere e respirare un attimo solo l'aria e risalire prima del solito ritorno.

ma per una volta, non è alle coincidenze affidato il mio ritorno.

(o forse si, ma di altre dimensioni esistenziali parliamo, non di ferrovie).

da bologna il naso sente odore di casa, si dirama a nord est, va a mauro, e ritorna indietro a brescia, a silvia, elisabetta, freesia. ai loro consigli, che sempre spesso disattendo.



arrivo a casa, lo si sente nelle ossa, nell'umido della nebbia che avvolge i binari, nel freddo che ti saluta e ti avvolge quasi fossi rientrata in un vuoto che avevi lasciato.

come se stessi recuperando uno spazio.



niente di che, alla fine son tornata a casa.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:30 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
giovedì, 15 novembre 2007

ROMA(nzo) parte terza

CAPITOLO 8 : AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA



 




"E sorrisi complici ed aperti che si accendono dietro occhiali trasparenti, la cui perfetta quadratura s'è persa lì dove è giusto che si perda ogni sostanziale equilibrio: in una capriola goffa che porta risate come perle sulla bocca di un intero gruppo massacrato nella tolleranza, vittima del reato di abuso di pazienza."
(cit: Madame Revanche)



il sabato romano esplode silenzioso come una bolla di sapone di illusioni infrante in galleria colonna, fra shopping compulsivo e testaggio dei materiali antiurto dei giubbini, fra le scarpe di zara e una fuga alla feltrinelli, nella speranza che la sensazione che hai nel midollo, che tutti abbiamo nel midollo sia come un brutto sogno che l'odore della carta possa portare via.



tag: ma anche no, il conato del papato, artigli e prematuri tramonti, puffi neri, non ditegli che nel mandarino non c'è alcol, alle tre si dorme, assuefazione da tag.







la sera a Roma passa per Termini ed è un qualcosa di non enunciabile nero su bianco, perchè certe cose alla fine ti entrano dentro e stanno lì, con l'eco delle risate, dello scrocchiare sotto i denti delle patatine, nella dolcezza del mandarino che ti scivola in gola e lenisce l'ultimo spasmo con cui hai mandato affanculo a scoppio purtroppo ritardassimo. ma l'eco prima o poi si consuma.







tag: sembra talco ma non è, alle tre si dorme, ho dormito con madame; a letto con un/a bloggher.



intervallo: dopo i giudizi universali, l'aldiquà.




ed è molto più di quel che qualcuno possa meritarsi







pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:15 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
martedì, 13 novembre 2007

ROMA(nzo) parte seconda

CAPITOLO 7: SPLINDERNIGHT



era una notte buia e tempestosa.

tre figure strette arrancano faticosamente fino alla metropolitana....



qualcuno dall'alto ha deciso di scaricare le acque in eccesso, e piove e tuona e tuona e piove.

mai avuto paura di bagnarmi, ma madame mi caccia in mano un ombrello e se madame ti caccia in mano un qualcosa, conviene usarlo e basta.

tanto per cambiare si passa da termini, sia mai che poi si senta la mancanza neh. poi si cambia linea, e si approda là dove potrebbe tranquillamente campeggiare la scritta hic sunt leones.

davvero, per noi, pensieri di carta da asti, madame revanche da cosenza e angie69 da modena, la garbatella appare né più né meno come le coste inesplorate dell'america allorquando colombo e il suo uovo dovettero sbarcare la prima volta.

consci per altro di non avere manco una manciata di perline da scambiare...

al gruppetto sparuto si aggiunge maallinen.

come i quattro cavalieri dell'apocalisse, con passo sotenuto sospinti dall'appetito e dal desiderio di una stanza calda e asciutta, ci avviamo a girare per il quartiere nella ricerca del convenuto punto X (le distillerie clandestine) e nonostante tutto, ci arriviamo...

all'ultima blog fest a cui ho partecipato  ero pensieri di carta, chi ah si, l'amica di smokingpermitted.

a questo giro sono pensieri di carta, ah si, l'amica di madame revanche.

beh almeno non si può dire che non sia una che non si fa degli amici eh.

madame è così potentemente se stessa da essere luminosa. e si sa, alle luci, accade sempre che qualche falena gli si schianti addosso.

e tiene banco abbracciando e baciando a destra e manca diventando il volto di tutte le parole scritte, parole che le uscivano dalle dite come ora le scivolano dalla bocca, a testimoniare che se si è come si è, e lo si è sempre, poco conta essere su un blog, su un messenger qualunque oppure occhi negli occhi con un piatto di riso in una mano e la forchetta nell'altra.

La serata scorre liscia liscia,con inaspettati picchi di interesse quando incrocio alcuni abitanti del condominio splinder.

incomincio a sentirmi meno accessoria quando incrocio lo sguardo di Wosiris, e ci facciamo una foto per attestare la nostra reale presenza alla nostra comune amica Alka, che a roma non ci è venuta che lei ha cose da fare.

(ed è vero, e beata lei, per altro.). Inatteso e gradito l'incontro con Luciano, poi squilli di trombe per l'arrivo di peterparker (con il quale non mi scuserò mai abbastanza per non essere riuscita a salutarlo, in quanto impegnata mio malgrado in una furibonda trattativa inutile e dannosa che nonostante tutto ho concluso roteando la borsa e dicendo in un tono invero minaccioso: "ed ora andiamoci a divertire" ( sottotesto: se ne siamo capaci.)



tag aggiuntive: cogli l'attimo; l'amore non fa per me; incubi e deliri.



ed era tempo di divertirsi.

ma divertirsi sul serio.

con la leggerezza di ridere anche a chi non conosci, di ballare e chiudere gli occhi e fregarsene del resto intorno.

sprattutto se il resto intorno fa di tutto per rompere le uova nel paniere.

fino al momento più assoluto della discesa agli inferi della dignità nordica che mi avevano appioppato a priori: fare la cubista con campanellino. ( e non per campanellino, ovvio)

ma che sia ben chiaro, io ero partita per fare il cubo.



tag accessori: io ballo da sola; non c'è rosa senza spine; ogni riccio un capriccio; con la nebbia nel cuore; passettini di carta; le cubiste di madame.



fra le cose che non ti aspetti, Fiodor che ti dice, si mi pare di averti letto. incrociare Cellardor che sapevi che veniva e non sapevi se l'avresti vista, e seredimaggio che ti implacca a metà di una posa plastica dicendo allegra che bello, finalmente un blog che leggo.

adesso, a parte gli scherzi.

a me impressiona sempre un pò rendermi conto che qualcuno che non conosco mi legge.

è buffo, buffo assai.

apre tutto un baratro di ragionamenti anche seri ed intelligenti sulla comunicazione e la capacità di raggiungere le persone, sull'espressione e sulla socializzazione, ma non è questa la sede opportuna, un'altra volta vah...)

rimango con la sensazione di buffo a fior di pelle e ricomincio a ballare, e ballare, ballare, ballare...

finchè non mi portano via...

angie69 cerca un taxi, fortuna vuole che anime di buon cuore, nel corpo rispettivamente di monicamarghetti e cazzeggiolibero (sia lodata sempre sia lodata) ci trasportino dalla periferia dell'impero nella notte romana che volge al mattino, fino a nientepopò di meno che a.... termini. senza più pioggia ma con un'aria frizzante che oltrepassa i vestiti e si appiccica a qualcosa che ho dentro che bolle anche se non lo so.

ma lo scoprirò l'indomani.

trovato il taxi, rientriamo al B&B, nonostante il tentativo di angie di depistaggio, che dà al tassista l'indirizzo delle distillerie clandestine invece di quello del nostro caldo riparo notturno.



tag: viaggio al Termini della notte; ho dormito con madame; toccàti con mano; l'inquietante percentuale di bloggher nei miei letti; dormi anche tu con pensieri di carta; darwin non mente; fesso chi non gode.



(il seguito alla prossima puntata...)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:29 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: piccolo mondo blog, splindernight, pensieri on the road
lunedì, 12 novembre 2007

ROMA(nzo) parte prima

CAPITOLO UNO.

PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO.




lo zaino trolley è nuovo.

ha un fracasso di zip e tasche e altri ammenicoli.

fra questi, una deliziosa tasca di plastica azzurra trasparente in cui cacciare i documenti di viaggio.

io aderisco partecipe nonchè frivolamente entusiasta all'operazione.

il controllore arriva, io esibisco tronfia il mio biglietto e con nonchalance cerco di estrarlo.

primo attimo di panico.

la chiusura pare non volersi aprire manco sotto tortura.

guardo il controllore, sorrido e con una naturalezza che non mi appartiene nella quotidianità, incomincio a prendere tempo:



PdC: (smanettando violentemente sulla chiusura) sa, lo zaino nuovo, ha tutte queste cose utili, fra cui anche il porta documenti

controllore: ...

PdC: (smanettando sempre più violentemente sulla chiusura) eh, è veramente una cosa intelligente eh...

controllore: ...

PdC: (smanettando sulla chiusura con accanimento in lenta diminuzione) sa è a prova di tutto : a prova di vento, a prova di pioggia...

controllore: ...

PdC: (porgendo l'intera bustina azzurra di plastica al controllore allibito) guardi evidentemente è anche a prova di me, faccia lei quello che può.



e penso: se questo è l'inizio del viaggio, chissà come sarà il proseguio.



proverbi del momento: il buon giorno si vede dal mattino; a chi ha fortuna, il bue gli fa il vitello.



CAPITOLO DUE:

SEMO VENUTI A ROMA PER FA' DU PASSI A TERMINI




Termini caput mundi. non ho visto il colosseo ma in compenso ho imparato a memoria la planimetria della stazione.



CAPITOLO TRE:

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO.




con le persone ti riconosci.

e noi, per non esserci mai visti, devo dire che ci siam riconosciuti.

lo ammetto, ho sperato fino all'ultimo che in realtà ci fosse qualcuno ad attendermi.

arrivare in un luogo che non conosco senza la certezza di uno sguardo da cercare, di una camminata a cui affiancarmi, un pò mi intristisce.

ma almeno so che sto aspettando un arrivo.

poi un lampo rosso fra la folla.

io esordisco con un sorriso che paio lo stregatto.

e lei, in tutta la mia scemitudine pensieridicartesca, mi riconosce.



ed ecco l'incontro della corrente di aria gelida nordica scesa dalle nebbie del nord ovest, con la corrente di aria calda che sale dal profondo sud.



da lì in avanti, è come aver ritrovato qualcuno.



tag del capitolo: nuances rosso madame; magnitudine; stronzitudini ed egocentrismi; la vera storia del puffo nero; piemontesismi; sorellanza.



CAPITOLO 4:

NON CI SONO PIU' GLI UOMINI DI UNA VOLTA



No, decisamente no. se ci sono, stanno nascosti, oppure, non sono mai esistiti e ci hanno sempre mentito, altre generazioni hanno perpetrato l'inganno per lenire le loro ferite e consolarsi acuendo le nostre.

noi donne a volte pecchiamo di indecisione non avendo le idee molto chiare in merito a cosa vogliamo.

ma dio (o chi per lui) ci è testimone che spesso riusciamo ad individuare cosa NON vogliamo.

non ci piacciono i prolissi magniloquenti che utilizzano la propria cultura e la propria intelligenza per mascherare una psicologia debole e insicura, non ci piacciono gli egocentrici che pensano di essere il centro di un universo in cui tutto accade a loro per disgrazia ma quanto accade agli altri è la giusta conseguenza del loro inetto agire.

non ci piace chi trova sempre cosa non va in tutto, chi maltratta tutti perchè pensa che sia divertente.

non ci piace chi è soffocante, non sa crearsi degli spazi, chi è non è affettivamente indipendente, chi non ci rispetta per quello che siamo.

io poi personalmente non amo chi non sa gestire con moderazione le cose, chi parte in quarta dicendo di amarti e poi improvvisamente ti odia; chi asserisce che hai una serie di caratteristiche che lo attirano, e poi queste stesse caratteristiche diventano la principale fonte di allontanamento.

detesto chi pensa di avere sempre e solo ragione.

chi fa la vittima per attirare l'attenzione.

chi non riesce a conquistare qualcosa e vorrebbe che gli fosse concesso perchè certo di meritarselo.

chi riesce a rovinare l'umore a tutti solo con la sua presenza silenziosa.

chi si racconta bugie tanto da crederci.



paragrafo uno: l'amore è una cosa meravigliosa, ma a parità di condizioni, preferisco come si comporta con me chi non mi ama.

paragrafo due: bisogna saper imparare dalle esperienze passate. la vita è un cerchio. spesso sbilenco.





tag del capitolo: scazzi miei; volevo fare la tronista; (s)comparse; apparizioni mistiche; ma anche no; pensieri di cartavetro; pensieridicartaigenica.





CAPITOLO 5: (intermezzo teatrale)

CERTO RICORDARSI DEI PARTICOLARI DELLA VITA ALTRUI E' UN OPTIONAL CHE NON TUTTI POSSONO PERMETTERSI.

 

telefonata n°1



arrivo:



XXX: a che ora arrivi? che ci tengo a venire a prenderti...

PdC: è mezz'ora che sono in stazione ad aspettare.



telefonata n°1



partenza:



xxx: ma a che ora partite oggi? che ci tengo a venire a salutarvi....

PdC: adesso.



tag non pervenute, si sono suicidate tutte per la disperazione





CAPITOLO 6: APRES NOUS LE DELUGE (intermezzo comico)



sms di pdc ad amico romano: sai qui a roma il tempo è ancora clemente si sta veramente bene.



clicco invia.



un tuono.



due tuoni.



il diluvio.



ebbè. come non detto.



tag dell'intermezzo: son cose; cassandra e la pizia mi fanno una pippa; l'ombrello dove lo metto.





CAPITOLO 7: SPLINDERNIGHT



era una notte buia e tempestosa.

tre figure strette arrancano faticosamente fino alla metropolitana....




(il seguito alla prossima puntata...)
martedì, 06 novembre 2007

Преступление и наказание

chissà se fedor pensava al delitto di amare i libri, e al castigo di doverli poi mettere in ordine.

non so.



pensieri di carta è china sugli scaffali a spolverare, dividere libri da tenere e libri da espatriare, li divide per generi e sottogeneri, li cataloga e li destina ai vari scaffaletti della sua libreria.

ad un certo punto, avvilita dal continuo e strafottente modo di porsi della struttura lignea che pare dotata di una vita propria e di una indefinibile capacità di essere troppo lunga o troppo corta, sempra a sproposito, getta la spugna (metaforicamente parlando in realtò scaglia lo straccio e abbatte come una scure lo spolverino antistatico...) esclamando con fare piccato:

"mamma, che cavolo, ma chi me l'ha fatto fare di avere la passione dei libri? eh?? non potevo avere che so? ... la passione per la droga, toh."

Madre, che colta da un afflato di comprensione per la salute malconcia degli ultimi giorni e per lo scoramento che vede passare sul fondo della cornea degli occhi della di lei figliuola, mi sta sporgendo le lenzuola per rifare il letto... mi risponde serafica:

"non saprei, di sicuro costava meno, e occupava anche meno spazio"

"anche se conoscendoti, probabilmente poi alla fine ti saresti dimenticata dove l'avevi messa e avresti finito con lo sniffare che so, borotalco, o bicarbonato."



a casa mia non si può manco essere ironici in santa pace.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 22:16 | link |in line commenti (15) pop up commenti (15)
categorie:
domenica, 04 novembre 2007

a riecchice con il valzer dei treni.

prima tappa: Roma.



tre giorni scarsi, giusto il tempo di incrociare un paio di amici  e poi a casa, a preparare la valigia per Parigi.

ma è il momento giusto per viaggiare? non lo so. anzi parrebbe il meno indicato. forse per questo, direi che cade a pennello.

cavalcare l'onda. anche se in questo caso è solo il rollio del treno, rollio come quello di nave, solo che il mare intorno non c'è.

qualche volta se le cose non le hai intorno, te le porti dentro, ma non sempre uno ci riesce, anche se vuole.



magari non ho spazio.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:09 | link |in line commenti (10) pop up commenti (10)
categorie: pensieri on the road