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Contro la musica nel template

lunedì, 29 ottobre 2007

di mattoni e (di)segni

sono come un mattone.

piccolo, rettangolare, pieno, pesante.



mi ricordo di un anno che a casa si fecero delle ristrutturazioni e sul retro trovai in un cumulo di macerie laterizie, una delle cose più belle che avessi mai visto: dei cilindretti di mattone.

li ho usati come gessi per disegnare per tutta l'estate.



il mattone disegna bene, soprattutto quando è consumato al punto giusto, ha la giusta porosità e scorre fluido sulle superfici.



per fare un buon disegno, il mattone alla fine si consuma, ma almeno ha lasciato un segno. lo vedi sulla superficie dove hai lavorato, e lo vedi sulle mani, rosso marroni per la polvere che si è impastata all'umido del sudore del palmo.



dicevo, sono come un mattone, pesante, squadrata, ma so che all'evenienza, posso lasciare un segno.

lasciando il segno, mi consumo, e la bellezza del lavoro finito sarà anche merito di chi ci ha messo mano.



per questo a certe persone, alla fine, non puoi non voler bene.

perchè ti hanno consumata, ma lo hanno fatto perchè era l'unica cosa che si poteva fare.

per lasciare un segno.



(Per B.)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:23 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
categorie: posologia della vita quotidiana
martedì, 23 ottobre 2007

ad uso e consumo dei 3 lettori che possono fare una comparazione prima/dopo...



(con qualche particolare.)



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:32 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie:
lunedì, 22 ottobre 2007

chiedimi se sono felice

io non so che temperatura ci fosse a Calosso sabato sera.



però fidatevi, faceva freddo.



dovendo quantificare, direi un freddo porco, ecco.



noi, si faceva i fantasmi.



una tunica di lino e un velo di garza.



un costume per tutte le stagioni, direi.



e in tutte le stagioni, non tiene comunque caldo.



gran parte del nostro compito è essere coreografiche.



camminare lente con un contenitore di vetro con dentro una fiammella.



contenitore bollente e mani ghiacciate.



il clou della performance, rimanere ferme ed immobili senza battere ciglio, ad ascoltare le millemila cose che alla gente passano dalla mente alla bocca.







ma sono vere?

(siamo vere si, se ero finta, mi facevano meglio, sai?)



ma non avranno freddo?

(e me lo dici tu in una giacca a vento abbracciata a tuo marito? certo che abbiamo freddo, ma ormai siamo in paresi, come gli stocafissi)



ma se gli tiro una pietra loro si muovono?

(variante alcolica)

se gli tiro un bicchiere di vino, voglio vedere se non si spostano

(tiratemi pure le pietre e il vino, che io me li prendo, ma poi dopo vengo e vi appicco fuoco, così, per vedere l'effetto che fa)







un pensiero di simpatia alla ragazza che furbescamente sbeffeggiando il primo fantasma, si è trovato improvvisamente me davanti spaventandosi non poco.



un altro al ragazzo che impietosito voleva offrirci le castagne.



un plauso ad Alex, che mi ha gentilmente recapitato un documento fotografico



un senso di gratitudine per il ragazzo che ha costretto tutti i suoi amici a fermarsi più volte a guardarci, solo perchè era giusto farlo, perchè facevamo un lavoro che costava fatica ed era un modo per dimostrarci rispetto.







a stare ferme al freddo, con il volto illuminato dal basso da una candela, gli occhi sbarrati, abbiamo iniziato ad un tratto a lacrimare.



prima una lacrimuccia da niente, poi goccioloni che colmavano l'occhio, traboccavano dalle ciglia, scivolavano lungo il naso, percorrevano il profilo delle labbra per poi finire sul mento e tuffarsi nella scollatura.







alla lunga, anche la gente si è accorta di questo pianto.







guarda, piangono.



chissà cosa vorranno dire queste lacrime, forse indicano che soffrono?







ma no, sono di cera, si stanno sciogliendo.....











poi uno si chiede perchè facciamo queste cose.



per questo. per sentire le reazioni della gente.



per sentirsi felici.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:17 | link |in line commenti (23) pop up commenti (23)
categorie: teatro
venerdì, 19 ottobre 2007

ho pensieri discontinui e disconnessi, che non riescono ad amalgamarsi, come gli ingredienti sbagliati di una ricetta che non ti è chiara.

hanno a che fare col freddo che entra dai pantaloni e anche quando li togli, rimane come una patina sulla pelle all'altezza del quadricipite.

o col rumore dei miei stivali sul selciato di sera.

e con la mia parete, che mi pare stia diventando un broccato di velluto e solo io in un delirio di onnipotenza causato da uno scarso afflusso di sangue ossigenato al cervello evidentemente indotto dallo schiacciamento delle vertebre cervicali a causa della posizione assunta per pittare sulla scala, posso sentirmi alle cinque del pomeriggio come Michelangelo.

e con lo spropositato numero di parole e pagine e pensieri in merito al dire ti amo, e al pudore e all'omertà che circonda invece la necessità di dover dire non ti amo.

e con il tornare a casa e aver voglia di stringere qualcosa, che ogni tanto evidentemente capita anche a me.

e con il guardare una puntata di sex & the city, e scoprire che ti sorprendi a pensare che non ti immedesimi più in quella Carrie là con quel suo mister Big bello e impossibile, ma che per la prima volta ti pensi come  quel povero designer che sai già la fine che farà.

e con il fatto che abbandono il cellulare in luoghi in cui non lo sento vibrare.

ma come dicevo, tutte queste cose non hanno un gran chè in comune, difficile unirle insieme e dargli un verso, una forma qualunque, le parole scivolano dalle dita e se ne vanno per i fatti loro.

ed io con loro.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 01:20 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: pensieri spettinati
lunedì, 15 ottobre 2007





Noi che si rema contro la notte



noi che si rema contro la notte

giovani figli del primo pomeriggio

piantiamo un chicco in questa sincope del giorno

strappandola al ricordo del sogno

alla quiete di due occhi svenuti

all’immobile rigirarsi del sonno

noi che si rema contro la notte

  si vede quasi l’alba la sera

il sole tra le stelle

il tram tra le guglie

mentre il buio t’ammicca

con uno sguardo sprofondato di seduzione disperata

noi che si rema contro la notte

si sta la sera a letto a sognare di sognare

non ci si ricorda di tirar su i remi in barca

il mondo ci sfugge al contrario cascandoci addosso

ma la nostra forza è una scintilla che brucia

soffocata dalla luna più testarda

ai piedi delle cascate del cielo




www.i-v-a-n.net



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:39 | link |in line commenti (10) pop up commenti (10)
categorie:
martedì, 09 ottobre 2007

alè.

finalmente ho il letto nuovo.

arancio proprio come questo, e dando fondo alle mie dimenticate nozioni di imbianchina di bassa lega (non per niente ho in mano un diploma di maestra d'arte eh) dipingerò la parete di fondo (solo quella, si solo quella) di un identico grigio ardesia come da brochure.



alè.







nota a margine di un pomeriggio qualunque: mi rigiro tra le mani un librino dalla copertina tutta satinata, leggermente opaca, setosa al tatto che fa piacere tenerla in mano.

fa parte dei libri che sta pubblicando una casa editrice milanese, EdizionidiLatta.

il libro è suo, il disegno in copertina, colorato colorato e su un bel fondo celeste, mio.



(Alfredo Zumpano, Disordini Elementari, Edizioni di Latta)



alè.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:26 | link |in line commenti (20) pop up commenti (20)
categorie:
lunedì, 08 ottobre 2007

Monologo per Cassandra

Sono io, Cassandra.

E questa è la mia città sotto le ceneri.

E questi i miei nastri e la verga di profeta.

E questa è la mia testa piena di dubbi.



E' vero, sto trionfando.

I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.

Solamente i profeti inascoltati

godono di simili viste.

Solo quelli partiti con il piede sbagliato,

e tutto poté compiersi tanto in fretta

come se non fossero mai esistiti.



Ora lo rammento con chiarezza:

la gente vedendomi si interrompeva a metà.

Le risate morivano.

Le mani si scioglievano.

I bambini correvano dalle madri.

Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.

E quella canzocina sulla foglia verde -

nessuno la finiva in mia presenza.



Li amavo.

Ma amavo dall'alto.

Da sopra la vita.

Dal futuro. Dove è sempre vuoto

e da dove nulla è più facile del vedere la morte.

Mi dispiace che la mia voce fosse dura.

Guardatevi dall'alto delle stelle - gridavo -

guardatevi dall'alto delle stelle.

Sentivano e abbassavano gli occhi.



Vivevano nella vita.

Permeati da un grande vento.

Con sorti già decise.

Fin dalla nascita in corpi da commiato.

Ma c'era in loro un umida speranza,

una fiammella nutrita del proprio luccichio.

Loro sapevano cos'è davvero un istante,

oh, almeno uno, uno qualunque

prima di -



E' andata come dicevo io.

Però non ne viene nulla.

E questa è la mia veste bruciacchiata.

E questo è il mio ciarpame di profeta.

E questo è il mio viso stravolto.

Un viso che non sapeva di poter essere bello.




W. Szymborska «Monologo per Cassandra»
.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:22 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
categorie: pensieri di carta
giovedì, 04 ottobre 2007

signor ministro padoa schioppa, per unire l'utile al dilettevole, che ne dice di mettere a posto le tombe di famiglia dei cimiteri di tutta italia, trovando per altro guardiani giovani e aitanti nonchè volenterosi, e nel contempo liberando tutti quei poveri genitori della presenza oltremodo oltraggiosa in casa dei propri figli?

due cuori una capanna.

non sempre il matrimonio è la tomba dell'amore.

alle volte uno si accontenta della tomba.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:24 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
categorie: pensieri spettinati
martedì, 02 ottobre 2007

dell'essere e dell'apparire

madre: e adesso come stai?

pdc: meglio

madre:  si vede, hai riacquistato il tuo normale pallore cadaverico

pdc: eh...

madre: peccato sai, perché quando stai male hai un incarnato meravigliosamente sano.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 16:23 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: pensieri spettinati