io non so che temperatura ci fosse a Calosso sabato sera.
però fidatevi, faceva freddo.
dovendo quantificare, direi un freddo porco, ecco.
noi, si faceva i fantasmi.
una tunica di lino e un velo di garza.
un costume per tutte le stagioni, direi.
e in tutte le stagioni, non tiene comunque caldo.
gran parte del nostro compito è essere coreografiche.
camminare lente con un contenitore di vetro con dentro una fiammella.
contenitore bollente e mani ghiacciate.
il clou della performance, rimanere ferme ed immobili senza battere ciglio, ad ascoltare le millemila cose che alla gente passano dalla mente alla bocca.
ma sono vere?
(siamo vere si, se ero finta, mi facevano meglio, sai?)
ma non avranno freddo?
(
e me lo dici tu in una giacca a vento abbracciata a tuo marito? certo che abbiamo freddo, ma ormai siamo in paresi, come gli stocafissi)
ma se gli tiro una pietra loro si muovono?
(variante alcolica)
se gli tiro un bicchiere di vino, voglio vedere se non si spostano
(
tiratemi pure le pietre e il vino, che io me li prendo, ma poi dopo vengo e vi appicco fuoco, così, per vedere l'effetto che fa)
un pensiero di simpatia alla ragazza che furbescamente sbeffeggiando il primo fantasma, si è trovato improvvisamente me davanti spaventandosi non poco.
un altro al ragazzo che impietosito voleva offrirci le castagne.
un plauso ad Alex, che mi ha gentilmente recapitato un
documento fotografico
un senso di gratitudine per il ragazzo che ha costretto tutti i suoi amici a fermarsi più volte a guardarci, solo perchè era giusto farlo, perchè facevamo un lavoro che costava fatica ed era un modo per dimostrarci rispetto.
a stare ferme al freddo, con il volto illuminato dal basso da una candela, gli occhi sbarrati, abbiamo iniziato ad un tratto a lacrimare.
prima una lacrimuccia da niente, poi goccioloni che colmavano l'occhio, traboccavano dalle ciglia, scivolavano lungo il naso, percorrevano il profilo delle labbra per poi finire sul mento e tuffarsi nella scollatura.
alla lunga, anche la gente si è accorta di questo pianto.
guarda, piangono.
chissà cosa vorranno dire queste lacrime, forse indicano che soffrono?
ma no, sono di cera, si stanno sciogliendo.....
poi uno si chiede perchè facciamo queste cose.
per questo. per sentire le reazioni della gente.
per sentirsi felici.