ed ora, qualcosa di completamente diverso, che dia qualche indicazione sul senso della vita..
ovvero la solita catena che mi arriva da
lei e che qui troverà degna sepoltura. (la catena, non lei)
non fosse altro perché mi ha chiamato santa donna.
a seguire otto cose a caso di cui non frega niente forse manco a me, figuriamoci a voi, ma tant'è.
1) per il mio compleanno mi piacerebbe
uno di
questi cosi
qui.
2) ieri ho visto a blob un pezzo della 25 ora. e fa ancora male. su certe cose può passare tutto il tempo che vuoi, (che nn è che passi o non passi, ma che per me evidentemente passa diverso che agli altri) ma pare ieri ed invece son passati dieci mesi.
3) in questo periodo dell'anno mi viene voglia di grigie ed uggiose capitali europee. Praga, Parigi. Vienna. ma anche solo una notte di nebbia a Bruges.
4) oggi ho detto testuali paroli. si vede che sto invecchiando. ma il problema non è tanto farlo entrare quanto cercare di farlo rimanere dentro.ovviamente mi riferivo al filo da cucito e alla cruna dell'ago.
5) sentirei la necessità di un corso di pilates.
6) non sopporto le persone che quando dico che va tutto bene mi dicono che non è un atteggiamento sano e quelle che mettono in dubbio le mie parole solo per partito preso presupponendo che comunque uno debba per forza mentire a se stesso e/o agli altri, quelle che masticano con la bocca aperta, quelle convinte comunque di avere sempre ragione.
7) spesso mi chiedono come comportarsi con me. a volte mi sembra di essere come
Ralph Hinkley.
ok, non è granchè paragonarsi ad un costume del quale si sono perse le istruzioni del corretto utilizzo. con tutto che alla fine oltre al danno pure la beffa, si scoprirebbe che manco un potere piccino picciò ho.
8) oggi ho la luna in transito negativo con saturno di nascita. ma non è un buon motivo per non pensare che il vero dualismo mondiale sia fra chi conosce i Monty Python e chi no. io devo un terzo della mia vita sociale e professionale ai M.P., curioso anzichenò.
Quattro signori
Eric
Graham
Terry
Michael
Quattro uomini sono seduti ad un tavolo. Tutti hanno da bere.
ERIC: Molto buono, vero? Molto buono.
TUTTI: E’ vero, è vero.
GRAHAM: Un buon bicchiere di Château de Chasselas, non è vero?
TERRY: Oh, ha proprio ragione, Graham.
ERIC: Chi avrebbe pensato, trent’anni fa, che ci saremmo trovati qui a bere del Château de Chasselas, eh?
TUTTI: Già, già.
MICHAEL: A quei tempi saremmo stati contenti di avere i soldi per una tazza di the.
GRAHAM: Giusto! Una tazza di the freddo!
MICHAEL: Giusto!
ERIC: Senza latte e senza zucchero!
TERRY: E senza the!
MICHAEL: In una tazza scheggiata e tutto il resto.
ERIC: Oh, noi non avevamo neanche una tazza! Noi dovevamo bere da un giornale arrotolato!
GRAHAM: Il meglio che riuscivamo ad avere noi era uno straccio unto da succhiare.
TERRY: Però sapete, eravamo felici a quei tempi, anche se eravamo poveri.
MICHAEL: Perché eravamo poveri!
TERRY: Giusto!
MICHAEL: Il mio vecchio diceva: “I soldi non danno la felicità, figliolo!”
ERIC: Aveva ragione!
MICHAEL: Giusto!
ERIC: Ero più felice allora e non avevo niente! Abitavamo in una vecchia casetta decrepita con grossi buchi sul tetto.
GRAHAM: Casa! Eravate fortunati a vivere in una casa! Noi vivevamo in una stanza, in 26, niente mobili, metà del pavimento non c’era, ce ne stavamo tutti ammucchiati in un angolo per paura di cadere.
TERRY: Eravate fortunati ad avere una stanza! Noi dovevamo dormire nel corridoio!
MICHAEL: Oh, noi sognavamo di dormire in un corridoio! Sarebbe stato un palazzo per noi! Noi abitavamo in una vecchia cisterna in cima alla spazzatura. Ci svegliavamo ogni mattina quando ci rovesciavano addosso un carico di pesce marcio. Casa, hah!
ERIC: Beh, ho detto casa, ma era solo un buco nel terreno, coperto da una tela incatramata, ma per noi era una casa!
GRAHAM: Noi fummo sfrattati dal nostro buco nel terreno. Andammo a vivere in un lago!
TERRY: Eravate fortunati ad avere un lago! Stavamo in 150 dentro una scatola da scarpe in mezzo alla strada!
MICHAEL: Una scatola di cartone?
TERRY: Sì!
MICHAEL: Eravate fortunati! Noi abitammo per tre mesi in un giornale arrotolato dentro un serbatoio tossico! Dovevamo alzarci ogni mattina, alle sei e pulire il giornale, andare a lavorare giù al mulino, 14 ore al giorno, per sei pence alla settimana, e quando tornavamo a casa nostro padre ci mandava a dormire frustandoci con la sua cintura!
GRAHAM: Che lusso! Noi dovevamo alzarci dal lago alle tre del mattino, pulire il lago, mangiare una manciata di becchime caldo, lavorare 20 ore al giorno al mulino, per due pence al mese, tornare a casa, e il papà ci picchiava tra testa e collo con una bottiglia rotta, se eravamo fortunati!
TERRY: Beh... naturalmente per noi era dura! Dovevamo alzarci dalla scatola da scarpe nel mezzo della notte, e pulire la strada leccandola con la lingua! Mangiavamo mezza mangiata di becchime ghiacciato, lavoravamo 24 ore al giorno al mulino per quattro pence ogni sei anni, e quando tornavamo a casa nostro padre ci tagliava in due con un coltello da cucina!
ERIC: E va bene. Io dovevo alzarmi alle dieci di notte, mezz’ora prima di andare a letto, mangiare un tozzo di veleno freddo, lavorare 29 ore al giorno giù al mulino e pagare il proprietario del mulino per poter venire al lavoro, e quando tornavamo a casa nostro padre ci uccideva e ballava sulle nostre tombe, cantando Alleluia!
MICHAEL: Aah. Se provi a dirlo ai giovani d’oggi, non ti credono!
TUTTI: No, no, non ti credono!