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Contro la musica nel template

giovedì, 27 settembre 2007

 PRIMA CHE BRUCI PARIGI



Parigi, 1958


 



 


Finchè ancora tempo,mio amore

e prima che bruci Parigi


finchè ancora tempo, mio amore

finchè il mio cuore è sul suo ramo


vorrei una notte di maggio

una di queste notti


sul lungosenna Voltaire

baciarti sulla bocca


e andando poi a Notre-Dame

contempleremmo il suo rosone


e a un tratto serrandoti a me

di gioia paura stupore


piangeresti silenziosamente

e le stelle piangerebbero


mischiate alla pioggia fine.

Finchè ancora tempo, mio amore           



 


e prima che bruci Parigi

finchè ancora tempo, mio amore


finchè il mio cuore è sul suo ramo

in questa notte di maggio sul lungosenna


sotto i salici, mia rosa, con te

sotto i salici piangenti molli di pioggia


ti direi due parole le più ripetute a Parigi

le più ripetute, le più sincere


scoppierei di felicità

fischietterei una canzone


e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra


senza incavi nè gobbe

appiccicate


coi loro muri al chiar di luna

e le loro finestre diritte che dormono in piedi


e sulla riva di fronte il Louvre

illuminato dai proiettori


illuminato da noi due

il nostro splendido palazzo


di cristallo.

Finchè ancora tempo, mio amore


e prima che bruci Parigi

finchè ancora tempo, mio amore


finchè il mio cuore è sul suo ramo

in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi


ci siederemmo sui barili rossi

di fronte al fiume scuro nella notte


per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa

- verso il Belgio o verso l'Olanda? -


davanti alla cabina una donna

con un grembiule bianco


sorride dolcemente.

Finchè ancora tempo, mio amore


e prima che bruci Parigi

finchè ancora tempo, mio amore.


Hazim Hikmet
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:21 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
categorie: pensieri di carta
martedì, 25 settembre 2007

voce fuoricampo di un giornalista dal televisore, interno giorno: ... fermato ieri per l'omicidio della fidanzata ha trascorso la prima notte in carcere a Vigevano, in attesa che il titolare dell'inchiesta..



Madre: certo che però, neppure più dei fidanzati uno può fidarsi...

PdC: appunto mamma, per quello ho smesso.



voce fuoricampo di un giornalista dal televisore, interno notte: ...quel figlio perfetto, ottimo studente, che stava per laurearsi...



PdC: L'HO SEMPRE DETTO CHE CHI SI LAUREA NEI TEMPI GIUSTI COVA IL GERME DELLA FOLLIA IN SE'.



finalmente anche il giornalismo avalla il mio stile di vita.

single e fuoricorso è sano.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:28 | link |in line commenti (21) pop up commenti (21)
categorie: pensieri spettinati
lunedì, 24 settembre 2007

la fine di un'epoca e del mettere la test(ier)a a posto..

spesso al fine di un'epoca viene sancita da un evento catastrofico, con forti valenze simboliche, come ad esempio le glaciazioni nel pleistocene, oppure l'affondamento dell'inaffondabile Titanic nel 1912, la peste nera del 1348, lla scoperta dell'America o la rivoluzione francese.



ecco ieri sera, sul volgere al termine della giornata del mio trentatreesimo compleanno, mi si è spaccata la testiera del letto.

ha vacillato un pò, poi si è accasciata.

un ultimo rigurgito adolescenziale della mia stanza che già al momento dell'acquisto nel 1997 era in ritardo netto sui tempi, ma tant'è.

ho svitato i bulloni, ho adagiato il pannello alla parete



e mi sono addormentata con la netta sensazione di una sorta di messaggio subliminale.come di una metaforica avvertenza.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 10:35 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: pensieri spettinati
domenica, 23 settembre 2007

per dire, che dite, dico trentatrè?

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:08 | link |in line commenti (19) pop up commenti (19)
categorie: pensieri spettinati
venerdì, 21 settembre 2007

Uno dei raggi in croce è andato di traverso sul pedale.

ed ora, qualcosa di completamente diverso, che dia qualche indicazione sul senso della vita..



ovvero la solita catena che mi arriva da lei e che qui troverà degna sepoltura. (la catena, non lei)



non fosse altro perché mi ha chiamato santa donna.



a seguire otto cose a caso di cui non frega niente forse manco a me, figuriamoci a voi, ma tant'è.



1) per il mio compleanno mi piacerebbe uno di questi cosi qui.

2) ieri ho visto a blob un pezzo della 25 ora. e fa ancora male. su certe cose può passare tutto il tempo che vuoi, (che nn è che passi o non passi, ma che per me evidentemente passa diverso che agli altri) ma pare ieri ed invece son passati dieci mesi.

3) in questo periodo dell'anno mi viene voglia di grigie ed uggiose capitali europee. Praga, Parigi. Vienna. ma anche solo una notte di nebbia a Bruges.

4) oggi ho detto testuali paroli. si vede che sto invecchiando. ma il problema non è tanto farlo entrare quanto cercare di farlo rimanere dentro.ovviamente mi riferivo al filo da cucito e alla cruna dell'ago.

5) sentirei la necessità di un corso di pilates.

6) non sopporto le persone che quando dico che va tutto bene mi dicono che non è un atteggiamento sano e quelle che mettono in dubbio le mie parole solo per partito preso presupponendo che comunque uno debba per forza mentire a se stesso e/o agli altri, quelle che masticano con la bocca aperta, quelle convinte comunque di avere sempre ragione.

7) spesso mi chiedono come comportarsi con me. a volte mi sembra di essere come Ralph Hinkley.

ok, non è granchè paragonarsi ad un costume del quale si sono perse le istruzioni del corretto utilizzo. con tutto che alla fine oltre al danno pure la beffa, si scoprirebbe che manco un potere piccino picciò ho.

8) oggi ho la luna in transito negativo con saturno di nascita. ma non è un buon motivo per non pensare che il vero dualismo mondiale sia fra chi conosce i Monty Python e chi no. io devo un terzo della mia vita sociale e professionale ai  M.P., curioso anzichenò.



Quattro signori



Eric

Graham

Terry

Michael



Quattro uomini sono seduti ad un tavolo. Tutti hanno da bere.



ERIC: Molto buono, vero? Molto buono.

TUTTI: E’ vero, è vero.

GRAHAM: Un buon bicchiere di Château de Chasselas, non è vero?

TERRY: Oh, ha proprio ragione, Graham.

ERIC: Chi avrebbe pensato, trent’anni fa, che ci saremmo trovati qui a bere del Château de Chasselas, eh?

TUTTI: Già, già.

MICHAEL: A quei tempi saremmo stati contenti di avere i soldi per una tazza di the.

GRAHAM: Giusto! Una tazza di the freddo!

MICHAEL: Giusto!

ERIC: Senza latte e senza zucchero!

TERRY: E senza the!

MICHAEL: In una tazza scheggiata e tutto il resto.

ERIC: Oh, noi non avevamo neanche una tazza! Noi dovevamo bere da un giornale arrotolato!

GRAHAM: Il meglio che riuscivamo ad avere noi era uno straccio unto da succhiare.

TERRY: Però sapete, eravamo felici a quei tempi, anche se eravamo poveri.

MICHAEL: Perché eravamo poveri!

TERRY: Giusto!

MICHAEL: Il mio vecchio diceva: “I soldi non danno la felicità, figliolo!”

ERIC: Aveva ragione!

MICHAEL: Giusto!

ERIC: Ero più felice allora e non avevo niente! Abitavamo in una vecchia casetta decrepita con grossi buchi sul tetto.

GRAHAM: Casa! Eravate fortunati a vivere in una casa! Noi vivevamo in una stanza, in 26, niente mobili, metà del pavimento non c’era, ce ne stavamo tutti ammucchiati in un angolo per paura di cadere.

TERRY: Eravate fortunati ad avere una stanza! Noi dovevamo dormire nel corridoio!

MICHAEL: Oh, noi sognavamo di dormire in un corridoio! Sarebbe stato un palazzo per noi! Noi abitavamo in una vecchia cisterna in cima alla spazzatura. Ci svegliavamo ogni mattina quando ci rovesciavano addosso un carico di pesce marcio. Casa, hah!

ERIC: Beh, ho detto casa, ma era solo un buco nel terreno, coperto da una tela incatramata, ma per noi era una casa!

GRAHAM: Noi fummo sfrattati dal nostro buco nel terreno. Andammo a vivere in un lago!

TERRY: Eravate fortunati ad avere un lago! Stavamo in 150 dentro una scatola da scarpe in mezzo alla strada!

MICHAEL: Una scatola di cartone?

TERRY: Sì!

MICHAEL: Eravate fortunati! Noi abitammo per tre mesi in un giornale arrotolato dentro un serbatoio tossico! Dovevamo alzarci ogni mattina, alle sei e pulire il giornale, andare a lavorare giù al mulino, 14 ore al giorno, per sei pence alla settimana, e quando tornavamo a casa nostro padre ci mandava a dormire frustandoci con la sua cintura!

GRAHAM: Che lusso! Noi dovevamo alzarci dal lago alle tre del mattino, pulire il lago, mangiare una manciata di becchime caldo, lavorare 20 ore al giorno al mulino, per due pence al mese, tornare a casa, e il papà ci picchiava tra testa e collo con una bottiglia rotta, se eravamo fortunati!

TERRY: Beh... naturalmente per noi era dura! Dovevamo alzarci dalla scatola da scarpe nel mezzo della notte, e pulire la strada leccandola con la lingua! Mangiavamo mezza mangiata di becchime ghiacciato, lavoravamo 24 ore al giorno al mulino per quattro pence ogni sei anni, e quando tornavamo a casa nostro padre ci tagliava in due con un coltello da cucina!

ERIC: E va bene. Io dovevo alzarmi alle dieci di notte, mezz’ora prima di andare a letto, mangiare un tozzo di veleno freddo, lavorare 29 ore al giorno giù al mulino e pagare il proprietario del mulino per poter venire al lavoro, e quando tornavamo a casa nostro padre ci uccideva e ballava sulle nostre tombe, cantando Alleluia!

MICHAEL: Aah. Se provi a dirlo ai giovani d’oggi, non ti credono!

TUTTI: No, no, non ti credono! 
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 10:13 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: piccolo mondo blog
domenica, 16 settembre 2007

Ho iniziato settembre a Cassine, l'1e il 2 facendo il fantasma per Principessa Valentina; proseguendo come masca a Valdieri, l'8 con gli Acerbi.

il giorno dopo, ne avevamo 9, ero contadina alle sagre. Il 13 e 14 ero a Guarene, Alba, nuovamente assassina, questa volta però, niente assicuratori. (regola numero uno: se qualcuno che ci prova non ti dispiace, fai finta di nulla, tanto passa in fretta. finalmente qualcosa sto imparando).

Oggi, 16, SI CORRE IL PALIO, presenzialista come non mai, ero in sfilata pure qui, in qualiità di portatrice di scacchi, per San Silvestro ( oro vuol dir ricchezza, argento perfezione, noi siamo del biscioooooone, noi siamo del biscioooone... oro vuol dir ricchezza, argento perfezione, noi siamo del biscioooooone, ci doveeeteeee rispettaaaar ) dandomi ebbene si, anche ai coretti da stadio con tanto di sventolamento di fazzolettone. Amen.



esperienze che mi hanno segnato nel fisico (ormai l'età è quella che è, neh.)

ma che soprattutto han giovato al morale

riuscita a sorvolare su un paio di date che potevano essere come ancore e invece e bastato riempirle di cose di più importanti, e via, il gioco è fatto. tutto passa.



ed ora, il programma settembrino è ancora un pullulare di impegni.

il 23, pofferbacco, verrà sancito il 33esimo genetliaco. per arrivarci in forma mi consiglio soprattutto un buon pediluvio. minigonna, tacco 12 , un filo di trucco e una piega decente. Ma soprattutto, un buon pediluvio.

che anche su questo giorno, ho bisogno di travasare emozioni e
spazzare via ricordi.



dopodichè, si incomincia a lavorare alle nuove produzioni.

Due partite con i Quattro Quarti; Il vizio dell'amore con il Gruppo Teatro Nove.



in questo periodo però sembra che sia gettonatissima. devono essere i costumi.

perchè in borghese la solfa è sempre la medesima....



io lo so, starmi vicino non è sempre facile.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:01 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: teatro, asti, pensieri spettinati
sabato, 08 settembre 2007

I have a dream

altro giro, altra corsa.



dicevo settembre, è mese pieno di cose, emozioni et amenità varie.



tanto che stanotte, fra la fatica delle cose fatte e l'aspettativa delle cose da fare, ho fatto un sogno.



un sogno, la classica attività psichica che ha luogo spontaneamenete durante il sonno, caratterizzata da partecipazione emotiva e facoltà percettiva e sensoriale, e strutturata in una successione narrativa di immagini visive coerenti o, se non propriamente regolate dalla logica, riproducenti in forma alterata eventi attinenti alla vita reale.



ho iniziato sognando che aspettavo un amico che era in ritardo e bevevo antigelo verde come il last che sapeva infatti di detersivo, e per una qualche motivazione che a me sveglia sfugge, ma che il mio cervello dormiente trovava logica probabilmente, il mio amico rimaneva impantanato su dei tornanti innevati perchè gli avevo bevuto tutto l'antigelo.



poi ho cambiato scenario ed ero spersa in quel di Canelli, vagando per le strade deserte finchè non mi si affianca uno che mi offre un passaggio (a piedi, per altro) e, cercando di convincerlo che era un sogno perchè (e questo si, che era logico) io in un paese a una trentina di chilometri da casa mia a piedi non ci sarei mai arrivata, mi son fatta venire una specie di attacco d'asma, proprio nel mentre che il paese da deserto si è trasformato in pullulante di gente (che per paura che fossi contagiosa si è rintanata on massa in un bar tranne un cameramen della tv, che era piuttosto piccato del fatto che fossi sopravvissuta).



dopodichè mi sono ritrovata a casa mia, a cena con amici, dove son riuscita a smontare il cellulare, riparato prontamente da un estraneo lì per caso, che ha anche preparato una cena niente male. cena che mi è rimasta a metà quando ho visto che dalle zampe di un polipo nasceva una sorta di gamberetto, che poi son diventati dieci e in men che non si dica erano uno strafottio di zampette brulicanti.



indi sono stata assalita amichevolmente da un granchio di dimensioni raccapriccianti, formato da due minuscoli esserini che si aggrovigliavano l'un l'altro. disgustoso.il tutto, sovrastato da un senso di ritardo clamoroso ad un appuntamento (che faccio, mi gioco il 3 e il quindici?) per oggi pomeriggio.



so per certo, anche se nn so di preciso in che momento, che mi sono cimentata nel calcolo sommario del quantitativo di cavo d'acciao che mi servirà per la scenografia del prossimo spettacolo. azzardando per altro di tirare in ballo il teorema di pitagora.



se ho un filo di sei metri ad altezza tre metri e so che deve sporgere per controbilanciare di almeno due metri di ancoraggio, di che lunghezza sarà il cavo di controtensione se teniamo conto che è l'ipotenusa di un triangolo rettangolo i cui lati misurano appunto due e tre metri?
La somma delle aree dei due quadrati costruiti sui cateti è uguale all'area del quadrato costruito sull'ipotenusa, e io povera tapina che di numeri capisco già poco da sveglia, mi domandavo a che punto dovevo calcolare la radice quadrata (La misura dell'ipotenusa equivale alla radice quadrata della somma dei quadrati delle misure dei cateti).



ammetto che mi disturba pensare di essere più intelligente di me stessa quando dormo.

(soprattutto se questo dà il segno di quanto poco io debba esserlo da sveglia...)



e domani, è un altro giorno.





pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:23 | link |in line commenti (17) pop up commenti (17)
categorie: pensieri spettinati
venerdì, 07 settembre 2007

settembre è un calendario di giorni da spuntare.

date da farci una croce sopra.

per ricordare-barra-dimenticare,  a scelta.

oggi mi ricordo che le cose passano, manco finiscono alle volte, solo passano.

e che è inutile fare confronti, troppe cose cambiano da un anno all'altro.

oggi, unica cosa uguale, allergia al gatto.




spesso non c'è un perchè alle cose.

spesso ci sono solo le cose.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:07 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
categorie: pensieri spettinati
domenica, 02 settembre 2007

Heroes

io non so quale sia stato il primo pensiero di chi ha visto per la prima volta heroes.







io ho pensato che mi farei adottare dalla famiglia Petrelli.



fra Nathan e Peter mi sentirei tanto come Georgie fra Abel ed Arthur.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 22:09 | link |in line commenti (23) pop up commenti (23)
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