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Blogger: pensieridicarta
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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

lunedì, 30 luglio 2007

Immagine di Storie di primogeniti e figli uniciAspettavo.

E poi finiva che non ce la facevo più a sprecare la mia vita fermo ad aspettare in posti riparati, mi guardavo intorno ed ero solo, ero l'unico che si era fermato mentre gli altri andasvano e continuavano, e non ce la facevo davvero più, non smetteva di piovere ma chi se ne fregava, stavolta dicevo ora! e davvero andavo, stavolta correvo ancora più forte, più che potevo (...) mi bagnavo e mi bagnavo, entivo l'acqua penetrare i vestiti e poi la pelle e me ne fregavo, tanto ormai ci ero abituato era la mia vita quella e non pensavo se l'avrei scambiata o l'avrei tenuta così com'era, (...) era la mia vita senza ombrello (...) e in ogni caso ora bisognava correre, puntare verso il prossimo riparome poi verso un altro ancora e quando corri non è che puoi fare altro che correre.

Salivo veloce le scale. Entravo in casa, mi spogliavo e mi vestivo con abiti asciutti. A cas potevo farlo. Mi stendevo sul letto e aspettavo di smettere di ansimare. La smettevo. E finalmente sentivo la rabbia, mi dicevo : la prossima volta. La prossima volta gliela farò vedere io. La prossima volta che piove - che poi era inutile fare propositi per la prossima volta. Succedeva che non pioveva per chissà quanto. E tra una volta e l'altraavevi il tempo di dimenticare i propositi, la rabbia, e cosa volevi fare la prossima volta.

Avevi il tempo di dimenticare quanto ti eri bagnato.



da "Ombrelli"







alzo gli occhi dal volume. ho un filo di nausea; ormai patisco anche il treno. nel finestrino del corridoio, leggo di riflesso le risate degli altri nello scompartimento accanto. fra poco lascerò il libro, mi sporgerò fra di loro e si azzittiranno improvvisamente e io mi domanderò cosa ho di estraneo in me, ma per ora non è ancora successo e penso che tutto sommato sto bene.

l'ipod nelle orecchie, l'odore della carta nel naso.



è la prima volta che facciamo una trasferta con uno spettacolo.

ed è una bella sensazione, anche per me, che son sempre un pò staccata.

che son quella che rallenta il passo quando è nel gruppo, e va sempre più piano, fino a staccarsi, e guardare tutti da lontano.

che si perde, si lascia perdere.



a Civitavecchia il sole è clemente, su piazza Leandra l'ombra arriva in fretta, e sale anche un'aria fresca che gonfia il tendaggio dipinto della nostra scenografia, pare che casa Bonfil sia una nave, e le pareti una vela.

si gonfiano anche le gonne.

è buffo recitare con tutta questa luce, e avere poi tutto il tempo per andare a cena e divertirsi un pò.



e poi la luna e il rifelsso bianco sull'acqua.



e dormire in tre e svegliarsi a turno e guardare le altre che dormono e pensare andrà bene.

è andata bene.



fa freddo nello scompartimento, anche io vorrei un abbraccio.

apro lo zaino, prendo la maglia, me la lego al collo.

riprendo il libro, rimetto l'ipod nelle orecchie.

fra poco siamo a casa.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:29 | link |in line commenti (26) pop up commenti (26)
categorie: teatro, pensieri di carta, pensieri on the road
mercoledì, 25 luglio 2007

come un pesce rosso in una boccia tonda.

 





giro e rigiro. ad ogni giro penso e quando arrivo al fondo del giro, dimentico.

solo che a volte mi dimentico di dimenticare.

e quindi, ricordo.

ascolto i Nirvana perchè li trovo omeopatici.

io sono arrabbiata, loro di più, non sono combattiva, quindi mi dichiaro perdente in partenza, e mi rilasso.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:07 | link |in line commenti (28) pop up commenti (28)
categorie: posologia della vita quotidiana
lunedì, 23 luglio 2007

ieri notte era così buio che ad aprire gli occhi c'era da spaventarsi. pareva di non averli aperti sul serio, e così li tenevo chiusi, tanto, pareva di vederci lo stesso.

sensazione ingannevole, ma rassicurante.

come molte delle cose rassicuranti, per altro.

volevo fare un post allegro, e a furia di pensare a cose allegre, mi è addirittura spuntata una lacrima, così, senza manco avvisare che ero diventata triste. deve essere scivolata giù per la tempia fino all'orecchio; poi mi sono girata su un fianco.

e lei è scesa dentro. una sensazione così buffa che mi è venuto da ridere.



a volte mi faccio cambiare idea, tutto lì.





chissà che sole batte su piazza Leandra a Civitavecchia.

lo scopriremo venerdì all'una, ché il treno da Asti arriva giusto per l'ora di pranzo.

chissà se ammorberemo i viaggiatori ripetendo la parte, in sei ore di viaggio potremmo rifare lo spettacolo almeno quattro volte abbondanti...
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:03 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
categorie: teatro, pensieri spettinati
venerdì, 20 luglio 2007

ci sono giorni in cui Asti ti sopraggiunge alle spalle dalle fessure della tapparella, una sorta di soffio di treno che passa in stazione quanti chilometri distante non so, insieme al rumore dei cassonetti sbattuti e delle strade lavate da spazzole che immagini spargere acqua di cui non riesci ad intuire il fresco.

ti colpisce come un ramo di pino che frega sul muro e piccoli pipistrelli che attendono di assopirsi sfrigolando piccoli sibili.

Asti che fra poco, lo sai, ti entrerà in gola soffocandoti con il suo vento caldo.

e poi che senso ha svegliarsi con la nostalgia di giorni di altre estati e di temporali e di coperte.

che belle che sono le coperte.

in estate la coperta diventa un nemico, un sudario. in estate la coperta è solo una cosa in più da scalciare lontano. mi sento come una coperta in estate, ecco.



Silvia, si fa in fretta dire "ti ci devi rassegnare"

ho detto talmente tante volte la parola rassegnare che è diventato un guscio vuoto di un suono che liberato, è scivolato via.

evaporato con il caldo.



non so se mi rassegno.

ma magari mi stufo, prima....

va bene lo stesso?



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:32 | link |in line commenti (15) pop up commenti (15)
categorie: asti, posologia della vita quotidiana
mercoledì, 18 luglio 2007

Le metamorfosi.

Una single sana di trent'anni passati che vive con i suoi e ha l'opportunità di rimanere sola per due giorni, cosa fa?

quella sana secondo me si metamorfizza in novella Valentina, organizza qualche randevù, si trazza da battaglia e si strema a forza di sessodrogaerockandroll, luci soffuse e atmosfere messaliniche.

io no.

troppo pigra per trazzarmi da battaglia, per mettere a posto casa, per trovare qualcuno addirittura, alzare il telefono, rifare il letto...

io assecondo il mio inesorabile disfacimento fisico, leggo tutto il giorno, non mi curo di me stessa, mangio solo cose che non necessitino cottura e/o lavaggio di piatti e posate, mi limito ad una risciacquatura della tazza del caffè/mocaccino/caffè all'orzo e ginseng.

può darsi che stasera non mangerò per il semplice fatto che non ho voglia di cucinare.

vado per casa trazzata in maniera inconcepibile.

mi manca un passo al livello rutto libero.

... mi manca?



comunque, mi sto metamorfizzando, si.

in Homer Simpson.



Uomo Duff, se sei bravo, magari mi convinci anche a bere birra.

Oh, yeah
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:43 | link |in line commenti (37) pop up commenti (37)
categorie: posologia della vita quotidiana
lunedì, 16 luglio 2007

il percorso dell'amore

Immagine di Il percorso dell'amore "L'attimo di felicità che aveva diviso con loro gli restò nei ricordi, ma non seppe mai che farsene. Chissà se quei momenti significano davvero, come sembra, che avremmo a disposizione una vita felice nella quale ci imbattiamo, consapevolmente, solo qualche rara volta? Chissà se gettano su quel che precede e su quel che segue, tutto ciò che è accaduto nella nostra vita, o che noi abbiamo fatto accadere, una luce tale da rendere ogni cosa trascurabile"







la cosa più terribile nella scrittura della Munro, trovo sia la lucidità con cui analizza la quotidianità, lasciando trasparire possibilità per le quali piccole cose potrebbero rendere la vita meravigliosa o tragica.

e quel senso di smarrimento, come di fiato spezzato, nel momento che precede un'azione, una scelta.

e poi tutto torna come prima.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:44 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: pensieri di carta
domenica, 15 luglio 2007

Ho un chirottero.

cioè, non è che sia mio mio (d'altro canto nell'ambito di una relazione tra esseri viventi il concetto di proprietà è difficilmente inseribile), però sta aggrappato alla mia tapparella giorno e notte ormai da qualche settimana.

in pratica mi ci sono affezionata.

l'ho visto la prima volta l'altroieri però, quando dando una tirata alla tapparella lui deve essere scivolato e si è spiaccicato sul davanzale.

ha proprio fatto una sorta di "plop", un tonfo molliccio sulla pietra.

io l'ho guardato un attimo.

lui ha ruotato su se stesso un pò spaesato, poi ha aperto le ali ed è volato via.



se baci un ranocchio si trasforma in principe.

se baci un pipistrello almeno, si trasforma in batman?





(Alka, l'ho chiamato Emme. si sa mai.....)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 16:13 | link |in line commenti (18) pop up commenti (18)
categorie: pensieri spettinati
sabato, 14 luglio 2007

son giorni che se uno avesse buon senso, si stordirebbe con qualcosa fino a perdere coscienza.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:13 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: posologia della vita quotidiana
giovedì, 12 luglio 2007

pensierino della sera

Immagine di Correndo con le forbici in mano"Non voglio essere disturbato.

 
Lo sono già."





 Augusten Burroughs "Correndo con le forbici in mano"
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 18:46 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: paperthoughtsweddingreflections, posologia della vita quotidiana

istantanee

le mani della Giulia; decise nei gesti, e precise e risolute, calibrate. tagliano verdure che pare veramente che si faccia da solo il lavoro. Luca, bandana verde e ciabattine di pelo di mucca; Nane tutto spigoli e pontili e Annalisa, che già solo dal mio chilometraggio avrebbe dovuto intuire chi sono (o meglio, non sono...); L'architetto della polenta, gli si è aperto lo sguardo quando ho detto Asti, e il giornalista che è scivolato in canale a Venezia che ha vinto un premio che non va mai a ritirare e che segna il tempo della festa con sonni e risvegli; Sara, che riconosco con un sorriso, anche se è la prima volta che la vedo sul serio; e il profilo preciso di Andrea, un sorriso che si apre e sale fino alla trasparenza dello sguardo.



poco importa che la notte prima lo stomaco lo hai ripescato dal fondo di un lavabo, va bene lo stesso; e addormentarsi quasi,ma senza mai riuscirci, su un tappetino del bagno.

pensieridicartalandia in trasferta, proprio.



e poi a Teviso i cigni, con i piccoli appresso. che non sono brutti anatroccoli, sono solo piccoli bellissimi cignetti in miniatura.



e lo spritz, che a metà lo senti nelle ginocchia e gli angoli della bocca sfidano la gravità e si sollevano e poi dopo è tutto più divertente. finalmente.



e poi AlKa&Gianz, che insieme, chissà quanti neuroni faranno, boh. per tacere degli estintori...

e la grandine, sul tetto della coop.



e metti cinque donne ad un tavolo, "di chi è il matrimonio" chiede la cameriera " grazie a dio per ora di nessuno" risponde pdc.

e pdc e alka e freesia e cranculocenerentola in macchina a parlare e ridere fino alle lacrime per poi tornare a casa, che domani si lavora.

e i letti e i divani e gli asciugamani e le docce e la musica e i film. (Una canzone per Bobby Long; Babel)

e tutti quei treni (sette , per la precisione...), tutti per un soffio.

e i libri, e l'ipod.



e alfredo che mi porta al giapponese, e mi guarda mangiare, che son divertente.



è morbida la voce della Melua, scorre fluida come la strada che mi riporta casa stasera.

nel naso ho il pizzicore del wasabi. sulle labbra il sorriso post sushi di sempre.

con buona pace dei vegetariani, niente è paragonabile alla sensazione in bocca dei tranci di pesce che si sciolgono, accerchiati dall'alga nori e annegati nel riso.

il ritorno stasera è fluida, sono il passeggero stasera, non ho meta, solo un posto in cui tornare, tutto lì.

e tornano alla mente in questi istanti immagini e momenti, come polaroid accatastate alla rinfusa in una borsa.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 02:27 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: piccolo mondo blog, pensieri on the road
martedì, 10 luglio 2007

après nous le déluge.

com'è come non è.

In Veneto piove e fa temporale da quando son partita, a Brescia ha grandinato.



Pensieri di IoduroD'Argento
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:49 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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venerdì, 06 luglio 2007

ho sognato di treni parte II

l'animale stanziale ch'entro mi rugge oggi ha bestemmiato parecchio quando ha calcolato il numero di treni che prenderò questo mese.

però poi smadonnare è faticoso e allora si è girato dall'altra parte e tornando a russare.

ok, parto.



torno martedì, se non succedono cose sconvolgenti.

tipo che la mia omonima mi adotta o mi trova un fidanzato (ma direi che a lei è già andata bene una volta)...



non fate troppi pettegolezzi....



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:57 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: piccolo mondo blog, asti, pensieri on the road
mercoledì, 04 luglio 2007

breve intermezzo.

Immagine di Il vizio dell'amore|zio

s.m. AU

1 abituale disposizione al male e a seguire gli istinti più bassi: vivere, cadere nel v.;

2a abitudine profondamente radicata consistente nella ricerca costante di qcs. che è o può essere nocivo per sé o per gli altri: il v. di fumare, di bere; avere il v. del gioco; il v. dell’alcol, della droga

2b difetto, cattiva abitudine fastidiosa ma non nociva: avere il v. di rosicchiarsi le unghie; ha il v. di lasciare la porta aperta quando esce 2c al pl., tendenza, tipica dei bambini che hanno avuto un’educazione troppo permissiva, a voler essere sempre accontentati: un bambino pieno di vizi | dare dei vizi, viziare, accontentare in ogni cosa





e dunque ecco cos'è l'amore. un piccolo errore, un qualcosa che si annida in un organismo estraneo come un'imperfezione,

solo che almeno l'ostrica per difendersi ha scoperto che poteva fare un perla.

una costante ricerca di qualcosa di nocivo per sè, una cattiva abitudine, ecco, non necessariamente letale, più uno stillicidio quotidiano forse, qualcosa di cui lamentarsi all'occorrenza.


il mio preferito, fra quelli del dvd, è "l'altra". recitato da Amanda Sandrelli.



ecco, onestamente, se io fossi un incubo, sarei questo pezzo.

Ho letto il libro anche. sono uscita in questa giornata in cui Asti è così poco Asti, in cui alzi gli occhi e vedi pezzi di cielo così blu che ti stupisci che anche ad Asti possa esserci un cielo così blu. e sono andata alla libreria.



e sono uscita con questo libro e nelle orecchie l'ipod. poi ho iniziato a leggerlo e adesso che sta per finire mi dispiace. Perchè Romagnoli è proprio bravo.



e adesso mi ha appiccicato addosso quella tristezza che ti appiccicano addosso le parole belle, le storie che hanno sfumature conosciute.



chè alla fine storia dopo storia, togli qualcosa da una, tieni qualcosa da un'altra... alla fine sommando tutto quello che si è tenuto, ecco, alla fine rimani tu.



e la cosa è fin scocciante, nella sua banale prevedibilità, e nel contempo consolante.



roba che vorresti avere l'autore di fronte e dirgli qualcosa, che nel cervello di parole ne avresti e tante e sicure e non belle,no, questo non esageriamo, però vorresti dirgli che ti è piaciuto quello che ha scritto, e no, non solo perchè lui è bravo, ma perchè è vero. perchè è così.



e poi sai che se lo avessi di fronte non diresti nulla. te ne staresti lì e al messimo sorridedersti, sperando che le parole le trovasse lui per dire quello che sembra già che sappia.

una delle poche cose che so con certezza è questa: scrivere (...) è superfluo (...). Lo è se dall'altra partequalcuno legge e sfoglia, guarda e non registra. Se si ferma è diverso. Non importa il motivo per cui lo fa,che cosa trova in un racconto o in una canzone. Non sappiamo e non vogliamo sapere cosa sia il vizio dell'amore. Eppure lo sappiamo benissimo: tutti abbiamo passato anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole, conosciuto qualcuno ed imparato il suo nome, perduto quando abbiamo capito. Che cosa? Che non c'è niente da capire.

"il vizio dell'amore" Introduzione







Sa signor Romagnoli, alla fine mi sono fermata.



mi sono fermata e letto e riletto e riguardato, e pensato, e vagliato e mille altre cdose, in questa giornata di vento che mi ha teso le labbra.



mi sono fermata in una giornata azzurra e verde, come uno sguardo sorridente di quelli che incontri troppo poco ed è subito un danno.



mi sono fermata.

solo, mi servirebbe una spinta per ripartire.

una chiusa anche solo, una piccola fine per accompagnarmi fuori, verso le quinte, e lasciarsi il sipario alle spalle.




pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:22 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
categorie: teatro, pensieri di carta
martedì, 03 luglio 2007

ho sognato di treni. parte I

sono giorni che mi perdo nell'entropia di camera mia.

ho cacciato le mani nella polvere e poi le mani non sono più bastate e ho perso i polsi, non solo quelli della situazione, che mi è sfuggita di mano, e mi sono immersa fino ai gomiti, e poi le spalle e poi il caos mi era alla gola, come l'acqua, o come sabbie mobili, e stare ferma non succede nulla ma neppure vanno a posto da sole le cose e se ti muovi, affondi ulteriormente.

ho chiuso gli occhi e tappato il naso e buttato via buttato via buttato via.

sotto i polpastrelli mi son passati anni di ricordi che non ricordavo più di avere e manco saprei più ricordare buoni motivi per trattenerli.

parole abbastanza vuote di gente che ora è tutta su un'altra strada.

immagini scolorite.

penne scariche.

temperini che hanno perso il filo.

e quello l'ho perso anche io ad un certo punto.

mi sono accasciata sul pavimento.

era fresco.

soprattutto era fresco.

mi sono scivolata addosso rincantucciata su me stessa ritornata feto in questo utero di piastrelle ricoperte di qualunque cosa. sono affondata abbandonata rilassata.

ho chiuso gli occhi, ancora di più.

e mi sono addormentata.























e ho fatto un piccolo sogno, che aveva i colori di un quadro di Musante.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:06 | link |in line commenti (10) pop up commenti (10)
categorie: pensieri spettinati