è domenica sera, e mi guardo le bolle ai piedi.
è venerdì sera, e guardo con le mani nei capelli parte della stampa astigiana fotografare lo stand del
fumetto in cui faccio il turno 18-23. io sorrido affascinata e lo ammiro, quest'uomo che alle dieci di sera saltella ed è arzillo e fotografa come un giapponese in vacanza.
vabbè, penso, io son anche qui da 13 ore che vagolo. son andata in pellegrinaggio a tutti gli stands con persone che conosco.
ho girato da sola perdendomi fra corridoi di lettere verdi.
sono passata davanti ad uno stand di tazze bellissime.
mi son comprata un libro sulla
narrazione, per assecondare la mia natura di attrice.
una copia di batman il ritorno del cavaliere oscuro, per assecondare la mia natura di fummettista fumettara, una copia delle troiane di Euripide, per assecondare la mia natura tragica e due libretti di
narrativa leggera e divertente (mi piaci da morire e l'amore non fa per me) per assecondare la mia natura di lettrice e di donna single.
è venerdì pomeriggio e io non ho ancora fatto pranzo. finirà che nn farò cena e sabato a pranzo mangerò anche le gambe del tavolo.....
intanto passo ancora una volta davanti allo stand delle
tazze.
è venerdì pomeriggio e anche se n è il mio turno, mi metto al banchetto del fumetto e spiego a ragazzi e madri e padri perchè dovrebbero iscriversi al corso. e intanto disegno perchè qualcuno, temerario, chiede anche se possiamo disegnare qualcosa a richiesta.
lo sport preferito è dire certo che si, poi voltarsi e indicare il primo che ha la sfiga di avere una matita in mano e dire sorridendo : lui/lei è BRAVISSIMA/O..
è venerdì sera e io e laura spargiamo acidità dal nostro banchetto, e non è perchè ci disegnano così. è che proprio siamo imbastardite, tutto lì.
ogni cosa, per quanto piccola, è un meraviglioso bersaglio difficile da non centrare.
a me poi l'acido mi fa una pippa prorpio. ne trasudo così tanto che se qualcuno mi lecca, faccio effetto imodium per un mese. altro che spremuta di limone ed enterogermina.
ok, nessuno vede un valido motivo per cui qualcuno dovrebbe leccarmi.
verissimo.
ma questo nn fa che aumentare il grado di acidità eh :-)
in realtà ci stiamo divertendo un casino, anche se ho un mal di testa martellante e mi faccio sciogliere una pastiglia di efferalgan in un bicchiere di acqua che laura gentilmente mi procaccia dai dispensatori umani al posto mio. non avendo cucchiaini, iro il tutto con il corpo di legno di un pennino da china.
a volte mi faccio schifo da sola, ma almeno nn mi si può dire che sono fobica dei germi e schizzinosa. che lo sono, ma ad un certo punto l'istinto di sopravvivenza fa il suo naturale decorso. e poi preferisco morire perchè contagiata (da chi, poi, il pennino è mio, i germi saranno miei, rimane tutto in famiglia, alla fine....) che nn rimanere ancora un secondo con questa cosa nel cervello che scende fino la spalla destra.
è venerdì, nn so manco io più che ora. sto girando con laura e ci accasciamo su uno stand dove troviamo spillette e cartoline di
corvorosso. laura deve trascinarmi via prima che collassi dal ridere.
pdc:- quanto vengono le spillette?
standista: un euro se tenti la sorte, due se vuoi andare a botta sicura.
pdc:- ok, manco da chiedere...
standista: allora tenti la sorte?
pdc: naaaa, almeno in questo frangente, preferirei la botta sicura vah.
(io adoro le spillette, mondo, sallo.)
comprerei spillette di tutti i tipi. me le farei, le spillette. ecco, la verità è che mi piacerebbe avere la macchina per fare le spillette.
se avessi la macchina per fare le spillette chi se ne frega degli uomini della laurea e del resto.
ma nn ce l'ho, e allora tutto il resto nn diventa accesorio come vorrei. però nutro sempre la speranza che qualcuno dagli stand si innamori follemente di me e mi regali il catalogo (non quello della casa editrice che danno via gratis, proprio il catalogo inteso come libri in catalogo.....)
per ora, nn solo nessuno si è innamorando di me svendendo il suo bene, ma neppure mi han fatto degli sconti....
è venedrì sera, ho le mani nei capelli, mi stanno fotografando e io penso che domenica sera avrò le ciocche ai piedi a furia di camminare così furiosamente.
dopodomani è domenica.
quando torno, mi compro una tazza.
forse due.