
tipo, per esempio, cancellare vecchi messaggi dalla memoria del telefonino
Scoperta la Kryptonite: si chiama Jadarite
e infatti, fine delle trasmissioni.
Quello de "La donna onorata", scelto dall’associazione I quattro quarti per la loro nuova produzione in collaborazione con Arte & Tecnica, è il topos letterario della serva che grazie alla nobiltà del suo animo riesce a conquistare l'amore del suo nobile padrone, attraverso, naturalmente, numerose peripezie e difficoltà che insorgono fomentate dai personaggi che fanno da contraltare ai due protagonisti. Ne “La donna onorata” si ripropone il caposaldo dell'ideologia borghese-puritana: la virtù, non il sangue (o il denaro), come unica vera forma di "grandezza" e, quindi, fondamento di legittimazione sociale. È la virtù che legittima Pamela a diventare una gentildonna, così come è la virtù che legittima Milord Bonfil, "dopo" la "conversione", a fregiarsi di quel titolo di gentiluomo che prima usurpava. "Signori'', insomma, si è - o si diventa - per "diritto morale". Questo è il "messaggio" che viena affidato alla storia. La trama è liberamente ispirata all'intreccio deducibile ad esempio dal romanzo epistolare di Samuel Richardson, Pamela: Or, Virtue Rewarded, che tanto seguito ebbe fra i contemporanei, fra cui possiamo annoverare anche l'abate Chiari a Venezia e il Cerlone a Napoli che si impadronirono della vicenda per modificarne il finale, ed in seguito, anche una paio di fortunate opere in prosa di Goldoni, fino al molto più recente exploit mediatico della serie televisiva Elisa di Rivombrosa. La nostra servetta, novella Cenerentola riesce a coronare quello che rimane ancora il più bel sogno d’amore: sposare il proprio principe azzurro, a dispetto (di matrigne e sorellastre e fate madrine) di un destino cinico e baro che nonostante il coronamento suddetto, si diverte a porre un ulteriore sospetto di infedeltà sulla via che potrebbe condurre la coppia al vissero tutti felici e contenti. E sarà durante una sorta di curioso processo inscenato tra le quattro mura della nobiliare magione, che il pubblico verrà a conoscenza dei vari antefatti, come nella migliore tradizione giallistica, fino A dimostrazione che le storie d'amore, meglio se tormentate, ostacolate da perfide sorelle e infarcite da insinuanti sospetti di tradimento (e che questa fosse materia di forti passioni lo aveva già fatto intuire Shakespeare con l'Otello), meglio ancora se in costume, riescono sempre ad affascinare il pubblico, da qualunque epoca esso sia seduto in platea ad ascoltarne la vicenda dipanarsi.