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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

giovedì, 29 marzo 2007

il mattino dopo

il mattino dopo una prima sei

stanca ma relativamente felice, abbastanza soddisfatta se le cose sono andate bene, con senso di vago cerchio alla testa per la fatica, la tensione e il dopocena,

e abbastanza orgogliosa di esserti piazzata nei primi posti della gara " vince chi per primo riesce a bere tutto il suo bicchiere di barbera se non tutto almeno metà in un fiato". prima assoluta fra le donne per altro. soprattutto in quanto unica partecipante, ma questa, è un'altra storia....



comunque sia, certe sere, sono quella risposta che cercavi.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 09:36 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
categorie: teatro
domenica, 25 marzo 2007

acqua e fuoco

e venne dall’acqua, e venne dal sale la penitenza dalla mano del mare il comandante avanza e niente si puó fare vuole una morte, la vuole affrontare e lí l’attandeva, dove il sole cala...





c'era acqua a moncalvo l'anno scorso. ce n'era fuori, un diluvio di pioggia e ce n'era dentro, che scorreva sul palco e ce ne sarebbe stata a venire a scorrere dagli occhi acqua salata come quella del mare e che niente ha lavato, niente. è solo evaporata. e come acido ha corroso.

quel che è rimasto sono i relitti di un naufragio.



interno giorno.


automobile.

dal finestrino scorre un paesaggio collinare.

voce del passeggero dietro: "pioveva che dio la mandava l'anno scorso, ti ricordi."

voce del passeggero davanti: " tante cose non sono come l'anno scorso, ti ricordi."

voce del passeggero dietro: "per fortuna"



Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.


Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.

Abbandonato come i moli all'alba.

È l'ora di partire, oh abbandonato!

Sul mio cuore piovono fredde corolle.

Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!

In te si accumularono le guerre e i voli.

Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.

Tutto hai inghiottito, come la lontananza.

Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!



metto in bocca una caramella per combattere il senso di nausea del viaggio. l'ultima caramella di un pacchetto comprato l'ultima volta che ho preso e sono andata a riprendermi quel che avevo perso in giro e riportarmelo a casa. alle volte si mette la parola fine a qualcosa con i gesti più strani. come don quijote, proprio. in giro a cercare qualcosa che non poteva essersi perso.




legati a un solo raggio, tutti presi in ostaggio

avanzavamo lenti, senza ammutinamenti

e il comandante é pazzo, e avanza nel peccato

e il demone ch’é suo, adesso vuole mio

e brinda con il sangue all’odio ci convince,

che se é sua la barca che vince, dev’essere la mia

e gli occhi non videro, non videro la luce

non videro la messe, che altri non l’avesse



sul palco di moncalvo, un don quijote che sposa la sua dulcinea. ma sotto il velo nuziale, le dulcinee chi sono? le ginevre e le isotte son mogli di altri, le giuliette e le ofelie soccombono e si uccidono. e le dulcinee? le scopri carne da macello, contadinotte e puttanelle vendute ad un uomo creduto pazzo tramite dio, e vendute ad un uomo di dio per contratto da uomini.



Tutto hai inghiottito, come la lontananza.

Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!

Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.

L'ora dello stupore che ardeva come un faro.

Ansietà di nocchiero, furia di palombaro cieco,

torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!

Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.

Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

Ti attaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.

Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!

Feci retrocedere la muraglia d'ombra, andai oltre il desiderio e l'atto.

Oh carne, carne mia, donna che amai e persi, te, in quest'ora umida, evoco e canto.




don quijote pazzo e ingenuo o solo sognatore

o tutti e tre

che cerca quello che non può perdersi

o forse si chissà

che solo un pazzo e ingenuo o solo sognatore o tutti e tre può credere che la parpaia topola della moglie sia fuggita e andare a cercarla in giro in ogni dove chiedento a tutti se l'han vista...



i segreti di pulcinella.

le cose che tutti sanno e che nessuno dice a voce alta.

il gioco del domino. casca una tessera e crolla tutto .

un soffio di vento e il castello di carte crolla.



Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,

ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.

Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,

oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.

Oh la copula pazza di speranza e di vigore

in cui ci annodammo e ci disperammo.

E la tenerezza, lieve come l'acqua e la farina.

E la parola appena incominciata sulle labbra.

Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il mio anelito,

e in esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!

Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,

che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.

Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.

In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.

Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in correnti.

Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.

Pallido palombaro cieco, sventurato fromboliere,

scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!



e un naufragio alla fine arriva.

quello del servo che era fuggito, rifiutandosi di dare fuoco alla casa di don quijote.

e sulle note di un sax sullo sfondo, ascolto parola dopo parola, il dipanarsi del testo della SS dei naufragati, lo sento goccia dopo goccia sulle labbra, che non riesco a tenere ferme che recitano il testo come un rosario lo ascolto e perdo il senso dello spazio e del tempo.

sono uscita fuori dalla storia

ci sono entrata non lo so.

non ero più a moncalvo

fuori piove... di nuovo? ma basta...

non ero più sulla poltroncina davanti al palco non ero qui ed ora

ero a parigi, louvre.

ero davanti alla "zattera della medusa"

ero là altro spazio altro tempo altri colori

altri naufragi




anime bianche, anime salvate

anime venite, anime addolorate

che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi

due soldi per l’onore, due monete in pegno

per pagare il legno, la dura voga del traghettatore

e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro

vieni spettro del tesoro

la vela tende, il vento se la prende

la vela cade, le remi allontanate

e accese sui pennoni

i fuochi fatui, i fuochi alati

della Santissima dei naufragati


acqua, acqua, acqua in ogni dove

e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere



e dopo tanta acqua


un incendio

quello della casa di don quijote

piccola al centro del palco inerme un fuoco che prende gli occhi lo vedi salire dividersi e salire salire il fumo fino in graticcia e i cieli che svolazzano e piccole farfalle nere e rosse che guardi volare sperando spegniti spegniti spegniti..

il fuoco mi affascina

l'acqua che disseta ma affoga

il fuoco che brucia ma scalda.

la doppia natura delle cose.

gli uomini che ti fanno sognare e ti mentono. come don quijote. ma le sue menzogne per lui sono realtà. don quijote che abbandona il sogno e ritrova l'uomo, dulcinea che salva un libro, il libro della loro storia. sancho che trova nel libro una verità che pensava menzogna, don quijote che come tutti sognatori, arrivato ad un passo dalla meta, lascia che questa si allontani di quel tanto che basti per darsi una ragione di vita per un altro giorno ancora.



io esco dalla sala

insieme siamo una bella cosa

ne è passata di acqua sotto i ponti



tutto in te fu naufragio.



in me, in me lo fu.



per fortuna, so stare a galla.



in corsivo, in Times new roman, la SS dei naufragati, da Capossela. in corsivo e basta, la canzone disperata di Neruda.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:10 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
categorie: teatro
martedì, 20 marzo 2007

prima della prima, dietro l'obiettivo di quinta alle quinte

stanchi. assonnati. pensierosi. smemorati. malati. a tratti in piena forma. preoccupati. impegnati. con l'acqua alla gola. qualcuno innamorato. poco prima della prima. sotto i riflettori. di quinta alle quinte. quattroquarti più uno meno uno più un altro e più altri tre. concentrati.





ma soprattutto, molto belli.




io, dietro l'obiettivo.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:15 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: teatro
sabato, 17 marzo 2007

tu, si tu.....

.... giunto qui cercando la risposta a "bella carina single perchè".

ehm.

l'hai mica trovata, la risposta?

no, perchè si sa mai eh.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:51 | link |in line commenti (33) pop up commenti (33)
categorie: pensieri spettinati
venerdì, 16 marzo 2007

RelationshipRevenge

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:35 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
categorie: gadgets, paperthoughtsweddingreflections, posologia della vita quotidiana
giovedì, 15 marzo 2007

mò me lo segno

ogni tanto, fare le cose così, non tanto perchè ci siano buoni motivi per farle, quanto perchè non sussistono abbastanza motivi per non farle.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:14 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: pensieri spettinati, posologia della vita quotidiana
mercoledì, 14 marzo 2007

chiacchere

SP: ma alle prove fate anche chiacchere intimistiche...?



PDC: facciamo solo chiacchere intimistiche. altrimenti non si spiegherebbe perchè arriviamo al giorno prima della prima che non sappiamo ancora una mazza....





(non è vero neh. siamo bravissimi e preparatissimi e bellissimi. e chi vuole venirci a vedere sappia che abbiamo pure delle bellissime scenografie. e bellissimi costumi.)



(l'uso smodato dei supelrativi a profusione dovrebbe darvi la giusta misura del grado di agitazione disperata che si impossessa di chi deve salire su un palco fra credo quattordici giorni)




aiuto.



no no, sono tranquilla, dai.



puf.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:48 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
categorie:
martedì, 13 marzo 2007

in caso di necessità,

L'idea, ovvio, sua. e lo svolgimento. e la ricerca filologica etc etc etc...

ma ammettiamolo, mi piace un sacco averci potuto mettere becco.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:21 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
categorie: piccolo mondo blog, posologia della vita quotidiana
domenica, 11 marzo 2007

Diario di uno scandalo

la giornaliera cronaca di una vita, scritta a mano, su carta biancogiallastra in copertina di pelle nera.

la registrazione di pensieri e sensazioni.

un diario è un disegno, il ritratto in proporzioni distorte di un realtà generalmente mai univoca.

Asti, di domenica pomeriggio, che strana sensazione, le strade deserte, pochi, pochissimi passanti.

io, che sto andando al cinema.

una signora di dimensioni ragguardevoli che trascina letteralmente un cagnolino a salciccia.

si sente il rumore delle unghie del cane sul porfido e dei miei tacchi, una macchina, manco a pagare.

davanti al cinema non c'è nessuno.

solo dopo un pò arriva un buffo signore con una radiolina.

era dagli anni ottanta che non vedevo qualcuno andare in giro con una radiolina per sentire le partite.

si fa tutto il giro dell'isolato. un paio di passi. alza la radio. la sposta. si sposta di altri dieci passi. e così da quando compare dall'angolo a sinistra finchè non scompare dall'angolo a destra.

Scandalo. il dizionario riporta: azione, comportamento, discorso che porta ad un turbamento della coscienza o sconvolgimento della sensibilità a seguito di un’azione contraria alla morale comune, al decoro, al senso di giustizia.

il cinema del primo spettacolo, della domenica, da soli è un concentrato di solitudini.

il cinema è vuoto o quasi.

qualche coppia di persone diciamo mature.

e una singola signora attempata, che all'uscita affianco per un attimo e mi freno nell'impulso di dirle bel film, eh?...

e il film è bellino davvero.

qualcosa non mi torna. qualcos'altro un pò mi infastidisce. ho come la netta impressione che potrebbe dire molto di più, ma percepisco che comunque quello che dice ha un suo perchè, e può essere abbastanza.

al di là della storia, che a tratti non soddisfa pienamente, offre numerosi spunti di riflessione.

sull'amore, l'amicizia, la morbosità, il lavoro, gli ideali, gli adolescenti, il matrimonio, la solitudine, la passione.

i segreti soprattutto.

tenere un segreto non è facile.

farlo tenere a qualcun altro è un rischio.

a volte un segreto è un peso.

a volte ti viene da ridere e vorresti dire prendendo a schiaffi qualcuno te lo avevo detto.

altre vorresti bere un caffè con qualcun altro e dire eppure me lo avevi detto.

ci sarà pur un motivo, se sono al cinema da sola, eh.

bellina la scena in cui la professoressa seduce e si lascia sedurre dal giovane allievo. (giovane e già uomo fin  nel midollo, se saprà rispondere " io non so che problemi tu abbia... ma so che nn posso aiutarti".)

ha un che di minimalista che sa di plausibilissimo.

bella la scena di Barbara nella vasca da bagno, che parla di solitudine. di forte impatto.

ma bellissime le vene e i tendini dal collo di Sheba, alla fine. tutta quella rabbia che trabocca non solo nelle parole, ma dai pori dell'attrice.



notevole.

all'uscita dal cinema asti è un pò più vivace. e tutto sommato, pure io.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:05 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: pensieri di celluloide
lunedì, 05 marzo 2007

ho sempre sognato di diventare un cartone animato.

























... vabbè,

iniziamo con un videogioco.



questa poi.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:31 | link |in line commenti (30) pop up commenti (30)
categorie:
sabato, 03 marzo 2007

di tristezza liquida e asciutta, di tango e di cose maldigerite. di desideri inespressi e realizzati a metà.

vorrei imparare a ballare il tango.

lo so, il tango, ci va anni ad impararlo

lo so, me lo ripetono tutti.

come se io dovessi morire per forza domani. cavoli, una decina d'anni posso ancora concedermeli. smetto di fare tutto quello che so fare poco o male, e attacco il tango, no?



voglio anch'io una penombra fumosa che mi renda bella ed elegante.

una mano salda sulla schiena che al tatto percepisca gli spostamenti

che mi dica cosa fare

un corpo che mi trattenga

nei miei giusti disequilibri

piedi che mi blocchino da scalzare

gambe che mi intersechino

voglio anche io l'eleganza fluida dello scivolare

il fruscio delle scarpe

tacco dieci

punta tonda

voglio essere portata

occhi chiusi

io ce l'ho tutta quella malinconia

la devo pur riversare in qualcosa in movimento



voglio quella tensione geometrica e fremente



voglio quell'annullamento del tempo e dello spazio



voglio quel momento in cui la musica finisce e lento e brusco è il risveglio alla realtà della sala e al pavimento di mattoni in cotto



e il click

dell'interruttore



e luce.



e si va a casa.



...............



facciamo che voglio solo fino all'annullamento del tempo e dello spazio, eh.



dai mandami un tango per favore.

ho avuto almeno un pò di rock. dei revival. qualche sveltina in jazz. parecchie note stonate. decisamente troppo  blues.

dai per favore, davvero.

un tango.

che ti costa.

e la prossima volta che desidero qualcosa da abbracciare tutta la notte, per cortesia, che sia diverso dal mio vater, che di calore umano avrei bisogno, quello avevo in mente, e non della fredda ceramica inacidita in cui riversare la mia tristezza, il mio rancore, i resti della mia cena.

grazie.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:38 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: pensieri spettinati, posologia della vita quotidiana