è stato un anno lungo.
l'inverno scorso avevo parole calde che mi rincuoravano a volte, anche tardi la sera. poi han preso la loro strada, e vissuto il tempo che si stavano costruendo.
l'inverno è passato con un grosso punto interrogativo e le prime avvisaglie dei temporali estivi. Gennaio, Febbraio. Marzo, quello si che è un mese crudele, e la primavera come al solito si è trascinata dietro sintomi di allergie latenti e l'inizio dell'estate è sprofondata insieme a tutto quello in cui credevo di credere. Aprile, Maggio, Giugno. Le scelte fatte. Luglio e Agosto;l'estate è stata lunga e calda. lunga e calda e faticosa. e poi è arrivato un Settembre che sarà il settembre più bello di tutti i settembri, nonostante tutto. e poi ottobre si è trasformato in una ghigliottina, e io mi sono ritrovata stupefatta a guardare l'orizzonte.Novembre che sa di terra bruciata e retrogusto amaro, di metallo e di pioggia. Dicembre che è adesso, e il natale che fa naufragio, un pacchetto lo salvo lo guardo lo prego di ricordarmi che è festa; Dicembre che è stanchezza dalla punta dei capelli a quella dei piedi.
Sono stanca.
delle mie mancanze e delle mie eccessive abbondanze. delle mie infantili concezioni dei rapporti umani e delle vette di maturità che ogni tanto tiro fuori come un prestigiatore dal cappello tira fuori un coniglio bianco. stanca di analizzare tutto così tanto, e di vivere di un istinto feroce a tratti abbastanza traditore, che più ferisce quando invece ha ragione, e più ne ha più si vorrebbe dimostrare che ha torto. stanca di accorgermi di cose che forse vorrei solo evitare di vedere e stanca di essere razionale. stanca di essere interpretata ogni volta a modo di qualcun altro, e stanca che le cose vadano come devono andare, per chi non l'ho ancora capito. stanca di essere stanca anche. che a semplificarsi la vita uno fa una fatica alle volte. stanca di raccontare bugie,diei mei disamori e non amori e chissà come chiamarli, se solo riuscissi a dare un nome a tutte le cose, per poterle archiviare, stanca di essere nel bel mezzo di tutto, stanca di essere ai margini, e di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, troppo distante, troppo vicina, mai la giusta prospettiva, mai abbastanza, alle volte troppo. anche troppo poco. stanca di minimizzare e di non incazzarmi mai.stanca che le persone mi passino accanto pensando di sapere cosa ho nel cervello quando mi ci mettono solo quello che hanno nel loro. stanca di aspettare.
stanca, come per l'alta marea, quel momento di stasi che si verifica quando l’acqua ha raggiunto il livello massimo e non ha ancora iniziato a decrescere.
o decresco, o straripo.
A meno di eventi eccezionali da qui al 2007 (tipo che mi sposo mi laureo o faccio un figlio, ipotesi che si possono pertanto escludere a priori)
vi auguro buon natale. per chi ne ha voglia.
e un buon capodanno. per chi ne ha occasione.
(chi proprio avesse un'impellente necessità di contattarmi,lo faccia pure.)
io mi chiudo in casa, a esondare o decrescere.
ci si ribecca nel 2007.
on air, seppur un pò demodè:
che cosa c'è ;
un ano de amor ;
Dio come ti amo