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Contro la musica nel template

domenica, 24 dicembre 2006

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:57 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
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domenica, 10 dicembre 2006

post.it (un anno su un foglietto giallo)

è stato un anno lungo.



l'inverno scorso avevo parole calde che mi rincuoravano a volte, anche tardi la sera. poi han preso la loro strada, e vissuto il tempo che si stavano costruendo.



l'inverno è passato con un grosso punto interrogativo e le prime avvisaglie dei temporali estivi. Gennaio, Febbraio. Marzo, quello si che è un mese crudele, e la primavera come al solito si è trascinata dietro sintomi di allergie latenti e l'inizio dell'estate è sprofondata insieme a tutto quello in cui credevo di credere. Aprile, Maggio, Giugno. Le scelte fatte. Luglio e Agosto;l'estate è stata lunga e calda. lunga e calda e faticosa. e poi è arrivato un Settembre che sarà il settembre più bello di tutti i settembri, nonostante tutto. e poi ottobre si è trasformato in una ghigliottina, e io mi sono ritrovata stupefatta a guardare l'orizzonte.Novembre che sa di terra bruciata e retrogusto amaro, di metallo e di pioggia. Dicembre che è adesso, e il natale che fa naufragio, un pacchetto lo salvo lo guardo lo prego di ricordarmi che è festa; Dicembre che è stanchezza dalla punta dei capelli a quella dei piedi.



Sono stanca.



delle mie mancanze e delle mie eccessive abbondanze. delle mie infantili concezioni dei rapporti umani e delle vette di maturità che ogni tanto tiro fuori come un prestigiatore dal cappello tira fuori un coniglio bianco. stanca di analizzare tutto così tanto, e di vivere di un istinto feroce a tratti abbastanza traditore, che più ferisce quando invece ha ragione, e più ne ha più si vorrebbe dimostrare che ha torto. stanca di accorgermi di cose che forse vorrei solo evitare di vedere e stanca di essere razionale. stanca di essere interpretata ogni volta a modo di qualcun altro, e stanca che le cose vadano come devono andare, per chi non l'ho ancora capito. stanca di essere stanca anche. che a semplificarsi la vita uno fa una fatica alle volte. stanca di raccontare bugie,diei mei disamori e non amori e chissà come chiamarli, se solo riuscissi a dare un nome a tutte le cose, per poterle archiviare, stanca di essere nel bel mezzo di tutto, stanca di essere ai margini, e di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, troppo distante, troppo vicina, mai la giusta prospettiva, mai abbastanza, alle volte troppo. anche troppo poco. stanca di minimizzare e di non incazzarmi mai.stanca che le persone mi passino accanto pensando di sapere cosa ho nel cervello quando mi ci mettono solo quello che hanno nel loro. stanca di aspettare.



stanca,  come per l'alta marea, quel momento di stasi che si verifica quando l’acqua ha raggiunto il livello massimo e non ha ancora iniziato a decrescere.



o decresco, o straripo.



A meno di eventi eccezionali da qui al 2007 (tipo che mi sposo mi laureo o faccio un figlio, ipotesi che si possono pertanto escludere a priori)



vi auguro buon natale. per chi ne ha voglia.

e un buon capodanno. per chi ne ha occasione.

(chi proprio avesse un'impellente necessità di contattarmi,lo faccia pure.)

io mi chiudo in casa, a esondare o decrescere.

ci si ribecca nel 2007.



on air, seppur un pò demodè: che cosa c'è ; un ano de amor ; Dio come ti amo
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:22 | link |in line commenti (38) pop up commenti (38)
categorie: pensieri spettinati
sabato, 09 dicembre 2006

Questo è un post di servizio silla Borsa del Libro

in special modo per gli astigiani e dintorni.

Presso la Cascina del Racconto ad Asti, in via Bonzanigo 46, angolo via Solari, ieri, oggi domani e venerdì, sabato e domenica prossimi si svolge un'iniziativa simpatica dal nome un pò così, "lunga vita ai nostri libri".

(orario continuato dalle 10 del mattino alle 22 di sera).



abbiamo raccolto scatoloni e scatoloni di libri più o meno vecchi dei quali la gente non sapeva più che farsene. li abbiamo ripuliti e messi in vendita a prezzi più che politici, 1 euro, 2 euro, tre euro, cinque euro...



poche cose a prezzi più elevati.

se vi va domani in giornata di fare un salto, sarete i benvenuti. (io sarò là nella mattinata...)



l'iniziativa ha avuto un tale successo che i volumi stanno diminuendo a vista d'occhio.

quindi se qualcuno di voi avesse libri di narrativa, d'amore, fumetti, teatro, saggistica di ogni genere, storia politica scienze e quant'altro....



E VOLESSE REGALARCENE UN PO'



saremo lieti di riceverli, e anche eventualmente di venirli a prendere a domicilio.

(in tal caso magari speditemi una mail,eh.......)

Grazie...
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:55 | link |in line commenti (1) pop up commenti (1)
categorie: asti

HomeRun - L'ubriaco





Giochi by Flashgames.it
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:32 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
categorie: gadgets
mercoledì, 06 dicembre 2006

Antigone non abita più qui. Prologo.

Eccoci. Questi personaggi stanno per rappresentare la storia di Antigone. Antigone è la ragazzina magra che è seduta là senza dire nulla. Guarda dritto davanti a lei. Pensa che tra poco sarà Antigone, che sta per uscire dai panni della giovane moretta e introversa che nessuno in famiglia prenderebbe sul serio per affrontare, sola, il mondo e Creonte, suo zio nonchè re. Pensa che sta per morire, che è giovane e che avrebbe voluto vivere. Ma non c’è niente da fare. Il suo nome è Antigone ed è necessario che interpreti il suo ruolo sino alla fine... E quando il sipario si alza, sente di allontanarsi, ad una velocità vertiginosa, da sua sorella Ismène che chiacchiera e ride con un giovane, da noi tutti, che la guardiamo tranquillamente, da noi tutti che non dobbiamo morire questa sera.

Il giovine col quale parla la bionda, la bella, la felice Ismène è Hémon, figlio di Creonte.

È il fidanzato di Antigone. Tutto lo porterebbe verso Ismène: il suo gusto per la danza e per i giochi, il suo gusto per la felicità e il successo, anche la sua sensualità, poichè Ismène è più bella di Antigone, e poi una sera, una sera di danze, durante la quale non aveva fatto altro che ballare con Ismène, una sera in cui Ismène era apparsa meravigliosa nel suo abito nuovo, era stato a trovare Antigone che sognava in un angolo, come in questo momento, con le braccia intorno alle ginocchia, e le aveva chiesto di essere sua moglie. Nessuno ha mai capito il perché...





Domani vi saprò dire.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:00 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: teatro, pensieri di carta
martedì, 05 dicembre 2006

di buoi che dan dei cornuti agli asini e che cavolo, lo fanno sul mio muro.

tornando a casa da lavoro, uno dei due, arrivo all'angolo dell'ultima salita da approntare prima di pranzo e sul muro che dà sulla stada in lettere di un colore rosso brillante e di dimensioni relativamente notevoli, leggo  la scritta (la cui veridicità potrebbe essere insindacabile quanto opinabile a seconda dei punti di vista):



COGNOME piciu.



vabbè.



passa un giorno

e

tornando a casa da lavoro, l'altro dei due, arrivo all'angolo dell'ultima salita da approntare prima di cena e sul muro che dà sulla stada in lettere di un colore nero brillante(a cancellare il cognome precedente) e di dimensioni relativamente notevoli, leggo  la scritta (la cui veridicità potrebbe essere insindacabile quanto opinabile a seconda dei punti di vista:



NUOVO COGNOME piciu.



domani cosa succederà? troverò due che si aspettano e si rimpalleranno con dialoghi finemente intellettuali tipo:

*Chi lo dice lo è 100 volte più di me...

*Specchio riflesso

e

*non mi hai fatto niente faccia di serpente...



( e magari pure un gnègnègnè,  non ce lo si vuol mettere?)



chè poi in realtà tutta 'sta cosa mi aveva fatto insorgere un valido pensiero sulla comunicazione e sulla manipolazione della stessa. sul filone dell' oltre il danno pure la beffa. o tipo il detto non discutere con un cretino, la gente potrebbe non notare la differenza. ma anche solo del non saper fare un insulto senza che poi ti si ritorca contro.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:35 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: asti
domenica, 03 dicembre 2006

Regali di Natale. anche titolabile: ma a tuo marito chiedilo, se quest'anno vuole un qualcosa di diverso.

cliente:

buongiorno signorina vorrei un maglione per mio marito

Commessa:

buongiorno, direi che è venuta nel posto giusto

ha già un'idea in merito?

Cliente:

assolutamente no....

Commessa:

allora, vediamo un pò cosa posso proporle

(va ad indicare il primo capo....)

Cliente:

Ah no! eliminiamo il verde, eliminiamo l'arancio, eliminiamo i girocollo che non li porta, eliminiamo gli scolli a V che non piacciono a me, il panna beige e marrone proprio no perchè sbattono, il grigio non lo usa, quello è troppo pesante, quello è troppo leggero, la zip intera è scomoda, il bottone fa vecchio, il rombo non mi pare adatto.

Commessa:

...

Cliente:

ECCO! quello lì azzurro cielo leggermente melange... ecco si, è perfetto!!!

Commessa:

... (en attendent l'inevitabile finale tragico...)

Cliente

peccato che ne abbia già una decina uguali a questo. vabbè, signorina, magari ripasso...
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 22:35 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
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sabato, 02 dicembre 2006

paper thoughts wedding reflections: le colpe dei padri ricadranno sulle madri

Che meraviglia. ho appena messo piede in negozio che non solo ho già speso un terzo dello stipendio (che non ho ancora percepito) in abbigliamento che dovrei vendere e non comprare (al diavolo la mia visione distorta dell'economia) ma gli imput sorgono copiosi come funghi dopo la prima pioggia autunnale.

oggi riflettevo sui figli.

alle volte entrano madri con figli. madri che sembrano donne normali con figli che paiono bestie. e mi dico: se fosse figlio mio, che sono una persona normale, la prima cosa che mi verrebbe in mente, è domandarmi da chi avrebbe preso. non da me. quindi sicuramente dal padre.(tale padre tale figlio) però. se io son donna normale perchè avrei dovuto accoppiarmi con un uomo simile a quell'orrido figlio? cosa avrebbe potuto spingermi a tale passo? la follia? la droga? peggio ancora. l'amore?

e dunque. chi è causa del suo mal pianga se stesso dice l'adagio popolare.

ed ecco come se ne evince che comunque se hai un figlio bestia, è pure colpa tua, madre.



in calce cito una classica tragedia in due battute dallo spirito molto (poco) natalizio




PDC: ma sì, è periodo che si è DEmotivati, DEmoralizzati, DEstabilizzati, in DEfaillance e sinanche DEfedati...

AMICO di PDC: si, io mi sento pure un pò DEpresso.

PDC:...

AMICO di PDC:....

PDC: secondo me, trombiamo troppo poco, tutto lì.





LEGGERE LE NOTE IN PICCOLO

(il primo che fa facile ironia o peggio ancora si propone, lo colga un rinsecchimento delle gonadi, ovviamente in amicizia...)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:23 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: paperthoughtsweddingreflections