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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

giovedì, 30 novembre 2006

di strumenti per misurare il tempo, e di tempi che non si lasciano misurare



Certo, le ventiquattro ore, le ultime prima di quella venticinquesima che segnerà l'ingresso del protagonista in carcere (e poi tante altre cose, che elencarle qui, quelle del film, mica si può.)



ma anche le ventiquattro ore prima di prendere una decisione che cambia la vita.



oppure tutta la vita, prima di morire.



niente di che. mi domandavo solo che ora fosse.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:42 | link |in line commenti (11) pop up commenti (11)
categorie: pensieri di celluloide
mercoledì, 29 novembre 2006

il mio incubo peggiore che si avvera. parte II: DEL VIAGGIO COME MALATTIA NON SOLO DELLA MENTE

I.


ammettiamolo, nuovamente, per altro, che non è una novità. io i treni non li amo. per niente. e non è solo questione di zecche e a quanto pare, notizia fresca fresca, legionella. è che il treno ti si appiccica addosso; una patina di millemila altri Viaggiatori che ti assale. ti penetra come l'umido di una nebbia da profondo nordovest e ti rimane addosso anche dopo numerosi lavaggi.

io i treni li prendo il meno possibile, proprio solo se non si può fare altrimenti, chè pensieridicarta è animale stanziale, i viaggi, al massimo, a livello neuronale, ecco, quelli si.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:18 | link |in line commenti (6) pop up commenti (6)
categorie: pensieri on the road

Dell'amore ed altre cose all'epoca dei croissant

A me Maria Antonietta ha sempre fatto un pò pena.

Maria Antonietta che sta in fondo alla fila incrociando le dita per non andare in sposa a quel Ferdinando I di Borbone, già IV di Napoli e III di Sicilia, che doveva sposare sua sorella Maria Giovanna, morta di vaiolo, e poi sua sorella Maria Giuseppa, morta di vaiolo (in effetti in quel di Napoli il buon Ferdinando, unendo l'utile al dilettevole, si tocchicchiava non poco la sacca scrotale) e che quando giunse il turno della sorella Maria Carolina (la quale non solo sopravvisse, ma si adattò perfettamente ai vizi e stravizi della corte napoletana) dovette tirare un gran bel sospiro di sollievo, non sapendo di dover perdere la testa in ben altri luoghi.

Del film della Coppola si è detto molto. lo si può abbondantemente leggere in giro per internet.

io ho trovato un film con una trama credibile (tratta per altro da un libro della Fraser) con una splendida fotografia, dei bellissimi costumi (me le sono sognate solo io le scarpe da ginnastica in una delle scene?), una godibilissima colonna sonora, bravi attori (a parte qualche eccezione trascurabile). Cosa si vuole ancora da un film (che ci faccia il caffè alla mattina appena svegli?)

mi han detto, è un film lento; forse lo è. ma è un bel film.

(che comunque, la lentezza di per sè non è un male; per dire "Fast and Furious" è un film non lento, ma signore mio, scampamene e liberamene... ).

non abbastanza originale?

forse. chi lo sa. io l'ho trovato affascinante.

per questa visione fumettosa di Maria Antonietta, questa dimensione più umana. meno forzatamente antipatica di quella che la storia ufficiale vuol costantemente far passare.

spunti di riflessione ce ne sono disseminati ovunque.

basta saperli far rimbombare nel cervello per pochi istanti.

bella la luce naturale; il montaggio a scatti, di quelli dove le azioni non necessariamente sono fluide (son sicura che avrà pure un nome, figuriamoci se di 'sti tempi non si dà un nome anche al tipo di montaggio); belle le introspezioni psicologiche a tratti accennate forse, ma nel contempo incisive.

bella la resa di quella noia dei riti di corte e dei pettegolezzi. il clima di corte.

bello il passeggiare affiancati di una visione prettamente da libro di storia con quella che pare uscita direttamente dalle pagine di Versailles No Bara

Prima la Du Barry.

poi il mio agitarmi sulla sedia alla scena del ballo, pensando: è lui è lui è lui.

ed è LUI.

Hans Axel von Fersen.

(ho quasi un accenno di godimento)

ok, ora non manca che l'arrivo Lady Oscar, sussurro dolcemente all'orecchio del mio povero compagnuccio di sventure...

Hans Axel von Fersen; la ragion d'onore contro la ragion d'amore.

ma chi se ne frega se non è vero, chi se ne frega se è banale e scontato e chi se ne frega di tutto.

sui divani del Petit Trianon, Maria Antonietta (forse) si diverte parecchio. (abbiamo tutte un Hans Axel von Fersen nell'armadio, e se non lo abbiamo vorremmo averlo).

bella la scansione temporale data con l'appendere il grosso quadro di famiglia, con il toglierlo, e con il sostituirlo con uno identico, ma senza il figlio morto nel frattempo.



bella nonostante tutto, l'assenza di quella Storia con la S maiuscola, che molti hanno trovato una pecca. una soluzione raffazzonata della regista che non l'ha inserita perchè consapevole di essere incapace di gestirla.



è una chiave di lettura critica plausibile, ma d'altro canto, Versailles era lontana, lontana da Parigi, lontana dai problemi, come lontani erano i sovrani da quel popolo che li temeva e li odiava. La Storia tutto sommato, è veramente rimasta fuori da Versailles o quanto meno, gran parte ne è veramente rimasta ai margini. Ed è sopraggiunta relativamente all'improvviso, sottovalutata, e a nulla è valso alla misera Maria Antonietta inchinarsi di fronte a quel popolo sovrano (?) che da lì a poco la vedrà nuovamente inchinarsi sui ceppi della ghigliottina.

(Nel mentre, Maria Carolina a Napoli vive una rivoluzione tutta sua, anche se con esiti del tutto differenti. a Napoli, altre teste cadranno. e io mi chiedo se all'inizio della storia, Maria Antonietta tirerebbe ancora quel sospiro di sollievo).

Quella Storia che rimane parzialmente fuori, perchè così imgombrante, fatta di accordi ed equilibri politici, di Polonia alleata della Francia e assediata dall'Austria, di quella Francia finanziatrice dell'America pur di dar contro all'Inghilterra, quell'Inghilterra che aiuterà quella Maria Carolina a fuggire da Napoli, quella Maria Carolina che promuoverà un intervento militare contro la Repubblica Romana, e che verrà sconfitta da quell'esercito francese...

Una storia a tratti che bussa nel film, un eco lontano tre le porte segrete, le battute di caccia, i ricevimenti.

o che si presenta con forconi e fiaccole a urlare sotto i balconi che vuole da mangiare.

una Storia che pone delle domande ed alle quali talora Maria Antonietta sa solo rispondere in maniera inadeguata, ad esempio con altre domanti, tipo quale manica stia meglio al vestito che si sta facendo confezionare, con ruche o senza?

son cose.

è facile per gli spettatori che conoscono la storia, trovarne l'assenza. Io ho trovato che ben rendesse quella sorta di inconsapevolezza che uno si aspetta dovesse regnare sovrana nei sovrani regnanti.

il declino, verso la fine. il declino della storia, non solo della Storia, eh.

un appiattirsi romantico. un perdere pressapoco quota.

un addio, certo. e perchè dilungarsi sul resto, sarebbe stato inutile, tutto sommato. Maria Antonietta era finita lì.

il resto, è Storia.



pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 02:10 | link |in line commenti (14) pop up commenti (14)
categorie: pensieri di celluloide
martedì, 28 novembre 2006

il mio incubo peggiore che si avvera. parte I: COINCIDENZE

per trenitalia, la coincidenza viene così chiamata non tanto per il coincidere nel tempo o nello spazio della partenza o transito di un treno o di altro mezzo di trasporto in concomitanza con la partenza o con il passaggio di altro mezzo, quanto per l'assoluta casualità con cui l'utente riesce ad usufruire del servizio stesso.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 16:18 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: pensieri on the road
venerdì, 24 novembre 2006

paperthoughts wedding reflections: far di Virtù Necessità...

breve antefatto: cambio dei materassi nella camera genitoriale. interno giorno. Madre rovista nellelenzuola in quanto si trova nell'occasione di dover sostituire tutti i coprimaterasso matrimoniali, con lenzuolini singoli.  scartabella con noncuranza fra la biancheria. ne deduce che la maggior parte rimarrà inutilizzata. si volta verso di me e dice:



Va beh, dai. al massimo rimarrà come corredo



la guardo il più neutralmente possibile. lei guarda nuovamente nell'armadio la catasta di lenzuola, mi riguarda scoraggiata ed enuncia la fatidica sentenza...



Ho come l'impressione che svenderai tutto....
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 10:17 | link |in line commenti (15) pop up commenti (15)
categorie: paperthoughtsweddingreflections
giovedì, 23 novembre 2006

Puericultura. O dei metodi educativi all'epoca del bullismo

Allievo (minorenne):

eh, professore e se non smetto che fa, mi mena?



Insegnante (simpatico trentacinquenne per nulla intimorito):

no che non ti meno che poi vò in galera e poi sei più grande di me.



allievo:

ah ecco, ti pareva!!!



insegnante: non ti meno, ma ti mando il mi' fratello di vent'anni, che è grosso come te, ma di parecchio più cattivo...
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categorie:
lunedì, 20 novembre 2006

Puzzle

Puzzle è una parola inglese ormai entrata nell'uso italiano. Essa denota un gioco da tavolo in cui bisogna incastrare tra loro dei pezzi di cartone di piccole dimensioni fino a risalire all'immagine originale. Può essere considerato un rompicapo.


Inventati attorno al 1760 da John Spilsbury, un cartografo e incisore di Londra, i puzzle originariamente erano realizzati dipingendo il soggetto su una tavola di legno e ritagliandolo successivamente in piccoli pezzi per mezzo di un seghetto. I moderni puzzle vengono realizzati incollando una foto su un supporto di cartone che viene successivamente tagliato per mezzo di una fustella di forma assai complessa. Molto importante la precisione dimensionale con cui vengono realizzati i pezzi, perché talvolta essa è l'unico ausilio per distinguere fra loro due pezzi simili e porli nella corretta collocazione.



Le donne delle pulizie dovrebbero averle solo quelli che possono permettersele. e non intendo monetarianete parlando. qui si tratta di approccio psicologico. non è possibile che il giorno prima che 'sta ragazza arrivi, noi si faccia pulizia. perchè poi? eh, perchè mica può trovare tutto in disordine neh.



giusto. il ragionamento fila.



sabato ho comprato un puzzle. 500 pezzi, una cosa minimale, per passare il sabato sera, che ho imparato che a fare giochi di società da soli si fa poca strada.



nel frattempo.

(di che cosa? non lo so, ma nel mentre, accadeva anche questo)



ammesso e non concesso che lavorare in un call center o per qualunque altro tipo di attività economica o pseudotale che ha che fare con il contattare telefonicamente inermi casalinghi possa essere poco attraente scarsamente remunerativo oltremodo poco stimolante nonchè l'anticamera della depressione prossima ventura,ecco, beh... posso ammettere ma non per questo giustificare una quotidiana rottura (anzi frantumazione, no, macinazione, no meglio, nebulizzazzione) di marroni da parte di tutti  gli operatori di vari gestori di telefonia (a volte compresa la mia) fissa mobile e semiparalitica del mondo intero.



operatrice : lbablablaalalblalblblllablalallblblalblalblablalblab

PDC no guardi io ho un operatore e momentanemanete non mi interessa cambiare

operatrice: SI ma blalbalabalablaabalabaalabaalabalablaabalabaa

PDC: no guardi forse nn mi sono spiegata bene, però cosa non le risulta come  lingua italiana nella frase NON MI INTERESSA?     quindi sul serio, lasci perdere, che così non le faccio perdere tempo

operatrice: ah ma signorina non si preoccupi, è il mio lavoro, ormai la chiamata l'ho fatta, tanto vale che le spieghi, non mi fa assolutamnte perdere tempo.

PDC : ecco, allora mettiamola così: è le i che lo fa assolutamente perdere a me. buon lavoro




click.



il giorno dopo, spurgavo e facevo ammenda stringendo amicizia con gentile operatrice della Buitoni, alla quale suggerivo caldamente i biscotti da infornare della marca da lei sponsorizzati. mi domando se i figli della signora sian rimasti contenti.


il puzzle è una metafora di vita interessante.



hai un'immagine scomposta e devi ricostruirla.

puoi approcciarti con un metodo, oppure andare a caso. scegliere un puzzle grande da più di 3000 pezzi oppure appunto, rimanre a bassa quota e fare e disfare uno da 500 finchè non lo conosci a memoria.




sempre nel mentre, lavoravo. lavoro, lavorerò.

mi pagano per una cosa che mi diverte e per una grama volta ho un peso professionale, oltre che fisico, per dire.



ma dicevo dei puzzle. io sono per il metodo

prima i pezzi di contorno

poi dividere per cromatismi o eventualmente per riconoscibilità.

si fanno tanti scomparti per ogni blocco.





altro dramma è che per lo più la gente si preoccupa per i morti, noi le grane le abbiamo con i vivi. son cose.



ma tornando al puzzle. il momento più bello è guardare il pezzo; guardare l'immagine. e cercare di definire a quale parte precisa di immagine sia riconducibile quella porzione.

è rilassante.

nella vita non è sempre così facile trovare il posto giusto ai pezzi sparpagliati.





ieri sono andata al cinema.



non dovevo neppure andarci, poi caso ha voluto che andassi a vedere "quale amore". Una Incontrada disegnata benissimo dalla macchina da presa.



un Pasotti così bello. con tutti quegli spigoli e quelle dissonanze. e le asimmettrie.



Quale amore.



riconoscere gesti e paure



e sentire montare da dentro quel familiare senso di nausea



il fiato corto



l'accellerazione cardiaca



un malessere senza nome



Quale amore.



già. non saprei. spero non quello.






- Qual è mai l'amore... l'amore... che santifica il matrimonio? - egli disse esitando.

Vedendo lo stato di agitazione dell'interlocutore, la signora cercò di rispondere con la maggiore dolcezza e precisione possibile.

- Il vero amore... Se questo amore c'è tra l'uomo e la donna, è possibile anche il matrimonio, - disse la signora.

- Sissignora; ma che cosa dobbiamo intendere come amore vero?

disse il signore dagli occhi scintillanti, sorridendo goffamente e con timidezza.

- Ognuno sa che cos'è l'amore, - disse la signora, desiderando evidentemente porre fine alla conversazione con lui.

- E io non lo so, - disse quel signore. - Bisogna definire ciò che intendete dire.

- Come? è molto semplice, - disse la signora, ma si fece pensosa.

- L'amore è l'esclusiva preferenza di uno o di una persona rispetto a tutti gli altri, - essa disse.

- Preferenza per quanto tempo? Per un mese, per due o per mezz'ora? - proferì il signore canuto, e si mise a ridere.





Lev Tolstoj LA SONATA A KREUTZER



il dibattito post film è stato:

ma ci si può fidare di uno che ti porta in mezzo ad un lago di notte e ti dice: se vuoi staremo insieme per sempre non ti abbandonerò mai.?

chissà che avrebbe detto sapendo che era morta già all'inizio del film?

ma lo facciamo sempre. sappiamo che alla fine del film saremo morti eppure basta che arrivi uno che ti promette "per sempre" e diciamo di si.

personalmente io ho la perversione di cedere più facilemnnte alle persone che mi dicono sai vero che non sarà per sempre? che dire, l'onestà mi fa sciogliere i neuroni, evidentemente.

dalla visione del film in avanti però diffiderò dei bancari pieni di soldi svizzeri che si innamoreranno perdutamente di me.


Non sono una sentimentale a dire il vero, però il puzzle che ho comprato è insolitamente romantico.



nove cuori.

uno per ogni amore importante. un paio per quelli campati per aria.ne rimangono anche un paio di scorta, per fortuna.





mi chiedono come stai, che fine hai fatto. non lo so, a dire il vero. io stavo piuttosto bene finchè il dottore non mi ha fatto notare che sono un pò depressa. il farci caso, mi ha in effetti depresso un poco.



ma tornando al puzzle.

l'ho finito.

avevo nove cuori a pezzi (500) e li ho rimessi insieme.

in una notte.





adesso rimango io.



mi smonto e mi rimonto.

porca vacca, che certi lavori se non te li fai da solo...
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:00 | link |in line commenti (19) pop up commenti (19)
categorie: pensieri spettinati, pensieri di celluloide
martedì, 07 novembre 2006

causa insonnia





se qualcuno volesse regalami una storia



così senza motivo.



ecco.



questa.




 









è anche economica.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 18:08 | link |in line commenti (32) pop up commenti (32)
categorie: pensieri di celluloide
lunedì, 06 novembre 2006

Se

SE ti assumono

in qualità di FIGURA PROFESSIONALE

denominata ATTORE

SAREBBE conveniente

ogni qualvolta presendandoti lo fanno dicendo

"e LEI,

è l'ATTRICE che mi coadiuverà nel corso..."

NON GIRARSI

automaticamente chiedendosi:

CHI?
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 18:58 | link |in line commenti (19) pop up commenti (19)
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domenica, 05 novembre 2006

ho visto cose, che voi umani non potete neppure immaginare... (luccacomics 2006)

ho visto elfi della tradizione inglese mangiare ad una finta taverna medioevale con forchette di plastica tipicamente occidentali, razioni di spaghetti cinesi precotti da cartone animato giapponese.

ho visto creature intabarrate in mantelli neri silenziosamente spingere carrozzine di ignara prole.

ho visto innumeri Wolverine, di cui uno anche abbastanza meritevole.

ho visto intere legioni di cloni marciare (come vacche al pascolo n.d.m.)e poi disperdersi.

e una si aspetta chissà perchè, che una volta tolti quei caschi, spuntino bellissimi giovani, ed invece, per lo più, si tratta di simpatici signori, a tratti più attempati ed appesantiti dagli anni che altro e li ritrovi a bere caffè d'orzo con la volenterosa fidanzata.

ognuno ha la sua missione, ognuno ha la sua croce.

ho visto frotte di cosplayers mezzi nudi, gente che al posto dell'anima deve avere il grasso delle foche (o il sacro fuoco dell'arte, chissà...) per non sentire il freddo novembrino.

ho visto un pulmann andare a Lucca con un cd 99posse e tornare con un dvd di Beppe Grillo.



e poi ad un certo punto, non ho visto più niente, se non il cuscino e il mio letto.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:22 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie:
venerdì, 03 novembre 2006

Des Liaisons Dangereuses

3 novembre. come ogni anno, è Santa Silvia.

mia madre avrebbe preferito mi fossi comprata un fidanzato, ma per festeggiare il mio onomastico, ho optato per un'altro tipo di creatura su cui riversare cure amorevoli, con bassi rischi in caso di naufragio del rapporto, e scarso investimento affettivo in caso di prematura dipartita dell'amato bene.

da oggi oltre che con una pianta grassa,  ho una relazione con una pianta carnivora.

cercando su internet notizie attendibili in mrito al comportamento da tenerre con siffatte creature vegetali, scopro che piante grasse e piante carnivore hanno in comune una cosa peculiare: non sono difficili, ma vanno capite.

con amarezza mi si palesa ai residui neuronali (del mio emisfero sinistro, dire, così ad occhio e croce...) che scelgo le piante con lo stesso criterio del ca**o con cui scelgo gli uomini.



con tutto che la piantina carnivora, almeno, dovrebbe liberarmi dagli insetti.



nota a margine

PdC: ok, oggi sono caustica....

4/4: oggi?

PdC: ok, oggi più del solito....
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:17 | link |in line commenti (14) pop up commenti (14)
categorie: pensieri spettinati
giovedì, 02 novembre 2006

...

mi sento come se mi fossi smontata e rimontandomi, ne fosse rimasto fuori un pezzo.



alla fine ho sempre più risposte che domande, stupida che sono.



sarà che oggi ad Asti tira vento. e cadono foglie che pare che piova.



però mi pare che non tiri una buona aria.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:57 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: piccolo mondo blog, asti, pensieri spettinati
mercoledì, 01 novembre 2006

Del perché e del percome, alla fine, mi rendo conto che leggo troppi libri e guardo troppi dvd. se non addirittura, entrambi.

"e vorresti prendere una decisione di questo genere così? a sangue freddo? se faccio questo, succede quest'altro, tac tac, e via? non sono sicura che le cose vadano così."



"invece vanno così, vedi. se anche si tratta di una relazione, cioè di una faccenda sentimentale, non significa che non si possano prendere decisioni razionali. anzi, certe volte ci si è addirittura costretti, altrimenti non si arriva a niente. sai qual'è stat oil mio errore? ho lasciato che a decidere fossero il fattore climatico e i muscoli del mio stomaco e un formidabile giro di accordi in un quarantacinque giri dei Pretenders, ma son ostufo e d'ora in poi volgio essere io a decidere."



"Forse"



"cosa significa forse?"



"signfica: forse hai ragione. ma questo non mi aiuta, o si? tu fai sempre così. arrivi a chissà quale conclusione, e tutti gli altri devono adeguarsi. davvero ti aspettavi che ti dicessi di si?"



"non lo so. non ci ho pensato, davvero. la cosa importante era chiedertelo"



"beh, me lo hai chiesto. Grazie."



Nick Hornby, Alta Fedeltà




High FidelityAlta fedeltà

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:02 | link |in line commenti (15) pop up commenti (15)
categorie: pensieri di carta, pensieri di celluloide