A me Maria Antonietta ha sempre fatto un pò pena.
Maria Antonietta che sta in fondo alla fila incrociando le dita per non andare in sposa a quel Ferdinando I di Borbone, già IV di Napoli e III di Sicilia, che doveva sposare sua sorella Maria Giovanna, morta di vaiolo, e poi sua sorella Maria Giuseppa, morta di vaiolo (in effetti in quel di Napoli il buon Ferdinando, unendo l'utile al dilettevole, si tocchicchiava non poco la sacca scrotale) e che quando giunse il turno della sorella Maria Carolina (la quale non solo sopravvisse, ma si adattò perfettamente ai vizi e stravizi della corte napoletana) dovette tirare un gran bel sospiro di sollievo, non sapendo di dover perdere la testa in ben altri luoghi.
Del film della Coppola si è detto molto. lo si può abbondantemente leggere in giro per internet.
io ho trovato un film con una trama credibile (tratta per altro da un libro della Fraser) con una splendida fotografia, dei bellissimi costumi
(me le sono sognate solo io le scarpe da ginnastica in una delle scene?), una godibilissima colonna sonora, bravi attori (a parte qualche eccezione trascurabile). Cosa si vuole ancora da un film (che ci faccia il caffè alla mattina appena svegli?)
mi han detto, è un film lento; forse lo è. ma è un bel film.
(che comunque, la lentezza di per sè non è un male; per dire "Fast and Furious" è un film non lento, ma signore mio, scampamene e liberamene... ).
non abbastanza originale?
forse. chi lo sa. io l'ho trovato affascinante.
per questa visione fumettosa di Maria Antonietta, questa dimensione più umana. meno forzatamente antipatica di quella che la storia ufficiale vuol costantemente far passare.
spunti di riflessione ce ne sono disseminati ovunque.
basta saperli far rimbombare nel cervello per pochi istanti.
bella la luce naturale; il montaggio a scatti, di quelli dove le azioni non necessariamente sono fluide (son sicura che avrà pure un nome, figuriamoci se di 'sti tempi non si dà un nome anche al tipo di montaggio); belle le introspezioni psicologiche a tratti accennate forse, ma nel contempo incisive.
bella la resa di quella noia dei riti di corte e dei pettegolezzi. il clima di corte.
bello il passeggiare affiancati di una visione prettamente da libro di storia con quella che pare uscita direttamente dalle pagine di
Versailles No Bara
Prima la Du Barry.
poi il mio agitarmi sulla sedia alla scena del ballo, pensando: è lui è lui è lui.
ed è LUI.
Hans Axel von Fersen.
(ho quasi un accenno di godimento)
ok, ora non manca che l'arrivo Lady Oscar, sussurro dolcemente all'orecchio del mio povero compagnuccio di sventure...
Hans Axel von Fersen; la ragion d'onore contro la ragion d'amore.
ma chi se ne frega se non è vero, chi se ne frega se è banale e scontato e chi se ne frega di tutto.
sui divani del Petit Trianon, Maria Antonietta (forse) si diverte parecchio. (abbiamo tutte un Hans Axel von Fersen nell'armadio, e se non lo abbiamo vorremmo averlo).
bella la scansione temporale data con l'appendere il
grosso quadro di famiglia, con il toglierlo, e con il sostituirlo con uno identico, ma senza il figlio morto nel frattempo.
bella nonostante tutto, l'assenza di quella Storia con la S maiuscola, che molti hanno trovato una pecca. una soluzione raffazzonata della regista che non l'ha inserita perchè consapevole di essere incapace di gestirla.
è una chiave di lettura critica plausibile, ma d'altro canto, Versailles era lontana, lontana da Parigi, lontana dai problemi, come lontani erano i sovrani da quel popolo che li temeva e li odiava. La Storia tutto sommato, è veramente rimasta fuori da Versailles o quanto meno, gran parte ne è veramente rimasta ai margini. Ed è sopraggiunta relativamente all'improvviso, sottovalutata, e a nulla è valso alla misera Maria Antonietta inchinarsi di fronte a quel popolo sovrano (?) che da lì a poco la vedrà nuovamente inchinarsi sui ceppi della ghigliottina.
(Nel mentre, Maria Carolina a Napoli vive una rivoluzione tutta sua, anche se con esiti del tutto differenti. a Napoli, altre teste cadranno. e io mi chiedo se all'inizio della storia, Maria Antonietta tirerebbe ancora quel sospiro di sollievo).
Quella Storia che rimane parzialmente fuori, perchè così imgombrante, fatta di accordi ed equilibri politici, di Polonia alleata della Francia e assediata dall'Austria, di quella Francia finanziatrice dell'America pur di dar contro all'Inghilterra, quell'Inghilterra che aiuterà quella Maria Carolina a fuggire da Napoli, quella Maria Carolina che promuoverà un intervento militare contro la Repubblica Romana, e che verrà sconfitta da quell'esercito francese...
Una storia a tratti che bussa nel film, un eco lontano tre le porte segrete, le battute di caccia, i ricevimenti.
o che si presenta con forconi e fiaccole a urlare sotto i balconi che vuole da mangiare.
una Storia che pone delle domande ed alle quali talora Maria Antonietta sa solo rispondere in maniera inadeguata, ad esempio con altre domanti, tipo quale manica stia meglio al vestito che si sta facendo confezionare, con ruche o senza?
son cose.
è facile per gli spettatori che conoscono la storia, trovarne l'assenza. Io ho trovato che ben rendesse quella sorta di inconsapevolezza che uno si aspetta dovesse regnare sovrana nei sovrani regnanti.
il declino, verso la fine. il declino della storia, non solo della Storia, eh.
un appiattirsi romantico. un perdere pressapoco quota.
un addio, certo. e perchè dilungarsi sul resto, sarebbe stato inutile, tutto sommato. Maria Antonietta era finita lì.
il resto, è Storia.