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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

martedì, 31 ottobre 2006

e come ho fatto a non pensarci da sola, eh....

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:49 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
categorie: gadgets
domenica, 29 ottobre 2006

la pupa e il secchioneSte: Pdc...?


Pdc: seeh....?


Ste: hai seguito la pupa e il secchione?


Pdc: ma ti pare?


Ste: no, hai fatto bene per carità... era solo perché mi pareva che potessi riunire in te le peculiarità e della pupa e del secchione............


Pdc: ...Stupida come una pupa e brutta come un secchione?

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:22 | link |in line commenti (20) pop up commenti (20)
categorie: piccolo mondo blog
sabato, 28 ottobre 2006

Il diavolo veste Prada sta all'epopea di Bridget Jones come la nouvelle couisine sta ad una mousse a cioccolato.

ne parlano tutti un gran bene, non tanto della nouvelle couisine, quanto de Il diavolo veste Prada. E mi ero illusa che ci fossero i presupposti tangibili per creare da un libro (che in realtà non ho poi mai letto) che ha stravenduto, un film che facesse piacere vedere e rivedere.

ora, la storia del brutto anatroccolo che diventa cigno con gli anni ho provato a metabolzzarla ma giacchè ho constatato con mano che o sei cigno o sei brutto anatroccolo, rivederla proposta e riproposta e riproposta con l'aggravante che il brutto si fa per dire anatroccolo in questione grassa come solo una taglia quarantadue ipocritamente può sentirsi,è pure una che alla fine è debitamente intelligente e meritevole, beh.

facciamoci del male.

assolutamente divertente, questo ça va sans dire

godibile.

però non so.

sarà l'urlo muto dei miei maglioncini in misto acrilico rantolanti nell'umido dell'armadio

il mio continuare a credere che le due cinture fossero quasi assolutamente identiche o meglio, completamente intercambiabili nella loro stupida diversità.

sarà la mia impietosa taglia quarantaquattro, chissà.

sarà che poi proprio Prada mi è sempre stata un pò di traverso, è sempre stata quel pezzo di plastica rossa sotto le suole e basta, e mi sfugge sempre in cosa certi particola e non altri, facciano tutta questa differenza.

ma difficilmente viene voglia di impietosirti per Andrea, anzi, la guardi scivolare lentamente nell'abisso sapendo che intanto alla fine non riuscirà a sorprenderti, che intanto è così bellina e intelligente e corretta che non potrà che andare tutto per il verso giusto.



Al contrario di Bridget, che tutte le volte che arriva la sequenza in cui va alla festa in maschera dai suoi, mentalmente le urlo contro: ma nooo cretina, nooo.

togliti almeno la coda da coniglietta. almeno quella.

per piacere.


 


 


 


Andrea è la solita che le va per forza bene tutto.

Bridget, sembra che alla fine possa andare bene qualcosa anche a te

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:28 | link |in line commenti (16) pop up commenti (16)
categorie: pensieri di celluloide
venerdì, 27 ottobre 2006

nuovomondo

Sono creatura da amori improvvisi dovuti a piccole sensazioni che nascono in sordina e poi esplodono come una bolla che si apre e ricade e si riforma e continua così, affascinandomi per la sua stessa natura e per il suo stesso modo di esistere.


Oppure da amori pertinaci che nascono per accumulazione di dati nel cervello, neurone dopo neurone e rimangono come muri piantati qua e là nel pensiero.

Questo per il film di Crialese è entrambi.

Poteva, lo ammetto, essere una boiata pazzesca. E, lo ammetto, per qualcuno potrà anche esserlo.

Eppure.

È’ potente.

È bello, nei visi degli attori non patinati, nella parlata dialettale sottotitolata. Nei contrasti cromatici.

Nel suo essere racconto di tutto e di niente. Nel suo spargere indizi.


mondonuovoVarrebbe la pena vederlo anche solo per due scene



La prima, il distacco della nave dal porto.



Non è scena da descrivere, non si può a parole, sarebbero comunque troppe, o troppe poche. Ma vederla, invece, è cosa che senti sulla pelle. E se un film vuole anche solo per un attimo far vivere un’emozione vera e profonda, e dovrebbe volerlo fare, ebbene, qui ci riesce, in questo lento partire dal molo che prima è solo lieve percezione e poi presa di coscienza del distacco e poi improvvisamente si è comunque già troppo, troppo distanti. E non c’è via di scampo.



La seconda, è la scena finale.



Il riemergere dal bianco di quel fiume di latte di Salvatore, così fuori dal mondo, così mondovecchio fatto di segni e piccoli riti, così ingenuo, e di Lucy mondonuovo, così triste, così consapevole. e sola.




Nuonomondo Locandina







Lucy: Salvatore, io non vi sposo per amore…




Salvatore: Amore? …Ma se neppure ancora ci conosciamo…per queste cose ci vuole tempo…è giusto? … è giusto?




 




 


Il riemergere di tutti in quel mare di latte verso cosa chissà, e poi non è neppure importante, come non è importante la storia che verà dopo, l’importante è proprio solo il raccontarla.





On air :Nina Simone, SinnerMan

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:23 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: pensieri di celluloide

di stelle e di abissi, di architetture traballanti e macerie.

Il professore cinese Cao Shizhong dirige l'Istituto di ricerca per la correzione degli edifici sbilenchi, specializzato nel raddrizzamento di strutture verticali pendenti. Si è offerto di raddrizzare la torre di Pisa, anche se non completamente: pur mantenendo il suo fascino turistico, Shizhong si è offerto di riportarla alla leggera inclinazione che aveva quando è stata costruita nel 1350. Prendi questa storia come metafora, Bilancia. Ti suggerisco di rettificare, ma solo in parte, qualcosa che è storto o sbilenco nella tua vita. Ma non essere così perfezionista da fargli perdere il suo fascino. Consiglio per Halloween: potresti mascherarti da reginetta di bellezza con un grosso foruncolo o da supereroe con il braccio rotto.


e qui in effetti pare trabbalare un pò tutto. tutti i campi del possibile e del probabile. tutto leggermente disassato. tutto leggermente troppo o troppo poco.


Lo scrittore francese André Gide ha detto: "Il colore della verità è il grigio". Fanne la tua parola d'ordine, Vergine. Resisti alla tentazione di innamorarti di eventi di un rosso scintillante o di lasciarti allettare da massime azzurre. Fuggi come il vento da chiunque cerchi di venderti una storia di buoni con il mantello bianco e di cattivi con il mantello nero. Più ti sentirai a tuo agio con verità dai colori mescolati, più è probabile che tu veda le cose esattamente come sono. Consiglio per Halloween: qualsiasi costume elaborato come quello di un personaggio della commedia dell'arte, ma completamente grigio.


mi sento sola. vero. mi sento un pò disillusa e distaccata. non ho neppure più voglia di difendermi col cinismo e non ho voglia di protezione. va bene così. va bene lo stesso.


mai stata meglio.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:52 | link |in line commenti (2) pop up commenti (2)
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mercoledì, 25 ottobre 2006

ProFumo

essenza come nucleo di qualcosa,natura centrale e più importante di ciò che quella cosa è per sua natura.

e per estensione, profumo, ingentilimento di odore.

odore che è fatto di particelle volatili che entrano nel naso e vanno al cervello. mangiamo con il naso, prima ancora che con occhi e bocca.

odore che ti penetra i polmoni e non riesci ad opporticisi, più convincente di quello che appare, perchè ti convince di quello che è.

il libro di Suskind, lo si dice sempre, e lo dirò anche io, o lo si ama o lo si odia.

ed io, l'ho sempre profondamente amato.

a naso proprio, per dire.

e il film. che dire. è  difficile che un film sia al pari di un libro, capita raramente. eppure questa volta mi pare che ci si sia riusciti a mantenere lo spirito, l'essenza, appunto, del racconto, operando le debite scelte, rimodellando parzialmente la narrazione piegandola alle necessità cinematrografiche, che non sono ovviamente le medesime di quelle cartacee.

eppure, i colori; la voce fuori campo; le sequenze, un sempre strepitoso  Alan Rickman. tutto contribuisce a ricreare le medesime percezioni olfattive del libro.

quello della pietra calda. quello anfibio di bestie d'acqua dolce. quello del muschio bagnato.

e l'ossessione nel voler conservare l'odore.

la disperazione del passare inosservati perchè non si ha un proprio profumo.

l'ossessione di volerlo ricreare.

la ricerca. l'attesa. la distillazione.

note di testa, note di cuore, note di fondo.

Grenouille

che non sa di niente

e non sa di non sapere amare

e quando se ne rende conto alla fine abbandona il campo

chè se non sai amare non sarai mai amato

e allora per eccesso, tanto vale farsi amare così tanto, da farsi divorare.

sparire

fino all'ultima goccia.


che buoni gli odori così poco asettici così personali. scorderò i nomi scorderò i profili e le date e i luoghi ma gli odori quelli no. quelli rimangono. gli odori, che siamo noi e che si accettano o meno, più di ogni alatra cosa.


on air : The Gatering, Nighttime Birds

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:32 | link |in line commenti (15) pop up commenti (15)
categorie: pensieri di celluloide
martedì, 24 ottobre 2006

chimicaMENTE. (o sui legami e sui punti)

mi ha sempre incuriosito il fatto che la mina della mia matita nell'astuccio e il diamante che non avrò mai siano poi la stessa materia, lo stesso elemento, solo legato in maniere differente. e che il diamante bruciato, diviene grafite, ma non viceversa.



"il carbonio, infatti, è un elemento singolare: è il solo che sappia legarsi con se stesso in lunghe catene stabili senza grande spesa di energia...."



progesterone.

endorfine.

adrenalina.

ossitocina.

non chiamiamoli sentimenti.

è solo chimica.




"...è inserito in una lunga catena, molto complessa, tuttavia tale che tutti i suoi anelli sono accetti dal corpo umano. ...



uno...varca la soglia intestinale ed entra nel torrente sanguigno: migra, bussa alla porta di una cellula enrvosa, entra e soppianta un altro carbonio che ne faceva parte, questa cellula appartiene ad un cervello, e questo è il mio cervello, di me che scrivo, e la cellula in questione, ad in essa l'atomo in questione, è addetta al mio scrivere, in un gigantesco minuscolo gioco che nessuno ha ancora descritto. è quella che in questo istante, fuori da un labiritntico intreccio di si e di no, fa si che la mia mano corra in un certo cammino sulla carta, la segni di queste volute che sono segni; un doppio scatto, in su ed in giù, fra due livelli d'energia guida questa mia mano ad imprimere sulla carta quest opunto: questo."



Primo Levi, IL SISTEMA PERIODICO
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 18:34 | link |in line commenti (17) pop up commenti (17)
categorie: pensieri di carta
lunedì, 23 ottobre 2006

Transustanziazione.

c'è questa parola che non riesco mai a dire, no, quando devo dirla.

bene.

ora.

il vero dramma è che adesso che ne ho finalmente constatato la reale esistenza e corretta grafia, non riesco proprio ad immaginare plausibili contesti in cui abbia potuto volerla utilizzare.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:19 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: pensieri spettinati

senza capo né coda

l'unico modo buono per farsi passare l'appetito, è cucinare.



ho fame. cioè, non è proprio fame, è pittusto voglia di qualcosa di buono.

vado in cucina. in cucina c'è una simpatica ciotolina di preparato per fonduta al cioccolato. prendo in mano la ciotolina e leggo le istruzioni. le istruzioni dicono due minuti al microonde, dieci minuti a bagno maria. mh. il microonde in casa mia non è ancora giunto, neh. continuo nella lettura, che non si sa mai gli spunti letterari.... da abbinare con blablabla banane ...si le ho le vedo, bene, potrebbe essere... mh... blablabla o frutta secca come nocciole blablabla si, nocciole ecco, le ho. poso la ciotolina e afferro le nocciole. decade l'idea della fonduta al cioccolato, ma la nocciola rimane una buona soluzione alternativa, però ci vorrebbe un pò di cioccolato. apro lo sportello dove se tutto va bene, vanno a morire gli avanzi di dolci leccornie che io e mia madre riusciamo a togliere di bocca a quella roba incerta che ci teniamo in casa e che mia madre si ostina  a presentare come capofamiglia. nell'apposito ricovero non trovo nulla, in realtà; evidentemente le ultime campagne non hanno riscontrato nessun ferito, solo morti e sepolti. però incappo in un preparato per mousse al caffè. mh. ok. però ci va il latte. latte non ne ho. poso la confezione e agguanto la scatoletta vicina, preparato per mousse alla menta. mh. la menta non mi va neh, però per farla ci va solo l'acqua, e quella non manca. imbranco le fruste elettriche.

ricordo che mia madre dice sempre con aria sibillina... fai attenzione... e io faccio attenzione, chiedendomi a cosa si riferisse di preciso, è una frusta elettrica, non serve certo una laurea (che nessuno in casa peraltro ha) per immergere uno sbattitore in un contenitore di plastica pieno di robetta verzolina....

ora, alle volte , è vero, noi donne tendiamo a dipingere le cose più complicate di quello che sono. e io, che posso vantare gli anni che ho di convivenza con mia madre e con la di lei psicologia ed apprensività, tendo sempre a smorzare le sue premurose raccomandazioni, anzi. con gli anni, entrano a destra ed escono a sinistra o viceversa. se ristagnano per più tempo, è semplicemente perchè ne sono entrate due contemporaneamente, e si sono scontrate al centro. tempo di riprendersi dallo stordimento del trauma, ed ecco di nuovo fuggire lievi cone un refolo di vento.



e comunque, io faccio attenzione perchè sono personcina a modo ed assennata.



però adesso vado a togliere la mousse alla menta dal soffitto della cucina, neh.

ché mi è pure passata la fame.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 16:58 | link |in line commenti (2) pop up commenti (2)
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domenica, 22 ottobre 2006

Ma.:      sono un bello e dannato. il mio mestiere è mandare i cuori in frantumi.

PdC:  perchè chi rompe paga e i cocci sono suoi?







Me.:      in pratica, è una non dichiarazione d'amore. sintetica, divertente e terribile

Pdc:   in una non dichiarazione uno non dichiara quello che  ha o dichiara quello che non ha?

Me.:      non dichiara quello che ha, ma si capisce. l'altra è la dichiarazione dei redditi.
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categorie: piccolo mondo blog, paperthoughtsweddingreflections
sabato, 21 ottobre 2006

interlocutore casuale: come va?



Pensieri di Carta: bene. speriamo solo che regga...



interlocutore casuale: cosa?



Pensieri di Carta: in stretta successione: il tempo, la buona volontà, l'autoreggente.
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categorie: pensieri spettinati
venerdì, 20 ottobre 2006

Quello che c'è in me è soprattutto stanchezza

non di questo o di quello

e neppure di tutto o di niente:

stanchezza semplicemente, in sé,

stanchezza.

La sottigliezza delle sensazioni inutili,

le violente passioni per nulla,

gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,

tutte queste cose -

queste e cio' che manca in esse eternamente -

tutto ciò produce stanchezza,

questa stanchezza,

stanchezza.

C'è senza dubbio chi ama l'infinito,

c'è senza dubbio chi desidera l'impossibile,

c'è senza dubbio chi non vuole niente -

tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:

perchè io amo infinitamente il finito,

perchè io desidero impossibilmente il possibile,

perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,

o anche se non può essere...

E il risultato?

Per loro la vita vissuta o sognata,

per loro il sogno sognato o vissuto,

per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita...

Per me solo una grande, una profonda,

e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,

una supremissima stanchezza,

issima, issima, issima,

stanchezza...



Pessoa_Stanchezza
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 17:03 | link |in line commenti (6) pop up commenti (6)
categorie: pensieri di carta
giovedì, 19 ottobre 2006

carenze&dipendenze

PdC: ma di' un po', secondo te nel Nescafè ci mettono della droga?

M.: premesso che ritengo già di per sé un reato vendere Nescafè... perché?

PdC: mah, son passata a berne una tazza a desiderarne alemno tre al giorno...

M.: ma almeno è decaffeinato?

PdC: decaffeinato? boh. non so. a dire il vero, so manco se ci sia il caffè..
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 16:31 | link |in line commenti (21) pop up commenti (21)
categorie: pensieri spettinati

fra qualche ora, si ricomincia.



mettere mano alla carta, bianca e spessa da fotocopia

e cercare il necessario

matite HB e B Faber Castell, Niji, Stabilo e Lebez

Micromina Paper Mate

e una 4B, che non si può mai sapere

Un pennino e una boccetta d inchiostro, che la china ha quell'odore che sa di buono

spessa e nera

piena di storie da scrivere

e pennarellini a profusione, 0.1 0.2 0.3 0.5 0.8...

temperini

chè la punta è fondamentale

il tratto segna la stile

il particolare o la sua assenza

e aprire la scatola delle matite colorate

pennelli

pastelli

sono lì dalla fine delle scuole

solo che alcuni da allora han passato una vita

io tutto cristallizzato.

che dire.

è ora che inizi a consumare qualcosa.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:26 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
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mercoledì, 18 ottobre 2006

Scoop e combinazioni.

scevra di sudditanza psicologica nei confronti di woody allen, nonchè completamente priva di preparazione in merito alla sua filmografia, posso asserire con una certa tranquillità che il film di ieri sera è stato di piacevole visione.



anche se il mio giudizio potrebbe essere in parte inficiato dalla presenza nel cast dell'adorabile Scarlett Johansson (sarà che la ricollego alla ragazza con l'orecchino di perla e che collego quel film ad una serata e la serata ad un sogno, manco mio per altro ma tant'è, e di collegamento in collegamento io a sta qua mi ci sono lentamente affezionata.incredibile a dirsi, ma ho una mia personale sensibilità) e di quell'inaggetivabile uomo che è Hugh Jackman. (ok, ho una mia personale sensibilità, ma di tanto in tanto, come dice mario, l'occhio vuole la sua parte).







Combinazioni



caso fortuito (per lo più fortunato)



vicenda, caso.




guardarsi indietro, e sostenere lo sguardo



ricordarsi



e in un sorso di sidro, digerire finalmente tutto



Combinazioni



il combinare; il combinarsi, detto di parti o elementi che si corrispondono, si armonizzano tra loro;in chimica, unione di elementi o di composti tra loro, in seguito alla quale si ottiene un composto nuovo con nuove proprietà.



E avrei potuto,voluto (dovuto) esserlo.



ma questa è o sarà un'altra storia.



Combinazioni



l'insieme dei complessi accorgimenti da mettere in opera per l'apertura di una cassaforte.



ma un metodo c'è sempre. mal che vada, si ricorre alla dinamite.



e per finire la serata in bellezza, tornare a casa e veder correre qualcosa nell'ombra.



Aracnofobia, se non ti ho superato (chè la giornata ha esorcizzato già abbastanza fantasmi) quantomeno ti ho in parte buttato giù dalla finestra insieme al cadavere  accartocciato.



Filofobia.



Nemesi.



e la lettera M.



Combinazioni
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categorie: pensieri di celluloide
martedì, 17 ottobre 2006

ritrovarsi per caso

era il millenovecentonovantatrè

luglio che tutto finiva

60/60 e una vita davanti

oggi

duemilaesette, ottobre

mi sto laureando (ancora?)

e : sei tu?

non lo so, sono quel che ne resta.

sono io, però si.

cronaca rosa e cronaca nera. come di rigore in quest icasi

fare l'appello e contare chi manca

come fare a spiegare

quello che ho vissuto è nelle pieghe

cosa posso dirti di me

che è di nuovo il millenovecentottantotto

che non è che sono sempre uguale, anzi, è che già allora ero un pò così come ora, ad averlo saputo.



e pare sempre che tutti abbiano trovato il tempo e lo spazio per costruire qualcosa

e io?

io ho costruito me stessa

un risultato alla fine lo porto a casa anche io



eppure farei a cambio anche solo per un'ora una casa a cui tornare un letto doppio e lenzuola da lavare fare la spesa il sabato un angolo cottura e alzarmi lavorare e tornare a casa da qualcuno che mi aspetta o a qualcuno da aspettare pochi metri quadrati di normalità un libro da leggere sul comodino che non si ha mai tempo di finirlo poco tempo per pensare e litigare e un divano sul quale acciambellarmi e addormentarmi.





ma è questione di un attimo.

come stare in fila e subire la suggestione del posto

poi arriva qualcuno

mi spintona

e io vado avanti

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categorie: piccolo mondo blog

dicotomia

tipo passare senza soluzione di continuità dal sognare che qualcuno ti riduce in poltiglia la lingua con un frullino elettrico, alla carrozza di cenerentola che si allontana in un pregevole tramonto.



(se passa di qui anche per sbaglio, uno bravo, potendo, interpreti. non so di preciso quale sia la domanda, ma ad una risposta non dico mai di no.)
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:59 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: pensieri spettinati
lunedì, 16 ottobre 2006

Le donne. Ogni tanto ci inciampi accidentalmente

Tre piccole pietre sparse in questo condominiosplinder.

tre donne che hanno qualcosa di indefinibile ma che sa di saldo. sarà il carattere che le contraddistingue.



la prima ormai mi conosce, e la invidio e l'adoro e l'ammiro e mi fa trovare sempre i pensieri più saldi anche nei giorni più strani.



la seconda ha quelle parole che sono immagini nella mia testa e che le concretizza in un modo alla fine ti dici che non potrebbe essere altrimenti:



Gli altri siamo noi gocce di nebbia sul corso... Siamo noi specchiati gli uni dentro agli altri con pieni i polmoni della stessa aria densa umida fradicia, la domenica deserta, sempre un passo più in alto o uno più in basso ma mai dove dovremmo essere.  Cielo pallido tutto l'anno, collina alle spalle, voglia di andare sempre in un altro posto ma il bello è qui rimanerci e lamentarsi, anima del nord chiusa a chiave arrugginita.




la terza è giunta per caso ma è già una consolazione sapere che c'è.



Se si tratti di tendenza all'autodistruzione, o piuttosto di ricerca costante di equilibri più alti, dir non so. Fatto sta che mi sento un leone, e sinceramente, per quanto abbia frugato e scavato dentro di me alla ricerca di qualsivoglia rimorso, non ne ho trovato neanche una briciola.
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categorie: piccolo mondo blog
domenica, 15 ottobre 2006

domenica pian piano se ne va.

Persone che vanno, persone che vengono. In panne su di una statale, alla fine ti scambiano sempre per qualcosa d'altro.

e persone nuove, e persone che conosci troppo bene, e quelle che non vorresti conoscere e quelle che ti mancano da morire e quelle che proprio ti piacciono e non puoi farne a meno, anzi; non vuoi. persone che ti raccontano storie e ti stanno ad ascoltare.

Nello stomaco ho pollo alle mandorle e thè verde, riso thai e curry giallo dolce. e la mia peristalsi si muove al ritmo altalenante dei Nirvana e dei Louise Attaque. un modo come un altro per dare lo stesso ritmo ai due imbecilli che mi governano.

Che poi a dover spiegare perchè mi piacciono i Nirvana. Non lo so. Non ho mai validi motivi io per le cose che mi piacciono sul serio. Inseguo sensazioni, ecco tutto. e io in quelle note mi ci trovo. Non è il mio stile, ma è il mio ritmo.

E per i tarli che mi rodono i pensieri, nuova carta che faccia loro da nutrimento.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:25 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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Ci vediamo da Mario, prima o poi. ovvero, a volte non mi condivido, ma darla via (copiosamente)non è facile

barcollo, ma non mollo.


nel senso che il sandalletto di strass con zeppina annessa, sui sanpietrini del selciato astigiano, mi procurano un’andatura a tratti sensuale, ma molto più spesso, semplicemente caracollante. comunque arrivo, in largo anticipo, sul luogo dell’appuntamento.

il gruppo di autoiauto, Ciao mi chiamo XXX e sono un blogger, autocostituitosi subitaneamente ieri sera e composto da (rigorosamente in senso orario e a partire da Mario) Mario, Phoenix, Z4nn4, Sinforosa, Zumal, PdC, Tangerina e Phantomlord, caccia prontamente i piedi sotto il tavolo e masticando qualcosa di tanto in tanto, oltre alle parole, ovviamente, inizia a raccontarsi.


io per una volta non centellino le parole e vado a ruota libera, riuscendo, contro ogni aspettativa, ad infilare una lunga sequenza di strozate, non intercalate da alcunchè di pretenziosamente intelligente. un record. ma ormai il vino abbondava nelle vene degli stolti, ed il riso sulle loro labbra…

io poi, che sono ormai veramente un’astemia alcolizzata, e pertanto, bevo per dimenticare, alle parole “vita sociale” “amore” “amore” ” famiglia” “coppia” “amore” “relazioni” “amore” e poi non rammento più quali, ma creod “amore”, perchè ho giustamente dimenticato, buttavo giù una perla di rosso.


so che si è parlato di noi.

Ricordo che Tangerina ha asserito, alle volte, di non condividersi, e questa, ritengo, è una grande libertà.


ricordo che sinforosa mi ha dato manforte nel cercare di educare il maschio al concetto che per una donna darla via (copiosamente o meno), beh, non è così facile.

POSTilla MARIO: mario non è verde. mario è come me, se si escludono le tette e i sandaletti sbriluccicosi. Mario ci stimava (prima di conoscerci secondo me) Mario è arrivato con Tangerina, e conoscevsa già Sinforosa, e sapeva che delle altre due donne che dovevano venire una aveva disdetto e quando l’ho salutato mi ha chiesto chi ero. (non che avessi molte possibilità di essere altrei che me) Mario si stupisce del come mai due coetanei (che per altro hanno fatto le stesse scuole medie peraltro entrambi nella sezione di francese in una città come asti dove tutti si conoscono se non sono almeno parenti) non si siano mai incrociati neppure accidentalmente.


sa di buono poter dare un contorno alle persone che leggi. scoprire il tono preciso delle loro frasi, riscoprire i gesti nascosti dalla scrittura. sa veramente di vino corposo che scende nello stomaco e risale nel cervello; sa di pane e salame e grissini che scricchiolano sotto i denti. sa di bollicine di acqua frizzante, e di tartufo nero e linguine. sa di coordinate differenti, di rotte leggermente ampliate. Sa di piacevoli riconferme, come accertare che nell’eco di un qualcosa di indefinito, avevi comunque colto il senso giusto, o che avevi sbagliato di poco.


Tangerina che è un pezzo di metropoli. il candore di chi in asti a fine serata avanza l’intenzione di chiamare un taxi. Le spieghiamo che ad asti, dovunque tu voglia andare, a partire da qualunque luogo tu sia, nello stesso tempo in cui un mezzo impiega ad arrivare prelevarti e condurti, arrivi da sola alla meta prefissa a piedi.

Tangerina che è un pozzo di interessi, e staresti ad ascoltarla per ore. con quello sguardo chiaro di chi ha gli occhi belli e lo sa.


e Sinforosa. che ha cambiato forma millemila volte (forse solo tre) che scrive e che parla e ci senti veramente quella che ieri sera chiamavamo affettuosamente zolla. questa asti e dintorni che per me è zolletta, alle volte, e che me la sento sciogliere sotto i piedi come zucchero in un bicchier d’acqua.

sinforosa due di tutto tranne gli alberi, che sono tanti.


tre sposati, un non single e gli altri siamo noi.

on air: una musica brutal; Gotan Project


Descubrimos vos y yo

en el triste carnaval

una música brutal

melodías de dolor


il ritorno alla spicciolata . il primo ad abbandonare la parita è il buon vecchio Z4nn4 (al quale, nonostante le pessime frequentazioni sue, ma vabbè, nessuno è perfetto e a dispetto delle bordate tirate da un capo all’altro del tavolo, rinnovo l’attestato di rispetto e di stima intellettuale che nutro nei suoi confronti ma così, giusto per fargli un dispetto…)

ridendo e scherzando, con la stessa naturalezza con cui la serata è trascorsa, salutimo prima ,l’uno, poi l’altro e ci ficchiamo in macchina di sinforosa che si offre di riportare ciascuno al proprio mezzo, o al proprio fine.


è stata una bella serata.

giro la chiave nella toppa, cerco di non fare rumore.


penso che vorrei un mucchio di cose.

ma è stata una bella serata.

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venerdì, 13 ottobre 2006

polvere di stelle

Illustrazioni di Francesca Ghermandi



"Sei famoso per il tuo equilibrio, Bilancia. Vedere entrambi i lati di una questione è la tua specialità. Fare in modo che gli opposti si attraggano è una tua inclinazione naturale. Forse non sempre hai voglia di combattere per mantenere l'armonia, e non sempre riesci a conservare il tuo equilibrio, ma ti stai dando da fare per raffinare queste arti più di qualsiasi altro segno dello zodiaco. Detto ciò, adesso ti consiglio di ribellarti contro il tuo solito ruolo e sperimentare un comportamento meno equilibrato. Fa qualcosa di estremo senza pensare a coprirti le spalle. Il cosmo ti sta dando il permesso di essere maliziosamente sincero e deciso, e di dire: "O così o niente", senza dover chiedere scusa a nessuno."





Quindi stasera? mini e stivalaccio, oppure pantalone e sandaletto sbriluccicoso? noir completo e scollatura o colore  e dolcevita?



Son cose, eh.




anche se rimane sempre valida l'opzione 50%centro sociale e 50% elisadirivombrosa, naturalmente...

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giovedì, 12 ottobre 2006

Perchè Pidiccì l'è una romantica, e pure a lei ci batte un cuore in petto, neh.

"Ogni film funziona se racconta una storia. Ogni storia funziona se ha un'U. R. S. T.". Fa una pausa. Tutti gli studenti del corso di sceneggiatura hanno sollevato sguardi interrogativi. Tranne una. L'insegnante prosegue: "U. R. S. T. Un Resolved Sexual Tension. Sapete di che cosa sto parlando?"


G.Romagnoli, Navi in bottiglia


Col cavolo.



Se fossi un telefilm,




finirei alla prima puntata.
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mercoledì, 11 ottobre 2006

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il cuore non può nulla.

il cervello pensa. il mio pensa abbastanza lucidamente. il cervello è un pò uomo.

la pancia agisce. e la pancia è decisamente femmina.

allineare pancia e cervello.

per non somatizzare.



c'è un libro che odio un pò ( e non me ne vogliano coloro che lo adorano, ognuno ha i propri traumi infanitli, che cavolo) che è il piccolo principe.

detestabile proprio.

c'è solo un passaggio che stranamente ricordo meglio degli altri, se calcoliamo che l'ho studiato in francese alle medie, e che quindi era Le Petit Prince, monsieur dessine moi un mouton.

ed il pezzo incrminato che abbastanza vividamente ho impresso nella mente è quello della volpe che chiede di essere addomesticata.



“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”

“E’ una cosa da molto tempo dimenticata. Vuol dire creare dei legami...”

“Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.


e così quel biondo cretinetti dice ma si dai vabbè famolo, via.

e poi quando quel pirla del piccolo principe deve partire, l'idiota volpe piange.

e lui le fa: ma sei tu che me lo hai chiesto. io non volevo farti del male e lei: si lo so.

e lui le chiede cosa ci guadagni, ad aver voluto una cosa che sapeva che l'avrebbe fatta star male. e lei risponde: il colore del grano. perché sta stupiderrima volpe un giorno gli dice che per lei il grano non significa nulla ma è come i capelli dell'ebete ragazzetto e allora pensa che quando lui non ci sarà più guardando il grano si ricorderà di lui.

anche vero, volendo eh. però.  mafaffan*ulo, vah.

siamo quello che  leggiamo. siamo quello che nonostante uno non voglia, ci rimane in testa

che assimiliamo perchè riconosciamo

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martedì, 10 ottobre 2006

Nirvana mode.

nirvàna: nirvàna   



s. m. inv.



nella religione buddista, la beatitudine raggiunta da chi con la morte si libera del proprio corpo, o il nulla in cui si dissolve chi abbandona per sempre la vita

sempre nella religione buddista, l'imperturbabilità, l'assoluta tranquillità, la perfetta pace interiore che nasce dalla distruzione di ogni desiderio o passione

est. beatitudine, quiete o tranquillità assoluta.





on airNirvana
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lunedì, 09 ottobre 2006

preludio al primo atto.

órdine: órdine

s. m.

sistemazione, disposizione delle cose rispondente ad un fine prestabilito, ad un criterio razionale o estetico; l'armonia e la bellezza che si manifestano nelle opere di Dio e della natura; la disposizione che hanno le idee nella nostra mente, secondo la loro logica connessione; anche la successione dei fatti, così come si susseguono nel tempo.


fare ordine.


madre: mettiamo a posto?

pdc: si

madre: nell'esistenza?

pdc:...

madre:...

pdc: io pensavo per oggi di iniziare dalla mia camera da letto...


un passaggio all'ètà adulta lo percepisci vivido nel momento in cui inizi ad amare l'atto in sè del fare pulizia.

ad esempio, lavare i vetri.

vetril e giornale, molto alla buona, e olio di gomito, come si dice dalle mie parti.

e passata dopo passata il vetro è più trasparente.

e si vede tutto molto meglio.

lo sporco e l'opaco sembrano esserti passati addosso calamitati come ferro da un magnete.

hai fatto fatica: hai ottenuto un risultato. sei soddisfatto. e i pensieri non hanno avuto tempo di rimbombare a vuoto nel cervello.

una doccia e speri con lo sporco di far scivolare via nello scarico anche il resto.


quale resto?


non lo so.

io, forse.


ho un foro da qualche parte come una gomma che ha preso un chiodo.

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