
dr. House, vengo a sapere, batte a conti fatti il realitisciò di rai due.
c'è una poesia tutta sua nel fatto che una vera finzione venga ancora più apprezzata di una finta realtà.
M.scrive: una bella zappa, silvie'?
Pensieri di carta scrive: per scavare una bella fossa?
M. scrive: no, per tenere allenate le braccia.
Pensieri di carta scrive: giusto
Pensieri di carta scrive: ad una certa età il tricipite nella femmina
Pensieri di carta scrive: tende un po' a cedere, in effetti...
alle volte si passa da uno stato ad un altro senza soluzione di continuità. nel caso di alcune sostanze, è la sublimazione. nel mio, non capisco se sto ghigno stampato in faccia che mi ritrovo è sul serio una risata, oppure è solo una paresi.
I hurt myself today To see if I still feel I focus on the pain The only thing that's real...
Try to kill it all away But I remember everything...
The feelings disappear You are someone else I am still right here...
If I could start again A million miles away I would keep myself I would find a way
Hurt, Johnny Cash
facciamo mente locale. tre giorni fuori di casa senza pc, senza telefono, o meglio, senza caricabatteria e comunque, senza campo, senza televisione e senza nessun altro conforto che il fedele ipod. (o meglio, fedele anch'egli nella norma, nel senso che se tradisce, lo fa per puro istinto e per contingenze favorevoli derivanti da naturali predisposizioni.)
In una condizione deso(cia)l(izz)ante di tal fatta, una che fa? agguanta Grazia con gesto gentile e sfoglia. fino all'articolo del buon Filippo Facci.
ok. sei un provocatore; ok, basta un poco di autocritica e di autoironia per leggere un pò di divertito senso dello scherzo. ok.
però.
"E tu manco vuoi metterti una gonna, un paio di calze. Sei lì col tuo pigiamone maledetto, i tuoi jeans e magliettina del cacchio e non fai nulla, non dici nulla, aspetti e speri."
ora. a parte che le ho provate tutte. e prima che qualcuno possa potermi/volermi dire qualcosa, posso ammettere autonomamente che si. può anche essere che abbia sbagliato le modalità, le tempistiche, soprattutto che sia riuscita a miscelare il tentativo giusto all'uomo sbagliato.
va bene, lo concedo. può tranquillamente essere.
però.
se non faccio cose, sono un'ameba; se ne faccio un paio, sono troppo impegnata. se mi vesto bene e curo il trucco e i capelli sono vanesia e leggera ed effimera o alla peggio, me la tiro, se mi vesto comoda sono trasandata.e così via all'infinito, ad ogni mia azione tu contrapporrai una reazione ostinatamente contraria.
uomo, io non so cosa tu voglia di preciso.
vuoi che mi trucchi per poter far vedere ai tuoi amici che tu puoi permetterti una donna che si cura per te, e mi vuoi acqua e sapone per avere la certezza che ti piaccio anche al naturale e non solo mascherata da donna. mi vuoi relativamente pudica ma nel contempo, vuoi che abbia in memoria almeno un ottanta per cento delle posizioni del kamasutra (tranne appunto quelle che non ti piacciono o non ti puoi permettere). mi vuoi sul tacco 12 che slancia la gamba, ok, ma allora poi non portarmi in qualche postaccio pieno di fango che ci affondo fino alla caviglia, magari. vuoi che non ti annoi con le mie passioni, e allora però sarebbe gesto di reciproco rispetto non ammorbarmi con le tue.
mi vuoi simpatica, ma posso generalmente esserlo solo con te, che se lo sono con gli altri alla fine sembra che stia a fare la civetta e a provarci con tutti. mi vuoi intelligente, almeno a quella soglia minima che ti permetta di dimostrare che lo sei più di me, ovviamente.
Quindi,a parte che non uso più la tutona per dormire da secoli, a causa soprattutto non del tentativo di essere più seducente, quanto di un indesiderato aumento della temperatura interna degli alloggi, e non faccio nulla, non dico nulla, aspetto e spero.
o meglio; aspetto. nel mentre faccio anch cose, che mica mi suona al campanello di casa l'uomo giusto, e che anche se lo facesse mai, ho pronti un paio di paletti per lui, certo, da conficcargli nel cuore.
aspetto di vedere che accade, ma stai pur certo, non spero.
anche perchè, parliamoci chiaro. io tutta la manfrina delle messinscene femminili se proprio le vuoi la faccio. ma ad ogni spettacolo, anche il meno bello, alla fine un minimo di paga sindacale la si porta a casa; almeno un applauso lo si riceve.
con te uomo, alla fine. dopo tutte le etologiche metafore che puoi palesare alle mie orecchie. cosa me ne viene in tasca il più delle volte?
come dici? quei dieci, quindici minuti?
ah, beh. certo. domani vado a vantarmene con le leonesse allo zoo.
«Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull'età
Dopo l'estate porti il dono usato della perplessità, della perplessità
Ti siedi, pensi e ricominci il gioco della tua identità
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità»
La canzone dei dodici mesi, Guccini
l'ancestrale passione genetica per l'autunno. autunno voglia di stare a guardare e godere di quello che capita e chi se ne frega del resto. la voglia che manco sai che nome che darle e quali confini, giusto un paio di paletti, ma la voglia arriva puntuale ed è voglia e basta. autunno che ti viene l'istinto anche se non sai di cosa e perchè. autunno a cavallo fra la puntigliosità della vergine e la pazienza della bilancia. o viceversa. autunno colori caldi e aria fresca. autunno che la prossima settimana sono 32 e poi autunno. autunno e basta.
via zumal__*
...so che prima o poi passerà stasera e che tutto ritornerà com'era sarebbe bello durasse almeno mezz'ora comunque andrà dovrà tornare com'era sarebbe bello che durasse almeno mezz'ora ...
di come possa essere alle volte difficoltoso conciliare un buon dialogo telefonico effettuato a cervello ancora relativamente annebbiato dal sonno con un sano entusiasmo per aver ricevuto una piacevole notizia.
L: guarda c'è solo un piccolo cambiamento nel copione per cui alla fine nella scena degli inquisitori tu faresti la mia parte mica ti spiace anche se è maschile?
PdC:(sbadiglio) ... no no figurati, mi piace un sacco fare gli uomini.
L: ...
Venezia campi campielli calli vescichette canali zapping Leoni piselli e pancetta addominali tortellini rosso coincidenze compleanni puf puf fatica, la stanchezza...l'età... il calore... tutto quel su e giù per Venezia.
trenitalia controllori scarso controllo leggerezza le andate sono un conto, ma i ritorni costano sempre di più.
esco un attimo. vado a fare colazione da Calderoni a Bologna, darò una controllatina all'acqua alta a Venezia, poi giro sui tacchi e torno ad Asti chè le sagre vorremo mica perdercele eh.
non fate troppi pettegolezzi
(veh che finezza la citazione pavesiana, no?)
che in soldoni corrisponde al classico ed intramontabile non fate troppo casino, ma se vi scappa di farlo, ben venga.
on air: Jem__Come on closer
a me da piccolina, piaceva un sacco Capitan Harlock.
poi da più grandicella, sono passata ad un amor platonico verso il buon Andrè.
l'amore non è dunque cieco; solo un poco orbo, tutto qua.