
Pavese si era ammazzato qualche giorno fa, un qualche giorno fa di parecchi anni fa. La maggior parte della gente non sa neppure come si è ammazzato. direi che percentualmente un 70% crede si sia sparato. invece no, ha ingoiato delle pillole. tale quale Marilin Monroe, per dire. anche se preferisco non immaginarmi il buon Cesare nudo a letto con solo 5 gocce di Chanel. Coco stessa forse ne avrebbe un pò di impressione.
il parallelo mi è venuto in mente perchè stamattina accendendo la tv c'era un orribile film su appunto Monroe & Kennedy. mi è venuto da pensare : chissà se io sopravvivo ai quattrosaltiinpadella polloalladiavola e alla redbulljackdaniels (che a questo punto inizio anche a fumare ecchecacchio eh) innaffiati stamattina poi con una tazza da latte di caffè (rigorosamente solubile, che altrimenti era un tocco troppo di classe a conclusione del tutto). per ora sembro essere viva. ma non è detto che io non viva in un universo tangente che sta per collassare.
no perchè l'altra sera guardavo Donnie Darko.
la prima cosa che mi sono chiesta è stata come ho potuto per tutto questo tempo riuscire a rimane all'oscuro della trama di un film di cui tutti hanno parlato plurimamente.
si tratta di quelle piacevoli combinazioni che sottolinea con la solita saputeria il buon DvD, rendono buona la prima visione di un film (e io mi chiedo allora perchè continuiamo poi a guardare millemila volte gli H.P. che ormai sappiamo le battute in anticipo); Chiaraaa dal canto suo preferisce parlare con le gatte che darmi indizi plausibili o quantomeno una adeguata preparazione psicologica al fotogramma successivo.
L'unica anima pia è E., che mi concede di girarmi per le mani per qualche secondo la custodia del dvd nella sua versione director's cut.
Da qualche parte potete trovare una divagazione coerente in merito alla spiegazione della trama e i vari perchè e percome.
il dialogo più brillante credo sia avvenuto fra me ed E.
E.: però non capisco perchè il coniglio lo porti fuori per risolvere una questione che non sarebbe avvenuta se lui non lo avesse chiamato.
PdC: beh. è il fondamento dei paradossi temporali. hanno paradossalmente inizio da una casualità che non si sarebbe generata se poi non fossero successe cose paradossali che conducono per paradosso, a fare iniziare la vicenda. per quello, mica per altro che si chiamano paradossi.
Ed ero sobrissima.
Ho i neuroni selettivi,io. sembro meno stupida in stati lievemente alterati che in pieno possesso delle mie facoltà. Lo trovo così ingiusto.
(Ho i neuroni selettivi,io ma li ho e me li coccolo quando posso eh).
ieri sera per esempio. serata anni settanta. che lì eravamo in cinque degli anni 70 e tutti gli altri, biechi esponenti di quella generazione figlia degli anni '80. che per dire io negli anni '80 quasi ho finito tutte le scuole. infatti noi vecchi bevevamo e ballavamo, progressivamente sempre con meno discrimine, ritmi che potevano risalire agli anni '70, '90, ma anche solo al cozzare delle sedie e delle bottiglie. i giovani invece si concentravano con fastidiosa attenzione ai loro trastulli tecnologici, tipo telefonini e salvaschermi con foto di ragazze travestite da lamù e simpatici video inerenti ai pomelli delle auto....
Sono quasi certa di aver ballato anche dei lenti.
e sono quasi certa che qualcuno mi abbia promesso dei soldi, speriamo se ne ricordi pur'egli, che qui mi si prospetta un settembre dispendioso...
di ritorno a casa credo di aver asserito che dopo i due gemelli che chiamerò franzferdinand e franzferdinand avrò anche Jack e Daniel; poi grazie a dio ho fatto mente locale e quattro figli mi son parsi veramente un numero eccessivo. soprattutto in mancanza di un padre, santi numi.
così mi sono messa a letto più serena dopo aver spedito due sms della buonanotte.
stamattina alle otto e mezza mi son sollevata con uno scatto che poi dopo a momenti non svengo, con l'occhio sbarrato e nutrendo la più profonda speranza di non aver invertito i destinatari.
certi giorni mi pare proprio di vivere al doi sopra delle mie reali possibilità...
PdC: ....e abbiamo concluso il giro arrivando da voi costeggiando Piazza Alfieri
E.: Ah, allora hai potuto ammirare anche la statua di Vittorio!
P.d.C.: ehm, no... lì mi sono distratta un attimo e gli ho fatto vedere gli stivali che mi piacerebbe tanto comprare quest'inverno...
Alle persone normali capita di portare in giro qualcuno, che viene in visita all'ameno luogo di residenza.
anche alle persone meno normali capita; per dire, capita anche a me.
ora asti oltre ad avere una viabilità che ha le complicazioni esoteriche dell'alchimia, ha il vezzo aggiuntivo che per arrivare in alcuni luoghi ci sono una sequenza di cartelli indicatori i quali avvisano peraltro con sofismi che portano se estremizzati o alla follia o all'agnosticismo ma soprattutto il più delle volte al completo disinteresse della norma espressa nell'indicazione stessa, comunicando che la zona è parzialmente transitabile eccetto i residenti eccetto in determinate fasce orarie variabili e con innumeri eccezioni e date condizioni temporali, socioeconimiche e di congiunture astronomiche. ora, forse anche a causa del declassamento di plutone che non è più un pianeta, fra i millemila cartelli inutili che ci si sono parati davanti, ve n'era uno giallo con un omino dotato di pala, tipo lavori in corso.
una persona normale avrebbe detto : toh. ci sono dei lavori in corso.
io no. io ho detto: bah non facciamo caso ai cartelli che tanto li mettono solo per fare figura eh, e poi, è sabato mattina, chi vuoi che lavori mai al sabato mattina?
anche al secondo cartello a onor del vero ho millantato una fiducia sconsiderata,rispondendo alla sfrontata scritta: strada interrotta fra trecento metri, con un altrettanto sfrontato: Ma non può essere vero.
e dico anche, ma si che noi astigiani ormai ai cartelli, non ci crediamo manco più.
ebbene.
invece ho potuto constatare che gli operai che stanno rifacendo la rete idrica per il nuovo acquedotto,si, lavorano.
a mia discolpa, agli occhi degli ospiti, il fatto che anche il resto degli astigiani non avesse creduto ad uno di quei maledetti cartelli, tesi primigenia avvalorata dal simpatico via vai di gente che arriva fino al cantiere e torna indietro, smadonnando forse, meno simpaticamente.
i seguenti 500 metri che con la mia preparazione atletica son parsi almeno il triplo, son comunque valsi la briga di sopportare la mia inettitudine.
(e tutto quel che a volte ne consegue)
on air: Dany Binia - Lazy afternoon & Lou Reed - Perfect Day
Clima tendenzialmente sereno/variabile.
un blocco perturbante proveniente da oltre manica potrebbe causare l'aumento della possibilità media di rovesci temporaleschi con conseguente locale rinforzo del vento e del locale moto ondoso.
in transito temporaneo un fronte di aria calda dal nord est. mossi o poco mossi gli altri mari.
mancanza di punti di riferimento, si dice. e tentativo di riappropriazione degli stessi.
L'effetto più immediato del disadattamento è una iperproduzione di acidi gastrici: prima acidità di stomaco, poi senso di nausea e infine vomito, lo "Zenit" della curva del mal di mare, cui di norma fa seguito un periodo di relativo miglioramento.
o almeno, lo si spera.
E' necessario prevenire tali sintomi con una alimentazione che abbassi il tasso di acidità nello stomaco; ad esempio, è consigliato il pesce.
Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì. E' bella una tale certezza ma l'incertezza è più bella. Non conoscendosi prima, credono che non sia mai successo nulla fra loro. Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro se non ricordano -una volta un faccia a faccia forse in una porta girevole? uno "scusi" nella ressa? un "ha sbagliato numero" nella cornetta? - ma conosco la risposta. No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio il caso stava giocando con loro. Non ancora del tutto pronto a mutarsi per loro in destino, li avvicinava, li allontanava, gli tagliava la strada e soffocando un risolino si scansava con un salto.Vi furono segni, segnali, che importa se indecifrabili. Forse tre anni fa o il martedì scorso una fogliolina volò via da una spalla all'altra? Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla tra i cespugli dell'infanzia? Vi furono maniglie e campanelli in cui anzitempo un tocco si posava sopra un tocco. Valigie accostate nel deposito bagagli. Una notte, forse, lo stesso sogno, subito confuso al risveglio.Ogni inizio infatti è solo un seguito e il libro degli eventi è sempre aperto a metà.
Wislawa Szymborska, Amore a prima vista.
"Tua figlia sia maledetta, Lady Maere, che ella non possa mai guardare il mondo dalla sua finestra e che non possa mai uscire dalla rocca o il prezzo sarà una morte atroce. Io Morgana Pendragon, figlia di Ygrajne, la maledico ora nel tuo grembo affinché la vita che porto nel mio, ne sia pegno. Nulla potrà spezzare questa maledizione e per il nome di tua figlia io ti proibisco di parlare con chiunque di quanto hai sentito oggi e gli dei mi siano testimoni."
Lady Shalott è stanca di ombre; non le danno più gioia, e il bagliore di un elmo non nasconde quella luce più forte, di uno sguardo che cambia un destino.
"But Lancelot mused a little space
He said, "She has a lovely face;
God in his mercy lend her grace
The Lady of Shalott."
"The lady of shalott", Alfred Tennyson
“ Forse è che non mi ami”.
“Ti amo”.
“Come lo sai?”
“Non lo so. Lo sento. Me ne accorgo”.
“Come puoi essere sicuro che quello che senti è che mi ami e non un’altra cosa?”
“Ti amo perché sei diversa da tutte le donne che ho conosciuto in vita mia. Ti amo come non ho mai amato nessuno, e come non potrò mai amare nessun altro. Ti amo più di me stesso. Per te darei la vita, mi farei scorticare vivo, lascerei che giocassero con i miei occhi come fossero biglie. Che mi gettassero in un mare di acido muriatico. Ti amo. Amo ogni piega del tuo corpo. Mi basta guardarti negli occhi per essere felice. Mi vedo nelle tue pupille, piccolo piccolo”.
Lei scuote la testa inquieta.
“Dici davvero? Oh, Raul, se sapessi che mi ami davvero, che posso crederti, che non inganni te stesso e, quindi, me... Davvero mi ami?”
“Sì. Ti amo come mai nessuno è stato capace di amare.Ti amerei anche se mi respingessi, anche se non volessi neppure vedermi. Ti amerei in silenzio, di nascosto. Ti aspetterei fuori dal lavoro solo per vederti da lontano. Come puoi dubitare che ti ami?”
“Come posso non dubitarne? Che prova ho, reale, che mi ami? Dici che mi ami, sì. Ma sono parole, e le parole sono convenzioni. Io so di amarti tanto. Ma come posso avere la certezza che anche tu mi ami?”
“Guardandomi negli occhi. Non stai leggendo che ti amo davvero? Credi che potrebbero ingannarti? Mi deludi”.
“Ti deludo? Mi devi amare proprio poco se basta un nonnulla per deluderti. E mi chiedi ancora perché dubito del tuo amore?”
L’uomo la guarda negli occhi e le prende le mani.
“Ti amo. Mi senti bene? Ti a-mo”.
“Oh, ‘ti amo’, ‘ti amo’,... E’ molto facile dire ‘ti amo’”.
“Cosa vuoi che faccia? Che mi ammazzi per dimostrartelo?”
“Non essere melodrammatico. non mi piace affatto, questo tono. Perdi subito la pazienza. Se mi amassi davvero non la perderesti tanto facilmente”.
“Io non perdo niente. Ti chiedo solo una cosa: che cosa ti dimostrerebbe che ti amo?”
“Non sono io che lo devo dire. Deve venire da te. Le cose non sono facili come sembra”.
Fa una pausa. Contempla Raul e sospira, rassegnata. “Forse sì che dovrei crederti”.
“Certo che devi credermi!”
“Ma perché? Chi mi assicura che non m’inganni o addirittura che tu stesso non lo creda, che mi ami, e quindi me lo dica, anche se in fondo in fondo, senza che tu lo sappia, non mi ami davvero? Può benissimo darsi che ti sbagli. Non credo che tu sia in malafede. Credo che quando mi dici che mi ami è perché ci credi. Ma, e se sbagli? E se quello che senti per me non è amore, bensì affetto, o qualcosa del genere? Come fai a saperlo, che è davvero amore?”
“Mi frastorni”.
“Scusami”.
“So solo che ti amo e tu mi rintroni di domande. Mi secchi”.
“Forse è che non mi ami”.
Quim Monzò, Il perché di tutto sommato
alle volte, a certe situazioni, per trascendere, manca solo proprio un quid...
Seduta nullafacendo succhiando/aspirando frappè (l'aspirazione è come la droga, inizi e non riesci a smettere finchè dalla cannuccia viene su qualcosa); alle mie spalle lontano millemila miglia nel tempo e nello spazio due ragazzini si baciano. e lo fanno come solo due quindicenni possono volerlo fare.
-Che noia i baci alla fine.
-Vero. ... cioè, non che non sia bello, per carità. però.
-Ma si, solo a quell'età possono esserlo. poi dopo ti annoi. sono fini a se stessi
-Vero? almeno il sesso è funzionale. ha uno scopo, piacevole per giunta, alla fine sei lì, dici, bene. facciamolo.
- Ma si dopo un pò che la baci a fare una persona..?.. cosa non devi provare per baciare una persona? solo solo baciare? uno sproposito di emozione. altrimenti, che noia...
-Oddio diciamoglielo prima che sia troppo tardi diciamogli della noia e dei baci e del sesso e di tutte quelle cose là, diciamoglielo prima che sia troppo tardi...
Mi volto. E' troppo tardi. I ragazzini sono svaniti. millemila miglia lontani nel tempo e nello spazio.
un regalo, due piazze, tre telefonate e quattro vie dopo, sono seduta su una panchina nullafacendo. sto ridendo come mio solito, senza rumore. comprimo la risata nel diaframma e sussulto come un terremoto, finisco persino con il dimenticare di respirare, e rido cosi tanto che mi spuntano le lacrime, anche se è solo un tracimare di tristezza in eccesso e col riso c'entra poco. intanto ci si guarda intorno.
-Guarda Zilvia... due come noi.
io guardo le due ragazzine. avranno la metà dei nostri anni. guardo noi, riguardo loro. guardo lei. guardo me.
- Beh. Quella che diventerà me temo le toccherà ingrassare di brutto.
ma tu ci credi alla storia delle stelle cadenti? ai desideri, ci credi?
mah. io ho la mia personale teoria.
cioè?...
... credo solo a quelli che si avverano.
(e desiderare sempre con molta molta cautela... la cosa peggiore che possono fare certi desideri è avverarsi.)
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
(Pascoli, G.)
La terra. questo puntino sotto l'interrogativo.
(Lec, S.)
come un vestito
che vorresti fortemente
ma non è mai la tua taglia.
lo comprerà qualcun'altra.
divento un corollario di una legge se ammetto che guardando camera mia e stabilendo che vivevo in un FINTO ORDINE, tentando di porvi rimedio, ho creato un VERO DISORDINE?
Entropie, deriva dal greco εν, "dentro", e da τρoπή, "cambiamento"...
sono le 4 e un quarto. del mattino. mi sto guardando sconsolata nello specchio di questa discoteca la cui fauna ha un'età media (non è iperbole, lo giuro) inferiore alla metà dei miei anni. sto ballando ininterrottamente da mezzanotte. sono sudata. spettinata. ho ingurgitato un paio di cuba e una red bull.
nonostante tutto la soddisfazione si impossessa di me. mi guardo, guardo la mia amica che si sta sistemando i capelli, vicino ad una bionda che si sistema i capelli anche lei. noto che il bagno è pieno di donne che si sistemano i capelli.
Pensieri di carta: Mah, ti dirò, Aurora. per l'ora che è e lo stato in cui sono, non pare che sia né più né meno come quando sono entrata?
(la bionda algida al nostro fianco morsica la molletta che ha in bocca guardandoci di sottecchi)
Pensieri di carta: Cioè, ora non so se questa cosa sia un bene, perchè vuol dire che riesco a mantenere una parvenza formale di integrità...
(la bionda algida al nostro fianco rimorsica la molletta che ha in bocca cercando di non ridere guardandoci ormai palesemente)
Pensieri di carta: ...oppure se è semplicemente che ho costantemente l'espressione di una che pare appena uscita dalla discoteca...
(la bionda algida al nostro fianco ormai inghiotte la molletta e ride senza ritegno).
questo per dire che gli uomini me lo dicono spesso che li faccio ridere, ma è la prima volta che lo fa pure una donna...
il suono di un vecchio telefono a muro di una volta di quelli a ghiera, alle undici del mattino.
è già cosa fastidiosa di per sé.
MA
lo è ancora di più se sei andata a dormire (così tardi? così presto?) che mentre nel finto buio di camera tua il rumore che senti è quello delle molle del tuo giaciglio che cigolano adattandosi al tuo corpo, dal mondo esterno ti giungono attutti gli sbatacchiamenti delle altrui tapparelle che vengono alzate per far iniziare la giornata.
MA
è normale che un ex scriva una mail giusto per rendermi edotta del fatto che è riuscito ad ottenere lo stratosferico punteggio di 5871 punti
???
Signore/a/i che oltre le mura di casa mia in una zona geograficamente non ben localizzabile ma intuibilmente vicina ad una delle mie finestre aperte per il caldo, state ascoltando qualcosa in televisione di non ben decifrabile, per cortesia
O abbassate il volume del vostro schifo di televisore che è altamente disturbante nel suo biascichio sconnesso
O alzate decisamente il volume così potrò capire quello che sento decifrando il sopracitato biascichio sconnesso
Grazie mille, vostra riconoscente Pensieridicarta...
non ci pensavo più da tempo. però leggendo questo, mi son tornati in mente. gli acquari. Chinaski dice: non saprei prendere posizione rispetto a una frase come “questo segno protegge le caviglie”.
e te lo dico io, che è vero. perchè ci sono acquari ai quali ci si vorrebbe spezzare gambe e collo e corna, ma è azione sopra le proprie capacità ed attitudini o ci si vorrebbe spezzare il cuore, se solo si sapesse capire se l'hanno. ecco, le caviglie sarebbero il bersaglio più semplice, sono più alla portata, diciamo.
MA
il segno protegge...