
lo so perchè ad una certa età le persone vanno a vivere da sole.
certo l'indipendenza e la ricerca di autonomia e il voler dimostrare cosa si vale chi si è e patapim e patapam il poter fare quello che si vuole quando si vuole costruire qualcosa un progetto di vita e queste belle cose qua e quelle altre belle cose là.
di sicuro uno va a vivere da solo perchè almeno, tornando a casa la sera trovando tutto buio nonostante non sia poi così tardi eh, e avendo una comunione con l'universo particolarmente intensa, dovuta con ogni probabilità a quella crema al caffè limone e cannella o a quella langa che gira e rigira sullo stomaco, tutta, alta bassa e persino astigiana a giudicare dalle contrazioni, ebbene decidendo in virtù di tale comunione chimicamente indotta di no, non accendere la luce per non svegliare nessuno,e proseguire scarpe in mano fino alla propria stanza.
vivendo da solo, uno già avrebbe acceso la luce, non avendo per l'appunto nessuno da svegliare, e accendendo la luce non avendo nessuno da svegliare si sarebbe reso conto di una lampante realtà, che al buio, per non svegliare nessuno rimane altrimenti una latente opprtunità, una spada di damocle incombente.
ovvero, vivendo da solo e accendendo al luce non avendo nessuno da svegliare,ci si sarebbe resi conto che la porta della propria stanza da letto era stata chiusa da qualcuno, cosa questa che vivendo da soli per altro a monte giammai sarebbe potuta accadere...
E DI SICURO NON CI SI SAREBBE ANDATI A SBATTERE DENTRO A CUOR LEGGERO, SVEGLIANDO, PER L'APPUNTO, TUTTI.
Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cucuzzoli scuri delle montagne. Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all'opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia.
scappate. lontano. questo è il bosco delle streghe... fuggite finchè siete in tempo.... oscure presenze... ombre demoniache... veloci... scappate lontano... o unitevi a noi...
ora, avrò ripetuto queste sciocchezze centinaia di volte per ore a ripetizione, ieri sera, nascosta dietro una tenda di iuta, con l'intonazione più stregonesca che avevo e potevo. con i sussurri più gracchianti che mi riuscivano. con in mente, per diana, Gollum. Grosso, grosso smacco per me, ferita nel più profondo di me stessa, quando a metà serata i miei (speravo/credevo) spaventosi sussurri vengono apostrofati dal direttore artistico con un " E ALLORA?! LA SMETTIAMO DI GIOCARE AL TELEFONO EROTICO QUI???"
e poi non è più epoca da masche questa qui...
Masca: ahhhhhhh ahhhhhh scappate scappate... o le masche vi porteranno all'inferno......
Signora passante: oh, signorina.... non si preoccupi troppo... ci sono già, all'inferno.
INOLTRE per la serie date da bere agli assetati; gentilezza donne VS cordialità uomini:
donne perdono clamorosamente con offerta di un forse bicchiere di acqua contro due bicchieri di vino, due bicchieri di limonata, due bottiglie di acqua e tre fette di anguria.
e comunque grazie per la serata a Fabio leperedellapero, a Patty eh ma se non fai la prostituta tu non la faccio neppure io, a Matteo solo perchè è tanto tanto carinello, al Barbero non ti fidi del mio occhio? a Paola tu non osi abbastanza, ai ragazzi della limonata e a Riccardo "ma che razza di amico è se non conosci neppure il nome della moglie?" Palma.
E tu - Claudio Baglioni e adesso non ci sei che tu soltanto tu e sempre tu che stai scoppiando dentro il cuore mio ed io che cosa mai farei se adesso non ci fossi tu ad inventare questo amore.
Innamorata - I cugini di campagna Quando ti vergognavi di quel nostro incontro coprivi con le mani il corpo, sottile come un giunco Innamorata.. e se tremavi, ti scaldavo piano, i piedi con la mano...
Più ci penso - Gianni Bella La mia anima e' in un labirinto dove ho spento il fuoco con le mani ma come vuoi che io ti dica rimani se ti sfioro eppure siamo lontani... Più ci penso e più mi viene voglia di lei anche se nella mia mente più bella tu sei.
Nessuno mai - Marcella Non c'è nessuno mai ed io così da sola cammino Spiccando goffi voli verso amici soli e tempo perso è il mio destino ... Io tra la folla un burattino o con i fili ingarbugliati dal destino
Piccola e fragile - Drupi Cosi piccola accanto a me e fragile o no ma in fondo sei molto più forte di me
Bugiardi noi - Umberto Balsamo Donna come solo tu lo sai di essere Preda degli errori tuoi, non puoi piu' vivere hai paura anche con me, di poter perdere io che ho fatto tutto ormai, per farmi credere
Soleado -Daniel Santacruz ensemble
Jenny -Gli alunni del sole Jenny sembrava felice di correre lungo il mare di andare tornare, giocare di farsi perdonare, io le baciavo le ciglia che meraviglia felici eravamo felici ma l'estate finiva e dovevo lasciarla.
Bella senz'anima -Riccardo Cocciante E adesso so chi sei e non ci soffro più, e se verrai di là te lo dimostrerò, e questa volta tu te lo ricorderai.
Come un Pierrot - Patty Pravo Come un Pierrot certi giorni mi vedo la faccia imbiancata ma certo farina non è Come un Pierrot ho lo sguardo indifeso di chi senza amore si perde lo sai Cpme un Pierrot io mi posso provare di nuovo a farti sorridere amore se vuoi Come un Pierrot se sei tu che lo chiedi io salto io danzo mi muovo soltanto per te
E questa, sarebbe la colonna sonora della settimana in cui sono venuta alla luce. io non ci avrei manco mai pensato, se non fossi per caso finita qui. E' divertente. voi siete nati almeno in una settimana fortunata? musicalmente parlando. perchè la mia è chiaro che. beh. cribbio.
e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano...
Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai....Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.
Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anzi felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente.
Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera.
E' tempo. Tempo che passa. E basta...
Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi.
...perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte..
A.B. Oceano mare
“Ci sono più cose fra cielo e terra, Orazio, che in quel che racconta la tua filosofia”
W. Shakespeare, Amleto
non sarà mai più lunedì...
nella gola, ho tutte le parole ferme lì da secoli che non dico. Fame di cose dolci. certo. peccato di omissione, soprattutto. ma astenersi no, mai.
Ira vorrei averne di più, rabbia almeno da far uscire lo stagnante. ma non ne son capace. non ne son capace. Pazienza. a volte troppa. non compensano le due però, e mi manca la divina capacità di propendere al perdono.
Accidia ecco, forse si, non per altro, dico, non percheè lo sia sul serio, ma perchè son troppo poco diligente.
Orgoglio è contare troppo sulle proprie capacità, e chi mi conosce lo sa, non credo manco di averle delle capacità, ma poi si incontrasempre che pensa che tu parli ostentando una falsa modestia, quindi, è risposta che lascia il tempo che trova. andate sulla fiducia.
Avidità, quella sì, ci provo. poi anche qui alle volte, me ne dimentico. però avida si, ma non di soldi. avida di tutto. ecco il problema.
Invidia non saprei alle volte forse si. piccoli brevi istanti in cui vorrei essere qualcun altro. altre possibilità altre certezze altre vite. poi però passa. solo alcuni casi fanno eccezione.
Lussuria. non so. se dico no, apriti cielo. se dico si. apriti cielo. in certi casi, c'è poco da dire. in tutti i sensi.
Ti dicevo, io mai avuto paghette. Mia nonna, alle volte, mi allungava un 10.000 lire. Io andavo in libreria e compravo il libro che costava di meno.
E' così che è entrato a casa mia. Avevo pochi soldi e meno anni.
Eduard - so nennen wir einen reichen Baron im besten Mannesalter - Eduard hatte in seiner Baumschule die schönste Stunde eines Aprilnachmittags zugebracht, um frisch erhaltene Pfropfreiser auf junge Stämme zu bringen.
Die Wahlverwandtschaften
Ti dicevo, questo rimane stranamente una curiosa coincidenza, nevvero? ma mi scordo di dirti sempre un qualcosa alla fine. Qualche anno dopo. Sono le superiori. Ne arriva un altro.
"Il tempo umano non ruota in cerchio, ma avanza veloce in linea retta. E' per questo che l'uomo non può essere felice, perchè la felicità è desiderio di ripetizione."
Avevamo meno della metà dei nostri anni attuali. Ora mi domando. Abbiamo abbastanza anni per renderci conto di quello che abbiamo letto? Siamo abbastanza disincantate, serene, sagge, per riderci su senza pensarci troppo, e non vederci l'ultima follia di una Pizia morente? oppure per farlo e comunque riderci su? siamo cresciute o stiamo solo invecchiando?
«"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta.»
Brescia.
le arrivi addosso di mattina.
dal basso.
Brescia linea dritta e collina.
aria di lago.
Brescia pietra e mattoni.
Brescia, case vecchie. colori nuovi. profumi.
Brescia che sa di 1/3 di aperol, 1/3 di vino bianco, 1/3 di seltz servito nel tumbler con 2 cubetti di ghiaccio ed una fetta d'arancia e piadine col tonno e gelato.
Brescia azzurra di teatro di velluto e installazioni di legno per strada.
Brescia lontana, Brescia vicina.
più di quello che speri, meno di quello che sai.
Brescia nella sua voce, nei suoi occhi.
Bella, comunque.
Roma e Longobardi; Romanico e Barocco.
Silvia bella e carinilvia.
Silvie diverse, Silvie così uguali.
Silvie con molte cose in comune.
Almeno una per ogni lettera del proprio nome.
Brescia leoni di pietra e orologi dipinti.
Fontanelle a cui bere.
Racconti che vibrano da far venire la pelle d'oca, poco importa se in Piazza della Loggia,freddo non fa.
Brescia buco nella scarpa.
Brescia chincaglieria a pochi spicci, che poi quello io sono.
Brescia, che non so mica farlo il caffè, ma ci lascio dentro un sorriso, che non si sa mai.
Silvia, che regalo biscotti e libri.
Silvia, che regala serenità.
Asti. ci ritorni una sera,
Asti così piccola e carina.
così piccola
così ipocrita a volte.
Asti che ami nonostante tutto
Come tutto, del resto. Come tutti quelli che ami.
Asti che alle volte è un morso allo stomaco.
Asti che ha una eccezione. incantevole. da invecchiarci insieme a ripeterselo a vicenda.