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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

lunedì, 31 luglio 2006

vacca la miseria.

qualcuno è arrivato qui digitando vacca la miseria.

ne rimango comunque piacevolmente sorpresa.

ritrovo con piacere anche il maniaco di "bacco tabacco e venere riducono l'uomo in cenere" che prima cercava "cosa vuol dire" poi "disegnino" e ora " detto popolare". io rimango fissa sull'idea dell'ubriaco che finisce a letto con una e poi in preda all'ubriachezza si addormenta con la post sigaretta accesa dando fuoco a tutto. l'ho per caso già detto? boh. 

a chi ha invece cercato "misurare l'ampiezza del disastro" beh. amico. il disastro è un buco ampio e profondo e nero e incolmabile. fossi in te non starei a buttarci dentro monetine per sentire dove arriva il fondo. non ne vale la pena.

"macchie di profumo sugli abiti", non so perchè. mi fa venire in mente un tradimento. lui che torna a casa con un alone quasi passato una macchia sbiadita. un profumo versato chissà dove. un pomeriggio una pausa pranzo un cliente inventato. i pensieri di laurea... beh. continuiamo pure a pensarci...

i pensieri di sentimento, sull'amore, sull' inganno, sulle storie finite, sono in effetti piccole fitte al cuore.

camminare mattonelle cervello beh. benvenuto, benvenuto in pensieri di carta, dove puoi camminare a lungo, anche se non pensavo che il cervello fosse lastricato di mattonelle... quantunque, le mattonelle faccian sempre comodo...e spiegherebbero anche certi pesantori.

mi domando se ci sia attinenza fra chi cerca la differenza fra speranza ed illusioni e chi cerca il significato di sopperire.

di sicuro facciamo sesso con scambio di coppia fa il pari con formicolio inguine... e poi quante calorie ho bisogno per fare sesso? ma perchè. pensa a quante ne bruci, no?

tanto con poco invece è molto, molto , molto criptico.

ma nno mi dispiace, come immagine finale.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 22:16 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
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sabato, 29 luglio 2006

illuminazione interiore

lo so perchè ad una certa età le persone vanno a vivere da sole.

certo l'indipendenza e la ricerca di autonomia e il voler dimostrare cosa si vale chi si è e patapim e patapam il poter fare quello che si vuole quando si vuole costruire qualcosa un progetto di vita e queste belle cose qua e quelle altre belle cose là.

di sicuro uno va a vivere da solo perchè almeno, tornando a casa la sera trovando tutto buio nonostante non sia poi così tardi eh, e avendo una comunione con l'universo particolarmente intensa, dovuta con ogni probabilità a quella crema al caffè limone e cannella o a quella langa che gira e rigira sullo stomaco, tutta, alta bassa e persino astigiana a giudicare dalle contrazioni, ebbene decidendo in virtù di tale comunione chimicamente indotta di no, non accendere la luce per non svegliare nessuno,e proseguire scarpe in mano fino alla propria stanza.

vivendo da solo, uno già avrebbe acceso la luce, non avendo per l'appunto nessuno da svegliare, e accendendo la luce non avendo nessuno da svegliare si sarebbe reso conto di una lampante realtà, che al buio, per non svegliare nessuno rimane altrimenti una latente opprtunità, una spada di damocle incombente.

ovvero, vivendo da solo e accendendo al luce non avendo nessuno da svegliare,ci si sarebbe resi conto che la porta della propria stanza da letto era stata chiusa da qualcuno, cosa questa che vivendo da soli per altro a monte giammai sarebbe potuta accadere...


E DI SICURO NON CI SI SAREBBE ANDATI A SBATTERE DENTRO A CUOR LEGGERO, SVEGLIANDO, PER L'APPUNTO, TUTTI.


 

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:50 | link |in line commenti (21) pop up commenti (21)
categorie: pensieri spettinati
venerdì, 28 luglio 2006

Paper-Thoughts' Wedding Reflections III

all'esselunga mi sento come alice nel paese delle meraviglie.

ora però, datemi retta. se vi capita, non comprate le due confezioni di Kellog's cereali (peraltro per vostro padre, manco per voi) in offerta con il top in omaggio. appena lo infilerete addosso, avrete come una sorta di illuminazione zen di quanti cereali dovreste ingurgitare e SOLO cereali per riuscire ad entrarci dentro.

poi non so perchè, ma quando entro all'esselunga, penso al matrimonio.

tipo che il Paper-Thoughts' Wedding Reflections odierno è stato: non puoi trovare marito se qui dentro la cosa che più solletica la tua libido sono il set di cacciaviti di precisione (acquistati senza sentire ragione) e il seghetto da traforo (madre ha trascinato via Si da scaffalatura prima che potesse articolare ulteriormente il suo vago desiderio e concretizzarlo).

mi si prospetta un breve periodo di solitudine casalinga in assenza di questi fastidiosi genitori, che non capisco proprio; hanno un'età. cosa aspettano ad andarsene di casa?

comunque, evitando accuratamente di seguirli nella consueta trasferta estiva, barattando volentierissimamente calura cementizia cittadina e lavoro ad oltranza (che tengo) con la frescura frascheggiante delle colline del monferrato condite da una massiccia dose di isteria da riunione familiare (non si può umanamente pretendere di unire una nonna una zia uno zio una madre un padre una gatta e due cani e altre bestie assortite nella speranza che la psiche umana possa reggere per più di cinque minuti, figuriamoci per qualche settimana).

preferisco rimanere qua, blandita dalle suadenti e vagheggianti sirene delle buste di cibi surgelati, di riso precotto, persino di caffè espresso solubile, toh.



il momento più gustoso della mattinata è stato quello della scelta dell'acqua.

io sono in questo relativamente pragmatica, diciamo. voglio dell'acqua minerale, naturale. al massimo, posso spingermi a guardare il residuo fisso ( retaggio atavico questo del controllo del residuo fisso...).

ma passare circa dieci minuti di orologio a cercare il motivo per cui l'acqua sant'anna ha una confezione a bottiglia quadrata con tappo blu e una a tappo bianco, beh, va oltre ogni limite di umana comprensione. e dire che è mia madre, quella che prende una confezione a tappo bianco la mette vicina d una a tappo blu poi ne prende due a tappo bianco poi due a tappo blu, poi chiede al povero maurizio (è l'omino che scarica bevande) qual'è la differenza, e lui ovviamente offre l'unica risposta preventivabile da una persona di buonsenso, ovvero : "nessuna, signora" ed ovviamente mia madre da perfetta cliente da manuale nero del perfetto commesso afflitto, non ci ha creduto.

dea del compromesso, di cui non conosco il nome, soccorrici tu.

e vada per una confezione tappo bianco ed una confezione tappo blu.

fosse sempre così semplice.

fosse sempre così semplice.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:53 | link |in line commenti (12) pop up commenti (12)
categorie: pensieri spettinati, paperthoughtsweddingreflections
martedì, 25 luglio 2006

Piccolo mondo antico, un incipit.



Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cucuzzoli scuri delle montagne. Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all'opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:38 | link |in line commenti (1) pop up commenti (1)
categorie: pensieri di carta
lunedì, 24 luglio 2006

neuroneggiamenti

M: brava, mi compligratulo. ma almeno hai imparato dai tuoi errori?

Pensieri di carta : certo che si. soprattutto...

M: vedi, bene

Pensieri di carta: a come ripeterli con una certa grazia
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:43 | link |in line commenti (14) pop up commenti (14)
categorie: piccolo mondo blog, pensieri spettinati
domenica, 23 luglio 2006

metti una sera alternativa...

scappate. lontano. questo è il bosco delle streghe... fuggite finchè siete in tempo.... oscure presenze... ombre demoniache... veloci... scappate lontano... o unitevi a noi...


ora, avrò ripetuto queste sciocchezze centinaia di volte per ore a ripetizione, ieri sera, nascosta dietro una tenda di iuta, con l'intonazione più stregonesca che avevo e potevo. con i sussurri più gracchianti che mi riuscivano. con in mente, per diana, Gollum. Grosso, grosso smacco per me, ferita nel più profondo di me stessa, quando a metà serata i miei (speravo/credevo) spaventosi sussurri vengono apostrofati dal direttore artistico con un " E ALLORA?! LA SMETTIAMO DI GIOCARE AL TELEFONO EROTICO QUI???"


e poi non è più epoca da masche questa qui...


Masca: ahhhhhhh ahhhhhh scappate scappate... o le masche vi porteranno all'inferno......


Signora passante: oh, signorina.... non si preoccupi troppo... ci sono già, all'inferno.


INOLTRE per la serie date da bere agli assetati; gentilezza donne VS cordialità uomini:


donne perdono clamorosamente con offerta di un forse bicchiere di acqua contro due bicchieri di vino, due bicchieri di limonata, due bottiglie di acqua e tre fette di anguria.


e comunque grazie per la serata a Fabio leperedellapero, a Patty eh ma se non fai la prostituta tu non la faccio neppure io, a Matteo solo perchè è tanto tanto carinello, al Barbero non ti fidi del mio occhio? a Paola tu non osi abbastanza, ai ragazzi della limonata e a Riccardo "ma che razza di amico è se non conosci neppure il nome della moglie?" Palma.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:22 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
categorie: teatro
giovedì, 20 luglio 2006

E tu - Claudio Baglioni e adesso non ci sei che tu soltanto tu e sempre tu che stai scoppiando dentro il cuore mio ed io che cosa mai farei se adesso non ci fossi tu ad inventare questo amore.


Innamorata - I cugini di campagna Quando ti vergognavi di quel nostro incontro coprivi con le mani il corpo, sottile come un giunco Innamorata.. e se tremavi, ti scaldavo piano, i piedi con la mano...  


Più ci penso - Gianni Bella La mia anima e' in un labirinto dove ho spento il fuoco con le mani ma come vuoi che io ti dica rimani se ti sfioro eppure siamo lontani... Più ci penso e più mi viene voglia di lei anche se nella mia mente più bella tu sei.


Nessuno mai - Marcella Non c'è nessuno mai ed io così da sola cammino Spiccando goffi voli verso amici soli e tempo perso è il mio destino ... Io tra la folla un burattino o con i fili ingarbugliati dal destino


Piccola e fragile - Drupi Cosi piccola accanto a me e fragile o no ma in fondo sei molto più forte di me


Bugiardi noi - Umberto Balsamo Donna come solo tu lo sai di essere Preda degli errori tuoi, non puoi piu' vivere hai paura anche con me, di poter perdere io che ho fatto tutto ormai, per farmi credere


Soleado -Daniel Santacruz ensemble


Jenny -Gli alunni del sole Jenny sembrava felice di correre lungo il mare di andare tornare, giocare di farsi perdonare, io le baciavo le ciglia che meraviglia felici eravamo felici ma l'estate finiva e dovevo lasciarla.


Bella senz'anima -Riccardo Cocciante E adesso so chi sei e non ci soffro più, e se verrai di là te lo dimostrerò, e questa volta tu te lo ricorderai.


Come un Pierrot - Patty Pravo Come un Pierrot certi giorni mi vedo la faccia imbiancata ma certo farina non è Come un Pierrot ho lo sguardo indifeso di chi senza amore si perde lo sai Cpme un Pierrot io mi posso provare di nuovo a farti sorridere amore se vuoi Come un Pierrot se sei tu che lo chiedi io salto io danzo mi muovo soltanto per te


E questa, sarebbe la colonna sonora della settimana in cui sono venuta alla luce. io non ci avrei manco mai pensato, se non fossi per caso finita qui. E' divertente. voi siete nati almeno in una settimana fortunata? musicalmente parlando. perchè la mia è chiaro che. beh. cribbio.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:15 | link |in line commenti (33) pop up commenti (33)
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Paper-Thoughts' Wedding Reflections II

frequentare la zona frutta-verdura e surgelati dell'Esselunga, con maglietta aderente.

senza reggiseno.

può incrementare esponenzialmente l'interesse.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:04 | link |in line commenti (10) pop up commenti (10)
categorie: pensieri spettinati, paperthoughtsweddingreflections
martedì, 18 luglio 2006

Oceano Mare

e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano...


Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.


Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera.



Tu stai con loro, e ti salverai....Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.


Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anzi felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente.


Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.



Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera.



E' tempo. Tempo che passa. E basta...


Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi.




...perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte..




A.B. Oceano mare

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:27 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
categorie: pensieri di carta

 Paper-Thoughts' Wedding Reflections

Madre: ecco, lui si che è un uomo da sposare



P.d.C. : madre, non direi. non sono propriamente alla sua altezza.



Madre: oh, non dire così, mi pare che culturalmente e moralmente tu...



P.d.C.: No, madre, dico economicamente. non sono io che devo rendere conto, ma la mia dichiarazione dei redditi...



Madre: che non hai



P.d.C.: APPUNTO...
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terre di mezzo.

prendi l'alba. quel momento in cui il cielo biancheggia. prima è notte, dopo è giorno. ma per un periodo indefinibile è tutto diverso. luci e ombre. l'aria fresca di queste mattine d'estate.
prendi il tramonto. quel momento in cui il cielo è azzurro e le nuvole diventano rosa e il vento in quota, che nella calura a livello asfalto pare un miraggio, le spinge via. Ma può un pò d'aria, cancellare tutto quel rosa? prima è giorno e poi mentre guardi diventa notte.
alba e tramonto. i momenti in cui vedi accadere le cose. le vedi iniziare e finire.
e tutto il resto, o è giorno, o è notte.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 10:15 | link |in line commenti (1) pop up commenti (1)
categorie: pensieri spettinati
lunedì, 17 luglio 2006

lunae dies

“Ci sono più cose fra cielo e terra, Orazio, che in quel che racconta la tua filosofia”


W. Shakespeare, Amleto


non sarà mai più lunedì...

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sabato, 15 luglio 2006

franzferdinand, torneo Traffic tre maghi Torino Free Festival

alla partenza sono lucida come può esserlo una Silvia, nella fattispecie IO, alla partenza per questa cosa che non so di preciso cosa sia.
ma sono anche solo le otto e mezza della sera.
quando arrivo sono ancora lucida quel tanto che basta per rendermi conto che no, purtroppo, nessuna Fleur Delacour e nessun abito di seta svolazzante alla Beauxbatons.
poi inizia.
e io per dire, manco sto lì più di tanto a chiedermi cosa diamine ci faccio lì.
ci sto.
poi passa il tempo intanto.
pasa passa passa
è verso mezzanotte e mezza che qualcosa organicamente si frantuma nella chimica del mio organismo.
e decido che si. da grande avrò due figli e li chiamero entrambi franzferdinand. e li vestirò tutti e due con quelle magliette a righe solo che le loro saranno nuove e non sembreranno usate vintage e non parranno pigiami. no. e poi se la vedano loro, a farsi distinguere nlel mondo. che le colpe della madre ricadano sui figli. si. che pure io sempre in mezzo a silvie silvie silvie e mai quella giusta io.
poi disgraziatamente un animaletto mi casca nella maglietta. e il mio pensiero si perde A) nel cercare di spiegare che è più insetto che mammifero, ma che avrei forse preferito un mammifero B) a cercare di mandare via quella roba urenda.
poi il mio pensiero si perde nel pensare che si, ad un concerto è meglio andare con un fidanzato, perchè se la fidanzata sviene, lui può sempre farla accasciare nelle braccia della fidanzata di un altro fidanzato che può alzarle le gambe. cioè in queste cose se quei quattro non erano fidanzati, come facevano? mancavano le giuste simmetrie.
Quando tutto finisce perdo mezz'ora ad affascinarmi per quelle bottiglie di birra nella bottiglia di plastica.
E poi incomincio a seccarmi del fatto che ok, manco le carrozze che oscillano ci stanno. però. e manco un Victor Krum a casaccio eh. sono proprio una Hufflepuff, ecco cosa sono. Anzi, penso a dire il vero che io e Marianna siamo puffetta. io prima, lei dopo. ecco. si.
poi cercando la macchina so di aver detto qualcosa che suonava tipo: chi lascia la via nuova per quella vecchia, alla fine non trova la macchina e perde pure quella. eh? boh!
verso l'una passata abbondantemente ero in comunione totale non tanto con il cosmo e l'universo, ma quantomeno con la macchina di Enrico.
verso le due, domandavo a tutti i presenti in macchina se a loro capitasse mai tipo me in quel momento, di avere il cellulare in mano e capire che è fermo immobile manca poco quasi spento, e nonostante tutto pensare che ti stia vibrando nello zainetto.
verso le due e poco più a venticinque chilometri da casa, trovo inaspettatamente necessario cercare le chiavi di casa.
>poi arrivo a casa e tutto il resto, è letto.

la questione, temo, è che devo essere estremamente sensibile ai vizi altrui.
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giovedì, 13 luglio 2006

16 e 15. Parigi. Gare du Nord.
probabilmente piove.

aspettava in piedi appoggiato al muro bianco del ristorante di fronte, i capelli bagnati, due mazzi di rose, rosse, ad ingentilire l'evento

_strana 'sta vita eh
_strana mi pare un termine equo. si.
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mercoledì, 12 luglio 2006

sette vizi capitali

nella gola, ho tutte le parole ferme lì da secoli che non dico. Fame di cose dolci. certo. peccato di omissione, soprattutto. ma astenersi no, mai.


Ira vorrei averne di più, rabbia almeno da far uscire lo stagnante. ma non ne son capace. non ne son capace. Pazienza. a volte troppa. non compensano le due però, e mi manca la divina capacità di propendere al perdono.


Accidia ecco, forse si, non per altro, dico, non percheè lo sia sul serio, ma perchè son troppo poco diligente.


Orgoglio è contare troppo sulle proprie capacità, e chi mi conosce lo sa, non credo manco di averle delle capacità, ma poi si incontrasempre che pensa che tu parli ostentando una falsa modestia, quindi, è risposta che lascia il tempo che trova. andate sulla fiducia. 


Avidità, quella sì, ci provo. poi anche qui alle volte, me ne dimentico. però avida si, ma non di soldi. avida di tutto. ecco il problema.


Invidia non saprei alle volte forse si. piccoli brevi istanti in cui vorrei essere qualcun altro. altre possibilità altre certezze altre vite. poi però passa. solo alcuni casi fanno eccezione.


Lussuria. non so. se dico no, apriti cielo. se dico si. apriti cielo. in certi casi, c'è poco da dire. in tutti i sensi.


colpa sua.

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lunedì, 10 luglio 2006

ah, già. campioni del mondo...

Francia  - Italia


ad ognuno, il suo mondiale

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domenica, 09 luglio 2006

Blue shoes, o dello Scarpe diem*

impressionante.
al sabato pomeriggio avere tre paia di scarpe nuove e al sabato sera neppure un'occasione per uscire di casa.


I've been wearing my new shoes.
I've been wearing my blue shoes.


*Chiaraaa, era troppo bella per non citarla...



due anni esatti e punto a capo.
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venerdì, 07 luglio 2006

quell'insostenibile leggerezza dell'elettività. o dell'essere affini.

Ti dicevo, io mai avuto paghette. Mia nonna, alle volte, mi allungava un 10.000 lire. Io andavo in libreria e compravo il libro che costava di meno.


E' così che è entrato a casa mia.  Avevo pochi soldi e meno anni.




Eduard - so nennen wir einen reichen Baron im besten Mannesalter - Eduard hatte in seiner Baumschule die schönste Stunde eines Aprilnachmittags zugebracht, um frisch erhaltene Pfropfreiser auf junge Stämme zu bringen.
Die Wahlverwandtschaften




Ti dicevo, questo rimane stranamente una curiosa coincidenza, nevvero? ma mi scordo di dirti sempre un qualcosa alla fine. Qualche anno dopo. Sono le superiori. Ne arriva un altro.




"Il tempo umano non ruota in cerchio, ma avanza veloce in linea retta. E' per questo che l'uomo non può essere felice, perchè la felicità è desiderio di ripetizione."




Avevamo meno della metà dei nostri anni attuali. Ora mi domando. Abbiamo abbastanza anni per renderci conto di quello che abbiamo letto? Siamo abbastanza disincantate, serene, sagge, per riderci su senza pensarci troppo, e non vederci l'ultima follia di una Pizia morente? oppure per farlo e comunque riderci su? siamo cresciute o stiamo solo invecchiando?


«"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta.»


Die unendliche Geschichte

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giovedì, 06 luglio 2006

Brescia.
le arrivi addosso di mattina.
dal basso.
Brescia linea dritta e collina.
aria di lago.
Brescia pietra e mattoni.
Brescia, case vecchie. colori nuovi. profumi.
Brescia che sa di 1/3 di aperol, 1/3 di vino bianco, 1/3 di seltz servito nel tumbler con 2 cubetti di ghiaccio ed una fetta d'arancia e piadine col tonno e gelato.
Brescia azzurra di teatro di velluto e installazioni di legno per strada.
Brescia lontana, Brescia vicina.
più di quello che speri, meno di quello che sai.
Brescia nella sua voce, nei suoi occhi.
Bella, comunque.
Roma e Longobardi; Romanico e Barocco.
Silvia bella e carinilvia.
Silvie diverse, Silvie così uguali.
Silvie con molte cose in comune.
Almeno una per ogni lettera del proprio nome.
Brescia leoni di pietra e orologi dipinti.
Fontanelle a cui bere.
Racconti che vibrano da far venire la pelle d'oca, poco importa se in Piazza della Loggia,freddo non fa.
Brescia buco nella scarpa.
Brescia chincaglieria a pochi spicci, che poi quello io sono.
Brescia, che non so mica farlo il caffè, ma ci lascio dentro un sorriso, che non si sa mai.
Silvia, che regalo biscotti e libri.
Silvia, che regala serenità.




Asti. ci ritorni una sera,
Asti così piccola e carina.
così piccola
così ipocrita a volte.
Asti che ami nonostante tutto
Come tutto, del resto. Come tutti quelli che ami.




Asti che alle volte è un morso allo stomaco.
Asti che ha una eccezione. incantevole. da invecchiarci insieme a ripeterselo a vicenda.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 18:02 | link |in line commenti (6) pop up commenti (6)
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mercoledì, 05 luglio 2006

- che fai?
__ gli telefono e gli dico che ci stiamo spalmando di crema.
- ...
Senti, gli puoi dire che lui certe sensazioni non me le ha mai fatte sentire?
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:54 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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martedì, 04 luglio 2006

luci dal mare.

è iniziato con un dialogo sulle storie.
quelle che vivi, che chiuderesti in una bottiglia.
storie che viaggerebbero a tenuta stagna, fino ad arrivare casualmente a qualcuno.
si, ma a chi? al qualcuno giusto? al qualcuno a cui il messaggio volevi arrivasse? o a qualcuno a cui il messaggio doveva arrivare? non si è capito, dal discorso.
A lancia un messaggio, B lo riceve; il messaggio dice cercami, sono qui. B cerca e trova C. A ancora aspetta.


voglio comprarmi una storia. getto lo sguardo al catalogo Einaudi, ora rosso sangue, chè di rosso rimane un ricordo, mi sa.
pag. 7
i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere,
i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,
i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,
i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,
i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate,
i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,
i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica
E Non Chiaramente Giustificabile.
mi piace. cerco notizie in internet, più che altro cerco le parole per trascriverle e fare prima... e trovo questa pagina.
Mi piace la copertina. Una bottiglia, con dentro probabilmente delle storie. tanti incipit. tante possibilità. nessuna fine? è quel che mi servirebbe in questo momento.

vado in libreria. Scopro che compro un libro Mondadori attratta da una presentazione fatta su un catalogo Einaudi.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:48 | link |in line commenti (10) pop up commenti (10)
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lunedì, 03 luglio 2006

Violino.

pare sempre in bilico, sull'orlo della stonatura.
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sabato, 01 luglio 2006

Triste, solitario y final

Asti. esterno giorno.



Caldo. afoso. come se la pioggia non fosse mai esistita. come se il freddo fosse solo un pensiero remoto, un qualcosa di indeclinabile.




Ti sei mai fermato ad ascoltare
La pioggia quando cade
Non hai mai seguito la voce
Dentro una canzone
Fermati con me non andare via in fretta
Il tempo fugge svelto la musica è andata
Non ti sei mai chiesto chi muove
La luna e la marea
Non hai mai pensato che il mondo
In fondo può cambiare
Fermati con me non andare via in fretta
Il tempo fugge svelto la musica è andata
Spegni ora se vuoi, la musica è finita

Modena City Ramblers

Asti. esterno giorno.
cammino, ritorno. a passo di tango nelle orecchie

Descubrimos vos y yo
en el triste carnaval
una música brutal
melodías de dolor
Despertamos vos y yo
y en el lento divagar
una música brutal
encendió nuestra pasión
Dame tu calor
bébete mi amor

Una Musica Brutal

Buenos Aires; Parigi.

But I'm just a soul whose intentions are good
Oh Lord, please don't let me be misunderstood
Please don't let me be misunderstood.


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categorie: pensieri di carta

Visual Merchandising e marketing visivo

una buona vetrina inizia con una commessa al lavoro e prosegue in maniera direttamente proporzionale ai centimetri di perizoma che fuoriescono durante l'allestimento.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 09:00 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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