
ho dovuto perdere il sonno e l'appetito, farmi trovare alle otto del mattino a stirare camicette, oppure farmi sorprendere in cima alla scala a pulire i vetri che fuori è appena sorto il sole; pensavo sarebbe bastato sortire di casa un paio di volte in minigonna e tacco 12.
evidentemente, invece, per scongiurare il calore estivo, sarebbe semplicemnte bastato rimettersi seriamente a lavorare alla tesi...
detto, fatto...
Bianca se ne andò, ed Emma pianse un pochino, poi lasciò che il notturno sonno nero le cingesse gli occhi, si addormentò e dormendo sognò di piangere e si svegliò e pianse e poi ancora dormì e sognò di dover salvare un grosso canguro che aveva preso fuoco e perciò si svegliò, pianse un pò e alle quattro decise di mettersi il pigiama, ficcarsi a letto e dormire seriamente.
Ormai si era strutta così tanto che le sembrava di essere diventata concava...
Stefania Bertola, A neve ferma
on air YANN TIERSEN. Le fabouleux destin d'Amélie Poulain
nel letto occhi chiusi sbarrati
fuori è notte dentro pure
sotto le coperte respiro il caldo sopra ascolto il freddo
ho pensieri come sabbia incagliati nei meandri del cervello scivolerranno via come calcoli da frantumare ritrasformare in sabbia
ho pensieri che cadono con tonfi sordi nelle viscere
ho pensieri che pulsano sul fianco sinistro all'ombra del polmone fanno quasi male ma per stanotte glielo concedo.
poche parole che sono uscite lievi fra poltroncine di velluto rosso e sedili di auto
le troverà qualcun'altro al prossimo viaggio.
poltroncine di velluto rosso e una nuvola di incenso che vorresti tossire ma alla fine capisci che invece no,
lo devi inalare respirare accettare così è più facile.
che resistere non sempre è la soluzione migliore
lo spettacolo che sto guardando è come l'incenso
resistere non sempre è la soluzione migliore
e allora lo lasci entrare tutto
immagini e luci, voci musiche e corpi, parole e silenzi
finché non lo senti proprio dentro
nella pancia
nella gola
lo senti salire liquido fino agli occhi.
"chi tradisce è l'uomo ingenuo. non è peccato il tradimento, è un accidente. l'uomo tradisce perchè di tradire si sente. non perchè lo pensa".
Tu tradisci?
io non sono un uomo. e poi non sono abbastanza ingenua; lo sono forse, ma non nel modo giusto. mi piace giocare. e poi non sono abbastanza, in generale. di sicuro, penso troppo.
"la donna non ama, divora..."
Tu divori?
io assaggio. mi piace assaporare lentamente.
così il gusto dura di più,
se il sapore mi piace.
nel letto occhi chiusi sbarrati
fuori è quasi mattino dentro mica tanto
e io mi sveglio sullo stesso pensiero di poche ore fa.
io mica ci riesco a dormire.
eppure dovrei.
se dormo almeno sogno,
e se sogno (quello che)
non è colpa mia.
già oggi piove.
è mercoledì. è mezza primavera e io sto ingolfata nella lana perchè fa freddo, vacca miseria.
già provo a comprarmi un paio di pantaloni a vita bassa e non entro in nessuna delle taglie esistenti.
nella 44 non mi entrano i fianchi; nella 48 mi ci infilo senza neppure sbottonarla; nella 46 ci sto stretta e larga contemporaneamnete.
provo a comprarmi un giacchino allora, ma neppure in quello entro; per entrarci dovrei comprimere il seno e farlo rientrare nei polmoni, ma se mi comprimo i polmoni poi c'è il rischio che io mouoia soffocata.
piove, ho una conformazione fisica inadatta all'abbigliamento.
ma va bene lo stesso.
va bene lo stesso.
però, la miseria. non si può arrivare a casa e aprire la posta
ché poi, chi mi scriverà mai. non mi scrive nessuno. ho una vita sociale bradipacea. sono vitasocialerepellente, ecco.
mi scrive l'università, mi scrive.
forse si preoccupano, loro, che io sia morta e non paghi più le tasse.
no.
non sono preoccupati, loro, che io sia morta. gliene fotte assai, a loro.
mi avvisano che
LA RICERCA AMA LA VITA.
E TU?
io?
DONA IL 5 PER 1000 ALL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO
io?
La legge finanziaria del 2006 consente di destinare una quota dell'imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 5 per mille per sostenere la Ricerca e l'Università.
iniziamo dal reddito, che non ho perchè non ho ancora una laurea, per inciso, ma che avrò. iniziamo dal reddito che comunque non avrò neppure di sicuro dopo la laurea, ché ormai la laurea come la mia ti rende competitivo dove? al trivial pursuit, forse. vi ho smollato tanti di quei soldi, che nemmeno il 5 per mille del mio tempo vi darei.
e trattateci meglio a noi studenti. vacca la miseria.
lo so lo so lo so
tu non hai soluzioni per me
carezze neanche
se ti senti sola
una soluzione la si trova
ci si aggrappa e si prova
Se ti senti sola. Non Voglio Che Clara
al salone del libro storie e storie che entrano nella mia borsa, e una nuova agendina per i disegni con la copertina di Musante.
"Se i sogni muoiono al mattino, perchè io continuo a sognare fino a sera?"
la sua carta ha un sapore così di carta, che mi convinco che lì sopra, i miei pensieri saranno migliori.
e poi la" blogstar sotto i riflettori" piena di gadgets, l'"affascinante scrittore preda del deliro delle fans" (!??!)
e poi, quella Silvia così Silvia, che su una fiera intera, riesce a scovare quell'unico libro e a sbeffeggiarmi giustamente sventolandomelo sotto il naso.
il resto è storia sommersa e irripetibile....
sono a casa che defragmentizzo il computer. Qualunque cosa voglia dire.
a tal proposito riporto parte di dialogo edificante:
Amico: a che punto sei?
PdC: 68%
Amico: eh
PdC: uh 70!!!
Amico: oh! e il 69?
PdC: saltato a piè pari.
...
Computer pudico...
nel mentre, guardo Crozza Italia e incuriosita, e dopo averla eletta mia momentanea trasmissione preferita, vado sul blog, e fra i commenti leggo:
L'unico appunto negativo è la eccessiva volgarità del "programma di educazione sessuale spagnolo"...anche mio figlio di 14 anni estimatore di Crozza non ha molto gradito!
ora non so di cosa abbiano parlato la scorsa volta, ma se era sullo stesso tono di quello di questa seconda puntata, beh. Signora. Lasci che passino che so, quei due o tre... anni? ma facciamo anche solo mesi, e vedrà che suo figlio non sarà più tanto infastidito, valà...........
(soprattutto se qualche coetanea deciderà di seguirli quei benedetti consigli.)
l'astigiano, no, per andare a vedere i fuochi, per esempio, parte alle sei e mezza, pur sapendo che loro saranno intorno alle nove e che la distanza da coprire è di quattro chilometri a dire tanto.
parte alle sei e mezza per potersi trovare con gli amici eludere il traffico e riuscire a parcheggiare più o meno vicino.
alle otto l'astigiano riesce ad arrivare al muretto rimasto liero.
naturalmente il muretto rimasto libero è davanti ad una albero, ma sorvoliamo.
l'astigiano aspetta un'ora che i fuochi inizino, con un occhio al cielo che pare che voglia piovere.
nel frattempo l'astigiano che è allergico e sta naturalmente in mezzo ai pioppi e gli si gonfiano gli occhi, starnutisce, ingoia pollini, soffoca, lacrima e quant'altro, cerca disperatamente di non morire per non vanificare l'attesa.
l'astigiano, che ovviamente è sfigato, appena i fuochi iniziano, gli piove addosso e lui non ha l'ombrello, ovvio.
e si bagna fin nel midollo.
l'astigiano che ormai è fradicio, e già di suo ci vede poco, e ha gli occhiali bagnati e appannati contemporaneamente, e c'è il fumo dei fuochi, e lui vede ancora meno del solito, ma alla fine dello spettacolo, la pioggia finisce.
l'astigiano, alla fine, comunque è contento.
l'astigiano, alle volte, è proprio un deficiente.