
io faccio generalmente due generi di sogni ricorrenti.
nei sogni del primo tipo, ho a che fare con un telefono. per una qualche ragione, mi trovo a dover fare una telefonata e non ci riesco, perche mi sbaglio, confondo i tasti, dimentico i numeri. e la cosa genera in me il panico più totale.
nei sogni del secondo tipo, ho a che fare con la guida. ora, ho la patente da un fracasso di anni, ma non guido. però generalmente invece nei sogni guido benissimo. a volte mi trovo su macchine che si sfasciano strada facendo, ma io niente, imperterrita, vado avanti come se nulla fosse.
dall'altro ieri notte ho inaugurato una terza categoria di sogni imbecilli che mi provocano ansia; riguardano cose che nella vita reale saprei benissimo come rimediare, ed invece nella terra di mezzo del cervello di me che dormo, diventano ostacoli insormontabili, tipo dimenticare una battuta o trovarmi con un cd in mano e non riuscire ad utilizzarlo.
se qualcuno ci capisse qualcosa, mi faccia sapere. basta incubi; vorrei tornare a dormire...
perchè al principio, fondamentalmente, sta la voglia, il desiderio, la necessità, l'urgenza di dire qualcosa a qualcuno di specifico.
e giù a scrivere. un fiume di pensieri che prendono la forma di parole, polpastrelli che tamburellano, rumore di tasti che vengono pigiati.
e poi, a rileggere quello che hai scritto, a ripensare quello che hai già pensato, stupendoti pure un pò di averlo fatto.
e allora, invece del tasto invio
schiacci quello canc.
...
come se non fosse mai accaduto.
come.
se.
...
alle volte, il pensiero, non è solo abbastanza.
è pure troppo.
ora, comprendo la preoccupazione legittima del non sapere mai come uno si debba vestire, per uno spettacolo,
ma arrivare al punto del non sapere come Svestirsi, questo, lo trovo paradossale.
un altro giorno è andato
Giornate senza senso, come un mare senza vento,
come perle di collane di tristezza...
Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate:
fugge un cane come la tua giovinezza.
Negli angoli di casa cerchi il mondo,
nei libri e nei poeti cerchi te,
ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà
e dove corra il tempo chi lo sa?
Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
corron dietro a delle Silvie beffeggianti
(Guccini...)
Chi è mai Silvia, che i pastori Vanno a gara in esaltarla?Bella e saggia, di splendori Certo il ciel volle adornarla Perché regni sopra i cuori.Gentilezza in lei si onora Di congiungersi a beltà. Da' suoi occhi Amore implora Un rimedio a cecità, E guarito vi dimora. Lodi a Silvia il canto espande, Alla sua grazia divina; Per la terra è dono grande Aver tale una regina. Su, rechiamole ghirlande!
qual luce è luce ,se silvia non appare?
qual gioia è gioia se silvia non è li?
a men di immaginarla a me vicina e far
mia una parvenza di perfezione.
se nella notte mi trovo accanto a silvia
non sento piu' nemmeno l'usignolo.
a men di contemplar silvia di giorno
non c'è piu' giorno ch'io voglia contemplare.
non vivo piu' se lei -di me l'essenza-
mi toglie la benigna sua influenza che
mi da vita,cibo,luce e affetto.
non evito la morte ,se sfuggo a tal verdetto:
se qui' mi attardo, corteggio certa morte,
ma dalla vita fuggo ,se fuggo dalla corte.
"i due gentiluomini di verona" nientepopòdimenoche W.Shakespeare
se stai prezzando da un' ora senza che anima viva si sia palesata,
non farti comunque mai venire in mente l'idea di appiccicarti
alle mani il nastro adesivo che togli dai pacchi
e alla faccia cinque etichette
per risparmiare tempo
perchè in quel momento, puntualmente,
qualcuno entrerà.
Alka... prima che i sogni incombano su noi, grevi, gravi, o gravidi...che importa. lasciamoli fare. non diciamo loro che li stavamo attendendo, a tratti con malcelata ansia.
ripensavo a quell'equilibrio fra
desidèrio: desidèrio
(pl. -èri), s. m.
sentimento che spinge a ricercare, a ottenere qualcosa che si ritiene un bene
voglia, brama (anche dei sensi)
e
bisógno: bisógno
s. m.
mancanza di cosa necessaria o utile o di cui, comunque, si sente di non poter fare a meno
Ecco, per esempio : ti dicevo che mi fan notare che mi annoio in fretta, no? bene, mi accorgo che a volte sento di non poter fare a meno di voler provare a ricercare, se non ottenere, ciò che reputo un bene.
io ho bisogno di desiderare.
Alka, io non so se possa esserci equilibrio in ciò.
ma che importa, in fin dei conti, al massimo, se casco, rimbalzo.
(buona notte a tutti, dalla A alla Z, facendo tappa sulla D.)
ora. il problema di stasera, non sarà tanto quanta gente verrà.
se scrittura pura alla cascina del racconto farà una bella figura.
se piacerà il libro e come lo leggerò.
il dramma della serata sarà: riuscirà pensieridicarta ad arrivare a notte senza perdere le autoreggenti nel momento meno indicato?
da piccolo, ti raccontano la storia del brutto anatroccolo.
da grande, ti dicono che i cigni prendono l'aviaria.
LUI: poverello me, nessuna mi vuole.
IO: manò, madai, mavalà... pensa a me , che ho passato un anno quasi da sola e nessuno che mi voleva. e io mi proponevo, mica che lasciavo vaghi indizi.
LUI: eh, ma da chi sei andata? da quelli che potevano scegliere, mica dai morti di fame!
(Zigh...)
oh.
ora, non so nelle case altrui, ma in casa mia, la bilancia pesapersone ha sempre trovato naturale collocazione nello spazio standard che intercorre come da manuale del buon geometra, fra quei due arredi da bagno classici, che sono il water ed il bidet.
oggi noto che a casa mia la bilancia pesapersone è stata spostata, esiliata, confinata nell'esiguo spazio fra water e finestra.
ci sta giusta giusta, anzi, in realtà un po' troppo giusta, nel senso che ci sta lei ma nessuno può salirci sopra, almeno, non per sbaglio. deve essere un atto volontario proprio.
ne deduco che a casa mia la bilancia pesapersone deve aver fatto qualcosa a mia madre.
qualcosa di molto grave.
tipo pesarla....
In un'immobile campagna...con la pioggia che ci bagna...e i gamberoni rossi sono un sogno...e il sole è un lampo giallo al parabrise...
genova per me, oggi
è la svegliapresto in una asti così vuota, che come spiegarla, la puoi solo respirare, triste che la tua città è così triste e la statua di alfieri che tu credi che ti guardi, ma di sicuro pure lei se ne fotte un pò. pure lui guarda altrove, più lontano, chissà.
è una giornata che arrivi e lei in stazione dice: non sentite odore di mare? e io, no, al massimo sento odore di stazione.
è vento freddo che entra nella giacca di velluto e nelle fibre di cotone, e poi anche nelle ossa. ed entra in circolo e diviene vento anche il sangue e porta freddo al cuore. a scaldarti, una manciata di iniziali (D., M., M., E., E.) e tutto quel che ne consegue.
è una giornata fatta di libri: 1) 2) 3) comprati per caso, mentre giravo qua e là.
è una giornata anche di Mardin; così magretta anche lei. caviglie sottili nelle calze nere e scarpette viola, col tacco un pò spesso come piace a me; cammina leggera nel suo vestito le stringhe legate a fiocco sulla schiena e sorride e sorridi anche tu perchè alla fine non c'è ragione per non farlo.
e trovo per caso anche salto del canale, e scopro che almeno lui il suo tempo ha saputo farlo fruttare...
è una giornata che mi fa chiudere gli occhi sul treno, mentre leggo, e gli altri parlano e io ascolto e non ascolto, di tanto in tanto sposto il segnalibro di betty boop, e intanto mi lascio portare verso casa.
ed è arrivare a casa e dopo esser rimasti piacevolmente impressionati dal non aver sentito odore di genova, rimanere colpiti dal sentire puzza di asti.
Con quella faccia un po' così...quell'espressione un po' così...che abbiamo noi che abbiamo visto Genova...che ben sicuri mai non siamo...che quel posto dove andiamo...non c'inghiotte e non torniamo più.
e io che saluto sempre come se la gente stesse sempre arrivando, anche quando è irrimediabile che se ne stia andando via...
e poi la buonanotte più gradita.
Se durassimo in eterno
Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima.
-Bertolt Brecht
oggi mi sento un pensiero dimenticato in un angolo
Silvia riposa dentro la stanza con una mano sotto il cuscino mentre di fuori spunta il mattino che fra non molto la sveglierà .
Silvia non sente oppure fa finta guarda lo specchio poco convinta
Silvia ora corre oltre lo specchio e trova mille fantasie che non la lasciano più andar via che non la lasciano più andar via