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Contro la musica nel template

martedì, 31 gennaio 2006

Le donne del mio paese

mettiamo caso di voler passare una sera a teatro.

fuori è il 2006, una sera qualunque piena di traffico e computer e cellulari. fuori la vita ha il suo ritmo, che ci appartiene e che conosciamo così bene, che è così nostro, che a volte non potremmo pensare ne sia esistito un altro.

dentro invece, fra le poltrone di velluto, probabilmente rosse, o verdi, il sipario si apre e il tempo, che in questi casi è sempre altro, per questa volta lo è in maniera diversa.

lo spettacolo inizia fra i lampi e i tuoni di un temporale, di quelli che a inizio del secolo, ormai scorso, potevano segnare la differenza fra un'annata vivibile o una vita grama. di quelli che la gente li viveva tutti insieme in una stanza a pregare che finisse dando un occhio alle bestie.

di quelli che solo le masche ci vanno in mezzo tranquille... saettanti e furtive, attraversano il palco nella penombra. le intravedi muoversi e fermarsi, piccole sagome nere fumose e fissarti, e ti domandi se stanno guardando proprio te e cosa vogliano, ma non fai in tempo a finire di chiedertelo, che ecco, un lampo, e loro fuggono via.

pian piano, il palco si trasforma in stalla, e alla spicciolata, entrano a veglia  le donne, ognuna col proprio lanternino, ognuna con la propria matassa di lana da avvolgere, ognuna con la propria storia da raccontare.

la storia di Maria; la passione per il tango, la sua gioia di vivere finita con la partenza del figlio per fuggire ad una condanna di omicidio... Maria che le tribolazioni le han fatto il sangue amaro e la lingua cattiva.

la storia di Giulia, e di Rino, il suo uomo, una passione per le navi e una nave che lo ha portato in America, a cercare fortuna come pugile.

la storia di Catinina, sposa bambina, a quattordici anni un figlio in culla e nelle tasche della gonna, le biglie per giocare a tocco e spanna sotto l'ala del mercato.

la storia di Margherita, buona dialettica e un nome ereditato da una nonna che è tutta da raccontare.

le storie di tutte quelle donne che partivano dalle nostre colline e andavano in Francia, chi a chiedere l'elemosina, chi a raccogliere fiori per fare i profumi

(il profumo della ricchezza

che era il profumo del pane che non c'era

che era il profumo dell'ignoto e del fumo delle navi che partivano per l'America...)

E da Genova In Sirio partivano Per l’America varcare Varcare i confin
Ed a bordo Cantar si sentivano Tutti allegri Del suo destin Urtò il Sirio Un orribile scoglio Di tanta gente La misera fin
Padri e madri Bracciava i suoi figli Che si sparivano Tra le onde del mar
E fra loro Un vescovo c’era Dando a tutti La sua benedizion.

oppure finivano a fare le mondine o le filandine

ed era calore e fumo, e mani sanguinanti e rumore di macchine, e musica di canti di protesta

mamma mia mi son stufa oh de fa la filerina, dieci ore al abasinna e fatica tutto il dì...el mester de la filanda, l'è mester degli asasini, poverette quelle figlie, che son dentro a lavorar...siam trattate come cani, come cani alla catena, non è questa la maniera, oh di farci lavorar... tucc im diso che son nera, a l'è fum de la caldera, el mio amor me lo diceva, di non far quel brut mester... tucc im disu che son giauna, l'è 'l calur de la filanda, quando poi sarò in campagna, miei color ritornerà...

e di piedi che marciano in piazza..

Se otto ore vi semran poche,/ provate voi a lavorar.

 

E troverete la differenza/ di lavorare e di comandar...

 

è anche la storia di Marianna, calabrese, un matrimonio combinato tutto sommato fortunato; nel cuore una macchina da cucire che era un legame con la sua terra e negli occhi l'azzurro di un mare che in collina è diventato nebbia.

è la storia dei lavori nei campi, de 'l travaj a l'è travaj... daie 'n drinta daie 'n drinta che que as'finis mai, del travajè, sudè, nen mangè...

è la storia di tante cose uguali che per ognuna però erano diverse

è la storia degli anelli forti, dei sanssossi, delle nonne.

è la Storia.

anche la mia.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 23:13 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
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spesso ci si chiede perchè qualcuno reciti.

per la fama la gloria isoldi perchè si è vanitosi e ci si vuol far vedere e quante altre motivazioni uno possa credere ebbene sbaglierà perchè il vero motivo non ha niente a che fare con questi.

l'attore vuole raccontare, narrare, chiamatela come volete questa voglia, che ha a che fare con il comunicare.

l'attore ha solo voglia di essere ascoltato.

sul serio.

 

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venerdì, 27 gennaio 2006

erano gli anni ottanta...

...gli anni ottanta delle medie e delle nevicate che le scuole chiudevano.

le nevicate che la neve era bianca sul serio

e arrivava alle ginocchia

perchè la neve è tanta e le ginocchia più basse di ora.

era via europa unita e poi via brovardi e via baretti.

ed era tutta salita e i moonbot ai piedi

e non riuscire a cadere solo perchè si era impantanate.

(sono comunque disposta a ripensare all'idea di costruire un igloo... anche piccolo piccolo, così ci si scalda meglio... )

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giovedì, 26 gennaio 2006

piccola storia di un dolore fantasma

ho un neo, sulla base del collo, alla destra, quasi sull'osso clavicolare.

luogo infelice; troppo esposto, mi ha sempre fatto un poco sobbalzare ad ogni tipo di sollecitazione.

poi un giorno si è rotto.

come tante altre cose, no, ci sono le usi poi un giorno succede qualcosa e si rompono.

tutto quello che è successo quel giorno si è cicatrizzato con lui.

da allora non mi fa più male.

solo ci sono giorni, in special modo fra gennaio e marzo, in cui ogni tanto come per proustiana memoria

(per una qualche associazione di idee)

sento come l'idea di un dolore che so che non posso provare.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:41 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
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lunedì, 23 gennaio 2006

chi cerca trova, e i cocci sono suoi

corpo + misure ideali (non qui, direi), cosa penso di catullo (molto poco...), delusioni fidanzati immaturi, esibizionisti in strada, il comandante della nave è il cuoco di bordo, muro nome composto, racconti omosessuali doccia, sedere nudo modello uomo, alberi di natale per blog (per blog?), andrea pellizzari è fidanzato, di grazia signorina (mi dica.. dica pure..), ematoma gluteo, lei sposa un altro (è sempre così, nella vita...) , mi sento sola blog, mutandoni nonna, neromistero, paga sindacale di un geometra, pecorine con minigonna (!!!), usare z4nn4, pignette natale, teste di umani staccate (questa le batte QUASI tutte!), misure ideali donna, ex fidanzati, #31# per scoprire il numero anonimo che ti chiama, argent de poche, cani piscioni, carta di pregio, cartina isoterme gennaio 2004, differenze erodoto tucidide, fidanzati esibizionisti, formicolio all'inguine, la pdc, miscelatore pensieri, nomi per tartarughe, perizomi artistici, scopare film, alkanette, appunti geometri tascabili, aragosta muore, cacciando le lacrime, canzoni su ex fidanzati, ceretta a freddo per uomo, ciclo mestruale+congedo, cyclette video annoiarsi, differenza tra speranza e illusione, fighetti scuola leone xiii, ginocchio della lavandaia : definizione, laurearsi per finta (in questo posso dire lamia!), malinverno aosta, porte intelaiate, posso andare al palio di asti, quante assonometrie (tante, tante, tante...), quelli di clo, bluduck, cerca tricotillomania, cosa fare con gli ex fidanzati (molto poco, e a che prezzo...), il diario segreto di simona dvd, libro debellare i sensi di colpa, mavi felli che fà sesso, leggendaria silviacornificando il marito, leccalecca, stefano carbone carta,  annaspo dizionario online free zumal cibo, zumal zyga., bacco, tabacco e venere riducono l'uomo in cenere cosa vuol dire...

gente che va... gente che viene...

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:42 | link |in line commenti (23) pop up commenti (23)
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domenica, 22 gennaio 2006

ecco come mi sento...

ecco come mi sento. come un post vuoto. e se questo è il primo pensiero che mi si presenta alla coscienza vigile al risveglio, qualcosa nel profondo allora non torna. ma così mi sento. uno spazio bianco. inesorabilmente a prima vista bianco. lo sguardo si sofferma in parte incuriosito poi privo di stimoli, prosegue altrove. poco importa che in realtà sopra quel bianco qualcosa avvenga. l'apparenza a volte inganna, ma non è sempre detto che l'inganno depisti e non conduca là, dove si sarebbe poi comunque giunti. perdo cose e persone con la stessa facilità. uno spazio bianco. parole bianche. chè senza forma, chi può cogliere il significato? ho bisogno di sostanza. ho bisogno di stimoli. mi annoio in fretta. rimango fuori dal gruppo, lo so. sono nata nelle retrovie, e quella è casa mia, fuori dalle dinamiche comuni, preferisco i singoli, e i loro silenzi, eventualmente. mi sento come un post vuoto pieno di parole. ecco come mi sento.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:37 | link |in line commenti (18) pop up commenti (18)
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venerdì, 20 gennaio 2006

Moira tremò.

"Questo posto è pieno di spifferi. Te l'ha mai detto nessuno?

"Hai ragione", ammise Julius, "Sembra che non riesca mai a scaldarlo. Hai bisogno di una borsa dell'acqua calda?"

"Ho bisogno di te".

 

Nick Smith, Traffico di latte

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martedì, 17 gennaio 2006

piccole emozioni

proprio come le descrive lui.
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domenica, 15 gennaio 2006

vertigine

Stavo bene, stavo accomodato li in equilibrio tra curve e spigoli Credevo di essere meno sensibile ma e' successo a noi... e' successo a noi...

Piccolissima esplosione di gioia Piccolissima emozione che non so gestire Piccolissima porzione di sole Piccolissima persona non ti lascio andare piu'

Potrebbe anche franare la pietra che ho nel cuore e diventare spiaggia da poterci camminare Mi strappo via i vestiti ed entro nel tuo mare e' caldo, e' calmo, ci si puo' naufragare

E' il tuo veleno che sa di vertigine e io precipito nella tua chimica  nodi da sciogliere, risposte che non ho e che non voglio piu'!

Negrita - Vertigine

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sabato, 14 gennaio 2006

estremi(tà)

Ho nei piedi la stanchezza di ogni andata e di ogni ritorno, al termine di ognuno dei quali, per una qualche ragione imponderabile, la strada sembra sempre più lunga. E o non si ha voglia di andare, o non si ha voglia di tornare.

Ho nelle mani la familiarità alla lana quotidiana e alla polvere che tiro via con le veline, e sotto le unghie, vicino alla carne, trattengo i residui di una giornata di storie che cancello con sapone e spazzolino.

Ho in testa capelli opachi come certe giornate, pensieri, idee, poche certezze, un paio di confusioni.

 

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 22:44 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
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verranno giorni migliori.

M. : eh. sai, se continuo di questo passo, a farmi a piedi due volte al giorno da un capo all'altro della città, PER QUESTA ESTATE avrò due GLUTEI alla brasiliana ;-).

IO: uh. beatissima te. io, se continuo di questo passo, PER QUESTA ESTATE avrò solo CALDO.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 09:08 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
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venerdì, 13 gennaio 2006

5 strane abitudini...

stràno: stràno

agg. insolito, non comune, straordinario, eccezionale
bizzarro, stravagante
est. strampalato, strambo
est. arcano, misterioso.

abitùdine: abitùdine

s. f., disposizione d'animo che si acquista con una lunga e continua ripetizione degli stessi atti
con valore concr. la cosa stessa che abitualmente rientra nell'agire, nel comportarsi di uno.

mi rendo conto di non avere abitudini...

testimòne: testimòne
nella gara della staffetta, nome con cui è designato il bastoncino che gli atleti di una squadra si passano l'un l'altro, allorché hanno compiuto la frazione di percorso che il regolamento prevede per ciascuno di essi.

beh, facciamo che io però non lo passo a nessuno, neh.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:06 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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martedì, 10 gennaio 2006

restyling

con un incedere che ha nello stivale destro un che di SS e in quello sinistro un pò di armata russa.

con questa assenza di soluzione di continuità fra la viscosa aderente sotto e il soprabito di pelle nera col bavero alzato per ripararmi dal freddo

(mancherebbe il mio buffo cappellino che farebbe a pugni con la coda tiratissima).

Eccomi.

a metà fra Nikita e l'ispettore Clouseau.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:42 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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domenica, 08 gennaio 2006

beatrice, anni 3

beh, adesso vieni giù che ti do' un bacio.

te lo do' perchè abbiamo giocato insieme e allora adesso siamo amiche.

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sabato, 07 gennaio 2006

sabato pian piano se ne va...

qualcuno venga e mi salvi.

Non deve essere di sangue blu, 

e neppure vestito

di azzurro.

Ché oggi è solo stanchezza e malinconia...

"Cos'hai fatto in tutti questi anni ?"
"Sono andato a letto presto."
        - Robert De Niro, da "C'era una volta in America"

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giovedì, 05 gennaio 2006

epifania, che tutte le feste si porta via...

epifanìa: epifanìa s. f. lett. est. manifestazione, apparizione.

dal volgare latino Befania per Epifania ne deriva BEFANA.

perchè lui dice, no, "allora domani è la Befana eh?" e ammicca gongolante e lei dice seria "si, e allora" lui perplesso dice "no, per dire" e lei allora dice "vorresti dire che sono una befana"  e lui un pò preoccupato dice "no, ma scherzavo, dai" e lei lo guarda e pensa "no, perchè se tu fossi un bambino e ti svegliassi e mi trovassi in camera tua con una calza in mano, ho come l'impressione che non ti farebbe così schifo, e non sono certa che sarebbero il carbone o i cioccolatini la prima cosa che vorresti"...

la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana, viva viva la befana.

 

 

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mercoledì, 04 gennaio 2006

DURE(vole)ZZA

delle proprietà dei metalli.........

ma non solo

caratteristiche meccaniche

La durezza e la resilienza 

La durezza di un materiale si definisce la resistenza che un materiale oppone a una deformazione permanente della sua superficie provocata dalla penetrazione di un corpo.   

La resilienza rappresenta la capacità di resistere agli urti. I materiali che presentano elevata durezza presentano anche bassissima resilienza. Consiste nel sottoporre un provino ad un urto causato da una mazza a caduta pendolare. Si lascia cadere la mazza da un’altezza sufficiente a rompere il provino.

Tempra

Consiste nel riscaldare l’acciaio, con un raffreddamento più o meno rapido. Consente di ottenere elevata durezza e grande resistenza meccanica, a scapito della resilienza.

 Rinvenimento 

Viene effettuato per attenuare gli svantaggi della tempra, consiste in un riscaldamento a temperature relativamente basse. Consente di abbassare la fragilità acquisita all’acciaio dopo la tempra.

 Ricottura   

 

Si effettua riscaldando a temperature vicine a quelle critiche, mantenendo il tempo necessario per il completamento delle trasformazioni e raffreddamento molto lentamente. Consente di eliminare gli effetti di trattamenti precedenti, nonché le tensioni interne.

 questo insieme di procedure prende il nome di

BONIFICA.

 

 

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martedì, 03 gennaio 2006

salati salti SALDI soldi solidi stolidi

agg. [sec. XIV; prob. incrocio del latino solĭdus, solido, con valĭdus, robusto]. 1) Lett., integro, privo di rotture o fessure. Per estensione, compatto, robusto, resistente, solido.2) Fisso, stabile, sicuro. Fig., fermo, costante, non removibile nei suoi propositi e nelle sue opinioni: anche valido, fondato, attendibiles. m.
nel linguaggio della contabilità, la somma che rappresenta la differenza tra la totalità delle partite in dare e la totalità delle partite in avere
spec. pl., quelle merci che un negoziante vende ad un prezzo inferiore al solito per liberare da esse il negozio e far così posto alle merci più adatte alla nuova stagione

saldi i nervi per rimanere saldi sulle proprie posizioni

gli occhi dei passanti in una vetrina vuota solo con me dentro

mi domando

di cosa cerchino il prezzo...

Mi vendo,

La grinta che non hai!In cambio del tuo inferno, Ti do due ali, sai!

Mi vendo, Un’altra identità! Ti do quello che il mondo… Distratto non ti da!

Io mi vendo, e già !

A buon prezzo, si sa! 

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:08 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
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lunedì, 02 gennaio 2006

questione di prospettive.

Niente di che. Solo per non scordarmene...

il mio animale astrologico: LA FARFALLA

SIMBOLOGIA

La tradizione occidentale associa simbolicamente alla Farfalla la leggerezza e l'incostanza, invece in oriente il colorato insetto rappresenta l'emblema della felicità coniugale.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:58 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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domenica, 01 gennaio 2006

tradizioni consolidate

1 gennaio 2005.

ore 1.26

 giocando a palle di neve, Sr. e Mr. cozzano l'uno contro l'altro e il primo si rompe il naso. mentre i più si affannano a portare il malcapitato al pronto soccorso, noi rimaniamo in casa a pulire le macchie di sangue.

1 gennaio 2006

ore 3.42

giocando al mercante in fiera, Sm. cozza con la testa contro lo spigolo del tavolo retrostante, procurandosi una ferita da quattro punti di sutura. mentri alcuni portano il malcapitato al pronto soccorso, noi rimaniamo a casa a pulire le macchie di sangue.

ORA. ne deduco che:

il capodanno, come sostengo io, è pericoloso.

è sempre buona cosa avere in compagnia un volontario ambulanziere croceverdista.

i giochi più innocenti, possono provocare disastri.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:51 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
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