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Contro la musica nel template

sabato, 31 dicembre 2005

2005

l'anno scorso di 'sti tempi vaticinavo cassandrescamente sull'anno prossimo venturo.

di questo che passa, taccio.

e nel silenzio, vorrei potermi addormentare e svegliare a giochi fatti.

dormire e riposare, io e le cose che ho in testa,  i miei pensieri che mi tengono compagnia.

perchè a me, l'ultimo giorno dell'anno, mi fa sempre tristezza.

eppure, mi piacerebbe poter ringraziare tutti quelli che quest'anno, lo han reso un pò più speciale, soprattutto quelli che non sanno neppure di averlo fatto.

spengo la luce.

a domani.

 

 

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categorie: piccolo mondo blog
giovedì, 29 dicembre 2005

pensieri spettinati e nodi al pettine e castelli in aria

quando ero piccola, diciamo intorno ai dieci anni scarsi

un giorno rammento

di aver guardato mio padre e aver detto.

sai papà

da grande voglio fare l'artista

e avere una figlia.

mio padre mi ha sorriso e mi ha detto: beh, prima però devi avere un marito.

io l'ho guardato seria e gli ho detto che no, un marito no, non lo volevo.

che forse, ed oggi me ne sono resa conto, avevo già capito che non tanto è l'avere il marito, questo estraneo legittimato, mi turbasse, quanto l'idea di trasformarmi in moglie.

e se avessi avuto ragione allora.

e se io avessi già capito gran parte delle cose che dovevo capire?

e stessi solo sprecando il mio tempo nel vano tentativo di confutare la mia genialità?

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categorie: pensieri spettinati
mercoledì, 28 dicembre 2005

mal di testa

paracetamolo VS acido acetilsalicilico

è sempre meglio indagare in merito alla storia di quello che ti cacci in bocca

ma bisognerebbe non addentrarsi

fino alle controindicazioni.

laddove, beninteso, sia possibile.

 

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martedì, 27 dicembre 2005

servili con la condizionale

 

un fracasso di dovrei

una manciata di potrei

giusto un paio di vorrei

e manca comunque l'infinito adeguato appresso

 

 

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domenica, 25 dicembre 2005

Della mutevolezza o del mio amore per i rettili...

... in ispecial modo se son di acciaio satinato.

Un movimento, un battito, un`emozione nuova Ti seduce, perfetta mutazione dell`essere.

Oh mon amour, mon âme soeur Je compte les jours je compte les heures

Je voudrais te dessiner dans un désert Le désert de mon coeur


Eva, lancia la mela....

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venerdì, 23 dicembre 2005

(non) lasciate che i pargoli vengano a me.

lo so.

alle volte ci si sente soli; a chi non è mai capitato di proiettarsi nel tempo e nello spazio e vedersi solo, ma così solo, che già il pensiero risulta esserne così soffocante da annichilire ogni risorsa?

anche a me capita. e quando mi capita cerco di calmarmi, di respirare piano, di rientrare in contatto con la realtà circostante, il cosmo e l'universo. di percepire la realtà per il suo verso migliore e non di confonderne i confini all'infinito fino a trovarmi senza via di scampo.

alcuni no. non lo fanno.

alcuni non ci pensano su e fanno un figlio. e poichissenefregaqualcosaccadrà...

che per dire, comprati un bonsai; a livello di cure per non farlo morire, siamo alla pari.

che per dire, comprati un cane o un gatto; a livello di cure e spese in generali, siamo alla pari.

e inece no. un figlio.

e che tu rimanga incastrato per i prossimi diciotto anni in un vortice di mantenimento. anzi, peggio, ti capiti un figlio/a votato al fuoricorso ad oltranza e allo svuotamento sistematico delle tue finanze, che pretenda un regalo per ogni sufficenza raggiunta e che tu possa essere tanto coglione da accondiscendergli.

nel frattempo, sappi solo che se ti riazzardi a passare davanti alla mia vetrina con quel tuo pargolo orribile, al quale continuavi a ripetere il suo nome a ripetizione

 ( che forse non sa che è il suo, visto che non aveva su di lui l'effetto desiderato, quello di farlo smettere, o forse semplicemente povero idiota lui, ma di più tu, non gli hai spiegato che quando pronunci il suo nome, che è proprio quello e non un altro, lui deve smettere di fare quello che sta facendo perchè non lo deve fare, maledizione...)

giuro che esco urlando CHE BABBO NATALE NON ESISTE.........

ecchiseneffotesediventountraumainfantile.

sempre sperato di esserlo, in realtà....

l'amarezza più amara di tutte, è che poi, vivo in uno Stato che continua a volermi far credere nel fatto che un giorno avrò una pensione.

ma si, bambino, vai. vah. per le strade del mondo; cresci e vieni a rimpolpare le fila di noialtri, dai. ti aspetto al varco, non ti credere.

tanto siamo tutti sulla stessa barca.

Peccato

 che sia il Titanic...

Near, far, wherever you are I believe that the heart does go on
Once more you open the door And you're here in my heart
And my heart will go on and onblubgblugblubbbgblug glib blub bubl bl.......

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martedì, 20 dicembre 2005

arte varia


Ma chambre a la forme d'une cage Le soleil passe son bras par la fenêtre Les chasseurs à ma porte Comme les p'tits soldats Qui veulent me prendre

Déjà j'ai connu le parfum de l'amour Un million de roses n'embaumerait pas autant Maintenant une seule fleur dans mes entourages Me rend malade

Je ne suis pas fière de ça Vie qui veut me tuer C'est magnifique être sympathique Mais je ne le connais jamais

Je ne veux pas travailler  Non Je ne veux pas déjeuner Je veux seulement l'oublier

Et puis je fume..........

pink martini, Sympathique

Dream a Little Dream. di Tara Mcpherson

La donna ha taciuto
si sono baciati
un libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.

È così che si sono lasciati.

Nazim Hikmet, l'addio

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categorie: pensieri di carta
lunedì, 19 dicembre 2005

Caccia grossa

Leggendo l'oroscopo del mio segno per il 2006

noto che mi viene pronosticato un eccitante e estremamente appagante incontro con un intrigante leone.

bene.

io inizio ad equipaggiarmi con la mise adatta.

poi prendo il fucile e inizio a caricarlo.

magari, poi, ce la giochiamo a dadi io e D., sul chi e come si debba usarlo...

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:39 | link |in line commenti (6) pop up commenti (6)
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Chiara, a quota 31.

la mia amica Chiara l'ho conosciuta alle medie.

la prima volta che sono andata a casa sua ha vomitato tutto il giorno. e io le ho tenuto più o meno compagnia e ho giochicchiato con il videogiochino di snoopy finchè non è stata meglio.

ricordo i suoi cassetti pieni di cose strane

gli astucci pieni di penne

le scatolette di caramelle

gli adesivi

e giocare nel ripostiglio

ricordo una nevicata che la neve ci arrivava a lle ginocchia

ricordo il tingersi i capelli

e i saggi di danza

ricordo un giorno in cui mi ha telefonato che era  triste e io ho preso un giaccone  a caso senza neanche guardare che tempo era fuori

e le lezioni a palazzo nuovo

ricordo la festa a torino per l'arrivo della primavera

e una panchina in ottobre e  le paste e le risate

ricordo il belgio

e ricordo che le voglio bene.

anche se non la vedo quasi mai

e non la sento quasi mai.

era ieri, lo so; ma ugualmente.

Buon compleanno.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:33 | link |in line commenti pop up commenti
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sabato, 17 dicembre 2005

da dietro la vetrina.

da dietro la vetrina vedi la gente che entra ed esce dal tuo campo visivo e si trascina appresso i pacchi e talora strascicate esistenze.

da dietro la vetrina vedi le persone rimescolarsi come carte e la moglie con il figlio e il giorno dopo la moglie con il marito e il giorno dopo ancora il marito con una donna che non è lei e poi ancora e ancora e ancora.

da dietro la vetrina vedi le macchie.

da dietro, la vetrina, non è mica la stessa cosa.

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binari paralleli

anche due linee rette - volendo - convergono in un unico punto.

peccato sia un punto di fuga, che dipenda da un punto di vista, e contempli un punto di distanza e alla fine non sia che un inganno.

che strana la realtà che alla fine non esiste

virtualmente so che c'è qualcosa lo vedo ma non percepisco riscontro sonoro e allora non mi muovo dalla mia posizione immobile ma non con il pensiero quello mi precede ed è già avanti nel tempo e nello spazio nella polvere che ci sarà nel silenzio e nell'oblio.

che strana la mia stanza

questione di prospettive.

 

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venerdì, 16 dicembre 2005

quattro passi. ora. me li farei.

nostalgia.

di quel vento gelido che solo lì sa essere così freddo.

e tuttavia.

camminare riappoggiare la testa alla testa di st. Eustache

boulevard de sebastopole e poi il marais

pl. de vosges con i balconi a forma di cavoli e quel negozio di parrucchieri con i vecchi asciugacapelli che lui c'era, ma stava in albergo e non ha visto, ed ora me ne rimane una foto in bianco e nero.

saint germain des pres

e il quartiere latino e le librerie e i ristoranti greci turchi le pizzerie italiane e philippe e gli altri che chissà dove sono e cosa fanno.

la crepe alla nutella

che solo lì, in rue dauphine è così.

e il metrò.

e tutto il resto.

tutto il resto.

...

(che poi io non ho nulla contro Savigliano, ma non mi pare proprio la stessa  cosa...)

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martedì, 13 dicembre 2005

sensazione

Minuetto.

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domenica, 11 dicembre 2005

non sparate sulla commessa; ma non sperate che non lo faccia lei. breve storia in qualche capitolo.

CAPITOLO 1. in cui si narra del come nasce la perplessità...

si apre la porta; una ragazza entra, mi guarda dritto negli occhi e mi fa:

C.liente "devo comprare un maglione per Maurizio".

pdc: "benissimo; ha già qualcosa in mente?"

(lo dico con un sorriso gioviale stampato sulle labbra, in fondo son qui per vendere. ma mi domando perchè questo apprroccio così confidenziale... chi sei tu? e soprattutto .... chi è lui? mah!?...)

C. "no perchè Maurizio ha gli occhi azzurri e quindi io gli abbino sempre un maglioncino in tinta..."

pdc: "capisco"...

(in realtà no, non capisco, il sorriso si è trasformato in paresi e mi domando se sono finita in un universo parallelo in cui io conosco lei e Maurizio e invece adesso proprio non riesco a ricordarmelo...)

C. "no, perchè sai, Maurizio è così... secco secco..."

pdc: " eh. beh. si si. certo. allora prendiamo una M, come al solito...

(ormai sono nella parte... chi mi ferma più? che poi per me... uno vale l'altro, mica li voglio sapere i nomi dei miei clienti... ) (oh. no. quello è tutto un altro mestiere...)

C.: mh. guarda, adesso indago un pò su cosa può piacergli, poi torno. arrivederci.

la porta si chiude, lei esce. io guardo G., G. guarda me.

pdc: ma sto Maurizio, chi è?

G.: per certo so che non è il fidanzato...

CAPITOLO 2. in cui si narra che tra moglie e marito il marito ci mette sempre il dito.

moglie: come mi sta questa maglia?

marito: eh. ormai, hai raggiunto il limite del giro e del salto...

moglie: in che senso?

marito: (mi guarda e ammicca) è più facile saltarti che girarti intorno...

CAPITOLO 3. in cui si palesano gli auguri ai clienti...

entrano madre e figlia. la madre deve comprare un maglione al marito della figlia.

mi ricordo di voi dallo scorso natale; so che qualunque cosa io dica, tanto voi adesso non comprerete un bel nulla; tornerete altre tre-quattro volte.

ed infatti.

ma non posso perdonarvi di aver ciancicato quel meraviglioso maglione lana misto cachemire misto viscosa (20% di sintetico giusto per dominare i pallini...) e avermi guardato dritto negli occhi e detto : no, è MOLLICCIO.

molliccio cretina sarà tuo marito, che sicuramente o è cretino a stare con te, oppure mentre tu stai qui a rompere le palle a me, ti starà cornificando. tiè.

CAPITOLO 4. sulla stranezza del pubblico domenicale...

oggi davanti alla mia vetrina ho visto un uomo, lo stesso,  passare almeno trentadue volte.

CAPITOLO 5. bis. sulla stranezza del pubblico domenicale...

entra una coppia; cercano regali per la mamma di lei e la mamma di lui.

io giuro, tiro fuori tutto il negozio.

LEI, in poco più di un quarto d'ora riesce ad infilare un paio di perle di saggezza inegualiabili.

1) modello 1: "no signorina, è corto"; modello 2 "no signorina, è corto"; modello 3 "no signorina, è corto"; modelli 4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14... "no signorina, è corto";  modello 15: ""no signorina, non stia neppure ad aprirlo, lo vedo già così che è corto";

2) "sa signorina, perchè poi mia madre ha un sacco di seno (detto per altro con aria schifata) pensi che ha addirittutra una quarta!!!

CRETINA. cosa sarà mai una quarta. io pure ho una quasi quarta. e allora? ALLORA? da quando avere le tette è un male??? eh!???? EH!!!? se tu al posto del seno hai un cratere, mica è colpa mia. cretina.

3) dopo non aver scelto il maglione per la madre, si passa a quello per la suocera.

lei: carino questo panna

lui: ma... è come quello che verde che ti ha fatto vedere per tua madre...

lei: me era verde e mica per TUA madre.

BEH. RAGAZZI. E' STATA UNA LUNGA GIORNATA.

 

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 20:57 | link |in line commenti (13) pop up commenti (13)
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natale, tempo di desideri

caro babbo natale.

(e  per conoscenza, anche al get.mo sig. gesù bambino)

è quasi natale. non ho molto tempo per buttare giù una lista di regali che vorrei, mi conoscete da trent'anni e forse più, insomma, i miei gusti dovreste averli quanto meno intuiti.

quest'anno voglio un regalo utile. non di quelli che apri e poi a santo stefano ti sei già dimenticato.

oggi vedevo in tivù l'elezione di miss universo, credo. insomma era l'elezione di una miss.  mica una di quelle che l'hanno fatta miss e nessuno ce lo aveva detto, di questa ce lo han detto proprio.

e lei che dice che non conta quello che sei, ma quello che fai. giustamente il giornalista ha commentato: si, ok, me te che sei figa così, cosa hai fatto per esserlo?

ecco per natale, per piacere piacerino, solo un pochino più figa, eh? che poi al fare ghe pensi mi.

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sabato, 10 dicembre 2005

natale tempo di regali

M. scrive:

 zilvia ma come si fa a uscire a fare regali di natale che fuori sembra aprile?

 p.d.c. scrive:

 eh, si esce convinti che è aprile.

 e poi ci si fa i complimenti

 per aver pensato ai regali con così tanto anticipo.

 

 

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venerdì, 09 dicembre 2005

MILORD

Allez venez! Milord Vous asseoir à ma table Il fait si froid dehors Ici, c'est confortable Laissez-vous faire, Milord Et prenez bien vos aises Vos peines sur mon cœur Et vos pieds sur une chaise
Je vous connais, Milord Vous ne m'avez jamais vue Je ne suis qu'une fille du port Une ombre de la rue...

Pourtant, je vous ai frôlé Quand vous passiez hier Vous n'étiez pas peu fier Dame! le ciel vous comblait Votre foulard de soie Flottant sur vos épaules Vous aviez le beau rôle On aurait dit le roi

Vous marchiez en vainqueur Au bras d'une demoiselle Mon Dieu! qu'elle était belle J'en ai froid dans le cœur...

Dire qu'il suffit parfois Qu'il y ait un navire Pour que tout se déchire Quand le navire s'en va
Il emmenait avec lui La douce aux yeux si tendres Qui n'a pas su comprendre Qu'elle brisait votre vie L'amour, ça fait pleurer Comme quoi l'existence Ça vous donne toutes les chances
Pour les reprendre après...

Allez venez! Milord Vous avez l'air d'un môme Laissez-vous faire, Milord Venez dans mon royaume Je soigne les remords Je chante la romance Je chante les milords Qui n'ont pas eu de chance Regardez-moi, Milord Vous ne m'avez jamais vue... Mais vous pleurez, Milord Ça, j' l'aurais jamais cru.

eh bien voyons, Milord Souriez-moi, Milord Mieux que ça, un p'tit effort... Voilà, c'est ça!
Allez riez! Milord Allez chantez! Milord Ta da da da...  Mais oui, dansez, Milord Ta da da da...
Bravo! Milord... Encore, Milord... Ta da da da...

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categorie: pensieri di carta
giovedì, 08 dicembre 2005

tempo di alberi di natale

serena scrive:abbiamo appena finito di fare l'albero di Natale

serena scrive: comunque sono molto soddisfatta quest'anno abbiamo preso un albero piu grande e non essendo sufficienti le palline

pensieridicarta scrive: le avete staccate a qualcuno?

serena scrive: lo abbiamo completato con pupazzetti di peluches. avevo pensato anche io a quell'altra soluzione

pensieridicarta scrive: :-)

serena scrive: ma diventava difficile trovare uomini con le palle

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quando incontri un ex...

pdc: e dimmi, dimmi, dai. quand'è che ti sposi...?

G.: oh per carità, no... cambio macchina, e poi ho comprato due cavalle... e tu?

pdc: oh. no. non direi. non per adesso. là. D. è così giovane...

G.: ma te uno dell'età tua, mai?

pdc: scherzi? alla nostra età ormai gli uomini sono tutti fidanzati, convivono se non sono addirittura sposati e/o con figli... almeno quelli che possono piacermi. ma quello sarebbe il meno, là.....

G.: in che senso ...?

pdc.: nel senso che ormai sono  tutti fedeli.

...

pdc: puoi immaginare perversione peggiore in un uomo?

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mercoledì, 07 dicembre 2005

punto

da pungere, penetrare

qualunque minimo segno materiale, termine estremo della linea matematica

in ortografia, piccolissimo segno che si mette alla fine di un periodo per indicare che il senso è compiuto

interrogativo, esclamativo,dolente,d'onore,fermo, di riferimento, fisso,nero,di rottura,cardinale.

decine di punti.

il punto ora è questo: mettere un punto.

decidere quale.

.

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martedì, 06 dicembre 2005

evoluzione dei giochi.

io: di grazia, bla bla bla.

lui: è dal medioevo che non sento più usare di grazia.

io: e tu cosa ci facevi nel medioevo?

lui: l'amanuense.

io: beh, io potevo fare il miniaturista.

lui: ah, allora si giocava..

io: si, all'amanuense e al miniatore.

lui: ma non era il dottore?

io: evoluzione dei giochi da tavolo...

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on air

Sweet dreams are made of this Who am I to disagree? I travel the world And the seven seas Everybody's looking for something. Some of them want to use you Some of them want to get used by you Some of them want to abuse you Some of them want to be abused.   
(Hold your head up--Keep your head up--MOVIN' ON)

Sometimes I feel I've got to Run away I've got to Get away From the pain that you drive into the heart of me The love we share Seems to go nowhere I've lost my lights I toss and turn I can't sleep at night Once I ran to you (I ran) Now I'll run from you This tainted love you've given I give you all a boy could give you Take my tears and that's not nearly all
Tainted love Tainted love Now I know I've got to Run away I've got to Get away You don't really want any more from me To make things right You need someone to hold you tight
You think love is to pray But I'm sorry I don't pray that way Once I ran to you (I ran) Now I'll run from you This tainted love you've given I give you all a boy could give you Take my tears and that's not nearly all Tainted love Tainted love Don't touch me please I cannot stand the way you tease I love you though you hurt me so Now I'm going to pack my things and go Touch me baby, tainted love Once I ran to you (I ran) Now I'll run from you This tainted love you've given I give you all a boy could give you Take my tears and that's not nearly all Tainted love Tainted love Tainted love

Quatre consonnes et trois voyelles C'est le prénom de Raphaël Je le murmure à mon oreille Et chaque lettre m'émerveille C'est le tréma qui m'ensorcelle Dans le prénom de Raphaël Comme il se mêle au a au e, Comme il les entre-mêle au l Raphaël à l'air d'un ange Mais c'est un diable de l'amour Du bout des hanches Et de son regard de velours  Quand il se penche Quand il se penche mes nuits sont blanches Et pour toujours Hmm  J'aime les notes au goût de miel Dans le prénom de Raphaël Je les murmure à mon réveil Entre les plumes du sommeil Et pour que la journée soit belle Je me parfume Raphaël Peau de chagrin pâtre éternel Archange étrange d'un autre ciel Pas de délice pas d'étincelle Pas de malice sans Raphaël Les jours sans lui deviennent ennui Et mes nuits s'ennuient de plus belle
Pas d'inquiétude pas de prélude Pas de promesse à l'éternel Juste le monde dans notre lit Juste nos vies en arc en ciel Raphaël a l'aire d'un sage Et ses paroles sont de velours De sa voix grave Et de son regard sans détour Quand il raconte Quand il invente je peux l'écouter Nuit et jour Hmm Quatre consonnes et trois voyelle C'est le prénom de Raphaël Je lui murmure à son oreille Ca le fait rire comme un soleil

Ore che lente e inesorabili attraversano il silenzio del mio cielo per poi nascondersi ad un tratto dietro nuvole che straziano il sereno sentirle riaffiorare quando tutto sembra aver trovato il giusto peso
aver la voglia di rubarle al tempo per potergli dare tutto un altro senso distratto, stupido e testardo come sempre provo a farlo ho deciso di fermarlo per poterti avere ancora non dire una parola sperando che non se ne accorga ho strappato via anche l'ultima mezz'ora pensando che sia l'unica maniera per sentirti qui vicino ancora sempre più stupido e testardo come sempre torno a farlo e di nuovo per fermarlo e poterti dire ancora tra nuvole e lenzuola non farlo per un'ora non farlo per un'ora e stringimi allora tra nuvole e lenzuola non dire una parola non dire una parola ore che lente e inossidabili
attraversano il silenzio del mio cielo e si nascondono ad un tratto dietro nuvole che straziano il sereno le senti riaffiorare quando tutto tutto sembra aver trovato il giusto peso aver la voglia di rubarle al tempo per potergli dare ancora un altro senso ancora stringimi allora tra nuvole e lenzuola non farlo per un'ora non farlo mai per ora abbracciami ancora tra nuvole e lenzuola non dire una parola non dire una parola ore  che lente e inossidabili attraversano il silenzio del mio cielo e si nascondono ad un tratto dietro nuvole che straziano il sereno le senti riaffiorare quando tutto tutto sembra aver trovato il giusto peso aver la voglia di rubarle al tempo per potergli dare ancora un altro senso ancora

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:14 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
categorie: pensieri di carta
domenica, 04 dicembre 2005

. __ e poi?__ a capo

prima domenica di lavoro ritorno a casa nel buio

la musica nelle orecchie mi racconta storie e stasera mi sembrano finte

sono stanca

incrocio coppie giovani coppie coppie anziane coppie di persone che non si sfiorano e non sanno quello che si perdono

incrocio la mia immagine nelle vetrine dei negozi e gli sguardi della gente dentro i bar per l'aperitivo.

cammino veloce e sbuffo un vapore biancastro che so che è il freddo, ma mi pare di essere un treno.

intanto sfioro l'i-pod e cambio storia su storia. raccontatemi bugie e fatelo in musica, questa sera va bene così.

la vita vera è qui fuori. là. fuori da qualche parte. io ci passo attraverso. ai margini.

busso alle finestre chiedendo se disturbo. faccio domande di cui so già la risposta.

respiro il freddo lo tiro su con il naso fin dentro i polmoni e mi sento un pò sola.

ho mancanze, manchevolezze, mancamenti.

magari ho solo sonno; eppure lo aspetto e lui non arriva. continuo a star sveglia.

qualcuno spenga la luce, mi rimbocchi la coperta, e mi auguri un riposo senza sogni, qualcuno mi addormenti che se non dormo non posso svegliarmi.

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:14 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
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sabato, 03 dicembre 2005

del perchè le commesse preferiscono le brune...

la serata inizia alle sei e mezza circa, quando esco dal negozio e mi butto nel traffico. mi caccio in testa il mio orribile cappello e vado; mi accorgo che non piove ma nevica perchè è inequivocabile questa pioggia è densa e bianca e fioccosa, quindi no, non posso chiamarla pioggia, ma devo chiamarla neve.

il fatto di dover raggiungere un paesino ad un tot di Km dalla città, non è la prospettiva migliore se le strade non sono al meglio della percorribilità, anche in virtù del fatto che Moncalvo è sul cocuzzolo della collina, e salite e discese si sa, non sono in completa sintonia con i fondi stradali in condizioni non ottimali.

comunque, mi vesto. devo fare la maschera in teatro , mi han solo detto, vestiti di nero, se sei scollata è meglio così la gente non si focalizza sui problemi.

il primo passo che muovo in teatro segna già il destino della serata. mi scivola il tacco dello stivale e la mia gamba destra accenna alla disarticolazione. la caviglia plasticamente si piega su se stessa ma, grazie a non so quale combinazione di fattori, non cado rovinosamente a terra, bensì vagolo per alcuni terrificanti istanti nel nulla, di quegli istanti in cui il tempo pare fermarsi e tutto possa accadere. poi come se nulla fosse, riprendo a camminare. ho fatto un metro e mezzo in un mezzo passo in scivolata, ma mantengo un certo applombe. (che chissà se si scrive così, ma il concetto spero sia passato...)

guardo Gianni e dico testuali parole: "beh, se questo è lìinizio della serata, chissà la fine cosa ci riserva...

intanto Dorelli è in ritardo, prigioniero di un bmv o di un mercedes che arranca in un frenetico metti catane togli catena jonni-san.

arriva la gente. sorrisi e il mio posto dov'è e come mai e perchè  e che caldo e che freddo e posso spostarmi e ma quanta gente e signorina dov'è il bagno e il guardaroba e secondo lei di qua e secondo lei di là. un signore mi dice accigliato che non vede nula; io gli spiego che se vuole può spostarsi di sotto alla fine del primo atto, lui mi dice che quei posti non erano da vendere, io rispondo che in prevendita lo si dice sempre che il posto è brutto e non si vede, lui dice che però non si sarebbero neppure dovuti fare quei posti, io allora capisco che ho a che fare con un pazzo, e gli spiego che la gente è strana e che anche se le si spiega che il posto è pessimo e si preferirebbe non venderlo, ad un certo punto, queslli nno capiscono più nulla e lo prendono lo stesso. lui grazie al cielo non capisce che l'ho gentilente insultato e passa ancora un quarto d'ora ad importunarmi e io a cercare soluzioni che non vengono prese in considerazione.

fra varie amenità, tipo l'arrivo di Dorelli che esce sul palco per scusarsi del ritardo, e la gente appalude, e si scusa, e la gente applaude ed esce e la gente applaude... fra la chiusura della cassa, i pagamenti e problemi tecnici e tecnici che si inseguono insultandosi e luci in sala accese prima e appunto, amenità varie, arriva la fine del primo tempo.

all'inizio del secondo, mi piazzo in sala e cerco di vedere un pò di spettacolo.

la tristezza cala su di me improvvisa ed inesorabile. sarà questo Dorelli sempre bravo, ma così appesantito. o sarà questa storia di attore alla fine della carriera che io manco a questo punto so se avrò mai una carriera, soprattutto come attrice, per dire. oppure saranno i due protagonisti, due vecchi attori che hanno litigato e non si parlano per anni, pur volendosi bene sotto sotto, e mi fa pensare a tutte le persone che non si parlano e son sicura che ad un certo punto uno dei due si stanca e non può farci nulla o poco e comunque non lo fa. Insomma, la storia è triste, la neve cade fuori e a D. consiglio di uscire con gli amici e divertirsi e che noi ci si vede un'altra volta, e mi sento sola, e S. accanto a me, mi guarda triste anche lei, stanca del finto del teatro, che lo so, sembra sciocco, lo sappiamo che il teatro è finto, ma ieri sembrava tutto più finto e io ho capito cosa voleva dire e come fare e cosa dire, che intanto ha ragione.

lo spettacolo finisce, la gente è contenta, gli applausi applauseggiano nella sala, riecheggiando dalla platea alle gallerie, e forse escono e chissà, magari si perdono dal soffitto nella neve di fuori...

già. la neve di fuori. ne è caduta nel frattempo. e noi siamo fortunati, perchè un pò i mezzi, un pò il traffico, e la strada è già più percorribile rispetto ad un paio di ore prima. io e accompagno Silvia, che inspiegabilmente sfoggia un paio di scarpette a punta con tacco vertiginoso. il buon Stefano ci scorta fino alla macchina di Gianni, momentaneamente promosso sul campo  a fotografo.

saliamo in macchina. certo ci sarebbe da accendere il riscaldamento, ma perchè arrischiarsi in questo campo, le macchine e i motori e le accensioni e le marce e chissà questa sera cosa non potrebbe succedere e patapim e patapam. insomma, decidiamo di rimanere al freddo.

Silvia: ma sotto la neve non dovrebbe fare più caldo?

io: si. beh, dovremmo esserne sommerse probabilmente, per stare al caldo.

Silvia: oibò.

io: bhe, se andiamo avanti così, non dovremmo metterci molto, comunque.

intanto fuori nevica e tuona e lampa. cribbio. è già brutto che cada un fracasso di neve, ma i lampi e i tuoni, quelli, proprio. dalla guerra dei mondi in avanti, i fenomeni atmosferici anomali li vivo male.

ci concediamo una breve cena (son quasi le due, cena è un eufemismo, direi...) intorno a noi rami caduti per la strada e strade bianche e bianche e bianche; almeno adesso le tracce bianche polverose per strada non saranno più solo quelle di coca... :-) intanto passo davanti alle case che conosco e mi chiedo quanti amici parenti conoscenti domattina spaleranno neve.

ed ecco finalmente il ritorno a casa. evitando accuratamente le salite e le discese, vengo depositata da G&S nel punto più vicino e, parrebbe, meno pericoloso.

raccolgo i pantaloni e mi avventuro nella neve che arriva oltre la caviglia. varco la soglia di casa, dove una madre premurosa e assonnata mi aiuta a discatramere i miei abiti dal mio corpo.

a svestizione avvenuta, squilla il cellulare; un laconico messagio dell povera S.: "siamo impantanati sotto casa tua"; telefono, e chiedo se è il caso di scendere e spingere...

allora, mi rivesto alla bell'e meglio... piglio gli scarponcini marroni e un paio di pantaloni della tuta neri  mi infilo una maglia di lana marrone  e un giubbotto con cappuccio rosso di mia madre di due taglie più grande. sveglio mio padre e gli impongo il badile. di corsetta leggera ci avviamo alla punto bloccata e badila di sù badila di giù e io che spingo da una parte e tengo dall'altra (ormai potrei farlo per lavoro, la disimpanatrice di auto...) e finalmente sembra che l'auto parta e parte sul serio e G&S si allontanano e io e mio padre torniamo a casetta nostra.

mi ritolgo tutto un'altra volta e il sonno sembra passato, ma mi metto sotto le coperte e penso e penso e penso; penso così fortemente e assiduamente che la stanchezza finalmente mi coglie.

fino alle nove del mattino dopo, quando quella santa donna di mia nonna pensa bene di telefonarci per dirci che c'è un mucchio di neve. Grazie. non me ne ero mica accorta. Ma ora che il lancinante suono del telefono mi ha perforato il cranio posso anche svegliarmi e andare a lavorare.

qualcuno si sta ancora chiedendo perchè le commesse preferiscano le brune?

perchè alle bionde non va mai bene nulla. le more hanno la bonomia di star bene quasi con tutto; le bionde hanno l'assurda pretesa di star bene solo con un paio di colori. gli altri le sbattono. SBATTONO? figlia mia, ti giuro che non hai idea di cosa voglia dire sbattere. sbattere sono io che dopo una notte del genere stanca e con il mal di testa mi trovo te di fronte che mi dici schifata sta cosa del colore, e potresti scoprirne il significato solo se io in preda a cinque minuti di furore omicida prendessi la tua testa di cavolo e la sbattessi sul bancone e non la smettessi fino allo scorrere il sangue (e anche allora mi fermerei solo per non sporcare la merce).

 

 

 

 

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 14:37 | link |in line commenti (7) pop up commenti (7)
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venerdì, 02 dicembre 2005

su di un mucchio di cose che hanno scarsa attinenza le une con le altre. ma forse no

Se ne potrà dedurre quella che è probabilmente la verità ultima del puzzle: malgrado le apparenze non si tratta di un gioco solitario: ogni gesto che compie l'attore del puzzle, il suo autore lo ha compiuto prima di lui; ogni pezzo che prende e riprende esamina, accarezza, ogni combinazione che prova  e prova ancora, ogni suo brancolare, intuire, sperare, tutti i suoi scoramenti, sono già stati decisi, calcolati, studiati dall'altro.

Georges Perec, La vita, istruzioni per l'uso.

E' estate.è la costa della Corsica. Fabio legge un libro. Fabio legge Il mondo secondo Garp, di Irving. Fabio legge Il mondo secondo Garp, di Irving, alza la testa dopo aver letto a malapena due pagine, e mi guarda con quello sguardo che ha da quando ha quindici anni, e adesso che ne ha il doppio, non gli è ancora scappato dagli occhi: capisco perchè ti è tanto piaciuto.

io sorrido, mi guardo l'ombelico, invero un pò schifata dalla vista biancastra e molliccia. lo guardo, sorrido anche a lui. E' inutile aggiungere altro. come al solito, ha ragione. 

e penso agli altri libri di Irving, che nel mondo di Garp li puoi trovare quasi tutti...

E insieme attingemmo a quel silenzio pratico, una sorta di saggezza, che si apprende solo dopo alcuni anni di buona vita coniugale. Entrambi fingemmo di dormire finchè non ci addormentammo.

Jonh Irving, Doppia coppia

Ad Irving non ci pensavo da tempo. mi ci ha fatto ripensare DvD. La vita è insomma un po' la posizione della mucca o quella dell'elefante: l'essenziale è che fa male

DvD scrive: sei più genuina, secondo me

pensieridicarta scrive: genuino, non so perché, mi fa pensare alla campagna

DvD scrive:

pensieridicarta scrive: ridi ridi, che io mi sto immaginando me stessa che fa la contadina a inizio secolo a veglia nelle stalle...che tristezza, però.

DvD scrive: ma perchè?

pensieridicarta scrive: perchè genuina non mi fa venire in mente, …che so, una figa da paura ricca e intelligente che fa un lavoro che le piace?

 

 

pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 00:23 | link |in line commenti (2) pop up commenti (2)
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