
che vuol dire tutto questo! è inutile, non ho capito niente,non capisco niente. nessuno potrebbe capire. e tuttavia non mi meraviglio. c'è da meravigliarsi che non mi meravigli. c'è davvero da meravigliarsi. ah! questa poi! avrei dovuto capire da un pezzo. è meraviglioso! e io che mi preoccupavo tanto! chi ha mai potuto immaginare una simile burla! che casino! o Dio, che inenarrabile casino!
E. Ionesco, Che inenarrabile casino!
Nella mia stanza per altre vie da te ritornerei nella mia stanza
da parte a parte il cielo legherei alle mie dita e crolli il mondo su di me
nella mia stanza altro che mie le ore in cui non sei (nella mia stanza)
nella mia stanza di carta e inchiostro il tempo vestirei con le mie dita
e crolli il mondo su di me
se stringi tra le mani la mia voce ti accorgi che tu non sentirai distanza
è tanto...
troppo tempo
che vorrei poterti dire che io... io non sento la distanza
io non sento la distanza nella mia stanza
Negramaro ___ Nella mia stanza
non si può esprimere il concetto "ti ho pensato" per mezzo dei termini "mi sei venuto in testa".
non è la stessa cosa.
che importa sapere la differenza fra un sogno e un incubo?
tanto dopo ci si deve comunque svegliare.
9
Ci sono amori di fuoco: altri appassiscono nell'incuria, ma l'amore più intenso, il più pulito, è la lussuria. E la loro lussuria era furore. Aveva un odore, di acciao, di pietra, di martelli...clangore, colpire, martelli. Un odore di torce selvagge, rombanti, da spezzare il ferro, da accecare anche i santi: di lunghi treni che si schiantano sotto terra, e schiantano le strade, come tuoni di guerra: l'odore di un motore; sgorga il vapore; piedi che pestano; folla in clamore. La lussuria li aveva drogati. Potevano finire dilaniati. Ma in ogni caso, no: non si sarebbero fermati.
Josheph Moncure March & Art Spiegelman
THE WILD PARTY
Dove andiamo questa sera sulla mia pelle il tuo sguardo mi sfiora prova a chiedermi un sorriso
per te ho messo il mio rossetto deciso e sono lì quando mi chiami io non lo so quello che pensi di me
Guarda che non sono una bambola io che in tutto quel che faccio ci metto l'anima sogno un amore da favola ho tanto bisogno di te
Tra gli amici e l'atmosfera io non sopporto di restare in vetrina e mangio troppa cioccolata forse ero te nella mia vita passata
Se cerchi sentimento dolce mi troverai questo mio cuore e una fragola che tieni stretto e immagina pensa a tutte le volte che il dolce è passato, che cosa è restato? forse era solo una favola
E mangio troppa cioccolata
non rammento il sogno di stanotte
se non per alcuni insignificanti particolari. (una cornice con la foto dei suddetti stilisti; una mano stretta per una presentazione che era un addio)
eppure stamattina mi sono svegliata con 'sto cuore un pò palpitante.
pulsa nel solito posto nella cavità toracica, leggermente decentrato sulla sinistra.
però
pulsa anche nel cervello
pulsa in ogni voluta delle mie viscere
pulsa persino nei polpastrelli
non ho più una circolazione sanguigna; ho un flusso e riflusso da marea
concedetemolo; ma oggi mi sento un pò troppo viva per i miei gusti.
spero solo non sia influenza...
gli anni ottanta. adesso vanno tanto di moda. quasi che ci fosse gente che realmente si rammaricasse di non averl ivissuti.
io c'ero.
di loro mi ricordo
1982:
ero con mia madre, era una sera (forse) quasi calda, o me la ricordo tale. mi aveva portato a fare un giro ai giardini di fronte alla maternità, perchè gli altri stavano guardando una partita. ad un certo punto in quel silenzio irreale in cui si poteva percepire il suono dei respiri all'unisono ( ricordo che questa era la precisa sensazione che avevo) dalle finestre aperte si sentì urlare goooooooooooooool".
l'Italia aveva vinto i mondiali.
1986/87:
sono gli anni delle scuole medie.
mi ricordo il muretto sotto casa mia, con le figurine dei paninari (?!?), la musica di grease, quella orribile polvere gialla lasciata dalle pignette molli dei pini della mia via, il primo sorrriso di M.
1989:
è sera, sono al primo anno delle superiori, dal televisore, il solito Festival di Sanremo, io sto disegnando qualche figura geometrica su fogli più ampi del lenzuolo del mio letto. Raf sta cantando cosa resterà degli anni' 80.
(e di altre cose in effetti ce ne sarebbero a iosa, ma mi pare che nessuna mi abbia portato un beneficio evidente...)
ci sono occasioni
ci sono dei giorni in cui le parole ti rimangono appiccicate addosso e non hai voglia di lasciarle scivolare via;
in cui leggere
in cui la realtà o la guardi dritta negli occhi, oppure si confondono le forme familiari e gli odori che non conosci prendono il sopravvento;
(anche sempre)
in cui si finisce per scrivere cose difformi dal pensiero effettivo
non basta
oppure semplicemente il pensiero effettivo
bisogna saper leggere
è difforme da quello che si dovrebbe
anche tra le righe
e non puoi darti torto.
a buon intenditor...
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Ma pure il Trivial Pursuit non scherza mica.
...si è fra l'incudine e markette.
più precisamente, sul mio telecomendo, fra l'incudine, tasto 6 e markette, tasto 8, non so perchè, ci sta play boy presenta, tasto 7.
non mi dispiace 'sta ragazza.
chiamatela più formalmente Pensieri di Carta, o abbreviatela in P.d.C., o più amichevolmente, Pidiccì.
ha comunque delle potenzialità che io non ho.
ed è un bel dire, che siamo la stessa persona.
lo so.
solo ogni tanto, avverto uno scarto, una breve distanza.
un pò la invidio.
cammino in mezzo all'autunno;
un filo di musica culla i miei fianchi.
E' una buona giornata.
è incredibile cosa non si annidi dietro ad una scrivania
ed è incredibile come sia casuale scoprirlo.
Marianna ha i capelli castano scuro.
Silvia ha i capelli lunghi 50 cm.
eppure per me, l'una è bionda, l'altra ha un taglio di media lunghezza.
mentre ad Asti parte degli astigiani (parte relativamente cospicua, parrebbe...) decideva di partecipare ad una simpatica operazione di polizia, una specie di festa a base di champagne, un gruppetto di prodi avventurosi della parola, scritta e non, ha optato, declinando l'apparizione seppur marginale al colossal che avrebbe potuto regalar loro fama/e/successo, per il percorrere la lunga e tortuosa strada che conduce alla narrazione e alla ricerca di essa.
ma la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo.
perdura una calma stupita
fatta anch'essa di foglie e di nulla.
Non resta,
di quel tempo al di là dei ricordi, che un vago
ricordare.
(C. Pavese, La notte)
esiste un piacere sottile nell'ordinare le nuove cioccolate della lindt.
Ed è sgorgere l'espressione incredula dalla barista nel momento in cui le assicurate che si, state proprio ordinando quella che pensava di non riuscire a sbolognare a nessuno.
Aroma: limone e rosmarino...
ciedete conferma ai testimoni...
chissà come mai, entrambe abbiamo snobbato gli alleati dell'amore e del risveglio delle passioni, a favore della magica atmosfera e della concentrazione.
un ulteriore arricchimento all'ambiente, i quattro pargoli che saltavano come ossessi rendendo il soppalco una sorta di traghetto in preda ad un mare forza nove.
Maracaibo... rum e cocaina..
altra canzone, altra storia, altro bar, altro consumo...
pensieridicarta scrive:intanto io son qui che cerco di capire cosa fare e come... credo sia giusto e sano avere una vita al di là di queste finestre strane curiose e un pò inquietanti...
DvD scrive:finestre msn?
pensieridicarta scrive:si.
DvD scrive:straniano, vero
pensieridicarta scrive:anche se deve esistere vita anche al di là della finstra di casa mia non si spiegherebbe altrimenti il vociare e clacsonare