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inspiegabilmente visitato *loading* volte... e a volte, ritornano!!!

Contro la musica nel template

sabato, 27 agosto 2005

mi chiedono, a volte, ma te che vuoi fare?
e omettono, glissando signorilmente, il "da grande", ché grande son già.
da un pezzo dovrei sapere o avrei dovuto iniziare ad immaginare cosa fare.
perché la leggenda vuole che siano i sogni a plasmare il mondo no, le cose prima non esistono, poi le si pensano ed ecco che l'idea germoglia.
possibile dunque che io non sogni abbastanza?

magari ho solo questa idea, o chiodo fisso, o paranoia che le cose, quelle importanti, ho le hai nel sangue, oppure no.

e io, nel sangue, alla fine che ho?
qualche piastrina, dei globuli, bianchi e rossi. qualche germe, virus o batterio all'occorrenza.

ma un qualche talento, anche spicciolo, tipo argent de poche?

ormai son grandicella pure per andare in giro con la ciotola ad elemosinare frammenti di gloria altrui.

c'è aria di temporale nell'aria.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:47 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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venerdì, 26 agosto 2005

Z. : "eh, visto, che la città è piccola."
P.d.C: ", eh, già, a ben guardare, alla fine si scopre che siamo tutti mezzi parenti"
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:33 | link |in line commenti (6) pop up commenti (6)
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mercoledì, 24 agosto 2005

"Non potrò più essere un Angelo... L'innocenza, una volta persa, non può essere riconquistata."
Lucifero, in "Stagione di Nebbie"

Ora che ci penso.
è curioso che neromitero mi consigli un fumetto, una serie di belle storie, in cui i personaggi principali
Desire, che profuma di pesche d'estate e i cui sorrisi sono come lo scintillio della lama di un coltello
Despair, sua gemella, dagli occhi che hanno il colore del cielo in quei giorni grigi e piovosi che sbiadiscono il mondo, e la cui morsa aggancia il cuore e lo dilania
Destiny, che ha odore di polvere e di biblioteche notturne
Delirium/Delight, dall'ombra come di velluto antico
Dream e la sua sorella prediletta,
Death
ed infine il misterioso
Destruction

inizino tutti per D.

Dream:
"le cose non serve che siano accadute per essere vere. I racconti e isogni sono le verità ombra che dureranno quando i semplici fatti saranno polvere e ceneri, e dimenticati."

Death:
"quando il primo essere vivente è esistito, io stavo aspettando. Quando l'ultima cosa vivente morirà, il mio lavoro sarà finito. Metterò le sedie sul tavolo, spegnerò le luci e chiuderò l'universo dietro di me quando me ne andrò."
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 22:42 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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lunedì, 22 agosto 2005

silenzio e rumori

credo che da oggi in avanti il suono che rimarrà indissolubilmente legato nella mia mente al concetto di solitudine, sarà il cozzare nel catino, pieno di acqua fredda della sera prima, fra il bicchiere che hai appena tolto e che ha lasciato un triste tondo zuccherino di coca col sul tavolo della cucina e la tazzina del caffè, che galleggiando in quel nulla liquido, si incontrano, sussurrandosi qualche messaggio incomprensibile.


pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:54 | link |in line commenti (8) pop up commenti (8)
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monopoli.


Simone:" eh, dai, e vendimi 'sto cavolo di ultimo azzurro, silvia, per piacere..."

P.d.C: " assolutamente no, stiamo giocando a monopoli, qui il socioassistenzialismno è contrario alle regole."
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 10:42 | link |in line commenti (2) pop up commenti (2)
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domenica, 21 agosto 2005

stelle

quest'anno non ho ancora avuto occasione di scrutare il cielo per cogliere scie luminose.

io alcune cadute le ho fatte; spero che qualche stella mi abbia visto e abbia espresso un desiderio.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 11:32 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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sabato, 20 agosto 2005

paese che vai...

il bello del paese è la circolarità del tempo che vive.
il paese è ciclico, e in ogni ciclo ripropone modificati alcuni elementi, ma la loro essenza rimane immutata.
è forse l'essere legato indissolubilmente alle stagioni.
sarà che la stagione è metafora di vita.

nel paese il bello e la bella finiscono sempre con lo sposarsi, e fare tanti figli.
perché se vuoi rimanere in paese, incolli quello che già c'è.
come una ricetta, che ti viene voglia di farla solo se gli ingredienti li hai pronti in casa.

nel paese ci nasci, se non ci nasci ci devi lavorare.
allora sei del posto.
è il sudore, il legame.
il riconoscersi come organismo unico.

se come me è una vita che ci passi l'estate, rimani sempre straniero.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:05 | link |in line commenti (1) pop up commenti (1)
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venerdì, 12 agosto 2005

lo dico spesso, che lavorare stanca, citando il buon Cesare.
(non, non quello che va a spasso per i colli cremonesi con la vespina, che qui l'unico che va per i colli monferrini potrebbe essere Zumal, ma è tutta un'altra storia...)
comunque, ci son giorni che lavorare stanca di più.
ad esempio, quei giorni in cui ti sporgi fuori dallo specchio della porta e scuti l'orizzonte a destra e sinistra e ti senti come nel deserto dei tartari, solo che tu aspetti che arrivi gente che compri e invece il corso principale della tua città è vuoto, vuoto come certi scenari cittadini descritti da Calvino.
poi, come nel gran finale il giorno dei fuochi, ti entra una serie di strani personaggi.
che io mi dico, sono persone, sono madri e mogli e mariti, e nonne, dovrebbero essere come me.
e invece, a una manciata di minuti dalla chiusure dei saldi, c'è chi vuole la disponibilità di taglie e colori di inizio stagione.
c'è chi prova tutti i modelli di tutti i colori.
c'è chi trova il modello ma ti chiede con quello sguardo che ricordi di aver visto solo a Bambi quando gli muore la mamma perché quei colori e non altri.
non lo so, perché sono scelte aziendali, che dire, in tutti i negozi ci sono gli stessi colori, perché io dovrei averne degli altri?
poi ci sono quelli che misurano un capo e poi lo misurano nella taglia inferiore e superiore, poi la stessa cosa per tutti i colori a disposizione, e poi ne vorrebbero di un colore che non c'è più o nel modello o nella taglia.
aprono le zip e ti dicono che è scomoda, si infilano il capo e lo tirano lo stirano lo girano e lo sistemano sulle spalle.
ti chiedono se per caso si stringerà o cederà, slabbrerà, stingerà.
nonl o so, ma ho idea che nel guardaroba di certuni alcuni capi pagheranno le tarme per porre fine alla loro sofferenza, anche capi che le tarme non li guardano, tipo la viscosa, o i sintetici, si, lo so, ne sono certa, alcuni capi nel buio di dei loro armadi, tentano invano il suicidio, ma io signora, non glielo posso certo dire prima che lei mi abbia dato le banconote o che abbia fatto strisciare la sua carta nell'apposita macchinetta...
c'è chi si porta appresso creature minuscole che spaccia per bambini, ed invece sono demoni dell'inferno, capaci di scatenare l'inscatenabile.
solo stamane, uno è entrato urlando, si è fiondato negli scaffali della roba da uomo, ha messo le mani ovunque e quando non erano nella roba naturalmente erano in bocca, cosa che però non impediva all'essere di urlare cose sconnesse e senza senso, solo rumore pestilenziale che impediva a tutti di comprendere cosa stava accadendo, tranne naturalmente alla nonna, che ormai evidentemente abituata, non faceva caso alla cosa, figuriamoci correre ai ripari, neppure quando si è tolto scarpe e calze e ha cercato di fiondarsi nel camerino dove una signora ignara si stava cambiando.
lavorare stancherà anche, ma come rinunciare a questo zoo?
poi, novella Marcovaldo, paragone azzardato lo so, che poi se ripenso quanto lo detestavo al tempo delle medie, ebbene, me ne ritorno a casa, annusando l'aria, che non sa solo di gas di scarico, e scorgo tutta quella scia di natura che in Asti ogni tanto emerge;
gli spruzzi delle fontane e il rimbalzare sulla pietra della scultura, le tartarughe che con il sole di mezzogiorno camminano pigre nel crtile, la lucertola appena nata che risospingi verso la crepa nel muro per non farla andare a morire nel parcheggio di fronte, le bucce delle prugne che cadono sul marciapiede, che pare cosparso di marmellata, e quelle ancora sui rami, che fra poco cadranno, sotto il peso di piogge rapide e violente come quella di ieri sera, che mi sono goduta alla finestra, goccia a goccia.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:44 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
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mercoledì, 10 agosto 2005

Cammina per strada, fra afa e calura, pensando al quel fresco che c'era al mattino e si domanda dove possa essere andato a morire.
cammina per strada pensando che dovrebbe esserci più rumore di passi, ma i tacchi in estate, chi è che li mette? al massimo un fruscio di infradito.
cammina ed ogni passo ha un piccolo dolore insistente che a tratti toglie il respiro.
E si domanda se quel dolore senza alla nome, alla fine, non abbia proprio il suo, di nome.
incomincia a pensare che il suo male sia lei, quella parte di lei che fa così mediocremente media fra i suoi altissimi alti e gli abissi nei quali ogni tanto si trova a sua insaputa.
alla fine, continua a camminare fino a casa.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:30 | link |in line commenti pop up commenti
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è evidente che ci sono dolori che si raggrumano e spostano nel corpo fino a consolidarsi, solo che dobbiamo dargli altri nomi per evitare di capire cosa siano realmente.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 15:29 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
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martedì, 09 agosto 2005

notturno

quelle notti,
quelle di quando non si aveva vent'anni, e di dire "dieci anni fa" non se ne aveva neppure l'idea.
quelle quando anche solo un respiro pareva potesse cambiare la vita, ché se ne aveva così tanta davanti, e si pensava di non doversi mai voltare indietro, che intanto non c'era nulla di interessante da sbirciare, che nulla era perduto, lasciato,dimenticato, semplicemente trascorso e vissuto, consumato.
quelle estati, quando estate era vacanza, e tutto pareva possibile, e l'inverno era scuola e tutti che tornano a casa e tornare a casa presto la sera all'imbrunire.
quei momenti che si vivevano intensi, di afa notturna e stelle e luna piena, e rumori smorzati che entrano dalle finestre aperte.
notti di lucciole e grilli; di sirene in lontananza e risate che salgono e si perdono tra le foglie degli alberi.
quelle estati che ferragosto non poteva non profumare di carne grigliata e autan e sudore, e poi alla sera, capivi che il tempo era scaduto, che l'autunno era alle porte, e nei paesi la gente iniziava a non uscire più, e in città il deserto ricominciava lento a prendere vita, come dopo una pioggia.

mi domando se qualcuno ancora le viva, certe estati.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 09:20 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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lunedì, 08 agosto 2005

ingombri.

sono, lo ammetto, l'unica donna che conosco che insite affinché il proprio uomo vada in vacanza da solo perché è necessario che abbia degli spazi.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 21:15 | link |in line commenti (5) pop up commenti (5)
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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

per dire, pensieri di carta a ferragosto sarà a casa.
qualcuno fa qualcosa?
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:11 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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sabato, 06 agosto 2005

E poi, ci sono quei giorni in cui volente o nolente, ti piaci.
Nonostante il guardarsi allo specchio storgendo il naso.
Perché conosci la tua carne e sai come muovertici dentro, ormai.
Perché è buono il profumo della pelle.
Perché hai conosciuto persone nuove.
Perché ti piacciono sempre più quelle che conosci.
Perché è dolce il dondolio nella camminata, e luminoso lo sguardo.
Perché la città è piccola, ma i confini si fa in fretta ad allargarli e ci sono decine di territori inesplorati in cui avventurarsi.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:41 | link |in line commenti (3) pop up commenti (3)
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pensavo fosse uno sprazzo, e invece era un inizio
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 12:47 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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venerdì, 05 agosto 2005

due bicchieri, nemmeno troppo pieni,
di barbera a 13 gradi.
e sono riuscita a rivalutarmi agli occhi di me stessa.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 01:45 | link |in line commenti (9) pop up commenti (9)
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giovedì, 04 agosto 2005

mondo palio

F. - P.d.C., ci saresti per sfilare al palio?
P.d.C. - Si si.
F. - sei pronta a calarti nella parte?
P.d.C. - che devo fare?
F. - la prostituta
P.d.C. - pagando il giusto
F. - brava, vedo che hai già capito
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 13:44 | link |in line commenti (1) pop up commenti (1)
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mercoledì, 03 agosto 2005

allucinante visione...

quella del tuo ex fidanzato, che ha appena casualmente conosciuto il tuo attuale fidanzato, e che gli racconta di quanto fose stronzo il primo fidanzato della sua ex fidanzata.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 19:42 | link |in line commenti (10) pop up commenti (10)
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lunedì, 01 agosto 2005

certe notti

come questa.
ti si scioglie qualcosa dentro.
quei nodi che dovevano venire al pettine, come si suol dire.
e vorresti fare pace con tutti, perché hai fatto pace con te stessa.
e ripensi
e nonostante tutto
sorridi.
pensato e trascritto  da: pensieridicarta alle ore 01:15 | link |in line commenti (4) pop up commenti (4)
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