Mia madre che sgrida le rose nane perché son cresciute troppo; i ricci alla Jan Brett che sculettano felici nel cortile dopo la mezzanotte; fiori nel giardino in quantità e varietà tale che mi potrei aspettare una fuoriuscita di fate stile Cicely Mary Barker; un’ambientazione stile Rackham (Arthur, non la rivista) comprensiva di gatti alla Beatrix Potter. Mi viene da pensare di abitare a Bosco di Rovo.
Una volta era l'ipsazione che si voleva reprimere con il monito della cecità.
Ora è il viagra che forse fa calare la vista.
Girala tirala, comunque la si metta, sembra sempre ci sia uno strano collegamento fra genitali e nervo ottico.
Si alzò, domandò ancora, Noti qualche differenza, Nessuna, disse lui, Attenzione, adesso spengo la luce, dimmi, adesso, Niente, Niente cosa, Niente, vedo sempre lo stesso bianco, per me è come se la notte non ci fosse.
J. Saramago, Cecità
E voi, che cinema siete?
Sono uno di quei cinema che non sembrano cinema;
di quelli che magari stanno in centro, ma hanno ambizioni di periferia.
Di quelli dove si entra per caso.
Poca luce, qualche granello di polvere in più rispetto a quello che ti aspetteresi.
Una stanza sempre aperta, dove il biglietto costa poca, di quelli dove ci sono più riduzioni che interi.
Di quelli dove proiettano molte anteprime, e pubblicità.
Dove la gente può entrare a film già iniziato, ed uscirne quando vuole, e a volte, pure tornare.
Sono un cinema dove si proiettano film un pò di tutti i tipi.
Poca azione, forse, qualche storia cervellotica anch'io, qualche storia che a guardarla da fuori ti chiedi perché farne un film, che tanto già sai come andrà a finire;
alcune storie d'amore, magari con qualche buona scena di sesso.
Sono un cinema dove la gente fa molto rumore, anche quando sta in perfetto silenzio.
E alle volte, sono solo un disco fisso dove un film riposa fino all'occasione giusta per essere visto.
Volume totale dei files musicali sul mio pc: 5,45 Giga
L'ultimo cd che ho comprato : emh, è dagli anni ottanta, toh, inizi novanta che non compro musica; l’ultimo acquisto è stata una cassetta di Venditti, all’epoca di In questo mondo di ladri. Per la restante, mi faccio spacciare musica da amici e fidanzati, oppure consumo direttamente dalla radio.
La canzone che sto ascoltando adesso : in realtà in questo momento non sto ascoltando molto. In realtà è D. quello della società dedito alla musica…
Cinque canzoni che ascolto spesso o significano molto per me
1. Le vent nous portera e Quelqu'un m'a dit, per i miei momenti da sola.
2. Don't Let Me Be Misunderstood, per le transizioni fra i periodi
3. Magnolia per le scampagnate con gli amici, quelli veri
4. Non me lo so spiegare, di Ferro. E dite quell che volete, insommi, a me piace.
5. I don’t know why, di Norah Jones. Che significa troppo, per questo non ascolto mai.
Ci sono tante altre canzoni, porca miseria. Almeno una per ogni momento importante.
Passo la palla nelle capaci mani di :
Zanna
Zyga
I Quarti
Phantomlord
Pisellino
Aprire la prorpia posta elettronica e trovare almeno due prove dell'esistenza del Grande Fratello, quello Orwelliano, non quello mediasetatico o endemoliano che sia, o magari no, chissà, è la stessa roba, anche se il 1984 è passato da un pezzo.
Il primo è quello che cancello subito.
Problemi con diploma e Laurea? - Libero Spot
Già mi domando come facciate a saperlo, e se lo sapete, perché girare il coltello nella piaga....
Come se non bastasse, rincarano la dose:
"sei rimasto indietro con gli studi?"
Si, amico, son rimasta indietro.
Anche se a volte ho l'impressione di essere rimasta indietro con la vita, non solo con gli studi... e non sarai certo tu bulladoti di aver fatto studiare Del Piero che mi convincerai a oltrepassare volontariamente questo blocco stradale che separa la mia attuale posizione da un'altra che non conosco e a questo punto non so se conoscerò mai.
Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui dissi alla mia amica Chiara: se continuo così, dovrò ancora laurearmi il giorno in cui tu spingerai la carrozzina di tua figlia".
Questo accadeva anni prima che lei avesse la prima figlia, e rimane valido come oracolo anche oggi, che sta per avere la seconda.
Pizia, mi fai un baffo.
Sulla seconda mail invece mi soffermo maggiormente..
Arriva da un luogo ameno chiamato Miadieta.it.
Il titolo è allettante:
Vuoi aumentare il tuo metabolismo? Siete pronte a trasformarvi in una macchina bruciagrassi?
Stolta, certo che si, mi verrebbe da dire. Son pronta a trasformarmi persino in una rana, figurati in una macchina bruciagrassi.
L’ errore più comune commesso da chi si vuole rimettere in forma , è quello di prendere decisioni drastiche mentre il segreto è, fuori ogni dubbio, quello di fare piccoli cambiamenti ma assumerli come regola di vita osservandoli per sempre
beh, se non è drastico fare un cambiamento piccolo ma mantenerlo per sempre; voglio dire, manco più sposarsi è una roba al quale si lega poi il per sempre.
Già mi metto un pò d'ansia...
Ed ecco le sette regole:
1.
Determinate il vostro Fabbisogno Calorico quotidiano : è necessario conoscere quante calorie dobbiamo assumere in base all’ età, sesso, peso, altezza e stile di vita.
OK; su questo sono preparata; so che dvrei come minimo incamerare 1200 calorie al giorno, 198 g di carboidrati, 48 g di proteine, 35 g di grassi.
Mi sfugge completamente il come dovrei ontrollare tali quantità.
E poi mi sfugge perché le tabelle si ostinino a dire che sono nella norma.
Io non voglio essere nella norma, io voglio dimagrire, insomma. Diamoci una regolata.
Mi dicono che il mio indice di massa corporea, pari a 23.88, è nel SANO. Mh, si, però noto con disappunto che il sano comprende un indice variabile fra il 18.5 e il 24.9. Quindi ammettiamo che sarei sana anche se pesassi 50.37 KG!
2.
Concedetevi almeno 5 pasti al giorno : per tenere alto il metabolismo dovete suddividere il fabbisogno calorico giornaliero in almeno 5 pasti.
Il vostro organismo dovrà così spendere più energie per la digestione.
OK; questo mi piace.
3.
Fate attività fisica : lo sport deve rappresentare tra il 20 e il 40% delle calorie bruciate ogni giorno. Fate attività tra le 4 e le 6 volte a settimana per 30/60 minuti.In ogni caso fate quello che potete permettervi ma con costanza.
OK; questo lo faccio già.
4. Allenatevi con dei pesi : i muscoli sono i vostri migliori amici !! Il nostro metabolismo è direttamente collegato all’ ammonatre di massa muscolosa che abbiamo. I muscoli bruciano molte più calorie del grassi e più muscoli abbiamo e più calorie bruciamo. Inoltre in regime dietetico, allenandoci con i pesi evitiamo di far ‘ dimagrire ‘ anche i muscoli.
OK; anche questo lo faccio già.
5.
Non Dormite poco : saltare ore di sonno aumenta il metabolismo nonchè l’ appetito e rappresenta un ostacolo per la nostra dieta.
OK; dormo il giusto.
6.
Mangiate Proteine magre e Carboidrati buoni : proteine magre come quelle provenienti dalle carni bianche ( tacchino, pollo, ecc..) sono alla base dei muscoli mentre carboidarti come legumi, frutta e altri ci forniscono un abuona dose di energie.
OK; anche su questo son a buon punto.
7.
Bevete Acqua : ricerche in Germania hanno dimostrato che bere acqua aumenta il metabolismo.
OK; berrò ancora di più. anzi, vivrò immersa in una vasca d'acqua e ne uscirò solo per i cinque spuntini, l'attività fisica e il sonno. Non foss'altro che per il timore che arrivi un tedesco a bacchettarmi...
Eppure giusto ieri guardavamo Io e Chiaraaa un libro dall'inquietante titolo: "Sei quello che mangi".
E forse è vero.
Solo che io però non vopglio essere sana frutta e sana verdura; potrei spingermi a voler essere una asciutta proteina o una energetico carboidrato.
Ma la verità è che non mi identifico con insalate e mele, con bistecche ai ferri o pastasciutte scondite.
La verità è che preferirei essere morbida nutella spalmabile su una fetta di pane dalla mollica bianca da addentare e lasciarsi sciogliere in bocca.
Preferirei piuttosto essere fresco gelato alle creme, con pezzi di cioccolato, o nocciole, granelle di cereali, da leccare via con le labbra, oppure un bignè in cui immergere la lingua.
Preferirei essere un tiramisù di quelli inzuppati di caffè e pieni di polvere di cacao, che appena respiri ne hai già il naso pieno.
Preferirei essere una caramella gommosa, di quelle che ne mangi una e ne vorresti mangiare fin quando ce ne sta.
Preferirei essere un budino da consumare a cucchiaiate.
Preferirei essere una cosa desiderabile, buona e goduriosa.
Mostro & Mostra
Orco & Orca
Drago & Draga
Ieri notte mi son addormentata pensando che spesso il femminile e il maschile non hanno molto in comune.
perché digitando
son giù di tono
ne viene fuori:
son giù di uomo
La sera dell'otto aprile, sulle coste ventose dell'isola di Sheppey,nella Manica, la polizia inglese ha recuperato un ragazzo in cravatta camicia bianca ed elegante completo nero. Bagnato fradicio, si aggirava stranito..
Non ha profferito parola per giorni,poi qualcuno gli ha dato un foglio e dei colori. Ha disegnato un piano a coda. Nei minimi particolari, con l'ombra anche..
Gli hanno portato un piano a coda, ha suonato per quattro ore un repertorio classico incredibile. Ciaikovsky.
Non parla.
Secondo voi chi potrebbe essere..?
Un giovane studente di musica, con la passione per il disegno;
è nel parco della sua città e sta disegnando una dichiarazione d'amore per una ragazza che non conosce ancora.
Però la vede passare con le amiche sempre a quell'ora e allora la aspetta e intanto disegna la loro storia.
Gran parte delle tavole sono state inchiostrate, predisposte le nuvole; mancano solo le parole da mettere dentro.
Difficile sceglierle; difficile decidere cosa dire e cosa tacere.
Il giovane guarda l'orologio, come se già sapesse per istinto che si sta avvicinando l'ora in cui può vederla passare.
E allora alza gli occhi senza nemmeno ancora posare la penna, sorride all'idea di lei che arriva, e lei arriva sul serio.
Cammina sorridente, lenta, ma sicura, come chi ha una meta ma non ha fretta di raggiungerla.
Cammina sorridente e gli passa accanto, senza notarlo, mano nella mano con un ragazzo; giovane, come lui; alto e biondo, come lui.
Ma non è lui.
La guarda con quello stesso sguardo con il quale vorrebbe guardarla lui.
Ma non è lui.
La penna lentamente scivola fra le dita.
Il sorriso lentamente scivola sulle labbra.
Rimane nel parco per non sa quanto tempo.
Incomincia a piovere, e la gente corre verso casa.
Lui invece rimane lì. Goccia dopo goccia. Fino ad inzupparsi.
Finchè non decide di alzarsi.
Lascia la penna, la carta. Incomincia a camminare.
Non riesce neppure più a pensare.
Quando lo trovano lo portano all'asciutto, ma lui non sa cosa dire. Non sa cosa dirsi.
Si sente come un fumetto ancora senza parole.
Quando gli mettono davanti una penna, disegna la prima cosa che gli viene in mente che non sia lei.
E quando gli portano un piano, l'unico discorso che riesce a fare, è quello delle note che ridanno sequenza ai suoi pensieri e suono a quelle parole che non era riuscito a scrivere.
Sono in palestra, e disquisisco del più e del meno mentre mi accanisco nel tentativo di aumentare il volume della mia massa muscolare a discapito del volume della massa grassa; insomma, mentre cerco di arrivare ad occupare meno spazio… Fugacemente mi domando anche quale possa essere la formula matematica che mi permetterebbe di scoprire il mio volume reale, la misura di me intesa come corpo solido.
Nel frattempo racconto a Chiaraaa di come la sera prima D. cercasse di istruirmi in merito alla classificazione delle autovetture in base ai volumi o alla raggiungibilità dell’abitacolo tramite bagagliaio.
Dal tema scientifico si passa con leggerezza a quello letterario; e parlando di libri, mi domando quanti volumi ho letto o comprato oppure ho venduto in libreria o imprestato in biblioteca per lavoro.
volume:
da latino volumen, -inis rotolo
e questo già è sintomatico di una sorta di predestinazione…
prima movimento, poi nozione geometrica, infine libro.
Così scopro che nel mio excursus volumetrico sono etimologicamente corretta.
(Per completezza, noto solo che mi manca essere contenuta in un volume, per cui lancio cortese appello affinché qualcuno scriva un libro che mi contenga….)
Un altro pensiero.
esserlo, o averlo?
Le persone che potrei aver deluso.
Giungono qui attraverso le vie più disparate, noto solo ora.
C’è chi cerca cose di carta in genere:
*fiori di carta
*cosa fare con uno scatolone di cartone
non so se la persona in questione sia riuscita a trovare degno utilizzo per detto scatolone; magari buttarlo via?
*idee con la carta
pochissime idee, purtroppo, da queste parti, ma tutto sommato, se ne avessi, potrebbero anche essere di carta, perché no?
*cose di casa in carta
*personaggi di carta
*fiori e rane di carta
*vestiti di carta
*carta calpestata
l’omino di carta con pensieri cartacei ha idee di cartone e ne fa scatoloni che diventano casa…
molti altri pare abbiano raggiunto pensieri di carta nel tentativo di cercare
*etichette per marmellate
pochi invece cercando la definizione di
*pupinizzazione
altra considerevole percentuale vi giunge cercando raggualgli su
*attori
*attrici
*voglio fare la comparsa
benvenuti nel rutilante mondo dello spettacolo…
di quelli che arrivano seguendo le tracce di
*Cesare Pavese
preferisco tacere.
Non so spiegarmi invece tutta una serie di cose, tipo:
*igiene primo novecento
*borse ruella
non sapevo che Luca avesse aperto una nuova attività…
*cosa augurare ad un uomo di mare
tanto vento, poco mare, una donna in ogni porto?
*eliminare negatività
se sapessi come si può fare….
*i perizoma delle soubrette
mai interessata dei perizomi altrui…
*misure fisiche ragazzi
*misure ideali donna
*misure ideali donna altezza
delle prime non mi curo granché, nelle seconde non rientro comunque…
*30 giorni ha settembre con april
a te ti vorrei guardare negli occhi…
*differenza Erodoto Tucidide
mai saputa; forse su smokingpermitted… lei ha studi classici, io artistici J
*ditelo coi carciofi
cosa? Anche se viste le virtù epurative della pianta…
*dove andare a scopare
bella domanda. Non qui, direi.
*effetti erba gatta
viziosi…..
*foto di belle donne mature casalinghe
non rientro in nessuna delle categorie indicate… beh, forse donne si.
*foto esibizionisti per strada
beh…
*foto Mavi Felli
viziosissimi….
*piscioni
*scagazzoni
io ne ho parlato, ok, ma cercarli nel web… brr.
*sentieri percorribili tra Camogli e San Fruttuoso
non farlooooo sei in tempo per dire di noooooooo
*pensieri funebri
un po’ di depressione ogni tanto, ma funebre non ancora, anche se in effetti, alle volte… vabbè.
*base piemontesi stanza di sonno
eh????
*com’è fatto un pesce
perché dovrei saperlo? Io al massimo mi ingegno su come mangiarlo, possibilmente già cucinato ….
*cosa sono gli sghembi
bella domanda
*donne sole in cerca di compleanno
estremamente poetico, ma qui non avrà trovato né donne sole, né in cerca di compleanno
*ematoma del muscolo del gluteo
benvenuti nel rutilante mondo delle palestre…
*gli ex fidanzati
che dire di loro? I miei li adoro, ma avendo già dato, meglio lasciarli dove sono ora..
*laurearsi per finta
touchè
*piastrellista imparare
ottima cosa, di questi tempi imparare un mestiere non è per niente una cattiva idea
*ricette elfiche
pofferbacco. Le avrà trovate?
*scorbuto
?
*uccide ex fidanzati
un po’ radicale per i miei gusti, ma talvolta, a mali estremi…
"Il concetto di modernità nasce nel 1912 a Parigi, quando Cocteau dice a Waslaw Nijinsky: «Mi sorprenda!»"
io guardo lei e penso che sarebbe bello che fra cinquant’anni qualcuno ci citasse come formulatrici del concetto di POSTmodernità. Ma capisco subito che deve trattarsi della fame.
E del freddo.
Incamerato in dose massiccia, anche in virtù del fatto che Daverio, unico altro essere umano, oltre a me, naturalmente, capace di perdersi per Asti.
Verso la fine, comprendo che il dibattito dovrebbe incentrarsi sulla divulgazione, ma che tutti si sono un pò incancreniti sulla differenza con la comunicazione.
Per non parlare del rallentamento sulle ipotetiche certezze della scienza e certe ipotesi della cultura.
Io ho fame, e freddo, sono affascinata da Daverio, indispettita da Vacca e continuo a dimenticarmi il nome del terzo, che so che è importante, divulga, sulla Stampa per giunta, ma prorpio non mi entra nel cranio.
E penso che è inutile fare sofismi su tutto; la scienza non ha certezze? Insomma: due più due fa quattro, gli elementi che esistono, esistono inconfutabilmente; al massimo c’è stato un tempo in cui li si stava scoprendo, ma una volta che si sa dell’idrogeno e dell’ossigeno, nessuno può dire che non è vero…
Molto diverso il percorso mentale che porta qualcuno ad equiparare il ricciolo di un violino alla voluta di una chiesa barocca.
E intanto erano tutti lì con le loro scatole di ragni vivi a mangiarceli davanti per incuriosirci…
“Ciò che è ben concepito, risulta poi più facile da enunciare”
(P. Daverio, affascinante comunicatore culturale)
“L’apocalisse di San Giovanni? Parole in libertà”
(R. Vacca, insigne scienzologo prossimo venturo)
(curiosa questa visione di un evangelista precursore del futurismo)
“Il buon Dio deve aver una buona dose di ironia, se nel Big Bang ha pure messo del litio”
(P. Bianucci, umorista divulgatore scientifico, con curriculum vitae macchiato da una laurea in filosofia)
«Scusa ma... in tutti questi anni che cosa hai fatto?».
Bella domanda. Che cazzo avevo fatto in tutti quegli anni? Forse Vanessa voleva sapere se mi ero fidanzato, se avevo trovato il mio ruolo nella società, se avevo preso il mutuo per la casa.
Masticai amaro.
Qualcosa doveva essermi sfuggito.
Cazzo avevo fatto in tutto quel tempo?
Ho formato il più grande cervello del dopoguerra, avrei potuto dirle, in uno dei miei slanci di esaltazione.
Ho combattuto, ho sofferto, ho mangiato, ho bevuto e ho dormito, ho sbagliato, ho viaggiato, ho scopato, ho vissuto e ho capito.
Te che hai fatto invece? Hai succhiato il cazzo al Poccini e ti sei ritrovata il negozio di ciabatte. Complimenti, fenomeno.
«Ho tirato a campare», dissi per non farla troppo lunga.
Emiliano Gucci, “Donne e topi”
l'entrare al Salone sopracitato con la mia personale tessera Professionali, è cosa che già di per sé mi allegra, mi segna e riempie di gratitudine per il sentirmi parte di una categoria lavorativa, ed è per me fonte di tronfia soddisfazione, che manco mi fossi laureata o avessi vinto dei soldi al lotto a cui non gioco.
Primo dilemma della giornata è come attrezzarsi alla campalità dell'avvenimento; dopo aver rasentato la soglia della crisi isterica nel provare e riprovare tutto quello che potevo ritenere più comodo, finalmente, indosso le medesime cose che nella mia mente avevo progettato di mettermi la sera prima.
Mi accorgo al momento del ritrovo con gli altri (al quale giungiamo contemporaneamente tutti con sette minuti di anticipo) che come al solito, Chiaraaa è in tenuta ottimale, mentre giocoforza, alla fin fine, io paio sembrare un mozzo in preda al mal di terra.
All'arrivo, subito dopo aver pensato di sopprimere un paio di genitori con passeggino (che io mi dico, ad un bambino di sei-otto mesi, ma che diamine frega di vedere dei libri, e quell'aggeggio ingombrante, io lo so, prima o poi me lo ritroverò sui piedi doloranti per l'eccesso di cammino), ci fiondiamo ad una (speriamo) interessante conferenza su come aprire una libreria possa o deva essere considerato un sogno o una realtà.
dopo il terzo relatore ce ne andiamo sconsolate nell’aver appreso che esistono numerose pregiudizievoli all'apertura di una simile attività:
1) da una ricerca degli anni settanta, è emerso che un fattore ansiogeno era la presenza di porte da aprire. molto bene, eliminiamo le porte, poi pian piano scopriremo che anche i libri sono ansiogeni, elimineremo anche quelli e magari alla fine potremmo aprire una libreria di articoli sportivi.
2) una laurea non serve; la cultura è un bene, ma spesso non basta.
3) saper gestire l'economia serve ma non basta.
4) il capitale di partenza non basta.
5) essere figli di librai agevola ma non basta.
6) l'amore per i libri, serve, ma non basta.
7) BASTA. ci rifiutiamo di andare oltre in questo elenco.
ce ne andiamo accodandoci ad un bambino e ad una madre che transuma i figli piangenti in altro loco.
La varia umanità che circola per i sentieri letterari che fra qualche ora potranno sembrarmi gironi infernali, comprende: uno vestito da Dante, dei frati giocolieri, un tenero,magro giovine che gironzola con del materiale in mano e ferma i passanti spiegando cosa non so di preciso; sul suo petto penzola, attaccato intorno al collo da uno spago, uno di quei raccoglitori di plastica trasparente per raccoglitori ad anelli; nel raccoglitore, un foglio, con su scritto, a penna: Espositore Umano Ambulante. Ecco, penso, a questo punto uno può anche andarsene, perché in realtà ha già visto le cose migliori.
E invece insistiamo, e io mi dibatto arrovellandomi nel dubbio di dove e che cosa comprare.
Alla fine il mio zainetto monospalla dell'Einaudi (residuo di qualche estate fa) si riempie con:
Alice underground, prima stesura di Alice di Carrol, con disegni dell'autore, per stampa Alternativa;
Survivor di Palahniuk e American Gods di Neil Gaiman, per Mondadori (chissenefrega se posso comprarli sottocasa, ormai la frenesia mi possiede, devo comprare qualunque cosa mi capiti a tiro);
Il castello di mia madre, di Pagnol e Jane Austen Book Club della Fowler, per Neri Pozza;
Fate a New York di Millar e Donne e topi di Gucci, per Lain.
In fondo alla palude, di Lansdale, per Fanucci.
Scopro con amarezza che per ogni libro acquistato ne lascio almeno altri tre che vorrei leggere.
Ormai son passate tutte le ore che potevano passare, e lo si evince anche dal fatto che chiaramente il cervello non connette più come dovrebbe; forse per questo passo davanti ad uno stand sul cui cartellino campeggia la scritta: "Maria che scioglie i nodi" e a me l'unica immagine che viene in mente è quella della gatta Camilla di Chiaraaa, e ai suoi pelosi grovigli da trauma da abbandono da viaggio.
E poi continuo a guardarmi sempre in giro con questa inquietudine che mi assale di perdere E., che manco Chiaraaa, per dire; Mi fa venire in mente quando andavo a fare la spesa con Simona e alla fine mi ritrovavo sempre a spingere il carrello per il timore che lei lo abbandonasse da qualche parte e lo perdessimo; con tutto che E. non è un carrello della spesa, e neppure un buffo signore, tanto per dire.
Alla fine mi ritrovo seduta in un caffè letterario e faccio riposare gambe e piedi e sfoglio cataloghi e guardo i miei acquisti finché non penso che forse anche tutti gli altri sono lì per lo stesso motivo, collego il cervello e incomincio a capire che la conferenza è iniziata, e quando arriva laBresso e parla, allora ho conferma che sì, anche gli altri son lì per stanchezza.
Il mio cervello è sicuramente migrato, lo so, non dovrei più parlare, eppure persisto nel non voler sembrare scortese nel grugnire e basta, e quindi infilo un paio di perle del tipo:
1)accomiatandoci da Dvd, nei vari ci vediamo la prossima volta, io contraggo il mio pensiero iniziale (che avrebbe voluto essere: oh, si, SPERIAMO di vederci ancora una volta in una simile occasione, CHE mi son tanto divertita, suppongo CHE CI SIA l’opportunità nelle prossime settimane di bere qualcosa e parlare un pò..) in un molto più conciso: speriamo che ci sia, che in effetti è suonato un pò sinistro.
2) alla gentile standista che voleva offrirci un invito ad una conferenza che si sarebbe dovuta svolgere qualche ora più tardi, ho risposto alla sua insistenza con un : è inutile, non ci saremo più.. Inutile spiegare che volevo solo dire che stavamo andando a casa.
3)dando il mio indirizzo per ricevere le novità editoriali proposte da una casa editrice, scrupolosamente elencati in bella scrittura, naturalmente, ometto CAP e città.
Guardo Chiaraaa, e l’unica cosa che riesco a dire a mia discolpa è: abito da talmente tanto tempo ad asti, che evidentemente non valuto l’ipotesi che possano esistere altri recapiti plausibili.
Mentre dico ciò, per la terza volta nella giornata, riesco quasi a non inciampare in una delle piantane dei punti informative.
A ulteriore conferma che traviso io stessa le mie intenzioni, sedute in un bar, prima di entrare alla Feltrinelli della 8Gallery, (giusto per veder ancora un paio di libri), con un gelato (io) e una granita (lei), intavoliamo una dotta disquisizione su quale sia stata la svolta epocale che segna il passaggio dalla granita che perde gusto e colore in due sorsi di quando eravamo bambine a quelle odierne, assai più durature.
Lei:
Più coloranti?
Sciroppi con formule segrete?
Qualche delicata equazione che regola la quantità di H2o e sciroppo che si coniuga sapientemente al grado di scioglimento del ghiaccio di base?
IO:
silenzio
silenzio
Succhiamo di meno?
E qui capiamo che la giornata è veramente conclusa.
la cosa più naturale del mondo;
uscire dalla propria seconda visita al Lingotto per il Salone del Libro, fare due passi all'adiacente 8 Gallery, e con nonchalance (e Chiaraaa) entrare alla Feltrinelli.
Secondo spettacolo.
Arriviamo in leggero anticipo; iniziamo a prendere i biglietti, e scendiamo.
Non manca molto, mi han detto alla cassa, ed infatti ecco una musica lieve che si alza e piano sfuma.
Il film è finito.
Lo spettatore esce; ci accomodiamo in sala.
Per la prima volta da quando vado al cinema, ho la sala praticamente tutta per me.
“Il resto di niente”.
L’ho tanto aspettato, e finalmente lo posso vedere.
È la storia di Eleonora Fonseca Pimentel, poetessa raffinata, intellettuale, donna, protagonista dell’unica rivoluzione mai attuata in Italia.
Ed insieme a lei, la napoli settecentecsa, quella dei lazzari che come il loro Pulcinella, a chi gli da’ da mangiare, loro lo chiamano padrone; quella dei salotti delle idee nuove, del Filangieri e del Cuoco, quella della corte di Ferdinando o’ re nasone e di Maria Carolina, sorella di quella Maria Antonietta travolta dalla Rivoluzione Francese che a Napoli copiarono, ma che che così diversi frutti diede.
Nella strada verso il patibolo, il popolo canta:
“’A signora Donna Lionora
che alluccava ‘ncoppa ‘o triato
mò abballa miezzo ‘o mercato.
Viva, viva lu Papa Santo,
che ha mannatu i cannoncini
p’ammazzà li giacubbini.
Viva la forca ‘e masto Donato
Sant’Antonio sia lodato.
Anche del diritto alla ghigliottina l’avevano spogliata.
Triste anche il fatto che la sua ultima frase sia in latino, ultima resa di fronte a quel popolo dal quale aveva disperatamente cercato di farsi capire:
“forsan et haec olim meminisse juvabit
Il Diario segreto di Ferdinando IV di Borbone, per quel martedì 20 agosto, non riporta un solo accenno del sovrano al bagno di sangue da lui ordinato.
Sappiamo solo che ha dormito malissimo, che il tempo era di scirocco, e che sua moglie come di consueto si lasciava andare a frequenti isterie.
Il film in sé ha un che di documentaristico nel girato, una recitazione teatrale, una stilizzazione che lo rendono comunque piacevole.
Uno di quei film, che se non fossero fatti da un’italiana, sicuramente sarebbero osannati.
Forse la storia risulta un po’ ostica, se la vicenda narrata non è chiara per studi precedenti, o anche solo per aver letto il libro di Striano da cui è tratto.
Alla fine del film, all’accendersi fastidioso della luce in sala, fredda per la scarsa densità di fiati, ho una sorta di groppo in gola.
Non vedo l’ora di tornare a casa.
SmokingPILATES: perché dopo è elegante e rilassata.
PILATES di Carta: perché dopo è accartocciata, un pò come un origami.
Hai veramente potuto pensare che il tempo di sedimentazione sia ora sufficiente per far finta di niente?
eppure se mi hai capito appena un pò, avresti potuto (dovuto)( ben immaginare che con me non esiste tempo di sedimentazione che tenga.
io non ho sedimenti;
sentimenti: solo particelle di ricordi in sospensione che con l'attrito reciproco un poco si smussano.
ma il nucleo rimane, invariato nel tempo.