Ho fatto una cosa che non dovevo.
Anzi, due.
In realtà ne ho fatte molte, ma meglio limitarci alla giornata di oggi.
Prima di tutto, mi son guardata allo specchio. E ho constatato che ho tutto quello che devo avere. Stranamente la cosa non mi ha rincuorato affatto.
Chi mi guarda, generalmente non mi ascolta; chi mi ascolta, finisce col non vedermi.
L’altra cosa è stata leggere “Singles”.
34 brevi racconti di vite, o meglio, di coppie andate a male. In quasi tutti,compresi quelli di coppie omosessuali, ho riscontrato analogie col mio vissuto.
Per un attimo mi son sentita come il protagonista di “tre uomini in barca”, quando, leggendo l’enciclopedia medica in una sala d’aspetto, riscontra su di sé i sintomi di tutte le malattie elencate, eccetto forse il ginocchio della lavandaia (o era compreso, chissà…).
Evidentemente sono un’ipocondriaca dei mali sentimentali.
Dunque, in quanto single, faccio parte di una moltitudine (???)
Ciò che più mi annichilisce, a volte sgomenta, sono i finali, le lapidi poste a giustificare la propria scelta:
1
Inizio: eravamo come due radio sintonizzate sulla stessa frequenza, ma forse è meglio dire che eravamo una radio sola che inevitabilmente poi si è anche un po’ spenta.
Fine:gli ho scritto per due anni, non mi ha mai risposto…Io sono single perché il mio amore di questa vita e di quelle passate quando ci siamo incontrati non era pronto.
2
conclusioni tratte dall’esperienza: non riesco a trovare il mio uomo ideale. Però se avessi una casa grande con giardino un uomo lo terrei!
3
fine: dopo la festa lei mi ha detto che era meglio che non ci vedessimo per un po’ di tempo, e questo tempo dura ormai da due anni. Io ci sono stato male per un paio di mesi, ma gli altri ventidue non li ho passati benissimo.
4
il lampo di genio prima della fine: mi veniva da ridere, perché lo avevo accusato di essere un poco stronzo, mentre invece era uno stronzo al cubo.
5
lapalissiano: e credo che il bello dell’essere single sia che se sei da solo nessuno ti molla.
6
saggio: ci sono momenti e momenti, e se incontri la persona della tua vita in quello sbagliato, sono troppo cazzi tuoi.
7
filosofico: l’essere umano probabilmente è nato per stare in coppia,ma secondo me può stare benissimo da solo, credo.
riassumendo.
sono single.
per scelta.
di altri.
e che si sappia....
non è granché bello lavorare di domenica mattina...
oh, le innumerevoli opzioni in più che consente il sistema operativo W.(oltre a Faraon che mi è giornalieralmente negato...)
pure le faccine...
comunque sia.
(con questo non voglio assolutamente disconoscere un anno meraviglioso di amore e felicità con il mio Mac, unico apparecchio maschio della mia esistenza che non mi abbia deluso dopo pochi mesi.)
il mio pensiero di oggi è:
se vai con lo zoppo impari a zoppicare.
nel mio caso, se conosci degli attori , può accadere che ti capiti tra capo e collo uno spettacolo.
cito una delle poesie che faran parte del copione, perchè mi calza a pennello:
"Che tu ci sia o non ci sia
ormai è la stessa cosa,
comunque sia io ho la nostalgia"
Patrizia Cavalli
botta di tristezza.
“Vi sono, nella memoria di ogni uomo certe cose che non a tutti egli confida, ma solamente agli amici. Ve ne sono anche certe altre che egli non confida nemmeno agli amici, ma solamente a se stesso, e anche a se stesso le confida in gran segreto. Ma ve ne sono, infine, delle altre ancora, che l’uomo ha paura a confidare persino a se meesimo, e di cose di questo tipo qui, ogni persona per bene ne accumula un bel pò. E si potrebbe anche di così: che quanto più egli vè una persona per bene, tante più ne ha, di cose di questo tipo.”
Dostoevskij
“Memorie dal sottosuolo”
Breve rifessione sul tema della Consapevolezza e dell’inelicità, pensando a Lisa Simpson
(sì, la figlia di Homer…)
sto in un bagno di sudore.
Il mio.
E quantunque rammenti con un filo di nostalgia le parole di un caro amico che mi esortava a non sottovalutare il potere che certe immagini dovrebbero avere sull’immaginario erotico di alcuni uomini, vi dirò:
Che schifo.
Quindi presto o tardi finirò col naufragare nella mia doccia, sempre e costantemente convinta che sia un pò uno spreco (la doccia da soli, non il mantenimento opportuno di una soglia minima di igene personale, intendo…)
Il mio scarno universos è arricchito di una niùentri.
Una piantina, stile crassulacea, credo, rigorosamente finta.
Così non muore. 
E a chi volesse muovere obiezioni: se sei una donna, fingerò di non sentirti; se sei un uomo, rammenta che anche tu preferiresti la compagnia di una donna con le tette siliconate piuttosto che niente….
Che figata, mi hanno appena consegnato fresco fresco (anche se in realtà il plico è bollente…) il 2° volume del dizionario dell’occidente medievale, ovvero dalla voce Letteratura alla voce Violenza..
Ahhh… (sospiro goduto, onomatopeicamente malreso…)
Oggi amo il mondo, o , come direbbe Magda, almeno gran parte di esso…
La notte sottile s’oscura. Una brezza leggera che si leva dall’acqua increspata segna le strade sotto il bosco di latte che si risveglia. Il bosco, subitamente scrollato dal vento, si sveglia di soprassalto per la seconda volta in questo particolare giorni di primavera.
Dylan Thomas “Sotto il bosco di latte”
sempre sul teatro:
ad onor del vero non mi sono mai considerate un’attrice; e se avessi un pò di senno, non lo farei neppure adesso.
Però se rifletto su quello che sono, mi domando: cosa sono?
Pur fregandocene per un attimo sul da dove vengo, che potrebbe essere poco rilevante, o rivelante, e tanto meno sul dove andrò, quantunque alla mia età sia una domada che in parte dovrebbe avere una minima risposta, anzi, potrebbe averla, e forse è ancora peggio… dicevo, concentriamoci un attimo sul cosa sono.
Lavoro.
Sono forse una lavoratrice? Non riuscendo a mantenermi del tutto autonomamente con il mo stipendio, vivendo in famiglia (quella datami in dotazione alla nascita, non una nuova come il buon senso mi avrebbe dovuto dare una mano a formare), beh, dicevo, non credo di poter essere veramente una lavoratrice.
Sono una povera anima che si barcamena.
Sono il lavoro che faccio?
Mah.
Dubito.
Studio.
Ma non son mai stata una studentessa come si deve.
Nel senso che non son mai riuscita a fare una vera vita da universitaria.
Così ora sono solo una che non riesce a laurearsi.
Mettiamo per ipotesi che finalmente ci riesca: con una laurea cosa divento?
Una laureata.
Bene, vado a confluire in un mare magnum di gente senza definizione precisa, a tenere compagnia a tutti quelli che si fanno chiamare “Dottore” per avere due secondi di ipotetica superiorità.
Che I capelli mi diventino biondi se mai dovesse capitare una cosa del genere.
Quindi?
No, niente… così.
Tanto per.
Sarà il caldo, il momento, la fatidica congiuntura astrale negativa per le bilance (anche se cuspidi con vergine, e ascendenti in Scorpione)
Sarà la mia insana passione per gli Acquari.
vissi d’arte, vissi d’amore…
a quest’ora sarei già morta.
Però son appigli.
Giusto per non affondare, o quantomeno, riuscire di tanto in tanto a riaffiorare per prendere respiro.
“e il naufragar m’è dolce in questo mare…”
non che no lo è.
Oggi è uno di quei giorni che se lo guardi bene, e poi lo riguardi meglio, e poi smetti di guardarlo perché ti sta venendo mal di testa per lo sforzo, rimani sempre e comunque con il dubbio di non sapere bene che giorno sia.
Questa sera si va in scena, inaspettatamente. E solo per questo la serata è una specie di regalo che ci viene fatto, o che ci facciamo noi… vai a sapere.
So che ero dispiaciuta dopo sabato sera, perché non ci saremmo rivisti fino a settembre, ed invece rieccoci qui… fra telai di legno e pezzi di stoffa neri, scene e palcoscenici sghembi e sguinci; letti e divanetti e poltrone che perdono pezzi.
Anche gli attori presto o tardi perderanno i pezzi. (Sivi ha già sacrificato un’unghia (finta fortunatamente) per la causa).
E’ dura essere attori… ed è ancora più dura esserlo come lo siamo noi.
Comunque sia, per stasera ho ancora un po’ delle mie certezze.
Il mio cappottino marrone, il mio cappello e la mia borsetta.
(piuttosto scarso come universo, lo so..)
La sicurezza di dover trovare un cuscino di plastica con piume blu elettrico ma che con ogni probabilità non troverò…
Dovrò uscire in certi momenti ed entrare in altri.
Questa è la grande meraviglia della cosa: sapere con certezza da cosa partire e dove dover arrivare: che poi nel mezzo possa succedere qualunque cosa non ha grande importanza; un punto di partenza e uno di arrivo.
Il tutto comprensivo di piante ed assonometrie con misure e numeri, che ogni tanto mi torna in mente quando ero piccolina e giocavo con i lego o playmobil. (oggi come oggi potrei fare un parallelo con una sorta di Ikea da girone infernale).
Quante cose; ricordi, emozioni, quanta roba che tutte le volte che si va in scena si piegano con cura e mettono in valigia insieme agli abiti di scena e al trucco.
Qualcosa vorresti anche buttarlo via, ma chissà perché non ci si riesce mai.
Come ha detto un giorno qualcuno, la valigia dell’attore porta sempre lontano.
E scrutiamo interessati il mondo intorno a noi…
(il semplice dato di fatto che un attore stia su un palco e si faccia vedere, non implica necessariamente che non studi con curiosità quelli che lo guardano…)
dal canto mio
penso che prenderò un bibita fresca (con ogni probabilità una cedrata tassoni)
un buon libro… e non ho che l’imbarazzo della scelta…
e mi metterò a letto a riposare.
Quando si hanno tanti pensieri, tante emozioni che vanno e vengono tra cuore e cervello e quanti altri organi interni sovraintendano a questi curiosi affari, non rimane che fare una cosa:
tacere;
e allora taccio, sorrido e penso.
(anche a te).
Quando si è giovani come te, Zanardi, non si crede a un destino cattivo, poi però ci si accorge che il destino è aiutato da ciò che siamo riusciti a mettere insieme, ed è questo insieme, alla fine, che decide per noi.
Se il destino seguisse una sua logica sequenziale, in questo momento dovrebbero bussare alla porta, entrare due carabinieri e portarmi via.
…pure caro Zanardi, esistono delle regole che ci vietano di confidare in un miracolo. E’ assurdo pensare di ritrovarsi un giorno colti, quando non si è letto un libro, o rispettati, se ci si è sempre comportati ingiustamente. Questi sono miracoli che non possono succedere, così come dal giallo con l’azzurro nascerà sempre il verde, non il rosa o il marron…
E’ matematico…
(perché almeno il loro destino aveva un nome: Pazienza.)
Perché in questo periodo mi sento
come un personaggio di un fumetto di Paz.
La notte fonda e la luna piena
Ci offrivano da dono solo l’atmosfera
Ma l’amavo e l’amo ancora
Ogni dettaglio è aria che mi manca
E se sto così..sarà la primavera..
Ma non regge più la scusa...
….. TZN 111….
No, niente…..così…..
MI DISTRUGGERAI
FROLLO
Io so cos'è la passione Ma non lo so se è veleno
Io non so più cosa sono E se ragiono o se sogno
Annego e il mare è lei Sento i sentimenti miei
Che non ho sentito mai L'onda che non affrontai
Mi distruggerai, mi distruggerai
E ti maledirò finché avrò vita e fiato
Mi distruggerai, mi distruggerai
Tu mi hai gettato nell'abisso di un pensiero fisso
Tu mi distruggerai, mi distruggerai
Mi distruggerai
Io cado in te, tentazione E tutto al diavolo va
La scienza e la religione E virtù e castità
Io guardo un orlo di gonna E vedo abissi di donna
La gonna gira e mai Mai per me la toglierai
Mi distruggerai, mi distruggerai
E maledico te perché di te non vivo
Mi distruggerai, mi distruggerai
Ti abbraccio in sogno tutto il giorno e sto, di notte, sveglio
Tu mi distruggerai, mi distruggerai
Mi distruggerai
E quel mio cuore d'inverno E' un fiore di primavera
E brucia dentro l'inferno Come se fosse di cera
Sei tu che soffi sul fuoco Tu, bella bocca straniera
Ti spio, ti voglio, t'invoco Io sono niente e tu vera
Mi distruggerai, mi distruggerai E ti maledirò finché avrò vita e fiato
Mi distruggerai, mi distruggerai Tu mi hai gettato nell'abisso di un pensiero fisso
Tu mi distruggerai, mi distruggerai
Dal musical Il gobbo di Notre Dame;
Orribile per certi versi…
Odio il gobbo (politically scorrect pure moi?) odio Febo (idiota)
Frollo lo amo visceralmente…..
10 cose che mi danno consolazione
1 leggere, quasi di tutto.
Anche se ho una predilezione per i libri che inaspettatamente mi aprono squarci sulla realtà che mi circonda e che io mi ostino a non voler capire.
2 il natale, soprattuto con la neve.
Perché ho un animo ancora bambino, che a fine anno crede veramente che siano tutti più buoni.
3 il cioccolato, in special modo quello fondente e speziato.
Al peperoncino, allo zenzero, alla canella.
4 il sesso, ma non sempre o con chiunque.
Perché credo che almeno qualcosa debba scattare, attrazione fisica o mentale.
5 il mare, in inverno se possible.
Amo il cielo plumbeo e le onde che si infrangono sugli scogli, il freddo che penetra sotto la lana dei maglioni, gli spruzzi freddi e salati.
6 il profumo e il gusto della pelle.
quella umana intendo;
l’incavo del gomito; i polsi; il collo.
i lobi delle orecchie; le spalle; i fianchi.
7 guardare un bel film a letto con qualcuno a cui si tiene
……………………………………………………………….
8 recitare
……………………………………………………………….
9 collezionare immagini ritagliate dai giornali
mi piace la possibilità di accostare immagini opposte e discordanti, unire il sacro e il profano; si creano piccoli universi più o meno casuali.
10 assecondare le occasioni che non mi aspettavo arrivassero
ad esempio dire di sì ai tre giorni in Sicilia; decidere di andare in Belgio con Chiara; andare in barca a vela questa estate.
Quando l’ebbe uccisa, la depose a terra tra i noccioli delle Mirabelle, le strappò i vestiti e il flusso di profumo divenne una marea, che lo sommerse con la sua fragranza. Affondò il viso nella sua pelle e passò le sue narici dilatate dal ventre al petto, al collo, sul suo viso e tra i capelli e di nuovo sul ventre, poi giù fino al suo sesso, sulle sue cosce, sulle sue gambe bianche,. S’imbevve di lei dalla testa ai piedi, raccolse gli ultimi resti del suo odore sul mento, nell’ombelico e tra le pieghe dell’incavo del gomito.
Quando l’ebbe annusata fino allo sfinimento, restò accovacciato accanto a lei ancora un momento per riprendersi, perché era stracolmo di lei. Non voleva sprecare nulla del suo odore.
Poi si alzò e spense con un soffio la candela.
Patrick Suskind, “Il profumo”, 1988
Giusto due parole sul concetto di possesso….
Tornando al discorso della lettura, devo dirti che spesso con le donne ho lo stesso rapporto e approccio che ho con i libri. Un sacco di volte sono stato catturato dal titolo e dalla copertina. Un sacco di volte leggendo un libro, ho saltato la prefazione e sono andato subito al sodo. Un sacco di volte quando leggendo un libro ho capito che non mi piaceva molto, prima di lasciarlo ho letto ancora qualche pagina nella speranza che mi prendesse più avanti e che fosse solo l’inizio a non ingranare.
Certi libri che ho letto alla fine hanno parti sottolineate, parti che mi hanno colpito particolarmente, altri invece no. per altri il ricordo è più legato al tempo che al libro, cioè mi ricordo più del periodo in cui li ho letti che del libro stesso.
Con le donne è uguale.
Fabio Volo; §Esco a fare due passi, 2001
E poi non venitemi a dire
che non posso imparare nulla dai libri…
Il motivo principale per cui era stata con Ed per sei anni, oltre al didietro semisodo, era il fatto che Cathy Sue teneva i suoi artigli rosa acrilico saldamnete conficcati dentro di lui. Il solo pensiero di un Ed all’improvviso divorziato e disponibile era sufficiente a farle venire l’orticaria. Che Cathy Sue gli comprasse pure la birra del sabato pomeriggio e crescesse I suoi giganteschi figli, continuando a dirigere a tempo pieno il negozio di souvenirs e a sorridere coraggiosamente nonostante tutto. Quando Laurel trascorreva con lui lunghe pause pranzo al Breezy Pines Motel, almeno era Ed a portare I panini.
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Parlare era il suo hobby, il suo sport preferito, la sua ancora di salvezza. Parlare era ciò che la rendeva ciò che era
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“diverse” aveva detto una volta Maggie. “noi siamo diverse”.
“in realtà siamo strane” aveva replicato Peggy.
Li’l Bit usava il termine outsider.
Ma qualunque parola scegliessero, il risultato era lo stesso. Non erano come la maggior parte delle persone che conoscevano.
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Non frequento feste e balli. Non sono bella, perciò non avrò mai un fidanzato. La prego, non si senta in dovere di convincermi del contrario, di dirmi che a modo mio sono carina oppure di usare gli eufemismi a cui la gente ricorre quando parla con le ragazze bruttine. Mi guardo allo specchio. Avrei preferito essere bella, ogni ragazza sana di mente lo desidera…
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“ti ho accompagnato a casa perché… perché ho sempre avuto un debole per le ragazze intelligenti e arrabbiate, convinte che un pò di ionia possa nascondere la loro infelicità”
“Le tre grazie”, di Louise Shaffer, 2003.
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Alcune cose mi danno da pensare….
IL MISTERO DELL’ACUSTICA
Per secoli gli architetti si sono occupati del problema dell’acustica.
Ma l’acustica di ua sala non è una questione di soluzione spaziale, ma una questione di materiali.
Il materiale assorbe la musica e le voci e I suoni; misteriose trasformazioni molecolari.
Al fine di rendere acustico un locale occorre quindi che in esso si faccia della musica? No, non è sufficiente. Bisogna che si faccia buona musica. Perché è forse possible ingannare l’anima degli uomini, ma non l’anima del materiale…
Adolf Loos, Parole nel vuoto
come dice il mio amico Pier, ci sono momenti in cui vorresti pronunciare la frase del secolo, ma al massimo ti esce fuori un ruttarello…
farsi del male inutile…
cercare le sue tracce sul mio disco fisso
Come ti amo? Lascia che te ne conti i modi.
Ti amo fino alla profondità, la vastità e l’altezza che l’anima mia può raggiungere allorquando persegue, irraggiungibili agli sguardi, i fini del bene e della grazia ideale.
Ti amo al livello delle calme necessità quotidiane, alla luce del sole ed al lume della candela.
Ti amo liberamente come gli uomini tendono al giusto, ti amo puramente, come essi rifuggono alle lusinghe.
Ti amo com la passione sperimentata nei miei antichi dolori e con la fede della mia fanciullezza.
Ti amo d’un amore che mi sembrò smarrire coi miei santi perduti: ti amo col respiro, I sorrisi, le lacrime di tutta la mia vita e, se Dio vorrà, ti amerò ancor meglio quando sarò morta.
Elizabeth Barrett brownig, Sonnets, 1846
scusate....
Sms con amici.
1:
M: tieni duro ancora qualche minuto
S: vorrei poter dire che tengo duro finché c'è qualcosa di duro da tenere, ma non vorrei sembrare esageratamente spinta....
M: eh però così prendi punti...
14/1/04 alle 00:04:10
S: Sto scrivendo Magnolia dei Negrita su una foglia di magnolia. è molto romantico.
A: Meglio magnolia che il ballo del qua qua
S: Anche perché scrivere il ballo del qua qua su di un papero sarebbe imbarazzante.
19/8/2003 fra le 15.30 e le 16.00
brani trati da un libro intitlato "La soluzione salina"
"lui la vuole quando la vuole e preferirebbe che per il resto del tempo sparisse; ma per farla contenta è disposto a tenerle dietro nel gioco dei fidanzatini. lei vuole il tempo di lui, quel genere di tempo che lui impiega quando dipinge o intavola le sue complesse elucubrazioni, mentre lui sembra pronto a dargliene soltanto quando vuole scoparla. Potenzialmente il loro scambio commerciale è in attivo (...) ma non lasciano intendere minimamente di essere in affari. lei è dentro fino al collo nel mito della relazione; e lui concorre a dar corpo a quella menzogna.
tutto quel che avesse mai desiderato era ciò che aveva appena fatto. ma aveva mutato molte delle principali tendenze della sua vita soltanto per raggiungere quell'unico, piccolo obiettivo. la distanza che esisteva fra loro e che finora non era stata percepita perché l'impulso sessuale coferiva una dissimulata intimità al rapporto, adesso scattò immediatamente. la complessità, che era apparsa così grande, istantaneamente si ridusse a un semplice fatto: lui voleva restare da solo. e il fattore dell'incertezza restava esasperatamente immutato. ma Eric soppresse in un sol colpo tutto quel che aveva capito. e continuò la farsa di vivere con lei. rapidamente entrambi assunsero quell'aria di infelicità sottilmente contraffata, che è il marchio distintivo di coloro che vivono assieme per timore invece che per amore.
é strano come voi donne non prendiate il sesso seriamente e tuttavia fingiate con voi stesse di credere alla sua tremenda significatività, mentre gli uomini lo trattano alla leggera pur essendo loro così terribilmente necessario
ma il passaggio più altamente illuminante, e che non offre più spunti di discussione sul rapporto (???) uomo donna è a pag 96:
Un cazzo e una fica possono interagire, ma un uomo e una donna possono stabilire un rapporto?
mioddio ma quanta verità in così poche righe....